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	<title>Multilinguismo Archivi - ASTW</title>
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	<description>BRIDGING IDEAS, WORDS, AND VISION</description>
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	<title>Multilinguismo Archivi - ASTW</title>
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		<title>I pericoli della sintesi vocale, in politica e non solo</title>
		<link>https://www.a-stw.com/i-pericoli-della-sintesi-vocale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Multilinguismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È innegabile, la sintesi vocale, esattamente come la altre novità tecnologiche sorrette dall’intelligenza artificiale, ha un enorme potenziale. Dal campo medico ai social network, dalla politica ai podcast, i benefici di questo trovato dell’innovazione possono aiutare a semplificare la vita di molti. Ma così come ogni medaglia ha due facce, anche la sintesi vocale può [&#8230;]</p>
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<p>È innegabile, la <strong>sintesi vocale</strong>, esattamente come la altre novità tecnologiche sorrette dall’intelligenza artificiale, ha un <strong>enorme potenziale</strong>. Dal campo medico ai social network, dalla politica ai podcast, i benefici di questo trovato dell’innovazione possono aiutare a semplificare la vita di molti. Ma così come ogni medaglia ha due facce, anche la sintesi vocale può nascondere <strong>pericoli inattesi</strong>.</p>



<p>Iniziamo ponendo le giuste fondamenta di questo nostro testo. La sintesi vocale è una tecnica utilizzata per la <strong>riproduzione artificiale della voce umana</strong>. In pratica, servendosi di questi sistemi è possibile riprodurre la nostra voce (o qualsiasi altra si voglia) in maniera del tutto identica all’originale, difetti di pronuncia compresi, per veicolare oralmente messaggi precedentemente forniti come input.</p>



<p>Ne abbiamo parlato nell’articolo relativo alla nuova funzione made in Spotify, grazie alla quale i <em>podcaster</em> di tutto il mondo potranno <strong>tradurre automaticamente</strong> la propria voce e il proprio contenuto audio <strong>in più lingue</strong>.</p>



<p>Uno strumento molto utile, in grado di far esprimere chiunque nella lingua desiderata, pur non conoscendo la benché minima nozione grammaticale e regola sintattica. In pratica, il multilinguismo a portata di click.</p>



<p>Ma quindi, quali possono essere <strong>i pericoli della sintesi vocale</strong>?</p>



<p class="has-small-font-size"><em>Leggi anche:</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-podcast-traduzione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Intelligenza artificiale, podcast e traduzione</mark></a></li>



<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/usa-tutela-utenti-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Anche gli USA puntano a tutelare gli utenti dall’intelligenza artificiale</mark></a></li>



<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-violazione-copyright/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Intelligenza artificiale, case discografiche e copyright</mark></a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Sintesi vocale, tra vantaggi e pericoli nascosti</h2>



<p>Nei mesi scorsi aveva fatto scalpore un video raffigurante il <strong>Vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini</strong>, intento a presentare in un francese esemplare il raduno della Lega a Pontida.</p>



<p>Nel contenuto (visionabile su YouTube seguendo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=llxW-t3Bxy0" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">questo link</mark></a>), è possibile distinguere nettamente tutte le caratteristiche tipiche della parlata del ministro, dal timbro al consueto mordente. Non c’è alcun dubbio, è la sua voce.</p>



<p>L’arcano è stato immediatamente svelato: è un prodotto dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>



<p>Rimanendo in ambito politico, è della metà di ottobre la notizia riguardante il <strong>sindaco di New York Eric Leroy Adams</strong> e le sue telefonate preregistrate in diverse lingue straniere. Tra cui il mandarino e lo yiddish.</p>



<p>Questa notizia ha immediatamente scatenato un dibattito intorno all’utilizzo della sintesi vocale, specialmente se si tratta di persone influenti come <strong>rappresentanti politici e autorità nazionali</strong>.</p>



