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	<title>Brevetti Archivi - ASTW</title>
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	<title>Brevetti Archivi - ASTW</title>
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		<title>ASTW E LA TRADUZIONE BREVETTUALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 16:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Machine Translation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi parliamo di una delle nostre specializzazioni: la traduzione di brevetti ASTW è leader nel settore della traduzione brevettuale, in qualsiasi combinazione linguistica. La nostra esperienza in ambito brevettuale e la pluriennale collaborazione con importanti uffici di consulenza in proprietà intellettuale e patent attorney, fanno sì che ASTW possa farsi carico in toto del vostro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">Oggi parliamo di una delle nostre specializzazioni: la traduzione di brevetti</h2>



<p>ASTW è leader nel settore della <strong>traduzione brevettuale</strong>, in qualsiasi combinazione linguistica. </p>



<p>La nostra <strong>esperienza in ambito brevettuale</strong> e la pluriennale collaborazione con importanti uffici di consulenza in <strong>proprietà intellettuale</strong> e <em><strong>patent attorney</strong></em>, fanno sì che ASTW possa farsi carico <em>in toto</em> del vostro progetto. Grazie a un&#8217;esperienza maturata negli anni e migliaia di<strong> traduzioni brevettuali</strong> e di documenti affini (come contenziosi e set di rivendicazioni), possiamo offrire un <strong>servizio di qualità eccellente a un prezzo concorrenziale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le lingue e i traduttori</h2>



<p>ASTW è specializzata in traduzioni in ambito brevettuale per ogni <strong>lingua europea ed extraeuropea</strong>. A seguito del <em><a href="https://www.epo.org/law-practice/legal-texts/london-agreement/key-points.html">London Agreement</a></em> del 2008, un accordo facoltativo per gli Stati membri della Convenzione sul Brevetto Europeo, è richiesta la traduzione del brevetto in una delle tre lingue ufficiali della CBE, quindi francese, tedesco e inglese. </p>



<p>È inoltre prevista la traduzione delle sole rivendicazioni (in alcuni casi dell&#8217;intero brevetto) nella propria lingua, per quei paesi aventi una lingua ufficiale differente dalle tre elencate sopra. </p>



<p>Per maggiori informazioni in merito alle nazioni contraenti l’accordo consiglio di consultare <a href="https://www.a-stw.com/la-traduzione-brevettuale/">l’articolo </a>redatto dal nostro CEO <a href="https://www.a-stw.com/staff/domenico-lombardini/">Domenico Lombardini</a>.</p>



<p>In base alla <strong>lingua di lavoro</strong>, e al <strong>settore di specializzazione</strong>, verrà assegnato il progetto al traduttore più qualificato. Di particolare rilevanza in questa scelta sarà il <strong>backgound </strong>del linguista.</p>



<p>In ASTW i traduttori vengono <strong>selezionati </strong>in base al<strong> titolo di studio</strong> e conseguentemente al superamento di rigorosi <strong>test linguistici</strong>. I nostri collaboratori sono tutti <strong>madrelingua </strong>e con non meno di 4 anni di esperienza in traduzione brevettuale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il processo di traduzione targato ASTW</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="602" height="282" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-4.png" alt="ASTW e la traduzione brevettuale.
Il flusso di lavoro di ASTW in schema visivo " class="wp-image-8356" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-4.png 602w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-4-300x141.png 300w" sizes="(max-width: 602px) 100vw, 602px" /></figure>



<p>Nell’arco di tutto il processo traduttivo, il <em><strong>project manager</strong></em> monitorerà e farà da ponte virtuale tra il traduttore e il cliente. Sarà proprio il PM a preparare il progetto, impostando il lavoro e scegliendo il traduttore più consono al testo. Quest’ultimo lavorerà in autonomia, consultandosi se necessario con il <em>project manager</em>. </p>



<p>Una volta terminata la conversione linguistica il testo affronterà una fase di <strong>revisione a 3 livelli</strong>, nella quale sarà effettuato un controllo accurato. <strong>Revisione e QA</strong> incentrata della completezza e correttezza del testo, mediante l’uso di controlli automatici e l’ausilio di <strong>revisori qualificati</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">ASTW e avanguardia tecnologica</h2>



