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	<title>Traduttori Archivi - ASTW</title>
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	<title>Traduttori Archivi - ASTW</title>
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		<title>Il futuro della professione del traduttore tra neofobie e opportunità</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 15:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Machine learning]]></category>
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		<category><![CDATA[Marco Montemagno]]></category>
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		<category><![CDATA[Traduttori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questa bella intervista di Marco Trombetti nel noto format di Marco Montemagno il CEO di Translated ha avuto modo di discutere di cose assai interessati, ad esempio di machine learning e machine translation, ma io ho enucleato due argomenti cui vorrei bevemente accennare. In primo luogo, il modo molto spesso aleatorio ed erratico con [&#8230;]</p>
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<p>In questa bella <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ddIN6BsCiog">intervista</a> di <a href="https://it.linkedin.com/in/marco-trombetti-707330">Marco Trombetti</a> nel noto format di <a href="https://www.youtube.com/user/montymonty">Marco Montemagno</a> il CEO di <a href="https://translated.com/">Translated</a> ha avuto modo di discutere di cose assai interessati, ad esempio di machine learning e machine translation, ma io ho enucleato due argomenti cui vorrei bevemente accennare.</p>



<p></p>



<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ddIN6BsCiog" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></p>



<p>In primo luogo, il modo molto spesso aleatorio ed erratico con cui si dà vita a un’azienda, come Translated, che ha anticipato così tanto i tempi (vendita online di servizi linguistici completamente disintermediata, o quasi) da non avere clienti, almeno all’inizio della sua attività. È molto interessante apprendere che sia stato un progetto parallelo, una specie di social network che doveva essere usato per convertire il pubblico all’acquisto di servizi di traduzioni con l’inserimento di banner pubblicitari, ad avere rappresentato una prima fonte di reddito a cui attingere per sviluppare il progetto Translated, non appena le condizioni di mercato fossero maturate. Marco è molto sincero nel riconoscere che lui non aveva la minima idea di cosa stesse facendo, nel senso che laddove avrebbero dovuto esserci strategia e studio di un business plan, c’era invece una buona mole di improvvisazione. Ma anche di fortuna e, non ultimo per importanza, di intuito. Solo in un secondo momento, quando ormai Translated si affermava, il CEO di Translated ha appreso dell’esistenza dei venture capital e del mercato dei capitali, che sono gli unici modi efficaci per far crescere un’azienda nell’ottica di ottenere una sempre maggiore competitività.</p>



<p>Un altro argomento assai interessante ma su un altro piano, è stato quello relativo al lavoro dei traduttori. In sintesi, Marco Trombetti dice che molti traduttori che hanno abbracciato le nuove tecnologie, segnatamente la <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzione-automatica-post-editing-cat-tool/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>machine translation</strong></a>, ma che erano di base anche molto bravi hanno visto aumentare il loro fatturato in modo notevolissimo. Gli altri, invece, che partivano già svantaggiati “costituzionalmente” (non tutti possono essere eccellenti) e che hanno rifiutato il nuovo paradigma del lavoro (il traduttore non è più, o almeno non è solo un linguista ma dovrà anche essere una persona con competenze trasversali, da quelle del terminologico a quelle del linguista computazionale, almeno a livello di rudimenti) sono rimasti indietro.</p>



<p>Mi sento quindi di consigliare ai traduttori, specie quelli in erba, di non aver paura di “sprecarsi” come <strong>post-editor</strong> perché, prima o poi, quasi la totalità della pipeline dell’industria della traduzione passerà per le “fauci” della machine translation. Alcuni diranno delle tariffe “da fame” che vengono riconosciute ai post-editor. Vorrei essere molto franco e preciso al riguardo. Oggi, buona parte dei motori di machine translation è in grado di offrire una qualità dell’output tale da legittimare tariffe dell’ordine dei tre centesimi di euro a parola. È del tutto ragionevole e fattibile fare 1.000 parole e più all’ora con questi mezzi, che fanno, in media, 30 euro l’ora circa, che è un onorario più che dignitoso per la professione del traduttore.</p>



<p>Se è legittimo trarre una morale da questi spunti, è possibile dire che per crescere è necessario precorrere (ma non è facile) ed essere aperti alle novità ma, soprattutto, essere pronti a cavalcarle piuttosto che a subirle. Credo sia preoccupante il persistere, tra i traduttori, di una fobia per le novità in generale (neofobia) e segnatamente nei confronti della tecnologia per la traduzione. Le condizioni del lavoro vengono imposte dal contesto tecnologico: adattarsi a questo e anzi sfruttarlo al massimo è forse la skill più importante per chiunque voglia intraprendere oggi la professione del traduttore.</p>