<p>Tralasciando per un momento tutto ciò che concerne l’etica, ovvero l’effettiva legittimità di far credere alla popolazione di potersi esprimere in idiomi non nativi, in molti hanno sottolineato i possibili <strong>effetti collaterali</strong> di questa tecnologia.</p>



<p>Un esempio calzante riguarda l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per “far dire a un politico” frasi e concetti mai espressi, labiale incluso. Ovviamente, non sarebbe la persona fisica a pronunciare le parole, ma in mondo sempre più connesso ai social network, un <strong>contenuto distorto</strong> potrebbe causare <strong>conseguenze gravissime</strong> qualora fosse attribuito a leader nazionali e internazionali.</p>



<p>Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nella sezione commenti dei nostri <strong>canali social</strong>!</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sup><sub>Foto di samer daboul da Pexels</sub></sup></p>
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		<item>
		<title>Tre nuove lingue per l&#8217;UE? Un&#8217;opportunità per traduttori e LSP</title>
		<link>https://www.a-stw.com/tre-nuove-lingue-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Multilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le lingue ufficiali dell&#8217;Unione europea riflettono la ricchezza della diversità culturale e linguistica dei suoi Stati membri. Attualmente, l’UE conta 24 lingue ufficiali che svolgono un ruolo chiave nelle sue attività. Queste includono lingue ampiamente parlate come l&#8217;inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo, così come lingue meno diffuse come il maltese e l&#8217;estone. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le lingue ufficiali dell&#8217;Unione europea riflettono la ricchezza della diversità culturale e linguistica dei suoi Stati membri. Attualmente, l’UE conta <a href="https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/languages_it#:~:text=Lingue-,Lingue,-L%27Unione%20europea%20%C3%A8" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">24 lingue ufficiali</mark></a> che svolgono un ruolo chiave nelle sue attività. Queste includono lingue ampiamente parlate come l&#8217;inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo, così come lingue meno diffuse come il maltese e l&#8217;estone. Ora, la proposta del <strong>ministro degli esteri spagnolo</strong> potrebbe ampliare ulteriormente questo multilinguismo con l’aggiunta di altre <strong>tre lingue ufficiali</strong>.</p>



<p>L&#8217;obiettivo di questa pluralità linguistica è di garantire a tutti cittadini europei una <strong>piena partecipazione alla vita dell&#8217;UE</strong>. Ogni cittadino ha dunque il diritto di ricevere informazioni e comunicare con le istituzioni dell&#8217;Unione nella propria lingua.</p>



<p><em>Leggi anche: </em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.a-stw.com/ue-traduzione-automatica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">UE, traduzione automatica e rassegna stampa</mark></a></li>



<li><a href="https://www.a-stw.com/tempi-di-traduzione-ue-e-professionisti-a-confronto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Tempi di traduzione: UE e professionisti a confronto</mark></a></li>
</ul>



<p>Per facilitare la comunicazione e la comprensione reciproca, l&#8217;UE promuove l&#8217;apprendimento delle lingue straniere e offre programmi di scambio e formazione linguistica. Inoltre, i documenti ufficiali vengono tradotti in ciascuna delle 24 lingue, per garantire che tutti i cittadini possano accedere alle informazioni in un idioma a loro comprensibile.</p>



<p>Può quindi risultare chiaro come l&#8217;aggiunta di nuove lingue ufficiali sia un tema di considerevole importanza, capace di comportare <strong>nuove sfide amministrative</strong> per le istituzioni e far nascere <strong>nuove opportunità professionali</strong>. Specialmente per traduttori e language service provider.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La proposta per tre nuove lingue nell’UE</h2>



<p>Riprendendo quanto detto nell’introduzione, nel mese di agosto il ministro degli esteri spagnolo <strong>José Manuel Albares</strong> ha fatto formalmente richiesta al <strong>Consiglio UE</strong> per l’inserimento di altre tre lingue parlate nella penisola iberica nella lista delle lingue ufficiali.</p>



<p>Nello specifico, parliamo di <strong>catalano</strong>, <strong>basco </strong>e <strong>galiziano</strong>.</p>



