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	<title>juxycl, Autore presso ASTW</title>
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	<description>BRIDGING IDEAS, WORDS, AND VISION</description>
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	<title>juxycl, Autore presso ASTW</title>
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		<title>L’importanza dell’infrastruttura IT per i processi aziendali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2020 15:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IT]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sistemi informatici: cosa fa l’UNESCO L&#8217;UNESCO, l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura, non ha certo bisogno di presentazioni, ma diremo qualcosa di più sulla sua struttura a livello di business mondiale, di presenza sul territorio internazionale e di necessità infrastrutturali nel comparto IT. Con 70 uffici locali disseminati in tutta [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Sistemi informatici: cosa fa l’UNESCO</h2>



<p>L&#8217;<a href="http://www.unesco.it/">UNESCO</a>, l&#8217;<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite per l&#8217;Educazione, la Scienza e la Cultura, </strong>non ha certo bisogno di presentazioni, ma diremo qualcosa di più sulla sua struttura a livello di business mondiale, di presenza sul territorio internazionale e di necessità infrastrutturali nel comparto IT.</p>



<p>Con 70 uffici locali disseminati in tutta Europa, Africa, Stati Uniti, Sud America e Asia, l&#8217;UNESCO aveva bisogno di standardizzare le soluzioni IT usate dal quartier generale di Parigi (Francia) con le sedi di tutto il mondo. L&#8217;organizzazione era, pertanto, alla ricerca di una soluzione affidabile, sicura e semplice da implementare e che funzionasse fluidamente all&#8217;interno dell&#8217;infrastruttura esistente.</p>



<p>A causa di limiti di natura tecnica o finanziaria, alcuni degli uffici usano&nbsp;connessioni internet con bassa larghezza di banda che allungano sensibilmente i tempi di accesso ai file da parte della sede principale. Per questo motivo l&#8217;UNESCO sperava di poter adottare in ogni ufficio un nuovo sistema con macchine virtuali, utilizzabili per realizzare la ridondanza dei dati locali.&nbsp;</p>



<p>In più aveva bisogno di eseguire il backup di alcuni PC/Server del quartier generale. Queste esigenze hanno spinto l&#8217;Organizzazione a cercare un&#8217;alternativa: una soluzione affidabile ed economicamente conveniente che potesse rispondere alle sue necessità di virtualizzazione e backup.</p>



<p>Le parole chiave sono quindi <strong>virtualizzazione</strong>,<strong> backup </strong>e <strong>sicurezza</strong>.</p>



<p>In cerca di una soluzione adatta a questi molteplici requisiti, l&#8217;UNESCO ha scelto <a href="https://www.synology.com/it-it">Synology</a> per sviluppare un nuovo sistema. Synology si è distinta perché i suoi server RackStation sono molto più convenienti rispetto a quelli della concorrenza. In più, il sistema operativo integrato di Synology, DiskStation Manager (DSM), offre all&#8217;UNESCO una soluzione affidabile e sicura per gestire i suoi dati in tutto il mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’infrastruttura IT di ASTW: come (e meglio) di UNESCO</h2>



<p>ASTW è dotata di un’infrastruttura IT all’avanguardia che le ha permesso di essere produttiva anche nell’èra non facile del distanziamento sociale. Limitazioni sociali che per le aziende si traducono spesso nella scelta obbligata dello Smart Working, e quindi nella necessità di progettare, implementare e utilizzare le tecnologie IT che lo rendono possibile in sicurezza e con prestazioni soddisfacenti.</p>



<p>ASTW ha quindi optato per una connessione a banda larga ridondata ma soprattutto un <strong>Data Center progettato e configurato ad hoc per permettere la fruizione dei servizi di rete sia dalle postazioni locali sia a quelle remote collegate lato WAN</strong>.<br>ASTW ha quindi deciso di potenziare ulteriormente il suo Data Center e tutta l&#8217;infrastruttura IT.</p>



<p>Nella nuova architettura in fase di realizzazione verrà implementato un Cluster VMware per la gestione di nuove macchine virtuali che utilizzeranno, come ha fatto l’UNESCO, il Server Synology sia per lo storage delle macchine virtuali stesse sia per i backup necessari.</p>



<p>Vediamo ora le differenze tra le scelte optate da un’istituzione internazionale come l’UNESCO e una società di servizi linguistici, come ASTW, che vuole utilizzare la “leva tecnologica” per l’ulteriore espansione aziendale.</p>



<p>In entrambe le soluzioni i Server NAS diventando un nodo nevralgico dell’infrastruttura IT e pertanto, a differenza dell’UNESCO, ASTW decide di configurare anch’essi in Cluster in modo da ottenere un <strong>maggior grado di fault-tollerance</strong> (fondamentale in ambiente business).<br>Lato Backup dei dati, infine, è stato utilizzato da ASTW un <strong>modello superiore di Server</strong>, dove al posto del DS918+ verrà inserito un DS1618+, ottenendo un miglioramento sia in termini di prestazioni sia di espansibilità per il futuro.<br>Il DS1618+, infatti, oltre a montare una CPU più performante, prevede la possibilità di utilizzare fino 16 unità disco (contro le 9 della soluzione UNESCO) e di espandere la memoria RAM fino a 32GB (contro gli 8GB dell’unità DS918+).</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="641" height="454" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-9.png" alt="" class="wp-image-8445" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-9.png 641w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-9-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /><figcaption>Infrastruttura IT &#8211; UNESCO e Infrastruttura IT &#8211; ASTW a confronto</figcaption></figure>



<p>&nbsp;</p>



<p>Questa nuova architettura permette ad ASTW di garantire la continuità aziendale in tutte le condizioni operative: questo rappresenta un potenziale vantaggio competitivo e una basa su cui fondare l’ulteriore sviluppo dell’azienda.</p>



<p>Dottor <strong>Mirko Davolio</strong>, IT Manager di ASTW</p>
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		<title>La traduzione brevettuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 14:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Traduzione brevettuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ma non eri biologo? Anni fa, quando mi dedicavo ormai a tempo pieno e con soddisfazione alla traduzione brevettuale come freelance, la gente si sorprendeva quando mi sentiva dire che traducevo brevetti tutto il giorno. Ricordo le loro perplessità, che erano più o meno di questo tenore: “Ma non eri biologo? E perché mai si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Ma non eri biologo?</h1>



<p>Anni fa, quando mi dedicavo ormai a tempo pieno e con soddisfazione alla traduzione brevettuale come freelance, la gente si sorprendeva quando mi sentiva dire che traducevo brevetti <em>tutto il giorno</em>. Ricordo le loro perplessità, che erano più o meno di questo tenore: “Ma non eri biologo? E perché mai si dovrebbe tradurre un brevetto? E poi, ce ne saranno così tanti da tradurre, da legittimare un lavoro full-time?”. Be’, da parte mia le risposte erano abbastanza ovvie e scontate.</p>



<p>In Italia e in altri Paesi in Europa, è necessario tradurre l’intero testo brevettuale per essere validato, ossia per essere valido nel paese in questione. Alcuni Paesi hanno ratificato, con il <strong>London Agreement</strong> (1° maggio 2008), alcune norme per la semplificazione delle procedure relative alle traduzioni richieste per i brevetti europei. Con questo Accordo, che è facoltativo per gli Stati membri della Convenzione sul Brevetto Europeo, gli Stati contraenti rinunciano a richiedere obbligatoriamente la traduzione del testo del brevetto europeo quale requisito per convalidare il medesimo nel proprio territorio nazionale. L’Accordo prevede che gli Stati membri con una delle tre lingue ufficiali della Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE), ovvero francese, inglese e tedesco, non richiedano più la traduzione nella propria lingua in fase di convalida nazionale. Gli altri Stati membri, che non hanno come lingua ufficiale una di queste tre, hanno la facoltà di richiedere, se non già altrimenti disponibile, la traduzione del brevetto europeo in una delle tre lingue ufficiali CBE a loro scelta, e la traduzione delle sole rivendicazioni nella propria lingua ufficiale. L’Accordo è stato firmato ad oggi da tredici Stati Membri della CBE. Dal 1° maggio 2002 non è quindi più necessario tradurre il brevetto europeo per poterlo convalidare in Francia, Germania, Lussemburgo, Monaco, Regno Unito e Svizzera/Lichtenstein, mentre Croazia, Danimarca, Islanda, Lettonia, Olanda, Slovenia e Svezia richiedono la traduzione delle sole rivendicazioni nella lingua nazionale. <strong>In tutti gli altri Paesi è richiesta la traduzione dell’intero testo brevettuale</strong>.</p>



