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	<title>adm1n, Autore presso ASTW</title>
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	<description>BRIDGING IDEAS, WORDS, AND VISION</description>
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	<title>adm1n, Autore presso ASTW</title>
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		<title>Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (6)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-5-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 12:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Language is a virus Quando scrivo per Attraverso, mi piace mantenere la mia promessa iniziale e parlare di argomenti che abbiano a che fare con il mio lavoro, ma che vadano allo stesso tempo un po’ fuori dal seminato, raccontando qualcosa di me e del mio microcosmo. Be’, questa volta vi regalo una chicca: ho [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-5-2/">Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (6)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Language is a virus</strong></h2>



<p>Quando scrivo per <a href="https://www.a-stw.com/category/rubrica-attraverso-una-lettera-damore-in-continua-riscrittura/">Attraverso</a>, mi piace mantenere la mia promessa iniziale e parlare di argomenti che abbiano a che fare con il mio lavoro, ma che vadano allo stesso tempo un po’ fuori dal seminato, raccontando qualcosa di me e del mio microcosmo.</p>



<p>Be’, questa volta vi regalo una chicca: ho trovato un gioco incentrato sul linguaggio che, sono certa, appassionerà non solo gli “addetti ai lavori”, ma chiunque sia affascinato dalle dinamiche interne a una lingua: come nasce, in che modo si evolve, quando muore.</p>



<p>Si tratta di <a href="https://narrattiva.it/it/shop/libro/dialect/">Dialect</a>, uno storygame di Thorny Games LLC, sviluppato da Hakan Seyalioglu e Kathryn Hymes, edito in Italia da Narrattiva con la traduzione di Daniele Fusetto. Un gioco di cui ho aspettato molto impazientemente la ristampa e che ci propone una missione particolare: <strong>la creazione e l’evoluzione di una lingua</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="643" height="859" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-5.png" alt="" class="wp-image-8400" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-5.png 643w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-5-225x300.png 225w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /><figcaption>(foto di Letizia Merello)</figcaption></figure>



<p>Si inizia con la creazione di una piccola comunità, detta Isolamento, e definita da tre Aspetti che la caratterizzano, quindi ogni giocatore crea un personaggio a partire da un Archetipo. Arrivati a questo punto, l’Isolamento attraverserà tre epoche, di creazione e modifica attiva della lingua, e un epilogo, in cui si tireranno le somme: sulla comunità, sulle vicende personali dei nostri personaggi, su ciò che abbiamo lasciato. Ad ogni turno, ogni giocatore potrà proporre le sue parole, che dovranno essere connesse agli aspetti che caratterizzano l’Isolamento e seguire altri requisiti indicati nelle carte. I termini e le espressioni coniati verranno usati subito dai personaggi per dialogare fra di loro: in questo modo nasceranno alleanze, emergeranno conflitti e i giocatori racconteranno insieme la storia dell’Isolamento, fino all’epilogo.</p>



<p>Per chiara deformazione professionale, inventarmi le parole è stata la mia parte preferita del gioco, ma la performer che si nasconde (molto bene, direi) dentro di me ha apprezzato moltissimo anche la parte di “collaudo” attraverso la lingua parlata: è proprio durante questa che si capisce subito quali parole funzionano e quali resteranno lettera morta, ed è stato interessantissimo scoprirlo facendosi interpreti e, allo stesso tempo, osservandosi da fuori. In qualche modo il <strong>linguaggio è un virus</strong>, per dirla alla Laurie Anderson: si propaga attraverso il contagio, e ha bisogno di un ospite: la nostra realtà.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="643" height="642" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-6.png" alt="" class="wp-image-8405" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-6.png 643w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-6-300x300.png 300w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-6-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /><figcaption>(foto di Letizia Merello)</figcaption></figure>



<p>O forse è vero il contrario? Man mano che la partita va avanti, un’espressione cade in disuso e con essa un aspetto della comunità, e non sempre è chiaro quale sia la causa e quale sia l’effetto. Di sicuro, le parole che hanno più successo sono quelle semplici, legate a un aspetto concreto della vita. Un esempio? L’ambientazione della mia prima partita è stata lo scenario L’Avamposto, una spedizione abbandonata su Marte. La nostra piccola civiltà si è sviluppata nel sottosuolo, e due dei termini che hanno passato il test del tempo, assumendo in ogni epoca accezioni diverse, sono stati <em>ingrottarsi </em>e <em>sgrottarsi</em>. Ve la sentite di azzardare una <a href="https://www.a-stw.com/category/traduzione/">traduzione</a>?</p>