<p>Queste lingue, infatti, sono da tempo riconosciute come <strong>lingue co-ufficiali in Spagna</strong> insieme allo spagnolo (castigliano) per questioni amministrative e governative nelle province in cui contano il numero maggiore di parlanti. Inoltre, da quest&#8217;anno tutte e tre le lingue saranno ammesse anche nelle sessioni del congresso nazionale.</p>



<p>Se quindi questi idiomi vengono riconosciuti come lingue nazionali in uno stato membro, sostiene Albares, perché non inserirle nell’<strong>elenco delle lingue UE</strong>?</p>



<p>Come visto, la decisione non è affatto semplice. Non solo per le questioni amministrative legate all’inclusività linguistica, accettare la proposta aprirebbe la via, con ogni probabilità, a richieste simili da parte di altri gruppi linguistici dell&#8217;Unione europea.</p>



<p>Tuttavia, i relativi vantaggi sarebbero condivisi da <strong>popolazione locale</strong> e <strong>professionisti del settore linguistico</strong>. Se la richiesta venisse accolta, infatti, tutta la documentazione prodotta dalle istituzioni dell’Unione europea dovrebbe ora essere disponibile anche in queste tre lingue. Aumentando così le richieste per i <strong>servizi di traduzione</strong> e <strong>interpretazione </strong>a esse collegati.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sup><sub>Foto di ArtHouse Studio da Pexels</sub></sup></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inclusività linguistica, un buon proposito per il 2023</title>
		<link>https://www.a-stw.com/inclusivita-linguistica-un-buon-proposito-per-il-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Multilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=16123</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 2023 è finalmente arrivato. Dopo un anno decisamente travagliato è giunto il momento di proiettare la nostra visione verso un futuro, si spera, più roseo. Una volta fatti i dovuti resoconti dei dodici mesi appena terminati, gennaio offre la possibilità di porsi nuovi obiettivi, nuovi progetti e stilare gli immancabili buoni propositi per l’anno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <a href="https://www.a-stw.com/parole-nuove-i-neologismi-nei-dizionari-del-2023/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">2023</mark> </a>è finalmente arrivato. Dopo un anno decisamente travagliato è giunto il momento di proiettare la nostra visione verso un futuro, si spera, più roseo. Una volta fatti i dovuti resoconti dei dodici mesi appena terminati, gennaio offre la possibilità di porsi <strong>nuovi obiettivi</strong>, <strong>nuovi progetti</strong> e stilare gli immancabili <strong>buoni propositi</strong> per l’anno nuovo. Un buon punto di partenza è sicuramente chiedersi se e quali potrebbero essere le mancanze del nostro 2022. L’<strong>inclusività linguistica</strong> nelle nostre attività potrebbe essere la risposta a questi quesiti.</p>



<p>Uno degli argomenti caldi di questi ultimi anni è certamente il tema dell’inclusività, definita dal dizionario <strong>Oxford</strong> come: “tendenza ad <strong>estendere a quanti più soggetti possibili </strong>il godimento di un diritto o la partecipazione a un sistema o a un&#8217;attività”.</p>



<p>Una volta definito il termine, apparirà più chiaro il concetto di inclusività applicato alla <strong>linguistica</strong>, ovvero il <strong>consentire quanto più possibile l’accesso linguistico</strong> all’interno e all’esterno della nostra attività.</p>



<p>Grandi, medie e piccole imprese, liberi professionisti e realtà di ogni tipo, l’inclusività linguistica dovrebbe rappresentare un must per il 2023. I vantaggi sono sotto gli occhi di tutti: <strong>raggiungere un numero sempre maggiore di clienti</strong>, comunicando con loro nella lingua che prediligono.</p>



<p>Inclusività che chiaramente non potrà coprire l’intero ventaglio di lingue nel mondo. Tuttavia, un’<strong>accurata selezione</strong> di quella che è e potrebbe divenire la nostra clientela consentirà di eleggere i sistemi linguistici che meglio di altri permettono il raggiungimento del nostro <strong>obiettivo</strong>.</p>