<p>La corretta traduzione del brevetto costituisce quindi un “collo di bottiglia” ai fini del suo valore legale nei Paesi interessati. Io, non essendo un linguista di formazione, mi sono buttato nondimeno in questo settore così delicato e ho avuto tuttavia la possibilità di maturare, negli anni, quelle competenze linguistiche e tecniche (si pensi all’uso dei CAT tool e della Machine Translation) di cui ero sprovvisto, e con l’esperienza mi sono fatto le ossa in qualsiasi “settore della tecnica” (è un tipico gergo dei brevetti): dalle biotecnologie alla meccanica, dalla chimica organica all’Information Technology. Probabilmente la mia formazione scientifica unita a una certa cocciutaggine ha permesso di colmare le mie lacune (linguistiche e tecniche) e di riuscire, col tempo, ad affrontare argomenti così disparati. Ma, tornando un po’ indietro, cosa è poi un brevetto?</p>



<h1 class="wp-block-heading">Il brevetto: un mix tra lessico legale e sapere tecnico alla frontiera della tecnologia</h1>



<p>Il brevetto è un <strong>titolo giuridico</strong> in forza del quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo di sfruttamento economico dell&#8217;invenzione, in un territorio e per un periodo ben determinato, e che consente di impedire ad altri soggetti di produrre, commercializzare o utilizzare l&#8217;invenzione in assenza di autorizzazione. La parola “brevetto” deriva dal latino <em>patere</em>, ossia “lasciare aperto”, in altri termini disponibile al vaglio pubblico. Il brevetto, dal punto di vista macrotestuale, è costituito da due porzioni fondamentali: la <strong>descrizione</strong> e il set finale di <strong>rivendicazioni</strong>. La descrizione, che è la parte più corposa, è a sua volta costituita da una parte di background, dal riassunto dell’invenzione e dalla descrizione dettagliata dell’invenzione. La seconda porzione del brevetto, ossia il set di rivendicazioni, definisce e delimita in modo puntuale e succinto l’<strong>ambito di tutela </strong>e di protezione del brevetto. A livello di volume, un testo brevettuale può andare dalle poche migliaia di parole alle decine fino a più di centomila parole, a seconda del settore della tecnica considerato e del tipo di brevetto. Be’, molti si leccheranno i baffi a sentire di questi volumi! Purtroppo, tali volumi sono a fronte di tariffe a parola relativamente basse, le quali, a prima vista, potrebbero scoraggiare molte persone. Ma non disperiamo. In seguito, vedremo infatti come, grazie all’uso dei <strong>CAT tool, dei termbases e dalla traduzione automatica</strong> (soprattutto se allenata con dati brevettuali), malgrado queste tariffe relativamente basse sia possibile fare della traduzione brevettuale un business molto interessante.</p>



<p>Ma quali sono le criticità nell’affrontare la traduzione di un testo brevettuale? In primo luogo è necessario conoscere il <strong>gergo brevettuale</strong>, ossia una serie di parole ed espressioni, appartenenti al settore della proprietà intellettuale (IP), che vanno tradotte nella maniera appropriata, proprio come fossero tradotte da un <em>patent attorney</em>. In secondo luogo, è necessario essere molto fedeli al testo d’origine, ricalcando, per quanto possibile, la struttura sintattica del testo ed evitando, ad esempio, l’uso dei sinonimi. La corrispondenza tra testo d’origine e testo target, a livello lessicale, morfologico e sintattico, deve essere il più possibile univoca e scevra di qualsiasi ambiguità.</p>



<p>Ma a livello della prassi traduttiva alcuni testi brevettuali possono essere decisamente ostici proprio perché rappresentano la frontiera tecnologica di quel settore in quel momento, ed è talvolta difficile, se non quasi impossibile (salvo non essere un cosiddetto “skilled in the art”), reperire la terminologia appropriata e comprendere a fondo e in ogni sua parte il testo d’origine. Per rassicurare il traduttore che volesse cimentarsi nella traduzione brevettuale occorre dire che questi sono casi relativamente poco frequenti e che è sempre possibile, in caso di grave impasse durante una traduzione, chiedere il consiglio a un vero “skilled in the art”, a un tecnico, insomma, che saprà sicuramente diradare i dubbi e fornire la terminologia corretta. Col tempo e con la frequentazione quotidiana di questi testi ci si potrà accorgere che, malgrado l’ampia gamma di argomenti, i vari testi si assomigliano in fondo un po’ tutti, se non altro nell’approccio che si deve avere per affrontarne la traduzione.</p>



<h1 class="wp-block-heading">La traduzione brevettuale: lingua controllata e automazione</h1>



<p>Non si può sapere tutto. Nessuno può avere buone basi di informatica, biochimica, chimica organica, meccanica, elettronica, tali da permettergli di tradurre qualsiasi testo in cui siano presenti tali argomenti. Non si può umanamente pretendere da un traduttore la capacità pressoché totale di gestire lessici così vari, mondi terminologici e modi espressivi così lontani tra loro. Tuttavia, c’è un settore della traduzione in cui al traduttore è richiesto di avere orecchio moltissimi settori, virtualmente qualsiasi ambito tecnologico e scientifico che abbia una potenziale ricaduta industriale. Questo è appunto il mondo della <a href="https://www.a-stw.com/servizi/traduzione-di-brevetti/">traduzione brevettuale</a>. Alcuni scomodano espressioni altisonanti quali “l’arte di tradurre brevetti” oppure “l’artigianato della traduzione brevettuale”, ma al netto dell’enfasi e della retorica è innegabile che la traduzione di brevetti sia un compito spesso arduo, talvolta al limite delle possibilità traduttive. Questo perché, essendo la tecnologia oggetto del brevetto alla frontiera della tecnologia, è difficile reperire fonti terminologiche attendibili a cui attingere per tradurre il brevetto. Fortunatamente questi sono casi abbastanza rari, e l’uso di&nbsp;<em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Banca_dati_terminologica">termbases</a></em>,&nbsp;di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_di_traduzione">memorie di traduzione</a>&nbsp;validate e della <strong>Machine Translation</strong> (ne parleremo più avanti) è la maggior parte delle volte più che sufficiente per portare a termine una traduzione brevettuale ineccepibile da qualsiasi punto di vista.</p>



<p>Il testo brevettuale, se scritto nella maniera corretta, è un classico esempio di <strong>lingua naturale controllata</strong> (<em>controlled natural language</em>). La lingua controllata ha lo scopo di ridurre l’ambiguità e la complessità del testo, semplificandone la grammatica e restringendone, per quanto possibile, il lessico. Una lingua controllata codifica un insieme di regole che devono aiutare lo scrivente che sta elaborando il testo a livello di sintassi, semantica e struttura del documento. Scopo della lingua controllata è quindi di migliorare:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>leggibilità e chiarezza: le ambiguità presenti nel testo, a livello strutturale e lessicale, vengono notevolmente ridotte stabilendo delle regole che limitano già nell&#8217;atto della scrittura del documento la possibilità di incorrere in ambiguità sintattiche, semantiche o pragmatiche;</li><li>editabilità: un testo che è più facile da leggere e da comprendere è anche più facile da aggiornare perché è più facile riconoscere la struttura del documento.</li></ul>



<p>È facilmente intuibile che un siffatto testo, in virtù della sua struttura estremamente semplificata, non ambigua e spesso ridondante rappresenti <strong>un testo ideale per essere elaborato automaticamente</strong>. Ed è effettivamente così: l’uso dei CAT tool e dei termbases, ad esempio, incrementa talvolta notevolmente la velocità del processo traduttivo, sia per la presenza di matches e fuzzy matches interni al testo ma anche per i matches che si possono trovare in memoria, relativi a segmenti già tradotti in precedenti traduzioni. Infatti, capita abbastanza spesso che i testi brevettuali di uno stesso inventore o di una stessa azienda abbiano porzioni simili o talvolta uguali tra loro, e questo è un ovvio vantaggio ai fini della velocità ma anche del mantenimento della consistenza terminologica intra- e inter-testuale. Col tempo sarà possibile accumulare memorie di traduzione di grosse dimensioni e settore-specifiche (ad esempio memorie per il settore del biotech, per quello della meccanica, delle costruzioni, della chimica ecc.), e tali memorie potranno essere usate per la costruzione (training) di motori di traduzione automatica.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Il mercato delle traduzioni brevettuali</h1>