<p>La tecnologia in ambito traduttivo ha fatto enormi passi avanti, in ASTW operiamo mediante i migliori <strong>CAT Tools</strong> al fine di garantire un ottimo rapporto <a href="https://www.a-stw.com/contatti/">qualità/prezzo</a> , riducendo<strong> costi e tempi </strong>di consegna. </p>



<p>I testi, soprattutto in ambito brevettuale, sono spesso ripetuti (anche solo in parte) di documento in documento. Queste tecnologie ci permettono di riutilizzare le sezioni di testo già tradotte in precedenza, <strong>velocizzando il lavoro e garantendo coerenza testuale</strong> (importantissima in questo ambito). </p>



<p>Ogni cliente avrà una o più <strong>TM </strong>(<em>Translation Memory</em>) dedicate, implementate e aggiornate di brevetto in brevetto, al fine di uniformare e omologare la terminologia richiesta dal cliente ed utilizzare la più adatta ad un determinato <strong>campo della tecnica.</strong> </p>



<p>Ovviamente non fa tutto la macchina: il valore aggiunto delle nostre traduzioni brevettuali è la preparazione dei nostri <strong>traduttori e revisori</strong>, il cui scopo è sempre quello di mirare al <strong>miglior risultato</strong> e di rispondere sempre in modo adeguato alle aspettative del cliente.</p>