<p>Vale la pena di concludere questa breve panoramica su Dialect con alcune avvertenze: la probabilità di andare ben oltre le 3-4 ore previste dal manuale di gioco per una partita è elevatissima. Può causare desiderio impellente di giocare di nuovo al più presto e grande nostalgia quando la partita sarà finita e metteremo via con amorevole cura tutti i post-it con le parole che abbiamo creato (gettarli via non rientra tra le opzioni contemplate!).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="643" height="859" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-7.png" alt="" class="wp-image-8410" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-7.png 643w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/image-7-225x300.png 225w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /><figcaption>(foto di Letizia Merello)</figcaption></figure>



<p>Un gioco come questo non è solo un esercizio di stile per feticisti del verbo, ma ci rivela moltissimo di come manipoliamo la lingua nel nostro quotidiano per piegarla alle nostre esigenze personali. E ci pone una domanda saliente: se un giorno tutto cambiasse, noi e le nostre parole ce la faremmo a sopravvivere?</p>



<p></p>



<iframe src="https://open.spotify.com/embed/playlist/0srudwahESZFna9JaT87uA" width="300" height="380" frameborder="0" allowtransparency="true" allow="encrypted-media"></iframe>



<p></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="350" height="250" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/letizia-buono.jpg" alt="" class="wp-image-8394" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/letizia-buono.jpg 350w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/09/letizia-buono-300x214.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/">Letizia Merello</a></strong> esordisce come aspirante traduttrice letteraria e finisce per specializzarsi in traduzione scientifica passando per il settore turistico e cosmetico, infine approda alla traduzione brevettuale. È entrata nel team di ASTW nel 2015, dopo diversi anni di esperienza come traduttrice freelance. Specializzata in traduzioni tecniche e scientifiche ma appassionata di traduzione letteraria, sfrutta al meglio la sua “doppia personalità” nei progetti più creativi.</p></blockquote>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p>L&#8217;illustrazione di copertina è di <a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/">Claudia Plescia</a>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-5-2/">Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (6)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</title>
		<link>https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 13:38:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Translator Window - La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità. Oggi presentiamo Barbara Turchetto. Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Diamo parola ai nostri collaboratori
freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in
volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e
per la loro affidabilità.</p>



<p>Oggi presentiamo <a href="https://www.proz.com/profile/990001"><strong>Barbara Turchetto</strong>.</a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.</strong></li></ul>



<p>Ho iniziato quasi per caso a lavorare come interprete al mio rientro da Vienna, alla fine dell’università. All’epoca abitavo in una località di mare della mia regione che era frequentata prevalentemente da turisti austriaci e tedeschi. Le persone del posto avevano una conoscenza del tedesco piuttosto elementare, che si limitava all’ambito strettamente commerciale. Ho iniziato a collaborare con la locale stazione dei carabinieri quando c’era la necessità di un’interprete, da lì sono passata all’allora Pretura per assistere gli stranieri durante i processi. Da cosa nasce cosa, e ho iniziato a lavorare con giudici e avvocati, specializzandomi sempre di più nell’ambito <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-legali-giuridiche/">giuridico/legale</a>, sia come interprete sia come traduttrice. Occupandomi di formazione linguistica presso imprese e aziende, ho iniziato a lavorare per queste anche come traduttrice, e in ambiti sempre più tecnici, fino ad arrivare ai brevetti, ed è lì ho capito che la traduzione era davvero quello che amavo fare. </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)? </strong></li></ul>



<p>Lavoro anche come insegnante, sempre in ambito aziendale, e questo mi
permette di tenermi sempre in esercizio anche con la lingua parlata. Lavorando
quasi esclusivamente in ambito brevettuale, mi interessa leggere tutto quanto mi
può essere utile per capire e arricchire le conoscenze nei vari settori nei
quali mi trovo a lavorare.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come ti approcci alle tecnologie per la
traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità
o un rischio per il lavoro del traduttore? </strong></li></ul>