<p>Il mercato dei brevetti, e di conseguenza delle traduzioni brevettuali, in Europa è quanto mai florido e in crescita negli ultimi cinque anni: solo nel 2018 sono state presentate 147.317 domande di brevetto allo European Patent Office. E l’Italia, con 4.399 domande e una crescita dello 0,9% rispetto al 2017, si attesta al sesto posto per numero di richieste tra gli stati appartenenti all’EPO.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="470" height="259" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image.png" alt="" class="wp-image-8252" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image.png 470w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-300x165.png 300w" sizes="(max-width: 470px) 100vw, 470px" /><figcaption>Tendenza delle domande di brevetto presentate negli ultimi 5 anni e suddivisione per aria geografica</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="642" height="362" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-1.png" alt="" class="wp-image-8257" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-1.png 642w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-1-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /><figcaption>Dati relativi alla provenienza dei brevetti</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center"></p>



<p>Non sappiamo se l’attuale crisi pandemica avrà un effetto negativo sui processi globali di validazione: dal nostro osservatorio in ASTW (traduciamo, ogni mese, circa 2 milioni di parole brevettuali) non vediamo riduzioni, anzi registriamo un aumento apprezzabile delle richieste da parte dei clienti. È anzi ragionevole attendersi un aumento dei brevetti e delle relative validazioni (e quindi traduzioni) in particolari settori quali quello medico, biotech ma anche quello relativo alle comunicazioni cellulari e l’Information Technology, e forse una riduzione in altri.</p>



<p>I settori della tecnica maggiormente attivi negli ultimi anni sono quelli che coinvolgono le nuove tecnologie, quindi le biotecnologie, la comunicazione digitale, l’informatica, l’energia e i trasporti, e la maggiore presenza sul mercato viene registrata dalle grandi multinazionali (che rappresentano il 71% del mercato), con Siemens, Huawei e Samsung a guidare la classifica delle principali richiedenti nel 2018.</p>



<p>Sulla base di un ampio campione rappresentativo delle domande di brevetto presentate all’EPO, emerge un dato significativo: nel 2018 una domanda su cinque è stata presentata da PMI o singoli inventori.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="473" height="201" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-2.png" alt="" class="wp-image-8262" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-2.png 473w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-2-300x127.png 300w" sizes="(max-width: 473px) 100vw, 473px" /><figcaption>Dati rilasciati dall&#8217;EPO nel report annuale 2018</figcaption></figure></div>



<p></p>



<p>In questo scenario, e allo stato attuale della legislazione, per tutelare la proprietà intellettuale di un’invenzione nei diversi stati industrializzati, un soggetto richiedente deve coinvolgere tutti gli Stati in cui desidera ottenere un brevetto; è facile quindi intuire come i costi di traduzione siano determinanti nella procedura di validazione. &nbsp;Capita spesso che i costi da sostenere per la traduzione di un brevetto superino i costi per il deposito di per sé ed è per questo motivo che le tariffe generalmente riconosciute a LSP e traduttori sono relativamente basse. Tuttavia, utilizzando i CAT tool e la Machine Translation, un traduttore brevettuale esperto può rendere profittevole la traduzione brevettuale e può farne un’attività lucrosa e soddisfacente dal punto di vista professionale.</p>



<h1 class="wp-block-heading">La qualità è ciò che importa</h1>



<p>In ASTW gestiamo circa 2 milioni di parole brevettuali ogni mese, una quantità apprezzabile per un LSP relativamente piccolo come ASTW. Per garantire la qualità di ogni traduzione brevettuale abbiamo negli anni stabilito un flusso di lavoro che ci ha permesso di essere sicuri della qualità delle nostre traduzioni brevettuali.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="550" height="272" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-3.png" alt="" class="wp-image-8267" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-3.png 550w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-3-300x148.png 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /><figcaption>Flusso di lavoro esemplificativo</figcaption></figure></div>



<p>Ai fini dell’aumento della produttività dei traduttori, abbiamo ormai da tempo inserito stabilmente la Machine Translation nel nostro flusso di lavoro. Tutti i nostri traduttori e revisori brevettuali, sia freelance sia in-house, sono in definitiva dei post-editor. Un fattore critico a livello della qualità dell’output del motore di traduzione automatica è stato quello di individuare una soluzione di MT di qualità, “allenabile” con le nostre memorie brevettuali e che potesse apprendere terminologia e stile adottati da ogni nostra traduzione. La soluzione che abbiamo scelto è stata ModernMT (<a href="http://www.modernmt.com/">www.modernmt.com/</a>). ModernMT, sviluppata dall’azienda italiana Translated (<a href="https://translated.com/">translated.com/</a>), si basa sulla Neural Machine Translation e fa uso del contesto dell’intero documento per predire la migliore traduzione possibile di ogni frase. La soluzione inoltre apprende in tempo reale dalle preferenze stilistiche e lessicale del traduttore, e l’output sarà sempre più allineato alle attese del traduttori, con conseguente minore sforzo di post-editing. Abbiamo potuto apprezzare che, rispetto ad altre soluzioni di MT, ModernMT ci offriva una qualità migliore (minore sforzo di post-editing da parte dei post-editor) con conseguente aumento della produttività e della qualità del lavoro dei linguisti. In condizioni normali, a titolo d’esempio, un linguista esperto con l’uso di un CAT tool e lavorando come post-editor su un output di una machina di traduzione automatica allenata con dati brevettuali può arrivare a tradurre fino a <strong>6.000 o anche 7.000 parole al giorno</strong> (e anche di più, ad esempio in caso di testi strutturalmente semplici e ripetitivi).</p>



<h1 class="wp-block-heading">L’importanza della formazione dei linguisti</h1>



<p>Ma per essere un buon traduttore brevettuale non basta usare la tecnologia, la traduzione automatica, i CAT tool. Questi sono strumenti che devono essere maneggiati da una mano esperta. La formazione dei linguisti nel settore della traduzione brevettuale è quindi l’aspetto di critica importanza. In ASTW garantiamo, ad esempio, una formazione continua dei nostri traduttori, sia con corsi di formazione sia con il continuo feedback al loro lavoro da parte di colleghi più esperti. Abbiamo infatti dimostrato che l’esperienza sul campo assieme all’uso di fonti terminologiche validate (e anche della traduzione automatica) accorcia di molto la curva di apprendimento dei traduttori brevettuali alle prime armi: in media, dopo sei mesi di traduzione brevettuale full-time possiamo essere abbastanza confidenti che il traduttore brevettuale in erba abbia appreso le nozioni fondamentali per tradurre bene brevetti. Sarà necessario affiancarlo per almeno altri sei mesi da un linguista più esperto ma in genere i feedback di revisione sono buoni, perché il traduttore dispone di molte risorse cui può far ricorso in caso di dubbi. Dalla nostra esperienza, inoltre, non è trascurabile l’aiuto offerto dalla Machine Translation, specie se allenata con dati brevettuali propri: l’output della MT non si limiterà, infatti, a offrire una terminologia probabilmente appropriata ma anche lo stile traduttivo generalmente adottato e validato in azienda per la traduzione di questi testi. Inoltre l’aiuto personale dei colleghi e il lavoro di squadra sono un aspetto molto importante per la crescita professionale del traduttore di brevetti: creare un ambiente aziendale positivo e collaborativo è quindi un aspetto molto importante che viene talvolta trascurato in molte aziende, in cui a volte prevalgono i comportamenti competitivi in luogo di quelli collaborativi. Nel settore della traduzione brevettuale il know-how accumulato personalmente e in azienda rappresenta quindi la condizione su cui costruire il flusso di lavoro appropriato per garantire al cliente qualità, velocità e capacità.</p>



<p><strong>L’autore</strong></p>



<p><strong><a href="https://www.linkedin.com/in/domenico-lombardini-11251018/">Domenico Lombardini</a></strong> (laurea magistrale in Scienze Biologiche) è Founder e CEO di ASTW.</p>



<p><strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/European_Patent_Convention">https://en.wikipedia.org/wiki/European_Patent_Convention</a></li><li><a href="http://documents.epo.org/projects/babylon/eponet.nsf/0/68C67CCD2D7FA5D3C12583B4004CCA6A/$File/epo_annual_report_2018_infographic_en.pdf">http://documents.epo.org/projects/babylon/eponet.nsf/0/68C67CCD2D7FA5D3C12583B4004CCA6A/$File/epo_annual_report_2018_infographic_en.pdf</a></li><li><a href="https://www.epo.org/about-us/annual-reports-statistics/annual-report/2018.html">https://www.epo.org/about-us/annual-reports-statistics/annual-report/2018.html</a></li></ul>
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		<title>Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</title>
		<link>https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-8/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 13:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni brevettuali]]></category>
		<category><![CDATA[Translator Window - La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance]]></category>
		<category><![CDATA[Traduttori free-lance]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione brevettuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità. Oggi presentiamo Francesca Doglioni Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-8/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Diamo parola ai nostri collaboratori
freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in
volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e
per la loro affidabilità.</p>