<p>Ampliare la propria offerta linguistica affiancando all’italiano la lingua inglese è sicuramente un buon punto di partenza, ma <strong>occorre spingersi oltre</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Inclusività linguistica e lingua inglese</h3>



<p>L’inglese, si sa, è la lingua franca per eccellenza. Tutti la parlano e tutti la capiscono. Ma ne siamo proprio sicuri?</p>



<p>Negli ultimi anni numerose ricerche hanno evidenziato l’erroneità di quella che per molte realtà sembra essere una verità inopinabile.</p>



<p>Non solo, il concetto di familiarità con la lingua inglese può variare sensibilmente da un individuo all’altro. Questo può facilmente tradursi con una discrepanza tra quello che si pensa di sapere e quello che realmente si conosce.</p>



<p>Offrire ai propri clienti l’inglese come <strong>unica alternativa linguistica </strong>permette sì di raggiungere un numero vastissimo di persone, ma espone nondimeno la nostra attività al rischio di <strong>incomunicabilità</strong> e all’insorgenza di <strong>incomprensioni</strong> sul nostro operato.</p>



<p>Se quindi è plausibile ipotizzare che la nostra clientela possieda, mediamente, una discreta conoscenza della “lingua internazionale” non è altrettanto verosimile pretendere che quest’ultima comprenda universalmente <strong>nozioni</strong>, <strong>concetti</strong> e <strong>dati specifici</strong> riguardanti, ad esempio, i nostri <strong>prodotti</strong> o <strong>servizi</strong>, le cui peculiarità potrebbero discostarsi dal parlato comune.</p>



<p>La soluzione? Prevedere una <strong>comunicazione multilingue</strong>, inserendo nella nostra offerta linguistica altre lingue target capaci di avvicinarci maggiormente agli utenti, rafforzando così l’inclusività linguistica della nostra realtà.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Multilinguismo, quali lingue scegliere</h3>



<p>Abbiamo parlato dei possibili problemi legati all’utilizzo esclusivo della lingua inglese. Questo non significa tuttavia che quest’ultima non rappresenti un <strong>ottimo mezzo per veicolare i nostri messaggi</strong>. Semplicemente, non è l’unico.</p>



<p>Dati alla mano, vediamo ora quali sono le <strong>lingue più parlate al mondo</strong>, ricordando che i sistemi linguistici più significativi sono quelli parlati dai nostri clienti, a prescindere dalla rilevanza globale che queste lingue possiedono.</p>



<p><strong>Ethnologue</strong> stila da oltre quindici anni la classifica delle lingue più parlate al mondo. Della <strong>graduatoria del 2022</strong> (visionabile <a href="https://www.ethnologue.com/guides/ethnologue200" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">qui</mark></a>) abbiamo deciso di riportare esclusivamente le prime <strong>5 posizioni</strong>:</p>



<p>&#8211; <strong>Inglese</strong> (1,5 miliardi di persone)</p>



<p>&#8211; <strong>Cinese</strong> Mandarino (1,1 miliardi)</p>



<p>&#8211; <strong>Hindi</strong> (602 milioni)</p>



<p>&#8211; <strong>Spagnolo</strong> (548 milioni)</p>



<p>&#8211; <strong>Francese</strong> (274 milioni)</p>



<p>Il nostro <strong>mercato di riferimento</strong> e la nostra <strong>capacità di previsione</strong>, uniti ai dati sopracitati rappresentano gli ingredienti capaci di guidarci al meglio verso nuovi orizzonti, espandendo la nostra copertura internazionale e implementando la nostra <strong>inclusività linguistica</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sub>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/persona-che-tiene-il-globo-del-mondo-di-fronte-alla-montagna-346885/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Porapak Apichodilok</a> da Pexels</sub></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/inclusivita-linguistica-un-buon-proposito-per-il-2023/">Inclusività linguistica, un buon proposito per il 2023</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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