<p>Fa un po’ impressione ammetterlo, ma ho iniziato a lavorare quando ancora
non era così scontato avere un computer a casa e ho sicuramente iniziato quando
si scriveva ancora a macchina, quindi il mio rapporto con la tecnologia è a
volte complicato e devo spesso ricorrere all’aiuto di mio figlio. Non è stato
facilissimo decidere di usare uno strumento di traduzione assistita, e ho
chiesto mille pareri a destra e a manca prima di buttarmi. È stato un grande
cambiamento, sicuramente in meglio sotto molti aspetti, ma credo anche che
l’esperienza dei tanti anni di traduzione in cui non c’era il supporto della
tecnologia sia un valore aggiunto che mi fa comunque sempre tenere alta
l’attenzione e fare comunque un controllo in più sull’operato della macchina. </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ritieni utile seguire corsi di formazione
formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in
maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito
di letture e interessi culturali personali?</strong></li></ul>



<p>Amo studiare, quest’anno sto seguendo un interessantissimo master
“Meditazione e Neuroscienze” presso l’Università degli Studi di Udine e mi
piace frequentare le lezioni e stare assieme ad altre persone. Forse anche
perché il lavoro del traduttore è sicuramente un lavoro solitario, fatto di
giornate intere davanti al computer. Spesso, i contatti con i clienti, come nel
mio caso, sono solo tramite telefono o posta elettronica. Quando non ci sono
alternative, la formazione a distanza è sicuramente utile e, soprattutto in
questo periodo, una grande opportunità per poter studiare e crescere
professionalmente. </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come porti avanti la tua attività di
marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un
freelance, avere un sito web? </strong></li></ul>



<p>Io non ho un sito web, è nella lista di cose che non so ancora se vale la
pena fare o meno. Lavorando da sola devo gestire i tempi per riuscire a fare un
po’ tutto, e intendo anche tutte le incombenze che esulano dal lavoro di
traduzione. Dover aggiornare e seguire anche un sito web mi sembra al momento
un lavoro in più. </p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi
della collaborazione instaurata con ASTW </strong></li></ul>



<p>Lavoro con ASTW da un paio d’anni e ho avuto da subito l’impressione di lavorare con un’organizzazione molto agile e snella. Le persone con le quali ho a che fare sono disponibili e cercano sempre di trovare un compromesso che vada a bene a tutti senza grandi problemi e con estrema chiarezza e semplicità. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/04/foto-1-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-6926" width="198" height="352"/></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><a href="https://www.proz.com/profile/990001">Barbara Turchetto</a></p><p> Dopo gli studi di lingue in Italia e a Vienna si è laureata in Scienza della traduzione (lingue tedesco e inglese) al corso di laurea per traduttori e interpreti dell’Università degli studi di Udine con il massimo dei voti e la lode. È membro di ANITI e ha sempre lavorato come interprete e traduttrice nelle lingue tedesco e inglese in diversi settori, specializzandosi infine nella traduzione tecnica e brevettuale. Si occupa anche di formazione per gli adulti in ambito prevalentemente tecnico e commerciale e ha seguito per molti anni la formazione del personale militare italiano impegnato nelle missioni all’estero.</p></blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (4)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-4/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 10:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Drowning in the sound In fondo sono una traduttrice, il mio lavoro è questo. Non sono una copywriter, né una giornalista, né un’autrice.Negli ultimi mesi c’è stato tantissimo da tradurre, una valanga di lavoro, e speriamo che duri!E poi, cosa posso dire che sia utile, che non sia già stato scritto, e scritto meglio? Quando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Drowning in the sound</strong></h2>



<p>In fondo sono una traduttrice, il mio lavoro è questo. <br>Non sono una copywriter, né una giornalista, né un’autrice.<br>Negli ultimi mesi c’è stato tantissimo da tradurre, una valanga di lavoro, e speriamo che duri!<br>E poi, cosa posso dire che sia utile, che non sia già stato scritto, e scritto meglio? <br>Quando sarò più tranquilla. Quando avrò l’ispirazione. Quando avrò meno da fare. Quando avrò tempo per pensare a un piano. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/03/1-1024x724.jpg" alt="" class="wp-image-6597"/></figure>



<p>Immagine
di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/@nate_nessman?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Nate Neelson</a>&nbsp;su&nbsp;<a href="https://unsplash.com/@nate_nessman?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>



<p>Qui sopra, solo per voi, una pregiata selezione di fandonie
che mi sono raccontata prima di mettermi a scrivere questo post. Nel frattempo,
chi o cosa ha messo a tacere tutte queste vocine? Be’, diciamo che
improvvisamente ho molto più tempo a disposizione per stare davanti al mio
portatile senza che nessuno mi distragga (se escludiamo una gatta piuttosto
esigente, ancora di più ora che ha la sua “mamma” a disposizione 24 ore su 24).
</p>