<p>Oggi presentiamo<a href="https://www.linkedin.com/in/francesca-doglioni-6551b3193/?originalSubdomain=it"> <strong>Francesca Doglioni</strong></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.</strong></li></ul>



<p>Ciao! Cercherò di essere breve, anche se potrei scrivere un romanzo in merito! All’università molti amici “medici” o “ingegneri” mi chiedevano la traduzione di fonti che dovevano usare per la tesi. Mi piaceva mettere a frutto i miei studi e nello stesso tempo imparare cose nuove leggendo testi che altrimenti non avrei mai affrontato. Inoltre, vedendo che c’era “mercato”, scherzavo dicendo che avrei potuto farne una professione. Al tempo non ci credevo molto e invece… Dopo la laurea in lingue, ho deciso di trascorrere un anno a Monaco di Baviera e lì, casualmente, sono finita a lavorare in un grosso studio di consulenti in proprietà industriale, talmente grande che avevano un gruppo di traduttori interni. Questo mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con i loro: mi facevano leggere i testi dall’inglese al tedesco o dal tedesco all’italiano e qualche volta mi davano i “compiti per casa”, passandomi alcuni brani da tradurre che poi rivedevamo insieme. Questa è stata l’occasione che mi ha permesso di capire quanto mi piaccia tradurre e perché: mette in moto il cervello, impone ricerca e approfondimento continuo… insomma, bisogna amare lo studio e la precisione! Tornata in Italia sono stata contattata da un consulente in brevetti che mi ha chiesto alcune traduzioni: questo è stato l’inizio della mia professione e di un rapporto che è durato anni. Da cosa nasce cosa e mi sono ritrovata ad avere diverse persone e ditte che mi affidavano dei lavori. In seguito, per motivi famigliari, ho dovuto abbandonare il lavoro di traduttrice per un po’, ma appena ne ho avuto l’occasione mi ci sono ributtata a capofitto!</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)? </strong></li></ul>



<p>Sì, è vero: è un lavoro continuo sulla lingua straniera e sulla propria lingua madre! Per tenermi “in forma” leggo molto dall’inglese, dal tedesco e, ovviamente, dall’italiano. Scelgo letture varie, dalla saggistica al romanzo. Cerco di farmi venire quanti più dubbi possibile, verificando anche quello che potrebbe essere scontato. Per questo, le mie grammatiche (anche quella italiana!) non sono mai riuscite a impolverarsi: c’è sempre qualcosa da controllare o conferme da trovare. Questo per quello che riguarda le lingue, ma anche i testi che si traducono implicano degli approfondimenti, per cui tengo sempre al mio fianco un’enciclopedia delle scienze e faccio molte ricerche in Internet, di solito confrontando più fonti. Adesso con Internet è diventato più facile…o forse no…a volte è difficile gestire così tanto materiale non sempre coerente: bisogna valutare molto bene la fonte. È un lavoro a tempo più che pieno e per questo deve essere anche una passione. Non lascia molto spazio ad altro, ma trovo comunque le occasioni per dedicarmi anche alle altre mie passioni: la scrittura creativa, la fotografia e…i giri in moto con mio marito!</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come ti approcci alle tecnologie per la
traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità
o un rischio per il lavoro del traduttore? </strong></li></ul>



<p>Tema scottante: un PE dovrebbe richiedere meno tempo di una traduzione, ma bisogna stare attenti perché si rischia di lasciarsi sviare dal testo pre-tradotto e allora, anziché consegnare un lavoro “umano”, ne presenti uno ricco di calchi o cattive interpretazioni. Anche in questo caso, la regola è non dare nulla per scontato. Con una traduzione hai una lavagna vuota da riempire, con tutte le difficoltà e le sfide che questo comporta. I CAT tool aiutano molto, ma anche qui, non bisogna dimenticare di avere di fronte un testo coeso e coerente e non un insieme di segmenti slegati e autonomi.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ritieni utile seguire corsi di formazione
formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in
maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito
di letture e interessi culturali personali?</strong></li></ul>



<p>Si è sempre in formazione: guai fermarsi! Leggere molto e variare gli ambiti di lettura, curiosare in Internet, frequentare i portali di traduttori è utile, ma soprattutto è utile il confronto con gli altri mantenendo un atteggiamento di umiltà. Credo che seguire corsi di formazione strutturati apra a diverse opportunità di crescita professionale e personale.<br></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come porti avanti la tua attività di marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un freelance, avere un sito web?</strong></li></ul>



<p>Avere un sito sarebbe certamente molto utile per farsi conoscere, dipende, però, anche dal target che ci si prefigge. Avere un sito ti dà modo di essere contattato da clienti “diretti” e da un gran numero di persone che poi vanno gestite e alle quali devi garantire un lavoro di qualità. Di solito, sono io che cerco i miei potenziali clienti e mando mail o telefono, presentando le mie esperienze e mantenendo un atteggiamento spontaneo (in realtà non so fare altrimenti!).</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi
della collaborazione instaurata con ASTW </strong></li></ul>



<p>Siete ben organizzati e questo mi permette di gestire al meglio il lavoro. Inoltre, lo scambio di informazioni è sempre molto rapido e preciso. I ragazzi con i quali parlo, poi, sono anche molto simpatici e un sorriso non guasta mai <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="291" height="257" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/08/foto.jpg" alt="" class="wp-image-8055"/></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <a href="https://www.linkedin.com/in/francesca-doglioni-6551b3193/?originalSubdomain=it">Francesca Doglioni</a> </p><p></p><cite>Francesca ha concluso i suoi studi di Lingue e Letterature straniere moderne nel 1996 presso l’Università di Padova con 107/110, presentando una tesi nella quale compara “Dangling Man” di Saul Bellow a “Zapizki iz podpoljia” (Memorie dal sottosuolo) di Dostoevskji. Dopo un anno trascorso a Monaco di Baviera lavorando presso uno studio di consulenti in proprietà industriale come “praticante” di lingua tedesca e alla Volkshochschule di Freising come insegnante di lingua italiana, ha ottenuto il patentino di bilinguismo rilasciato dalla Provincia di Bolzano. In seguito, ha lavorato come traduttrice freelance per un consulente in proprietà industriale e per alcune ditte italiane. Dopo la nascita del primo figlio nel 1999 ha lavorato part-time in un ufficio commerciale estero tenendo i contatti con i clienti di lingua inglese, tedesca e francese. Contemporaneamente, continuava a svolgere la sua attività come traduttrice saltuaria. Accompagnati i figli a un’età adeguata, ha abbandonato il lavoro part-time per dedicarsi di nuovo alle traduzioni a tempo pieno.</cite></blockquote>



<p></p>
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		<title>Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</title>
		<link>https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-7/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 14:54:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni brevettuali]]></category>
		<category><![CDATA[Translator Window - La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance]]></category>
		<category><![CDATA[Traduttori free-lance]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione brevettuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità. Oggi presentiamo Cristina Cevenini Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Diamo parola ai nostri collaboratori
freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in
volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e
per la loro affidabilità.</p>



<p>Oggi presentiamo<a href="https://www.linkedin.com/in/cristina-cevenini-145a2a58/?originalSubdomain=it"> <strong>Cristina Cevenini</strong></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.</strong></li></ul>



<p>Sin da piccola ho sempre mostrato passione e interesse per le lingue e le culture straniere. Poter imparare a parlare in un’altra lingua mi incuriosiva e inoltre riuscivo ad imparare rapidamente da amici stranieri, dalle canzoni, ecc. Ho quindi coltivato questa mia passione nel percorso scolastico già con l’obiettivo di entrare un domani nel mondo del lavoro come traduttrice e interprete. La possibilità di risiedere all’estero per alcuni periodi mi ha permesso di approfondire la lingua parlata e di iniziare con i primi lavori di interpretariato.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)? </strong></li></ul>



<p>Lavorare full-time come traduttrice mi porta a tenere sempre allenata la lingua e ad imparare nuovi termini relativi alle nuove tecnologie. Nel tempo libero mi piace leggere articoli in lingua straniera da cui posso apprendere nuove forme di espressione e approfondire le mie conoscenze.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come ti approcci alle tecnologie per la
traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità
o un rischio per il lavoro del traduttore? </strong></li></ul>



<p>Ho iniziato a lavorare quando si usavano ancora la macchina da scrivere e i dizionari cartacei. Ho dovuto quindi adattarmi ai CAT tool, ormai divenuti strumenti imprescindibili per il traduttore. Questi nuovi strumenti aiutano sicuramente nel rispettare l’uniformità terminologica (soprattutto quella fornita dal cliente) e nello svolgere controlli qualità più approfonditi sul testo finale. Ritengo tuttavia che l’esperienza sia fondamentale per la riuscita di un buon lavoro.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ritieni utile seguire corsi di formazione
formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in
maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito
di letture e interessi culturali personali?</strong></li></ul>



