La traduzione brevettuale – Parte I

La traduzione brevettuale

Vediamo in concreto le difficoltà che comporta la traduzione brevettuale, attraverso l’analisi del linguaggio utilizzato. Il primo insieme di dati illustrato in un brevetto è quello dei dati anagrafici, che include:

  1. il nome dell’inventore, o degli inventori (inventor);
  2. l’identificazione del titolare del brevetto che presenta la domanda (applicant);
  3. la data di deposito del documento (date of filing);
  4. il numero della domanda di brevetto (application number);
  5. il numero di pubblicazione del brevetto (publication number);
  6. la data di pubblicazione della domanda di brevetto (date of publication of application);
  1. la classificazione attribuita ai sensi della classificazione internazionale dei brevetti (int. cl.);
  2. la priorità (priority).

Nella traduzione italiana di un brevetto redatto in lingua straniera (qui ci riferiremo all’inglese) sono indicati i dati basilari per l’identificazione del brevetto tradotto. Il secondo insieme di dati presenti è quello costituito dall’abstract, che riassume il contenuto del brevetto, in 100-200 parole. Qui viene data una descrizione di natura tecnica degli elementi principali dell’invenzione e delle loro funzioni. L’ultimo paragrafo riassume con chiarezza il risultato che si può ottenere con l’invenzione (questo paragrafo viene introdotto da as a result), e quindi lo scopo principale. Già nell’abstract troviamo alcune caratteristiche fondamentali del linguaggio brevettuale: il largo uso di forme passive e la tendenza a ripetere gli stessi verbi. In particolare i verbi che si trovano nell’abstract sono presenti nel brevetto in percentuale alta.

La terza parte, chiamata  dichiarazione di scienza,  è rappresentata dalla descrizione dell’invenzione, e si articola secondo una precisa struttura. Prima di tutto è identificato il campo dell’invenzione affinché il destinatario possa collocarla nel contesto appropriato. Viene identificato il campo dell’invenzione prima in generale e poi in particolare (the present invention generally relates to … and more particularly to …, la presente invenzione si riferisce in generale a …, e più specificatamente a…). Il lessico usato è quello che tornerà frequentemente in tutto il brevetto.

In secondo luogo viene descritta la nota per affrontare il problema che l’invenzione vuole risolvere. I problemi che le tecniche già note non hanno risolto sono trattati nella parte introdotta da however (tuttavia), e il loro elenco è fatto attraverso le espressioni  in addition (inoltre), e  furthermore (inoltre). A questo punto viene evidenziata l’aspetto fondamentale che le tecniche note non hanno risolto e che invece questa invenzione potrà risolvere, rivendicando così un requisito importante dell’invenzione, cioè  la novità. La congiunzione conclusiva therefore introduce appunto la conclusione del discorso attirando su questo punto l’attenzione del destinatario. Ed è qui che viene presentata l’invenzione come innovativa e necessaria:  the present invention satisfies this need in a manner not heretofore known in the art (la presente invenzione soddisfa questa esigenza in una maniera fino ad ora sconosciuta nella tecnica).

Segue, l’elenco degli scopi dell’invenzione, tutti introdotti da una espressione fissa ripetuta con variazioni minime, per ogni singolo scopo:

–  it is an object of the present invention to provide a (È uno scopo della presente

invenzione fornire un …),

–  it is another object of the invention to provide a (È un altro scopo dell’invenzione fornire un …),

–  it is a still further object of the invention to provide a (È ancora un ulteriore scopo dell’invenzione fornire un …),

– it is an even further object of the invention to provide a (È uno scopo ancora ulteriore dell’invenzione fornire un …).

A questo punto troviamo la parte in cui l’invenzione è descritta in tutti gli elementi che la compongono. Il discorso assume la forma di un elenco introdotto da comprising. Da questo punto fino alla fine dell’elenco non si trova un punto, solo virgole o punti e virgole. La maggior parte dei verbi appare sotto forma di participi presenti: comprising, defining, having, being, allowing. Le restanti forme verbali sono participi passati, l’ausiliare  essere in frasi relative introdotte da which, che dipendono da un participio presente. La struttura del discorso è semplice, ed è evidente la ripetizione di said accanto ai sostantivi che indicano gli elementi già descritti.

Dopo la descrizione delle parti statiche dell’invenzione viene descritto, se è il caso, il suo funzionamento: il paragrafo inizia con in operation (durante il funzionamento). Viene quindi ribadito in sintesi lo scopo dell’invenzione e la sua novità rispetto a quei sistemi già noti che provocano gli inconvenienti descritti.

La sezione successiva è dedicata alla descrizione dei disegni presentati insieme al brevetto. Il lessico è quello delle didascalie che descrivono le prospettive delle figure disegnate:  perspective view (vista prospettica);  exploded perspective view (vista prospettica esplosa); cross-sectional view (vista in sezione trasversale); a view taken along line (vista presa lungo la linea).

Dopo aver illustrato i principi generali  dell’invenzione si passa alla descrizione dettagliata di un esempio, che viene definito come preferred embodiment.