<p>Una paura più grande ha messo a tacere la mia piccola paura,
quella di scrivere. Intendiamoci: espormi mi provoca decisamente più terrore
della pandemia. Mi rendo perfettamente conto di quanto possa sembrare egoista e
frivola quest’affermazione, ma è la verità. Forse mi spiego meglio per
immagini: se la paura di espormi è un buco stretto e profondissimo, quella
dell’emergenza coronavirus è un cratere non così profondo, ma decisamente
enorme, che non riguarda soltanto il mio sentire, ma ha risonanza ovunque e su
chiunque. </p>



<p>Non siamo mai stati così vicini, nostro malgrado.</p>



<p>La solitudine ha sempre esercitato su di me una seduzione
pericolosa, già quando da piccola preferivo giocare in camera mia o dentro
l’armadio (sic) piuttosto che all’aperto, coi figli dei vicini. Una volta ci
pensavano i miei o gli amichetti a tirarmi fuori dal mio bozzolo; ora che sono
diventata grande, capisco che devo darmi una botta di socialità quando mi
sveglio nel cuore della notte senza motivo, quando scopro una passione sfrenata
e insolita per le pulizie di casa, quando i messaggi e i “come stai?” sono come
increspature sulla superficie dell’acqua, che non riescono davvero a toccarmi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/03/2-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-6599"/></figure>



<p>Immagine
di&nbsp;<a href="https://unsplash.com/@nate_nessman?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Nate Neelson</a>&nbsp;su&nbsp;<a href="https://unsplash.com/@nate_nessman?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>



<p>In condizioni normali prendere il telefono e uscire con
qualcuno è la cosa migliore da fare per riprendermi. Ora come ora non è
fattibile, ma le alternative non mancano: videochiamate, giochi da tavolo
online, l’intramontabile Dungeons and Dragons&#8230; Tuttavia, e lo dico da
potenziale sociopatica, dandomi quindi una vigorosa zappata sui piedi, mi sa
che farsi compagnia non è più sufficiente adesso. </p>



<p>Credo che sia splendido fare cose, da soli e in compagnia,
prendersi del tempo per sé, imparare, leggere, meditare… Sono grata agli amici
che condividono la propria arte. Nutro profondo rispetto per la tristezza e per
il dolore, penso che ora la positività sia una compagna fondamentale,
addirittura gli arcobaleni mi fanno tenerezza, a volte. In tutto questo sono
anche consapevole del fatto che stiamo creando tanto rumore di fondo, perché
siamo terrorizzati da questo silenzio assoluto.</p>



<p>Dirvi “andrà tutto bene” non è da me. <br>Ora che non possiamo fuggire altrove, tanto vale guardarsi bene negli occhi. <br>Forse l’opportunità più bella da cogliere in questo momento infelice è la verità.</p>



<p>E voi, come state?</p>



<p>Mi farò viva più spesso.  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<iframe src="https://open.spotify.com/embed/playlist/0srudwahESZFna9JaT87uA" width="300" height="380" frameborder="0" allowtransparency="true" allow="encrypted-media"></iframe>



<p></p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2019/12/LETIZIA-560x364-1.jpg" alt="" class="wp-image-6424" width="333" height="216"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/">Letizia Merello</a></strong> esordisce come aspirante traduttrice letteraria e finisce per specializzarsi in traduzione scientifica passando per il settore turistico e cosmetico, infine approda alla traduzione brevettuale. È entrata nel team di ASTW nel 2015, dopo diversi anni di esperienza come traduttrice freelance. Specializzata in traduzioni tecniche e scientifiche ma appassionata di traduzione letteraria, sfrutta al meglio la sua “doppia personalità” nei progetti più creativi.</p></blockquote>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p>L&#8217;illustrazione di copertina è di <a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/">Claudia Plescia</a>.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-4/">Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (4)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il futuro della professione del traduttore tra neofobie e opportunità</title>
		<link>https://www.a-stw.com/il-futuro-della-professione-del-traduttore-tra-neofobie-e-opportunita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 15:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Machine learning]]></category>
		<category><![CDATA[Machine translation]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Montemagno]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Trombetti]]></category>
		<category><![CDATA[Traduttori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=6554</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questa bella intervista di Marco Trombetti nel noto format di Marco Montemagno il CEO di Translated ha avuto modo di discutere di cose assai interessati, ad esempio di machine learning e machine translation, ma io ho enucleato due argomenti cui vorrei bevemente accennare. In primo luogo, il modo molto spesso aleatorio ed erratico con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/il-futuro-della-professione-del-traduttore-tra-neofobie-e-opportunita/">Il futuro della professione del traduttore tra neofobie e opportunità</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questa bella <a href="https://www.youtube.com/watch?v=ddIN6BsCiog">intervista</a> di <a href="https://it.linkedin.com/in/marco-trombetti-707330">Marco Trombetti</a> nel noto format di <a href="https://www.youtube.com/user/montymonty">Marco Montemagno</a> il CEO di <a href="https://translated.com/">Translated</a> ha avuto modo di discutere di cose assai interessati, ad esempio di machine learning e machine translation, ma io ho enucleato due argomenti cui vorrei bevemente accennare.</p>