<p>Per maggiori informazioni sul nostro servizio di traduzione brevettuale, clicca <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-brevettuali/">qui</a>.</p>
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		<title>Estensione del concetto di natura?</title>
		<link>https://www.a-stw.com/estensione-del-concetto-di-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 09:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Biotecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[Brevetti-biotech]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le cellule immortali Hela di Henrietta. Prima dell'alba delle biotecnologie.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>[vc_row][vc_column offset=&#8221;vc_col-lg-9 vc_col-md-9&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1452702342137{padding-right: 45px !important;}&#8221;][vc_custom_heading source=&#8221;post_title&#8221; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221; el_class=&#8221;no_stripe&#8221;][stm_post_details][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1555661432919{margin-bottom: 20px !important;}&#8221;]<strong>Prima dell’alba delle biotecnologie</strong></p>
<p>È sempre arbitrario stabilire l’inizio di una nuova era, tuttavia si può dire che le biotecnologie e la proprietà intellettuale si incontrarono prima delle conoscenze scientifiche e delle capacità tecniche fondamentali che permisero solo successivamente l’esplosione di questa nuova scienza applicata, per veleggiare poi verso i brevetti genetici e gli organismi geneticamente modificati. Parlo naturalmente della scoperta della struttura del DNA (1953, Rosalind Franklin, James Watson e Francis Crick) , dei modelli creati sulla stessa per spiegarne la funzione e la replicazione, e delle tecniche per manipolare più facilmente the big one, il DNA per gli americani. Ma non precorriamo i tempi. A molti di noi il nome di Henrietta Lacks non dirà molto, ma è da lei che vorremmo iniziare la nostra storia verso una ridefinizione o estensione (o aggiornamento?) di ciò che intendiamo vita alla luce della moderna biologia molecolare e delle sue applicazioni biotecnologiche (protette dai brevetti). Vorrei qui enfatizzare più su come venga a modificarsi la nostra percezione di natura, e meno sugli aspetti problematici correlati ai brevetti biotecnologici di cui mi sono già occupato altrove (Geni ad personam, Sapere, Dedalo ed., agosto 2010, anno 76°, n. 4).</p>
<p><strong>Le cellule immortali di Henrietta</strong></p>
<p>Erano tempi in cui il consenso informato all’uso di tessuti o derivati degli stessi era ancora lì da venire, e comunque quando non si aveva nulla dell’attuale attenzione per la legittimità dello sfruttamento (economico o meno) dei derivati biologici, specie di origine umana. Ciò naturalmente per la mancanza di strumenti e conoscenze attraverso cui manipolare la materia vivente in maniera tanto pervasiva da suscitare legittime preoccupazioni di natura etica. Si può dire, infatti, che i progressi della scienza, specie delle scienze naturali e biologiche, instaurando una continua dialettica con la società civile hanno permesso esse stesse l’emergere delle opportune contromisure per criticarne e limitarne gli effetti sulla nostra vita, un meccanismo, per così dire, a feedback autolimitante. Quindi, piuttosto di inibire a monte la ricerca scientifica e le sue applicazioni, bisognerebbe anzi permetterne il completo sviluppo e spiegamento, allorquando sarà possibile criticarne alcuni aspetti e limitarne talune applicazioni considerate nocive o non eticamente accettabili. Ma torniamo di certo alla nostra Henrietta Lacks. Nata nel 1920 a Roanoke, in Virginia, Henrietta fu una donna statunitense morta a causa di un tumore, il cui nome è legato alla famosa linea cellulare HeLa, che prende il nome dalle prime due lettere del suo nome e cognome (da sposata). Queste cellule sono state in seguito brevettate, e sono attualmente in commercio (seppure in forme modificate rispetto alle originali) e ampiamente usate nella ricerca biomedica, benché la loro inconsapevole donatrice sia morta già da 61 anni, nell’agosto del 1951. Il dottor George Otto Gey, una volta ottenuto un campione di tessuto tumorale (di cervice uterina) dalla Lacks, è riuscito a propagarne le cellule in vitro e, di generazione in generazione, tali cellule hanno acquisito un fenotipo “immortale”, ossia la capacità di crescere indefinitamente sotto condizioni appropriate di coltura. È stato calcolato che, ad oggi, le cellule HeLa coltivate nell’arco dei decenni sono ben maggiori della somma delle cellule che costituivano l’intero corpo della Lacks. Sono stati avanzati dubbi sulla legittimità di commercializzare cellule e tessuti di una persona, ma successivamente una corte americana (nel caso Moore vs Regents of the University of California) ha stabilito la legittimità di commercializzare tessuti di scarto e cellule derivati da un corpo umano.<br />
