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	<title>Libri Archivi - ASTW</title>
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		<title>Cioran e la lingua francese</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 14:34:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Testo tratto da Storia e utopia (Adelphi) […] Vorresti sapere se ho l’intenzione di tornare un giorno alla nostra propria lingua o se intendo invece restare fedele a quest’altra, nella quale supponi, del tutto gratuitamente, che io mi muova con un agio che non ho, che non avrò mai. Raccontarti per filo e per segno [&#8230;]</p>
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<p>Testo tratto da <em><a href="https://www.amazon.it/Storia-utopia-Emil-M-Cioran/dp/8845905187/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;keywords=Storia+e+utopia&amp;qid=1579530478&amp;sr=8-1">Storia
e utopia</a></em> (Adelphi)</p>



[…] Vorresti sapere se ho l’intenzione di tornare un giorno alla nostra propria lingua o se intendo invece restare fedele a quest’altra, nella quale supponi, del tutto gratuitamente, che io mi muova con un agio che non ho, che non avrò mai. Raccontarti per filo e per segno la storia dei miei rapporti con questo idioma d’accatto, con tutte queste parole pensate, affinate, sottili fino all’inesistenza, piegate sotto le esazioni della <em>nuance</em>, inespressive per aver tutto espresso, di una precisione spaventevole, cariche di una stanchezza e di pudore, discrete perfino nella volgarità, vorrebbe dire intraprendere la narrazione di un incubo. Come puoi immaginare che uno scita vi si possa adattare, che ne afferri il significato preciso e le maneggi con scrupolo e probità? Non ce n’è una sola la cui eleganza estenuata non mi dia la vertigine: più nessuna traccia di terra, di sangue, di anima in esse. Una sintassi d’un rigore, d’una dignità cadaverica le rinserra e assegna loro un posto da cui neanche Dio potrebbe smuoverle. Quanto consumo di caffè, di sigarette e di dizionari per scrivere una fase un po’ corretta in questa lingua inavvicinabile, troppo nobile e troppo distinta per il mio gusto! Disgraziatamente, me ne sono accorto soltanto a cose fatte, e quando era troppo tardi per allontanarmene; altrimenti, non avrei abbandonato la nostra lingua, di cui mi capita ancora di rimpiangere l’odore di freschezza e di marciume, il miscuglio di sole e di sterco, la bruttezza nostalgica, la superba scompostezza. Tornarvi, non posso; la lingua che ho dovuto adottare mi trattiene e mi soggioga con le pene stesse che mi è costata. Sono un “rinnegato”, come tu insinui? “La patria non è che un accampamento nel deserto”,  si dice in un testo tibetano. […]



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<p><strong>Emil Cioran</strong> è stato un filosofo, saggista e aforista
rumeno. Nato in Romania, dal 1933 al 1935 visse a Berlino. In seguito, risiedette
in Francia con lo status di apolide. Malgrado fosse di lingua madre rumena, in
francese, sua lingua d’adozione, scrisse tutti i libri per i quali ebbe
notorietà e fama internazionali.</p>
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