<p></p>



<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/ddIN6BsCiog" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></p>



<p>In primo luogo, il modo molto spesso aleatorio ed erratico con cui si dà vita a un’azienda, come Translated, che ha anticipato così tanto i tempi (vendita online di servizi linguistici completamente disintermediata, o quasi) da non avere clienti, almeno all’inizio della sua attività. È molto interessante apprendere che sia stato un progetto parallelo, una specie di social network che doveva essere usato per convertire il pubblico all’acquisto di servizi di traduzioni con l’inserimento di banner pubblicitari, ad avere rappresentato una prima fonte di reddito a cui attingere per sviluppare il progetto Translated, non appena le condizioni di mercato fossero maturate. Marco è molto sincero nel riconoscere che lui non aveva la minima idea di cosa stesse facendo, nel senso che laddove avrebbero dovuto esserci strategia e studio di un business plan, c’era invece una buona mole di improvvisazione. Ma anche di fortuna e, non ultimo per importanza, di intuito. Solo in un secondo momento, quando ormai Translated si affermava, il CEO di Translated ha appreso dell’esistenza dei venture capital e del mercato dei capitali, che sono gli unici modi efficaci per far crescere un’azienda nell’ottica di ottenere una sempre maggiore competitività.</p>



<p>Un altro argomento assai interessante ma su un altro piano, è stato quello relativo al lavoro dei traduttori. In sintesi, Marco Trombetti dice che molti traduttori che hanno abbracciato le nuove tecnologie, segnatamente la <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzione-automatica-post-editing-cat-tool/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>machine translation</strong></a>, ma che erano di base anche molto bravi hanno visto aumentare il loro fatturato in modo notevolissimo. Gli altri, invece, che partivano già svantaggiati “costituzionalmente” (non tutti possono essere eccellenti) e che hanno rifiutato il nuovo paradigma del lavoro (il traduttore non è più, o almeno non è solo un linguista ma dovrà anche essere una persona con competenze trasversali, da quelle del terminologico a quelle del linguista computazionale, almeno a livello di rudimenti) sono rimasti indietro.</p>



<p>Mi sento quindi di consigliare ai traduttori, specie quelli in erba, di non aver paura di “sprecarsi” come <strong>post-editor</strong> perché, prima o poi, quasi la totalità della pipeline dell’industria della traduzione passerà per le “fauci” della machine translation. Alcuni diranno delle tariffe “da fame” che vengono riconosciute ai post-editor. Vorrei essere molto franco e preciso al riguardo. Oggi, buona parte dei motori di machine translation è in grado di offrire una qualità dell’output tale da legittimare tariffe dell’ordine dei tre centesimi di euro a parola. È del tutto ragionevole e fattibile fare 1.000 parole e più all’ora con questi mezzi, che fanno, in media, 30 euro l’ora circa, che è un onorario più che dignitoso per la professione del traduttore.</p>



<p>Se è legittimo trarre una morale da questi spunti, è possibile dire che per crescere è necessario precorrere (ma non è facile) ed essere aperti alle novità ma, soprattutto, essere pronti a cavalcarle piuttosto che a subirle. Credo sia preoccupante il persistere, tra i traduttori, di una fobia per le novità in generale (neofobia) e segnatamente nei confronti della tecnologia per la traduzione. Le condizioni del lavoro vengono imposte dal contesto tecnologico: adattarsi a questo e anzi sfruttarlo al massimo è forse la skill più importante per chiunque voglia intraprendere oggi la professione del traduttore.</p>