<p>Mi occupo prevalentemente di traduzioni brevettuali e tecniche. La tecnologia si evolve e di conseguenza anche i relativi termini tecnici. Per tenersi aggiornati aiuta molto leggere argomenti specifici nella letteratura specializzata. Essendo molto impegnata professionalmente, preferisco un approccio più informale, da autodidatta, che non mi vincoli a date o orari.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come porti avanti la tua attività di
marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un
freelance, avere un sito web? </strong></li></ul>



<p>Dopo tanti anni di attività posso dire che la soddisfazione e il passa parola tra i clienti siano stati per me un ottimo biglietto da visita. Sono presente su LinkedIn e ProZ. Penso che un sito web sia importante, soprattutto ai fini della visibilità e della presenza sul mercato. L’ho avviato come pagina di presentazione, ma devo ancora lavorarci.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi
della collaborazione instaurata con ASTW </strong></li></ul>



<p>Collaboro con ASTW da qualche anno. Apprezzo tantissimo la loro professionalità unita a una particolare attenzione e rispetto verso i collaboratori esterni. I Project Manager (il mio prezioso riferimento è Francesco) sono davvero disponibili e pronti ad aiutare in caso di necessità, anche di tipo informatico, e in caso di imprevisti. Mi sento parte di una grande famiglia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/07/foto-Cevenini.jpg" alt="" class="wp-image-7920" width="268" height="359" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/07/foto-Cevenini.jpg 534w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/07/foto-Cevenini-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" /></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <a href="https://www.linkedin.com/in/cristina-cevenini-145a2a58/?originalSubdomain=it">Cristina Cevenini</a> </p><p></p><cite>Traduttrice freelance in ambito tecnico e brevettuale dal 1993. Dopo aver frequentato il Liceo Linguistico Internazionale di Bologna, ha completato gli studi presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Bologna conseguendo il Diploma di Interprete Traduttore e Interprete Parlamentare per le lingue inglese e tedesco. Prima di intraprendere l’attività di freelance ha iniziato come traduttrice in-house presso uno studio traduzioni, dove ha potuto acquisire, sul campo, l’esperienza necessaria non solo nell’ambito strettamente relativo alla traduzione, ma anche riguardo al contatto con i clienti, alla gestione dei tempi e all’organizzazione del lavoro. La passione per le lingue unita all’interesse per la tecnologia l’hanno portata a specializzarsi nel settore della traduzione tecnica e, grazie alla costante collaborazione con agenti in materia di brevetti, ha potuto approfondire e perfezionare la traduzione brevettuale.</cite></blockquote>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-7/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</title>
		<link>https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-6/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 16:54:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Translator Window - La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità. Oggi presentiamo Valentina De Cosmis Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-6/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Diamo parola ai nostri collaboratori
freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in
volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e
per la loro affidabilità.</p>



<p>Oggi presentiamo<a href="https://www.linkedin.com/in/valentina-de-cosmis-6495a2120"> <strong>Valentina De Cosmis</strong></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.</strong></li></ul>



<p>Da sempre, sono consapevole di avere una doppia anima, quella umanista, che mi regala l’amore per la letteratura e il cinema, e quella scientifica, che è alimentata da una curiosità insaziabile. La prima volta che ho capito che il lavoro del traduttore tecnico faceva sì che queste due anime convergessero avevo 17 anni, stavo cercando una definizione in italiano di “Generational gap” e mi imbattei nella voce corrispondente su Wikipedia, risorsa per la quale durante la mia adolescenza nutrivo una grande passione, nonostante stesse ancora muovendo i suoi primi passi, in particolare per la funzione “Una voce a caso” che mi presentava argomenti in modo randomico. La voce non era tradotta. Più che altro fu un richiamo: non avevo idea di cosa stessi facendo, ma per la prima volta tradussi una voce tecnica. Tutto quello che è accaduto dopo è stata una conseguenza di quel momento.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)? </strong></li></ul>



<p>Leggo riviste scientifiche e articoli di divulgazione, ma anche moltissima letteratura.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come ti approcci alle tecnologie per la
traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità
o un rischio per il lavoro del traduttore? </strong></li></ul>



<p>Il valore di uno strumento, di qualsiasi strumento, dipende sempre dall’uso che se ne fa. Personalmente, ritengo che questi strumenti siano una grandissima opportunità per il traduttore: velocizzano la traduzione, automatizzando la parte automatizzabile e consentendo al traduttore di concentrarsi sulla qualità del testo target. Credo fermamente nello sviluppo della tecnologia e dell’AI. Non temo nessun tipo di intelligenza artificiale perché sono consapevole del fatto che è finalizzata allo svolgimento di compiti specifici e non sostituisce un umano. Nel caso della traduzione, c’è un fattore, quella che volgarmente possiamo definire “sensibilità” che affonda le sue radici nella natura umana. Sebbene in futuro potranno essere migliorati i livelli di precisione terminologica e coerenza della macchina, è improbabile che la macchina diventi in grado di cogliere sfumature di significato nascoste tra le righe.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ritieni utile seguire corsi di formazione
formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in
maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito
di letture e interessi culturali personali?</strong></li></ul>



<p>I due tipi di formazione a mio parere devono andare di pari passo. Personalmente, faccio formazione online e partecipo abitualmente ai Roadshow organizzati da SDL per tenermi aggiornata anche dal punto di vista tecnologico.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come porti avanti la tua attività di
marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un
freelance, avere un sito web? </strong></li></ul>



<p>Ritengo che uno dei grandi vantaggi dell’essere freelance sia quello di potere scegliere i propri clienti, anche sulla base dei propri valori. Personalmente, contatto i clienti su LinkedIn e direttamente dal loro sito Web. Un fattore che tengo in considerazione in modo particolare quando devo scegliere un’agenzia, oltre alla professionalità, è il livello di comunicabilità. Non mi trovo a mio agio a essere un numero. Mi piace avere un rapporto personale con i dipendenti dell’agenzia. La mia politica è molto semplice: io garantisco una disponibilità il più ampia possibile, che tiene in conto che possono esserci urgenze o che può esserci la necessità di lavorare nel weekend, ma dal lato agenzia mi aspetto supporto se uno strumento non funziona o se è necessario contattare il cliente. Mi piace creare rapporti fondati sulla stima reciproca. Per quanto riguarda i clienti privati, sono io a contattarli sulla base dei miei interessi: contatto solo quelle aziende che portano avanti un progetto che ritengo particolarmente interessante e in linea con i miei valori.<br>Per quanto riguarda il sito Web, è sicuramente utile per promuoversi a livello di marketing, ma il mio approccio è più diretto.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi
della collaborazione instaurata con ASTW </strong></li></ul>



<p>Collaboro con ASTW da diverso tempo e apprezzo molto l’estrema professionalità, il costante supporto e la capacità dei PM di risolvere problemi di varia natura. In particolare, ho instaurato un rapporto professionale di stima reciproca con i PM e, come ho detto, trovo che questo sia fondamentale. In anni di collaborazione non ho mai riscontrato nessun tipo di problema né tanto meno ritardi causati da questioni amministrative e questo fa loro particolarmente onore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/06/foto-cv.png" alt="" class="wp-image-7042" width="255" height="218"/></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <a href="https://www.linkedin.com/in/valentina-de-cosmis-6495a2120">Valentina De Cosmis</a></p><p>Valentina De Cosmis nasce a San Benedetto del Tronto nel 1990, nel 2009 si trasferisce a Bologna dove studia Lingue, Mercati e Culture dell’Asia, un’interfacoltà in cui affronta discipline quali Economia, Diritto, Linguistica italiana, Lingua e linguistica giapponese e tedesca. Nel 2013 si iscrive alla facoltà di Lingue per la Comunicazione Internazionale dell’Università di Torino, unica università che le consentisse di proseguire lo studio di entrambe le lingue scelte durante il percorso triennale e di studiare discipline quali Marketing, Diritto commerciale e internazionale e Informatica applicata alla comunicazione. Nel 2016 vince una borsa di studio per frequentare il Master in Traduzione specializzata, indirizzo tecnico-scientifico presso L’Agenzia formativa TUTTOEuropa, Ente di Alta formazione per traduttori e interpreti.</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-6/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ASTW vince il premio Le Fonti Awards 2020</title>
		<link>https://www.a-stw.com/astw-vince-il-premio-le-fonti-awards-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 07:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=7019</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una buona notizia! E con molto orgoglio che tutta la squadra di ASTW annuncia di aver ricevuto il prestigioso premio Le Fonti Awards 2020 con la motivazione Eccellenza dell’Anno Innovazione &#38; Leadership Professional Translation Services. Qui potete visionare una foto della premiazione in cui il nostro fondatore e amministratore Domenico Lombardini, piuttosto emozionato per l’evento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/astw-vince-il-premio-le-fonti-awards-2020/">ASTW vince il premio Le Fonti Awards 2020</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/06/LeFonti-01-01-1024x724.png" alt="Immagine che contiene nero, segnale, cibo, bianco