Ma le cellule HeLa sono veramente le cellule della sua donatrice? È interessante notare come tali cellule abbiano 82 cromosomi (a fronte dei 46 di ogni nostra cellula somatica), e tale peculiarità ha indotto alcuni ricercatori ha proporre le HeLa come nuova specie a se stante. Ne hanno proposto addirittura il nuovo nome tassonomico di Helacyton gartleri. Tali cellule sono talmente differenti dal tessuto da cui sono state originate (in termini di capacità di crescita, nicchia ecologica e resistenza a condizioni ambientali estreme) da non considerarsi più strettamente umane né un prodotto della natura. Esse possono essere considerate un dispositivo biologico sui generis da utilizzare per diversi scopi.</p>
<p><strong>Animali-dispositivi</strong></p>
<p>Gli impressionanti progressi di questa giovane scienza e delle sue applicazioni tecniche nell’ingegneria genetica hanno permesso poi di concepire e realizzare costrutti ben più sofisticati delle cellule HeLa. Se quest’ultime furono un risultato della serendipità, le biotecnologie possono impartire oggi in modo preciso e deliberato, virtualmente a qualsiasi organismo vivente, una caratteristica o proprietà di interesse. A seguire ripoterò alcuni esempi di brevetti depositati, da cui si potrà vedere come gli organismi viventi possano diventare dei meri dispositivi da sfruttare, di volta in volta, in diversi campi: dalla ricerca scientifica alla produzione industriale.<br />
Uno degli hot spot di certa critica alla ricerca biomedica è l’utilizzo degli animali per testare sostanze, come farmaci e cosmetici. Le biotecnologie offrono a volte la possibilità di ridurre il numero di animali sperimentali, come nel caso del brevetto del 2007 (US 7.202.392 B2), assegnato a The General Hospital Corporation (Boston). In questo brevetto si illustra la possibilità di usare un topo transgenico come dispositivo per testare sostanze da applicare sulla cute, come cosmetici e farmaci topici. Il topo in questione contiene un gene la cui attivazione nella cute ad opera di sostanze irritanti porta all’emissione di fluorescenza. Quindi, dopo l’applicazione della sostanza da testare, l’emissione di fluorescenza sarà indicativa di un fenomeno infiammatorio in atto. Quindi la cute o il topo intero può essere usato anche diverse volte per testare il potenziale effetto irritante delle sostanze da testare, riducendo in questo modo il numero di animali da sacrificare.<br />
Un altro buon esempio è un brevetto del 2006 (US 2006/0156420 A1) in cui viene descritto un topo che possiede un fegato chimerico uomo-topo da utilizzare per lo studio di farmaci antimalarici. Il Plasmodium falciparum, l’agente eziologico della malaria, inoculato nel topo troverà il suo “ospite” naturale, ossia le cellule epatiche umane (che “coabitano” con quelle di topo), rendendo quindi possibile il test di sostanze che ne inibiscono il ciclo vitale.<br />
In altri casi, gli animali possono essere utilizzati come dispositivi produttori di sostanze di interesse. Ad esempio come nel brevetto US 2007/0011752 A1, in cui si offre la possibilità di produrre qualsiasi sostanza proteica di interesse (ormoni, anticorpi, enzimi, ecc.) nella saliva di un animale transgenico che produce in natura grandi quantità di saliva, come un ruminante. Potenzialmente più problematico, dal punto di vista etico, è il caso di alcuni brevetti in cui, ad esempio, si propone l’utilizzo di chimere tra organismi di specie differenti per trarne linee di cellule staminali da mettere in commercio.</p>
<p><strong>Dagli animali all’uomo</strong></p>
<p>In linea di principio, tutte le applicazioni biotecnologiche e le manipolazioni genetiche che abbiamo sopra menzionato negli animali non umani sarebbero applicabili all’uomo, se questo non fosse bizzarro o inutile dal punto di vista commerciale o economico. Esistono non dimeno alcune limitazioni alla brevettabilità in campo biotecnologico, e queste proibiscono processi o metodi per: a) clonare essere umani; b) modificare la linea germinale degli esseri umani; c) usare gli embrioni umani per scopi commerciali; e d) modificare l’identità genetica di animali, sapendo a priori che tale modifica arrecherà inutili sofferenze all’animale in questione senza che vi sia alcun potenziale beneficio medico per chicchessia.<br />