<p>Dalla Redazione di <a href="https://www.a-stw.com/">ASTW</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>CW-ELAB – Piattaforma di e-learning per studenti e traduttori</title>
		<link>https://www.a-stw.com/cw-elab-piattaforma-di-e-learning-per-studenti-e-traduttori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 09:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi per traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Corsi di traduzione online]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È esperienza comune ancorché spiacevole riscontrare che l’università italiana, fatte salve le realtà virtuose, le poche, che pur ci sono, non riesce a dotare gli studenti di quelle nozioni di base, utili, anzi fondamentali per cimentarsi finalmente nel mondo del lavoro. Gli studenti di lingue e percorsi formativi affini hanno in media poche nozioni sulla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È esperienza comune ancorché spiacevole riscontrare che l’università italiana, fatte salve le realtà virtuose, le poche, che pur ci sono, non riesce a dotare gli studenti di quelle nozioni di base, utili, anzi fondamentali per cimentarsi finalmente nel mondo del lavoro. Gli studenti di lingue e percorsi formativi affini hanno in media poche nozioni sulla maggior parte delle competenze che sono richieste dal mercato del lavoro. Questa circostanza, reale e documentabile, rappresenta un vero e proprio fallimento delle istituzioni formative del nostro paese. È di importanza critica che le aziende possano attingere a un capitale umano di qualità: anche da qui passano i destini economici del paese. Spesso sulle aziende grava anche l’onere formativo dei loro possibili collaboratori, supplendo alle mancanze della formazione universitaria, le quali mancanze non possono essere attribuite genericamente a problemi di ordine finanziario, quindi di sottofinanziamento dell’università. Se è vero che l’università non è spesso in grado di offrire una formazione degna di questo nome, occorrerebbe nondimeno aprire uno spazio alle aziende affinché queste possano supplire, già durante il percorso formativo accademico, a questi deficit formativi. Riscontriamo tuttavia una certa resistenza delle università ad aprirsi alle aziende: molti accademici percepiscono le <em>avance</em> delle aziende come delle indebite intromissioni. Notare che molto spesso queste <em>avance</em> portate dalle aziende sono a titolo gratuito, quindi con nessun impegno economico da parte delle università.</p>



<p>In questa cornice disagevole, nella quasi impossibilità di
collaborare proficuamente con le università, pur ci sono delle realtà che cercano
di colmare questo gap formativo. Mi riferisco specificamente alla piattaforma
formativa <strong><a href="http://www.cw-elab.com/home/">CW-ELAB</a></strong>, sviluppata
da <strong><a href="http://it.creative-words.com/">Creative Words</a></strong>, azienda
di localizzazione capitanata dall’amico <a href="https://www.linkedin.com/in/diego-cresceri/?originalSubdomain=it">Diego
Cresceri</a>. L’accesso della piattaforma è <strong>gratuito</strong> e il percorso
formativo consiste in una serie di contenuti sotto forma di videocorsi. Gli argomenti
sono i seguenti:</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Gli acronimi</li><li>La Localizzazione</li><li>Machine Translation Post-Editing</li><li>I CAT Tool e le parole pesate</li><li>SDL Trados Studio</li><li>memoQ</li><li>Memsource</li><li>MateCat</li><li>Smartcat</li><li>LQA</li><li>La localizzazione dei videogiochi</li><li>La traduzione brevettuale</li><li>La figura del Project Manager</li><li>Come scrivere un CV</li><li>Prestazioni di lavoro autonomo</li><li>Diventare traduttori</li></ol>



<p>Si tratta di un vero e proprio <strong>percorso formativo propedeutico</strong>
ed è quindi necessario seguire i corsi in modo sequenziale. Sono anche previsti
quiz per verificare il grado di apprendimento del discente. È veramente degna
di nota tale iniziativa, considerando gli argomenti affrontati, la qualità dei
contenuti e, non ultimo per importanza, la gratuità di fruizione degli stessi. Il
ventaglio di argomenti è veramente ampio e troviamo sia molto prezioso e lodevole
l’approccio di Creative Words nel tentativo di offrire agli studenti e ai traduttori
contenuti formativi così variegati e ben fatti, perché ideati e sviluppati da
chi lavora nel mondo della traduzione e della localizzazione.

Vi invitiamo quindi ad <a href="http://www.cw-elab.com/home/registrati.html">iscrivervi</a> numerosi a
questa piattaforma: se sei studente o traduttore ti sarà molto utile.