Descrizione generata automaticamente" class="wp-image-7021"/></figure>



<p>Una buona notizia! E con molto orgoglio che tutta la squadra
di <a href="https://www.a-stw.com/team/">ASTW</a> annuncia di aver ricevuto il
prestigioso premio <strong><a href="https://www.lefontiawards.it/">Le Fonti Awards
2020</a></strong> con la motivazione <em>Eccellenza dell’Anno Innovazione &amp;
Leadership Professional Translation Services</em>.</p>



<p>Qui potete visionare una foto della premiazione in cui il nostro fondatore e amministratore <a href="https://www.a-stw.com/staff/domenico-lombardini/">Domenico Lombardini</a>, piuttosto emozionato per l’evento in live streaming, ritira il premio.</p>



<p>Congratulazioni a tutti noi!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/06/premiazione-screenshot.jpeg" alt="" class="wp-image-7023"/></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/astw-vince-il-premio-le-fonti-awards-2020/">ASTW vince il premio Le Fonti Awards 2020</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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		<item>
		<title>PEMT VS. DIGNITÀ DEL LAVORO DEL TRADUTTORE: È PROPRIO VERA QUESTA ANTINOMIA?</title>
		<link>https://www.a-stw.com/pemt-vs-dignita-del-lavoro-del-traduttore-e-proprio-vera-questa-antinomia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2020 14:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi per traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Machine translation]]></category>
		<category><![CDATA[PEMT]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Corre in rete, nei gruppi di discussione dei traduttori e nelle mailing list, numerose discussioni intorno al futuro del lavoro del traduttore, in un mondo, quale è quello dell’industria della traduzione, ad alto contenuto tecnologico e di automazione. Molti sono coloro a sentirsi aggrediti dalla Machine Translation. Altri, in particolare i più giovani, forse scevri [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/pemt-vs-dignita-del-lavoro-del-traduttore-e-proprio-vera-questa-antinomia/">PEMT VS. DIGNITÀ DEL LAVORO DEL TRADUTTORE: È PROPRIO VERA QUESTA ANTINOMIA?</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Corre in rete, nei gruppi di discussione dei traduttori e nelle
mailing list, numerose discussioni intorno al <strong>futuro del lavoro del
traduttore</strong>, in un mondo, quale è quello dell’industria della traduzione, ad
alto contenuto tecnologico e di automazione. Molti sono coloro a sentirsi
aggrediti dalla <strong>Machine Translation</strong>. Altri, in particolare i più giovani,
forse scevri da pregiudizi e con meno paura per le cose nuove, sono molto più aperti
a cimentarsi nel <strong>post-editing</strong>. Si fa spesso un discorso sulle <strong>tariffe</strong>,
secondo alcuni poco adeguate e addirittura irrispettose per la dignità della
professione. La nostra esperienza in <strong>ASTW</strong> è molto chiara: il <strong>PEMT</strong>
(Post Editing Machine Translation) è ben accetto ai traduttori, sia interni sia
esterni, i quali non si lamentano né delle tariffe né della qualità del lavoro.
Per loro è del tutto evidente che il lavoro del traduttore che fa post-editing
è un lavoro di revisione e di controllo della qualità: è il linguista a
determinare la bontà del lavoro, non la macchina, quest’ultima essendo solo un
ausilio, uno strumento in mano a un intellettuale, il traduttore, che con la
propria opera creativa e professionale sfrutta uno strumento per migliorare il
proprio prodotto.</p>



<p>Sì, ma <strong>le tariffe</strong>? I nostri traduttori non se ne sono mai
lamentati. È necessario puntualizzare una cosa: per un traduttore freelance sono
sì importanti le tariffe ma nel caso della PEMT, sebbene le tariffe possano apparire
basse, è necessario porre attenzione a <strong>quanto si fattura nell’unità di tempo</strong>.
I traduttori in gamba con la PEMT sono in grado di tradurre intorno alle 1.000-2.000
parole all’ora (ciò dipende anche dalla qualità della macchina e dal tipo di
testo). Poi ci sono altre variabili da tenere a mente, quali la puntualità dei
pagamenti, la continuità della collaborazione, i buoni rapporti coi Project
Manager ecc.</p>



<p>Insomma, offrire il servizio di Post Editing Machine Translation è un <strong>vantaggio competitivo</strong> per il traduttore freelance, al quale, se si trova per la prima volta ad avere a che fare con la Machine Translation, è consigliabile seguire un corso di formazione specifico. Il <a href="https://www.a-stw.com/servizi/corsi-formazione-per-traduttori/pemp-post-editing-machine-translation-webinar/"><strong>webinar PEMT</strong></a> (Post Editing Machine Translation), che si terrà <strong>il 3 e il 4 giugno 2020 </strong>a cura di <a href="https://www.a-stw.com/staff/domenico-lombardini/"><strong>Domenico Lombardini</strong></a> e <a href="http://sprachschneiderei.de/en/"><strong>Sara Grizzo</strong></a>, è una buona occasione per avvicinarsi al mondo del PEMT. </p>



<p><strong>Attenzione: mancano pochi giorni alla chiusura delle iscrizioni.</strong></p>



<p>Qui per iscriversi: <a href="https://a-stw.elogos.cloud/post-editing-machine-translation">https://a-stw.elogos.cloud/post-editing-machine-translation</a></p>



<p>Il corso di formazione <a href="https://www.a-stw.com/servizi/corsi-formazione-per-traduttori/pemp-post-editing-machine-translation-webinar/"><strong>webinar PEMT</strong></a> dà diritto a Crediti Formativi Professionali ai fini del
Programma di Formazione Continua di AITI, ANITI, TradInFo e Assointerpreti.
Puoi richiedere uno sconto se sei socio AITI, ANITI, TradInFo e Assointerpreti
(pari al 15% del prezzo del corso).</p>



<p class="has-text-align-center"><a href="https://a-stw.elogos.cloud/post-editing-machine-translation">Iscriviti qui</a></p>
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		<item>
		<title>Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</title>
		<link>https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2020 13:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Translator Window - La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=7001</guid>

					<description><![CDATA[<p>Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità. Oggi presentiamo Magda Boi Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-5/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Diamo parola ai nostri collaboratori
freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in
volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e
per la loro affidabilità.</p>



<p>Oggi presentiamo <a href="https://www.linkedin.com/in/magdaboi/">Magda Boi</a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.</strong></li></ul>



<p>La scelta di studiare le lingue all&#8217;inizio è stata dettata dalla pura passione, non da un preciso obiettivo lavorativo: ho vissuto gli anni di studio all&#8217;Università di Bergamo con un crescente entusiasmo e desiderio di apprendimento sia delle lingue parlate e scritte che della linguistica, una disciplina affascinante ed estremamente formativa. Subito dopo la laurea decisi di restare nell&#8217;ambito della ricerca e di intraprendere la lunga strada della carriera accademica. Poi per caso, la svolta: nel 1999 lessi un annuncio su un giornale nazionale di un&#8217;importante agenzia milanese che cercava candidati per la professione di Localization Project Manager. Decisi di abbandonare i sogni accademici dal futuro incerto per entrare nel mondo del lavoro e gettare le basi di quella che sarebbe poi diventata la mia attuale libera professione.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)? </strong></li></ul>



<p>Il lavoro è già di per sé un continuo allenamento delle capacità non solo linguistiche ma anche cognitive (concentrazione, memoria a breve termine e a lungo termine, attenzione focalizzata ecc.). Il mio interesse per le lingue ovviamente va ben oltre il lavoro quindi ogni occasione è buona per migliorare le mie capacità: film, canali televisivi in lingua straniera, letture. Soprattutto, quando acquisto libri di autori stranieri, scelgo sempre l&#8217;edizione integrale o con testo a fronte, per le lingue di mia conoscenza. Recentemente con un tandem linguistico sto provando anche a imparare il polacco (con molta calma!).</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come ti approcci alle tecnologie per la
traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità
o un rischio per il lavoro del traduttore? </strong></li></ul>



