PEMT VS. DIGNITÀ DEL LAVORO DEL TRADUTTORE: È PROPRIO VERA QUESTA ANTINOMIA?

Corre in rete, nei gruppi di discussione dei traduttori e nelle mailing list, numerose discussioni intorno al futuro del lavoro del traduttore, in un mondo, quale è quello dell’industria della traduzione, ad alto contenuto tecnologico e di automazione. Molti sono coloro a sentirsi aggrediti dalla Machine Translation. Altri, in particolare i più giovani, forse scevri da pregiudizi e con meno paura per le cose nuove, sono molto più aperti a cimentarsi nel post-editing. Si fa spesso un discorso sulle tariffe, secondo alcuni poco adeguate e addirittura irrispettose per la dignità della professione. La nostra esperienza in ASTW è molto chiara: il PEMT (Post Editing Machine Translation) è ben accetto ai traduttori, sia interni sia esterni, i quali non si lamentano né delle tariffe né della qualità del lavoro. Per loro è del tutto evidente che il lavoro del traduttore che fa post-editing è un lavoro di revisione e di controllo della qualità: è il linguista a determinare la bontà del lavoro, non la macchina, quest’ultima essendo solo un ausilio, uno strumento in mano a un intellettuale, il traduttore, che con la propria opera creativa e professionale sfrutta uno strumento per migliorare il proprio prodotto.

Sì, ma le tariffe? I nostri traduttori non se ne sono mai lamentati. È necessario puntualizzare una cosa: per un traduttore freelance sono sì importanti le tariffe ma nel caso della PEMT, sebbene le tariffe possano apparire basse, è necessario porre attenzione a quanto si fattura nell’unità di tempo. I traduttori in gamba con la PEMT sono in grado di tradurre intorno alle 1.000-2.000 parole all’ora (ciò dipende anche dalla qualità della macchina e dal tipo di testo). Poi ci sono altre variabili da tenere a mente, quali la puntualità dei pagamenti, la continuità della collaborazione, i buoni rapporti coi Project Manager ecc.

Insomma, offrire il servizio di Post Editing Machine Translation è un vantaggio competitivo per il traduttore freelance, al quale, se si trova per la prima volta ad avere a che fare con la Machine Translation, è consigliabile seguire un corso di formazione specifico. Il webinar PEMT (Post Editing Machine Translation), che si terrà il 3 e il 4 giugno 2020 a cura di Domenico Lombardini e Sara Grizzo, è una buona occasione per avvicinarsi al mondo del PEMT.

Attenzione: mancano pochi giorni alla chiusura delle iscrizioni.

Qui per iscriversi: https://a-stw.elogos.cloud/post-editing-machine-translation

Il corso di formazione webinar PEMT dà diritto a Crediti Formativi Professionali ai fini del Programma di Formazione Continua di AITI, ANITI, TradInFo e Assointerpreti. Puoi richiedere uno sconto se sei socio AITI, ANITI, TradInFo e Assointerpreti (pari al 15% del prezzo del corso).

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