</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (3)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 16:26:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Burning down the house Nel mio ultimo post ho sfiorato il tema del legame fra lingua e identità e, complice questo brano di Emil Cioran che mi ha dato l’assist, voglio parlarvi di un’altra scrittrice e delle sue riflessioni sull’argomento. Caro amico dalla mia vita scrivo a te nella tua di Yiyun Li, pubblicato da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-3/">Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (3)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Burning down the house</strong></h2>



<p>Nel mio ultimo post ho sfiorato
il tema del legame fra lingua e identità e, complice <a href="https://www.a-stw.com/cioran-e-la-lingua-francese/?fbclid=IwAR2h69K3_-r35Qi5qPf8lrBauDMOVCNGtS0dsxrK7gj60TzQQFAGrI_7OvA">questo
brano</a> di Emil Cioran che mi ha dato l’assist, voglio parlarvi di un’altra
scrittrice e delle sue riflessioni sull’argomento. </p>



<p><em><a href="https://www.amazon.it/Caro-amico-dalla-scrivo-nella/dp/8894938085/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;keywords=Caro+amico+dalla+mia+vita+scrivo+a+te+nella+tua&amp;qid=1579796114&amp;sr=8-1">Caro
amico dalla mia vita scrivo a te nella tua</a></em> di Yiyun Li, pubblicato da
NN Editore nella traduzione di Laura Noulian, mi ha tenuto buona compagnia la
scorsa estate e da allora ogni tanto torno a rileggerlo. È un libro che sfugge
alle classificazioni: non è un diario, né un’autobiografia, né un saggio
letterario, pur racchiudendo elementi di tutti questi generi. Io lo considero
ormai un amico: dolce e spietato come solo un vero amico sa essere, e come
riesce a essere lo sguardo di Yiyun Li sui suoi ricordi, sui suoi pensieri, sul
suo rapporto con gli scrittori a lei cari.</p>



<p>Nata a Pechino nel 1972, dopo la
laurea in medicina Yiyun Li si trasferisce negli Stati Uniti: “Giunsi in
America come aspirante immunologa. Avevo scelto quel settore (…) perché mi
piaceva il concetto alla base del sistema immunitario. Il suo compito è quello
di individuare e aggredire il non-io”. Intraprende poi la carriera di
scrittrice e nel 2010 è nominata dal New Yorker tra i venti migliori scrittori
americani under 40. La cosa curiosa è che, come lei stessa racconta, il suo
inglese viene criticato dagli immigrati cinesi della sua generazione che lo
ritengono “troppo poco autoctono” e non abbastanza lirico. Molti si chiedono
inoltre perché l’autrice abbia scelto di non far parte del panorama letterario
e culturale cinese. Non si tratta di una scelta sociale o politica: “A
spingermi è stata l’assolutezza dell’abbandono, realizzato con tale
determinazione da farlo diventare una specie di suicidio”. </p>



<p>Tendo a pensare, come credo accada
a molti, a una nuova lingua come a una nuova vita, sinonimo di libertà. Ciò che
mi ha colpito (forte) di Yiyun Li è la riflessione sulla lingua come rifugio ma
anche come prigione, e il suo considerare l’abbandono della lingua madre come
una possibilità di raggiungere la tanto desiderata immunità “dalla malattia,
dalla follia, dall’amore e dalla solitudine, dai pensieri che inquietano e dai
dolori che non possono essere alleviati”. La realtà è che “Possedere – una
casa, una vita su una strada tranquilla, una lingua, un sogno – è consentire a
noi stessi di essere posseduti a nostra volta”. </p>