<p>I CAT tool sono sicuramente una risorsa importantissima per il lavoro di traduzione. Agevolano il lavoro del traduttore, riducendo i margini di errore, e consentono di massimizzare e controllare sia la qualità che le tempistiche, due fattori fondamentali per garantire servizi di traduzione e revisione ottimali. La Machine Translation è certamente uno strumento utile, soprattutto per testi tecnici ripetitivi e molto standard, per i quali è possibile ottenere un output anche di buona qualità che richiede pochissima revisione. In questi contesti può essere un&#8217;opportunità per il traduttore in termini di riduzione delle tempistiche di lavoro e aumento della produttività.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ritieni utile seguire corsi di formazione
formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in
maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito
di letture e interessi culturali personali?</strong></li></ul>



<p>La formazione professionale secondo me è di fondamentale importanza: non solo consente di acquisire nuovi contenuti e competenze, ma permette anche di apprendere metodologie di apprendimento e di lavoro specifiche. In questo senso l&#8217;esperienza in aula o in gruppo secondo me ha sicuramente una marcia in più rispetto alla formazione da autodidatta. Certamente, gli interessi culturali e personali possono supportare e arricchire quanto appreso durante corsi e seminari e rafforzarlo ulteriormente nell&#8217;ottica di un apprendimento a lungo termine.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come porti avanti la tua attività di
marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un
freelance, avere un sito web? </strong></li></ul>



<p>Innanzitutto aggiorno costantemente il mio curriculum vitae in modo strategico ossia mettendo in evidenza le esperienze che possono essere di interesse per i potenziali clienti, rispetto ad altre. Ad esempio, nel mio caso, da quando ho intrapreso il percorso di Laurea in Psicologia Clinica, il mio curriculum si compone di due ambiti paralleli, quello linguistico (formazione ed esperienza di traduzione) e quello psicologico (partecipazione a seminari, congressi, tirocinio ecc.). Modulo quindi il curriculum a seconda del mio interlocutore e dell&#8217;ambito di traduzione, cercando di evidenziare competenze che possano essere di suo interesse, piuttosto che fornire un semplice elenco cronologico di tutte le attività svolte. Attualmente prediligo l&#8217;autocandidatura a potenziali clienti di settori mirati. Avere un sito Web può senz&#8217;altro essere un vantaggio per ottenere una maggiore visibilità e riunire tutte le informazioni e le competenze in un unico luogo della rete. È un progetto da costruire in modo mirato e consapevole, e ci sto lavorando…!</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi
della collaborazione instaurata con ASTW </strong></li></ul>



<p>La relazione con i Project Manager e i team delle agenzie, soprattutto per chi come i freelance lavora da solo/a e a distanza, è un aspetto che incide notevolmente sulla serenità e la qualità della vita. Collaborazione efficace, supporto pronto e affidabile, capacità di infondere fiducia e calma in caso di problemi tecnici o di altro genere: sono tutte caratteristiche relazionali molto apprezzate e gradite, che annullano la distanza del freelance, e che riscontro costantemente nel mio rapporto con il team ASTW. Sono certa che siano ottimi presupposti per continuare a lavorare insieme con reciproca soddisfazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/05/Magda_Boi.jpg" alt="" class="wp-image-7002" width="281" height="365"/></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <a href="https://www.linkedin.com/in/magdaboi/">Magda Boi</a></p><p>Magda ha conseguito la Laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere presso l&#8217;Università di Bergamo nel 1997, specializzandosi in lingua e letteratura inglese e tedesca, linguistica e glottodidattica. Ha svolto la professione di Localization Project Manager a Milano per poi dedicarsi all&#8217;attività di traduttrice, prima in-house, quindi come freelance specializzandosi, tra gli altri, nei settori medicale e lifescience. Nel 2019 ha conseguito la Laurea magistrale in Psicologia Clinica e della Salute e Neuropsicologia presso l&#8217;Università di Firenze. Attualmente vive in Toscana e affianca la libera professione alla collaborazione a progetti di ricerca in Psicologia Clinica e Medicina Psicosomatica del Dipartimento di Scienze della Salute dell&#8217;Università di Firenze.</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-5/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Corso di formazione in Post Editing</title>
		<link>https://www.a-stw.com/corso-di-formazione-in-post-editing/</link>
					<comments>https://www.a-stw.com/corso-di-formazione-in-post-editing/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2020 14:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi per traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Machine Translation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con molto piacere segnaliamo il webinar PEMT (Post Editing Machine Translation) che si terrà il 3 e il 4 giugno 2020 a cura di Domenico Lombardini e Sara Grizzo. Il Post Editing è ormai un paradigma imprescindibile del lavoro del traduttore. Nessun linguista in futuro potrà esimersi dall’utilizzare la Machine Translation o comunque di diventare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/corso-di-formazione-in-post-editing/">Corso di formazione in Post Editing</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Con molto piacere segnaliamo il <a href="https://www.a-stw.com/servizi/corsi-formazione-per-traduttori/pemp-post-editing-machine-translation-webinar/">webinar
PEMT</a> (Post Editing Machine Translation) che si terrà <strong>il 3 e il 4 giugno
2020 </strong>a cura di <a href="https://www.a-stw.com/staff/domenico-lombardini/">Domenico
Lombardini</a> e <a href="http://sprachschneiderei.de/en/">Sara Grizzo</a>.</p>



<p>Il <strong>Post Editing</strong> è ormai un paradigma imprescindibile
del lavoro del traduttore. Nessun linguista in futuro potrà esimersi
dall’utilizzare la Machine Translation o comunque di diventare un revisore (<strong>Post
Editor</strong>) di testi prodotti da una macchina. Per questo è importante seguire corsi
di formazione, come il nostro webinar, che forniscono rudimenti e punti di riferimento
per iniziare a lavorare avvedutamente come Post Editor.</p>



<p class="has-text-align-center"><a href="https://a-stw.elogos.cloud/post-editing-machine-translation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ISCRIVITI QUI</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Programma del webinar</h2>



<p><strong>Parte 1 – Machine Translation:
quali soluzioni MT adottare e come integrare la MT nel lavoro del traduttore
freelance (Domenico Lombardini) 3 giugno 2020 (9.30-11.30)</strong></p>



<ol class="wp-block-list"><li>Soluzioni di Machine Translation disponibili sul mercato.
Panoramica e confronti dei prodotti in termini di qualità dell’output e dei
costi</li><li>Integrazione della soluzione MT nel flusso di lavoro</li><li>Come migliorare la qualità dell’output della MT</li><li>È sempre usabile la MT? Contesti in cui la MT offre un vantaggio
rispetto alla traduzione “tradizionale”</li><li>Illustrazione di testi e case study: la MT e la traduzione
brevettuale e in ambito Life Sciences</li><li>Quanto è possibile aumentare la
produttività con la MT</li></ol>



<p><strong>Parte 2 – Post-editing: soluzioni pratiche per la gestione degli
incarichi (Sara Grizzo) 4 giugno (9.30-11.30)</strong></p>



<ol class="wp-block-list"><li>Errori e difficoltà della MT neurale: conosciamoli insieme per
affrontare al meglio il post-editing</li><li>Preparazione dei testi per la pre-traduzione con la MT</li><li>Strategie utili prima di iniziare il post-editing vero e proprio</li><li>Funzioni ad hoc dei CAT tool (SDL Studio 2019 come punto di
partenza)</li><li>Tecniche di lavoro sull’output</li><li>Come gestire la collaborazione
con clienti/agenzie: questione tariffe</li></ol>



<p>Ogni partecipante riceverà in omaggio una copia del testo <strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://www.amazon.it/Machine-translation-usarla-professionale-bilingue/dp/8825528744" target="_blank">Machine translation. Come usarla in modo professionale</a></strong> (Aracne editrice, 2019)</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/41TWxmG6cpL._SX390_BO1,204,203,200_.jpg" alt="" width="256" height="326"/></figure>



<p><strong>Modalità</strong><br>
Webinar</p>



<p><strong>Destinatari</strong><br>
Il corso è rivolto a neolaureati, traduttori esordienti e traduttori con
esperienza</p>



<p><strong>Prezzo</strong></p>



<p>150 euro + Iva</p>



<p><strong>DOCENTI</strong><br></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://cdn.shortpixel.ai/client/to_webp,q_glossy,ret_img,w_150/https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/05/domenico-lombardini-150x150.jpg" alt=""/></figure>



<p><a href="https://www.a-stw.com/staff/domenico-lombardini/"><strong>Domenico Lombardini</strong></a> si occupa di traduzione e scrittura medico-scientifica. Laureato in scienze biologiche, si è occupato di ricerca biomedica (neuroscienze). È traduttore e formatore. Ha curato corsi online e presso università. È fondatore e proprietario di ASTW.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://cdn.shortpixel.ai/client/to_webp,q_glossy,ret_img,w_150/https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/05/sara-grizzo-150x150.jpg" alt=""/></figure>