Recentemente, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una decisione nel caso giudiziario che contrapponeva Greenpeace al Dr. Oliver Brüstle, un importante ricercatore tedesco impegnato nelle tecniche rigenerative del sistema nervoso centrale. Brüstle aveva ottenuto in Germania un brevetto in cui si rivendicava la possibilità di usare a fini commerciali e di ricerca le cellule staminali derivate dall’embrione umano. Le applicazioni erano quelle della rigenerazione del sistema nervoso centrale, come ad esempio nella cura del morbo di Parkinson e di altre malattie neurodegenerative. La decisione della Corte (https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2011-10/cp110112en.pdf) ha accolto l’istanza sollevata da Greenpeace e ha disposto che il processo che prevede la rimozione di una cellula da un embrione umano, da cui creare ad esempio neuroni da usare in una terapia rigenerativa, non può essere oggetto di brevettazione. Né è brevettabile l’uso di embrioni umani per scopi di ricerca scientifica. L’ambito di brevettabilità (ossia ciò che può essere legittimamente protetto da un brevetto), secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, è limitato all’uso di embrioni umani per scopi terapeutici e diagnostici, che vengono tuttavia applicati al solo embrione. La Corte ha anche stabilito che “embrione” è da intendersi in senso lato: esso è la cellula uovo fertilizzata ma anche la cellula uovo il cui nucleo è stato rimosso e rimpiazzato con un nucleo di una cellula somatica. In altri termini, embrione è qualsiasi cellula potenzialmente in grado di portare allo sviluppo di un organismo intero. Come detto, è stata anche esclusa dal brevetto la possibilità di ottenere precursori neuronali, perché tale processo implica la distruzione fisica dell’embrione stesso.<br />
Da ultimo, occorre vigilare sul rapporto biotecnologie-proprietà intellettuale. Ciò è ancora più vero per i cosiddetti brevetti genetici, in cui l’oggetto di brevettazione è il gene. Molti, infatti, considerano illegittimo estendere diritti di proprietà sul genoma e che tali brevetti ostacolino la stessa libertà della ricerca scientifica.[/vc_column_text][stm_post_bottom][stm_post_about_author][stm_post_comments][stm_spacing lg_spacing=&#8221;80&#8243; md_spacing=&#8221;80&#8243; sm_spacing=&#8221;30&#8243; xs_spacing=&#8221;20&#8243;][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/4&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-sm vc_hidden-xs&#8221;][stm_sidebar sidebar=&#8221;527&#8243;][/vc_column][/vc_row]</p>
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		<title>La traduzione brevettuale – Parte I</title>
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		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2016 09:06:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Brevetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le caratteristiche delle traduzioni brevettuali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>[vc_row][vc_column offset=&#8221;vc_col-lg-9 vc_col-md-9&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1452702342137{padding-right: 45px !important;}&#8221;][vc_custom_heading source=&#8221;post_title&#8221; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221; el_class=&#8221;no_stripe&#8221;][stm_post_details][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1593413658237{margin-bottom: 20px !important;}&#8221;]</p>
<h2 class="western">La traduzione brevettuale</h2>
<p>Vediamo in concreto le difficoltà che comporta la <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-brevettuali/"><strong>traduzione brevettuale</strong></a>, attraverso l’analisi del linguaggio utilizzato. Il primo insieme di dati illustrato in un brevetto è quello dei dati anagrafici, che include:</p>
<ol>
<li>il nome dell’inventore, o degli inventori (inventor);</li>
<li>l’identificazione del titolare del brevetto che presenta la domanda (applicant);</li>
<li>la data di deposito del documento (date of filing);</li>
<li>il numero della domanda di brevetto (application number);</li>
<li>il numero di pubblicazione del brevetto (publication number);</li>
<li>la data di pubblicazione della domanda di brevetto (date of publication of application);</li>
</ol>
<ol start="7">
<li>la classificazione attribuita ai sensi della classificazione internazionale dei brevetti (int. cl.);</li>
<li>la priorità (priority).</li>
</ol>
<p>Nella <strong>traduzione italiana di un brevetto redatto in lingua straniera </strong>(qui ci riferiremo all’inglese) sono indicati i dati basilari per l’identificazione del brevetto tradotto. Il secondo insieme di dati presenti è quello costituito dall’abstract, che riassume il contenuto del brevetto, in 100-200 parole. Qui viene data una descrizione di natura tecnica degli elementi principali dell’invenzione e delle loro funzioni. L’ultimo paragrafo riassume con chiarezza il risultato che si può ottenere con l’invenzione (questo paragrafo viene introdotto da as a result), e quindi lo scopo principale. Già nell’abstract troviamo alcune caratteristiche fondamentali del linguaggio brevettuale: il largo uso di forme passive e la tendenza a ripetere gli stessi verbi. In particolare i verbi che si trovano nell’abstract sono presenti nel brevetto in percentuale alta.</p>