<p>Dalla Redazione di <a href="https://www.a-stw.com/">ASTW</a>.</p>
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		<title>Traduttori e produttività</title>
		<link>https://www.a-stw.com/traduttori-e-produttivita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 10:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Produttività;]]></category>
		<category><![CDATA[Traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La capacità di garantire e mantenere un livello di produttività sostenibile è una qualità fondamentale per il traduttore professionista.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per un traduttore adottare uno stile di lavoro produttivo è <em>condicio sine qua</em> <em>non</em> per una vita lavorativa di qualità e, ovviamente, per il mantenimento di un livello di prodotto nell’unità di tempo elevato e sostenibile. È  necessario raggiungere un compromesso (che sarebbe meglio definire “equilibrio”) tra livello di produzione e qualità del testo che si sta traducendo, soprattutto quando la tariffa che ci viene riconosciuta non è elevatissima (e quando mai lo è…) e quando il testo si presta ad automazione ed è quindi tecnico e in certa misura  ridondante e ripetitivo. Ovviamente, il saper individuare e raggiungere tale compromesso tra produzione e qualità (che non è, sia chiaro, un compromesso al ribasso sulla qualità ma il risultato di saper individuare, a colpo d’occhio, il livello minimo ma sufficiente di attenzione per garantire una qualità ineccepibile della <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/">traduzione</a>, senza tuttavia sprecare indebitamente tempo in attività francamente inutili ai fini del risultato finale) è una capacità che solo con l’esperienza è possibile sviluppare e affinare, e al cui sviluppo e affinamento partecipano, almeno in certa misura, la capacità intuitiva e quella ermeneutica del traduttore.</p>



<p>Quindi, è possibile individuare alcuni componenti alla base della
produttività di un traduttore:</p>



<ol class="wp-block-list"><li><strong>Capacità organizzativa</strong></li><li><strong>Capacità intuitiva ed ermeneutica</strong></li></ol>



<p>&nbsp;(Non considero in questa sede l’utilizzo degli strumenti di traduzione, quali i CAT tool e l’uso di glossari e della traduzione automatica, che do letteralmente per scontati per un traduttore).</p>



<p><strong>Capacità organizzativa</strong></p>



<p>La capacità organizzativa di un traduttore ma anche di qualsiasi altro professionista attiene alla sua capacità di sfruttare il tempo nel modo più proficuo possibile. Una strategia utile sarebbe quella di frazionare idealmente il tempo e quindi la giornata lavorativa in porzioni da 10 o 15 minuti, durante le quali svolgere le diverse attività, che andrebbero appropriatamente elencate, di giorno in giorno, in ordine di urgenza e importanza, ad esempio su un taccuino. Irreggimentare in tal modo lo stile di lavoro “protegge” in certa misura dalle distrazioni (controllare &nbsp;compulsivamente le e-mail in arrivo, distrarsi in Internet, ecc.), che sono le vere nemiche della produttività. È necessario anche destinare del tempo al riposo ed è consigliabile, durante tali “stacchi”, di allontanarsi dalla scrivania dando preferenza a una passeggiata, un caffè, ecc. Sebbene si diano <em>forme mentis</em> più o meno inclini a uno stile lavorativo così rigidamente organizzato, tale approccio può essere tuttavia appreso, coltivato e modificato assecondando le proprie inclinazioni.</p>



<p></p>



<p><strong>Capacità intuitiva ed ermeneutica</strong></p>



<p>La capacità intuitiva di un traduttore è una dote in gran parte innata. Qui definisco “capacità intuitiva” la capacità di “prelevare” dal proprio bagaglio di conoscenze le nozioni utili per il lavoro che si sta eseguendo. In effetti, potrebbe essere meglio definita come la “velocità” con la quale &nbsp;avviene tale attività ermeneutica (cioè di “consultazione mentale” del bagaglio di conoscenze), il suo grado di affidabilità e la capacità di individuare analogie o similitudini tra contesti linguistici parzialmente simili (una sorta di individuazione di <em>pattern</em>). Ovviamente, considerando il livello di variabilità interindividuale della capacità intuitiva e l’impossibilità di migliorare apprezzabilmente tale capacità innata, è necessario migliorare e incrementare per quanto possibile l’altro fattore, ossia la quantità e la qualità delle conoscenze. A parità di capacità intuitiva saranno infatti il grado e la qualità delle conoscenze a disposizione (oltre che le doti organizzative) a rappresentare le variabili su cui poter agire per migliorare non solo la produttività ma anche la qualità del lavoro di un traduttore. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/traduttori-e-produttivita/">Traduttori e produttività</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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