<p><a rel="noreferrer noopener" href="http://sprachschneiderei.de/en/" target="_blank"><strong>Sara Grizzo</strong></a> ha studiato Traduzione e Interpretazione alla S.S.L.M.I.T. di Trieste. Dopo la laurea ha lavorato come computational linguist nel reparto di traduzione automatica di un rinomato fornitore di tecnologie di traduzione e servizi linguistici in Inghilterra. Dal 2010 lavora come freelance traducendo dal tedesco e dall’inglese manuali tecnici e contenuti marketing. Inoltre, offre corsi sulla traduzione automatica e sulle sue applicazioni per aziende e colleghi traduttori, e scrive con regolarità contributi sull’argomento in varie riviste di settore.</p>



<p class="has-text-align-center"><a href="https://a-stw.elogos.cloud/post-editing-machine-translation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ISCRIVITI QUI</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/corso-di-formazione-in-post-editing/">Corso di formazione in Post Editing</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</title>
		<link>https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2020 16:32:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Translator Window - La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=6964</guid>

					<description><![CDATA[<p>Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità. Oggi presentiamo Luca Umidi Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-4/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Diamo parola ai nostri collaboratori
freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in
volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e
per la loro affidabilità.</p>



<p>Oggi presentiamo <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/luca-umidi-4b278a172/?originalSubdomain=it">Luca Umidi</a></strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.</strong></li></ul>



<p>Innanzitutto grazie! Sono contento di poter rispondere a queste domande. Posso dire che già i miei studi superiori hanno avuto un certo orientamento verso le lingue. Ho infatti frequentato un liceo scientifico con sperimentazione inglese-francese, cosa che mi ha portato a perseguire questa strada anche all’università. Mi sono prima iscritto alla facoltà di Lingue per passare poi al corso di Interpretariato e Comunicazione nato dal connubio tra l’Università IULM e la Scuola Interpreti e Traduttori Carlo Bo di Milano. Durante gli studi ho poi avuto la possibilità di lavorare presso l’ufficio di un professionista, chimico di formazione ma diventato traduttore. Posso affermare che sia stata questa la mia reale scuola sotto molti punti di vista. All’interno dello studio mi occupavo della revisione e in seguito della traduzione di brevetti. La revisione mi ha permesso di imparare ad approcciare questa tipologia di documenti e di costruirmi un buon glossario, strumenti insostituibili per affrontare l’attività di traduzione vera e propria. Era un ufficio molto spartano, senza internet ma con dizionari di vario tipo. Lui è stato un maestro per me, mi ha insegnato a ragionare partendo dalle ricerche fatte sui vocabolari e a trovare metodi per velocizzare il processo traduttivo rendendolo addirittura più efficace. Questo mi è poi servito dopo, quando ho intrapreso il mio percorso professionale indipendente. L’uso di internet ha rappresentato una grande facilitazione per reperire riferimenti da cui dedurre la traduzione di alcuni termini e composti, ma mi sono tenuto stretto il metodo di ragionamento, e ho sviluppato processi più o meno personali che mi hanno consentito di aumentare il rendimento, senza trascurare la qualità dei testi tradotti. Sulla base di questa esperienza ho proseguito la mia attività nel settore tecnico-scientifico e brevettuale.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)? </strong></li></ul>



<p>Credo che l’intervento quotidiano su documenti da tradurre e lo svolgimento delle ricerche correlate costituiscano già di per sé un ottimo allenamento, poiché inducono alla lettura di molti testi in lingua. Per di più oggi con la diffusione della rete abbiamo accesso a contenuti scritti e video in tutte le lingue, e senza che ce ne rendiamo conto siamo continuamente stimolati alla comprensione di idiomi e usi diversi dal nostro. Pensiamo alle notizie ad esempio. Lo si può definire un allenamento quasi inconsapevole ma molto incisivo. Inoltre sono un appassionato di musica, e per questo leggo e guardo interviste, tutorial e recensioni che sono per la maggior parte in lingua. Ulteriore modo per arricchire il mio bagaglio terminologico e di comprensione .</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come ti approcci alle tecnologie per la
traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità
o un rischio per il lavoro del traduttore? </strong></li></ul>



<p>Devo ammettere che inizialmente ero un po’ diffidente e ho fatto resistenza per qualche tempo. Poi ho compreso che non era possibile farne a meno, l’unico risultato sarebbe stato quello di diventare obsoleto e vanificare gli sforzi fatti negli anni precedenti perdendo terreno in termini di competitività. Da quel momento ho cambiato approccio e ho deciso di recepire positivamente le nuove tecnologie, pur preservando un’obiettività anche critica. Ritengo siano strumenti molto utili se utilizzati correttamente, sia lato traduttore sia lato agenzia.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ritieni utile seguire corsi di formazione
formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in
maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito
di letture e interessi culturali personali?</strong></li></ul>



<p>Penso che le due cose possano andare di pari passo. Se svolgiamo seriamente il nostro lavoro ci sottoporremo automaticamente a una formazione costante, leggendo, cercando, non fermandoci al primo risultato plausibile. Diversi anni fa ho frequentato un master sulla traduzione medica e farmacologica, che è stato fondamentale per imparare ad approcciare alcuni tipi di testi. Una volta acquisite delle solide basi è possibile restare aggiornati grazie al proprio <em>workflow</em>. Negli ultimi anni ho trovato invece molto utile frequentare corsi sulla Machine Translation ad esempio, per comprenderne meglio il funzionamento e le possibilità, in modo da farmi trovare pronto al momento giusto. Allo stesso tempo, le letture e gli interessi culturali rappresentano strumenti imprescindibili per la formazione della persona e del professionista. Per mantenere viva la propria coscienza critica e avere un punto di vista consapevole su questioni riguardanti ciò che ci circonda, sia nella vita di tutti i giorni sia in ambito professionale.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come porti avanti la tua attività di
marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un
freelance, avere un sito web? </strong></li></ul>



<p>Credo che oggi la diffusione di social network dedicati alla promozione della propria attività professionale come Linkedin ad esempio permettano ad alcune categorie di freelance di sostituire il sito internet tradizionale, che tuttavia conserva alcuni vantaggi contenutistici e forse un carattere di maggiore ufficialità. Quindi sì, il sito web può avere un’indiscussa utilità ma è ugualmente possibile ricorrere ad altri mezzi aventi pari efficacia. Personalmente non posso dire di portare avanti una vera e propria attività di marketing in senso stretto, ma cerco di mettere in primo piano serietà e affidabilità quando mi approccio a una nuova collaborazione potenziale. Nel mondo dei freelance, l’ottenimento di una prima commissione rappresenta una buona possibilità e non il raggiungimento del risultato. Si può anche dire che il rapporto professionista-cliente sia alimentato nel tempo dal perdurare di una reciproca fiducia, dato che per sua natura non è garantito. È fondamentale quindi far capire all’interlocutore che può fidarsi del tuo operato, e un servizio qualitativamente alto e tempestivo è chiaramente il modo più diretto per manifestare il proprio valore da principio.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi
della collaborazione instaurata con ASTW </strong></li></ul>



<p>Collaboro con ASTW da settembre 2019. Ho subito percepito nello staff dell’agenzia una forte professionalità e una grande disponibilità, oltre a un approccio amichevole che apprezzo sempre all’interno delle mie collaborazioni. Spesso mi rivolgo ai referenti in ASTW per questioni tecniche e di varia natura e ricevo sempre risposte tempestive con la ricerca di soluzioni volte a portare avanti il rapporto professionale in modo reciprocamente proficuo. Si è creata da subito una buona sinergia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/05/LucaUmidi-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-6967" width="252" height="378"/></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><a href="https://www.linkedin.com/in/luca-umidi-4b278a172/">Luca Umidi</a></p><p>Luca si laurea nel 2004 in “Interpretariato e Comunicazione” all’Università IULM di Milano. Durante gli studi muove i primi passi nel mondo della traduzione professionale grazie al fortunato incontro con un abilissimo professionista, Antonio Masserini. Frequenta nel 2006 un master di traduzione medico-farmacologica e progressivamente costruisce rapporti di lavoro con diverse società di traduzione in ambito tecnico-scientifico e brevettuale. Molte di queste collaborazioni sono ancora in essere e si sono evolute nel tempo. Dal 2005 e per oltre dieci anni ha affiancato alla traduzione l’attività di interprete e mediatore interculturale presso l’Ufficio Asilo Politico del Comune di Milano, esperienza fondamentale per la sua formazione.</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-4/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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