<p>La terza parte, chiamata  dichiarazione di scienza,  è rappresentata dalla descrizione dell’invenzione, e si articola secondo una precisa struttura. Prima di tutto è identificato il campo dell’invenzione affinché il destinatario possa collocarla nel contesto appropriato. Viene identificato il campo dell’invenzione prima in generale e poi in particolare (the present invention generally relates to … and more particularly to …, la presente invenzione si riferisce in generale a …, e più specificatamente a…). Il lessico usato è quello che tornerà frequentemente in tutto il brevetto.</p>
<p>In secondo luogo viene descritta la nota per affrontare il problema che l’invenzione vuole risolvere. I problemi che le tecniche già note non hanno risolto sono trattati nella parte introdotta da however (tuttavia), e il loro elenco è fatto attraverso le espressioni  in addition (inoltre), e  furthermore (inoltre). A questo punto viene evidenziata l’aspetto fondamentale che le tecniche note non hanno risolto e che invece questa invenzione potrà risolvere, rivendicando così un requisito importante dell’invenzione, cioè  la novità. La congiunzione conclusiva therefore introduce appunto la conclusione del discorso attirando su questo punto l’attenzione del destinatario. Ed è qui che viene presentata l’invenzione come innovativa e necessaria:  the present invention satisfies this need in a manner not heretofore known in the art (la presente invenzione soddisfa questa esigenza in una maniera fino ad ora sconosciuta nella tecnica).</p>
<p>Segue, l’elenco degli <strong>scopi dell’invenzione</strong>, tutti introdotti da una espressione fissa ripetuta con variazioni minime, per ogni singolo scopo:</p>
<p>–  it is an object of the present invention to provide a (È uno scopo della presente</p>
<p>invenzione fornire un …),</p>
<p>–  it is another object of the invention to provide a (È un altro scopo dell’invenzione fornire un …),</p>
<p>–  it is a still further object of the invention to provide a (È ancora un ulteriore scopo dell’invenzione fornire un …),</p>
<p>– it is an even further object of the invention to provide a (È uno scopo ancora ulteriore dell’invenzione fornire un …).</p>
<p>A questo punto troviamo la parte in cui l’invenzione è descritta in tutti gli elementi che la compongono. Il discorso assume la forma di un elenco introdotto da comprising. Da questo punto fino alla fine dell’elenco non si trova un punto, solo virgole o punti e virgole. La maggior parte dei verbi appare sotto forma di participi presenti: comprising, defining, having, being, allowing. Le restanti forme verbali sono participi passati, l’ausiliare  essere in frasi relative introdotte da which, che dipendono da un participio presente. La struttura del discorso è semplice, ed è evidente la ripetizione di said accanto ai sostantivi che indicano gli elementi già descritti.</p>
<p>Dopo la descrizione delle parti statiche dell’invenzione viene descritto, se è il caso, il suo funzionamento: il paragrafo inizia con in operation (durante il funzionamento). Viene quindi ribadito in sintesi lo scopo dell’invenzione e la sua novità rispetto a quei sistemi già noti che provocano gli inconvenienti descritti.</p>
<p>La sezione successiva è dedicata alla descrizione dei disegni presentati insieme al brevetto. Il lessico è quello delle didascalie che descrivono le prospettive delle figure disegnate:  perspective view (vista prospettica);  exploded perspective view (vista prospettica esplosa); cross-sectional view (vista in sezione trasversale); a view taken along line (vista presa lungo la linea).</p>
<p>Dopo aver illustrato i principi generali  dell’invenzione si passa alla descrizione dettagliata di un esempio, che viene definito come preferred embodiment.[/vc_column_text][stm_post_bottom][stm_post_about_author][stm_post_comments][stm_spacing lg_spacing=&#8221;80&#8243; md_spacing=&#8221;80&#8243; sm_spacing=&#8221;30&#8243; xs_spacing=&#8221;20&#8243;][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/4&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-sm vc_hidden-xs&#8221;][stm_sidebar sidebar=&#8221;527&#8243;][/vc_column][/vc_row]</p>
