Inclusività linguistica, un buon proposito per il 2023

Il 2023 è finalmente arrivato. Dopo un anno decisamente travagliato è giunto il momento di proiettare la nostra visione verso un futuro, si spera, più roseo. Una volta fatti i dovuti resoconti dei dodici mesi appena terminati, gennaio offre la possibilità di porsi nuovi obiettivi, nuovi progetti e stilare gli immancabili buoni propositi per l’anno nuovo. Un buon punto di partenza è sicuramente chiedersi se e quali potrebbero essere le mancanze del nostro 2022. L’inclusività linguistica nelle nostre attività potrebbe essere la risposta a questi quesiti.

Uno degli argomenti caldi di questi ultimi anni è certamente il tema dell’inclusività, definita dal dizionario Oxford come: “tendenza ad estendere a quanti più soggetti possibili il godimento di un diritto o la partecipazione a un sistema o a un’attività”.

Una volta definito il termine, apparirà più chiaro il concetto di inclusività applicato alla linguistica, ovvero il consentire quanto più possibile l’accesso linguistico all’interno e all’esterno della nostra attività.

Grandi, medie e piccole imprese, liberi professionisti e realtà di ogni tipo, l’inclusività linguistica dovrebbe rappresentare un must per il 2023. I vantaggi sono sotto gli occhi di tutti: raggiungere un numero sempre maggiore di clienti, comunicando con loro nella lingua che prediligono.

Inclusività che chiaramente non potrà coprire l’intero ventaglio di lingue nel mondo. Tuttavia, un’accurata selezione di quella che è e potrebbe divenire la nostra clientela consentirà di eleggere i sistemi linguistici che meglio di altri permettono il raggiungimento del nostro obiettivo.

Ampliare la propria offerta linguistica affiancando all’italiano la lingua inglese è sicuramente un buon punto di partenza, ma occorre spingersi oltre.

Inclusività linguistica e lingua inglese

L’inglese, si sa, è la lingua franca per eccellenza. Tutti la parlano e tutti la capiscono. Ma ne siamo proprio sicuri?

Negli ultimi anni numerose ricerche hanno evidenziato l’erroneità di quella che per molte realtà sembra essere una verità inopinabile.

Non solo, il concetto di familiarità con la lingua inglese può variare sensibilmente da un individuo all’altro. Questo può facilmente tradursi con una discrepanza tra quello che si pensa di sapere e quello che realmente si conosce.

Offrire ai propri clienti l’inglese come unica alternativa linguistica permette sì di raggiungere un numero vastissimo di persone, ma espone nondimeno la nostra attività al rischio di incomunicabilità e all’insorgenza di incomprensioni sul nostro operato.

Se quindi è plausibile ipotizzare che la nostra clientela possieda, mediamente, una discreta conoscenza della “lingua internazionale” non è altrettanto verosimile pretendere che quest’ultima comprenda universalmente nozioni, concetti e dati specifici riguardanti, ad esempio, i nostri prodotti o servizi, le cui peculiarità potrebbero discostarsi dal parlato comune.

La soluzione? Prevedere una comunicazione multilingue, inserendo nella nostra offerta linguistica altre lingue target capaci di avvicinarci maggiormente agli utenti, rafforzando così l’inclusività linguistica della nostra realtà.

Multilinguismo, quali lingue scegliere

Abbiamo parlato dei possibili problemi legati all’utilizzo esclusivo della lingua inglese. Questo non significa tuttavia che quest’ultima non rappresenti un ottimo mezzo per veicolare i nostri messaggi. Semplicemente, non è l’unico.

Dati alla mano, vediamo ora quali sono le lingue più parlate al mondo, ricordando che i sistemi linguistici più significativi sono quelli parlati dai nostri clienti, a prescindere dalla rilevanza globale che queste lingue possiedono.

Ethnologue stila da oltre quindici anni la classifica delle lingue più parlate al mondo. Della graduatoria del 2022 (visionabile qui) abbiamo deciso di riportare esclusivamente le prime 5 posizioni:

Inglese (1,5 miliardi di persone)

Cinese Mandarino (1,1 miliardi)

Hindi (602 milioni)

Spagnolo (548 milioni)

Francese (274 milioni)

Il nostro mercato di riferimento e la nostra capacità di previsione, uniti ai dati sopracitati rappresentano gli ingredienti capaci di guidarci al meglio verso nuovi orizzonti, espandendo la nostra copertura internazionale e implementando la nostra inclusività linguistica.


Foto di Porapak Apichodilok da Pexels