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		<title>La traduzione brevettuale: tra funzionalità, rigore e creatività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 09:06:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione di brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[Brevetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco i tre elementi che caratterizzano la traduzione brevettuale: funzionalità, rigore e creatività</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>[vc_row][vc_column offset=&#8221;vc_col-lg-9 vc_col-md-9&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1452702342137{padding-right: 45px !important;}&#8221;][vc_custom_heading source=&#8221;post_title&#8221; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221; el_class=&#8221;no_stripe&#8221;][stm_post_details][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1593413094249{margin-bottom: 20px !important;}&#8221;]<strong>Il brevetto rappresenta una tipologia testuale unica, con caratteristiche specifiche</strong>, non solo legate al linguaggio burocratico-legale e ai linguaggi tecnici settoriali (variabili a seconda dell’argomento in questione), ma soprattutto inerenti allo scopo centrale del brevetto stesso: quello di illustrare un’invenzione, ovvero una soluzione assolutamente innovativa a un determinato problema tecnico, che si tratti di un prodotto o di un procedimento.</p>
<p><u>Il testo brevettuale è quindi una sorta di compromesso tra diverse esigenze:</u></p>
<ul>
<li>funzionalità: il testo di un brevetto deve essere funzionale all’obiettivo di tutelare legalmente un’invenzione e garantirne lo sfruttamento esclusivo ai titolari;</li>
<li>rigore: è necessario rispettare la struttura fissa del testo brevettuale, impostata in maniera ben precisa e costituita da un titolo, una descrizione dettagliata (in alcuni casi accompagnata da un riassunto), una serie di rivendicazioni e alcuni disegni illustrativi;</li>
<li>creatività: la natura innovativa del brevetto impone la creazione di neologismi adatti a esprimere i concetti innovativi su cui esso si basa.</li>
</ul>
<p>Alla luce di questi aspetti, <strong>il <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-brevettuali/">traduttore di testi brevettuali</a> ha l’obbligo di rispettare numerosi vincoli, inerenti non solo alla valenza tecnica e giuridica del testo, ma anche alla sua funzione pratica</strong>. La prima regola alla quale deve attenersi è l’<u>assoluta conformità al testo originale</u>, onde evitare qualsiasi fraintendimento sulla portata giuridica dell’invenzione concessa. In secondo luogo, sull’<u>eleganza stilistica della traduzione</u>, che in genere prevede un largo uso della sinonimia per migliorare la varietà del testo e renderlo più leggibile e scorrevole, prevale uno stile scarno, incentrato sulla frequente ripetizione di termini ed espressioni, per esprimere il concetto dell’invenzione in maniera inequivocabile e volutamente ridondante. Nonostante questo, la traduzione brevettuale non esclude l’uso di competenze come capacità di adattamento e creatività: avendo a che fare, per l’appunto, con concetti innovativi, non è insolito che il traduttore (così come l’autore del testo originale) si trovi a sviluppare da zero nuovi termini e a coniare nuove espressioni, mantenendo sempre l’attenzione all’aspetto funzionale ma non per questo trascurando un determinato grado di eleganza formale.<br />
Una sfida non indifferente per il traduttore che, avendo nella maggior parte dei casi una formazione umanistica, è specializzato in un numero limitato di settori tecnici e necessita dunque di materiali di riferimento e risorse terminologiche per poter colmare le proprie inevitabili lacune. Da questo punto di vista, <strong>può essere utile integrare l’uso di software di traduzione assistita o CATtools e creare memorie di traduzione, utili a mantenere la coerenza terminologica nei testi che presentano numerose ripetizioni, ma anche avvalersi di <a href="https://www.a-stw.com/servizi/traduzioni-automatiche-post-editing/">strumenti di traduzione automatica</a>, che forniscono una traduzione da una lingua naturale all’altra</strong>. Tuttavia, considerati i numerosi problemi della traduzione automatica, soprattutto se effettuata con strumenti generici, è essenziale disporre di corpora bilingue di testi nella lingua di partenza e nella lingua d’arrivo, con i quali sviluppare un motore di traduzione in grado di garantire una maggiore accuratezza terminologica, che sarà possibile arricchire e aggiornare nel tempo con i progetti completati.<br />
Essenziale per il progresso di ricerca e sviluppo e per la tutela della proprietà intellettuale, la traduzione brevettuale è un settore delicato e complesso, ma allo stesso tempo, o forse proprio per questo, estremamente affascinante.</p>
<p><em>Sul nostro blog offriremo idee, suggerimenti e spunti di riflessione su diversi argomenti correlati, spaziando dagli aspetti più tecnici alla quotidianità del mestiere di traduttore.</em><br />
<em>Seguiteci!</em>[/vc_column_text][stm_post_bottom][stm_post_about_author][stm_post_comments][stm_spacing lg_spacing=&#8221;80&#8243; md_spacing=&#8221;80&#8243; sm_spacing=&#8221;30&#8243; xs_spacing=&#8221;20&#8243;][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/4&#8243; offset=&#8221;vc_hidden-sm vc_hidden-xs&#8221;][stm_sidebar sidebar=&#8221;527&#8243;][/vc_column][/vc_row]</p>
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