<p>Il linguaggio è un labirinto senza uscita, che non fa che alimentare l’illusione di poter davvero comunicare? Yiyun Li si osserva, impegnata in una continua riscrittura e sovrascrittura di vissuti, in cui entra in gioco anche una terza lingua: quella privata, che ognuno di noi usa fra sé e sé. A tutte queste voci si aggiungono quelle di altri autori, come Katherine Mansfield (sua la frase che dà il titolo al libro), Marianne Moore, Maksim Gork’kij e John McGahern, a formare una mappa concettuale e affettiva pulsante, in continuo movimento, che irradia uno strano senso di comunione. Questo non è il genere di narrazione che offre una conclusione comoda, quindi questo post non finirà con una citazione rassicurante; per concludere dirò io un paio di cose. Da lettrice: <em>Caro amico </em>è un’esperienza che vi consiglio di fare, perché è molto più di una meditazione sulla lingua. Da traduttrice, invece, trovo importante sottolineare questo pensiero: “Quando pensiamo in una lingua d’adozione, sistemiamo e risistemiamo parole che per noi sono neutre, addirittura indifferenti, per arrivare a un pensiero che non sapevamo di avere”. Alla fine il disagio di abitare una lingua non nostra è un terreno di continua lotta con noi stessi, ma anche una terra fertile, un’occasione per provare a esprimere quello “iato” di consapevole quiete che Yiyun Li non smette di inseguire, fino all’ultima riga, e che riusciamo a intravedere correndo insieme a lei. </p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2019/12/LETIZIA-560x364-1.jpg" alt="" class="wp-image-6424" width="333" height="216"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/">Letizia Merello</a></strong> esordisce come aspirante traduttrice letteraria e finisce per specializzarsi in traduzione scientifica passando per il settore turistico e cosmetico, infine approda alla traduzione brevettuale. È entrata nel team di ASTW nel 2015, dopo diversi anni di esperienza come traduttrice freelance. Specializzata in traduzioni tecniche e scientifiche ma appassionata di traduzione letteraria, sfrutta al meglio la sua “doppia personalità” nei progetti più creativi.</p></blockquote>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p>L&#8217;illustrazione di copertina è di <a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/">Claudia Plescia</a>.</p>



<p><a href="https://open.spotify.com/playlist/0srudwahESZFna9JaT87uA?si=1YuxD1EqSRKymq18luhrBQ">Ascolta</a>
la playlist della rubrica <em>Attraverso</em>: ogni post ha la sua canzone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-3/">Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (3)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cioran e la lingua francese</title>
		<link>https://www.a-stw.com/cioran-e-la-lingua-francese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 14:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Testo tratto da Storia e utopia (Adelphi) […] Vorresti sapere se ho l’intenzione di tornare un giorno alla nostra propria lingua o se intendo invece restare fedele a quest’altra, nella quale supponi, del tutto gratuitamente, che io mi muova con un agio che non ho, che non avrò mai. Raccontarti per filo e per segno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/cioran-e-la-lingua-francese/">Cioran e la lingua francese</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Testo tratto da <em><a href="https://www.amazon.it/Storia-utopia-Emil-M-Cioran/dp/8845905187/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;keywords=Storia+e+utopia&amp;qid=1579530478&amp;sr=8-1">Storia
e utopia</a></em> (Adelphi)</p>



[…] Vorresti sapere se ho l’intenzione di tornare un giorno alla nostra propria lingua o se intendo invece restare fedele a quest’altra, nella quale supponi, del tutto gratuitamente, che io mi muova con un agio che non ho, che non avrò mai. Raccontarti per filo e per segno la storia dei miei rapporti con questo idioma d’accatto, con tutte queste parole pensate, affinate, sottili fino all’inesistenza, piegate sotto le esazioni della <em>nuance</em>, inespressive per aver tutto espresso, di una precisione spaventevole, cariche di una stanchezza e di pudore, discrete perfino nella volgarità, vorrebbe dire intraprendere la narrazione di un incubo. Come puoi immaginare che uno scita vi si possa adattare, che ne afferri il significato preciso e le maneggi con scrupolo e probità? Non ce n’è una sola la cui eleganza estenuata non mi dia la vertigine: più nessuna traccia di terra, di sangue, di anima in esse. Una sintassi d’un rigore, d’una dignità cadaverica le rinserra e assegna loro un posto da cui neanche Dio potrebbe smuoverle. Quanto consumo di caffè, di sigarette e di dizionari per scrivere una fase un po’ corretta in questa lingua inavvicinabile, troppo nobile e troppo distinta per il mio gusto! Disgraziatamente, me ne sono accorto soltanto a cose fatte, e quando era troppo tardi per allontanarmene; altrimenti, non avrei abbandonato la nostra lingua, di cui mi capita ancora di rimpiangere l’odore di freschezza e di marciume, il miscuglio di sole e di sterco, la bruttezza nostalgica, la superba scompostezza. Tornarvi, non posso; la lingua che ho dovuto adottare mi trattiene e mi soggioga con le pene stesse che mi è costata. Sono un “rinnegato”, come tu insinui? “La patria non è che un accampamento nel deserto”,  si dice in un testo tibetano. […]



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><strong>Emil Cioran</strong> è stato un filosofo, saggista e aforista
rumeno. Nato in Romania, dal 1933 al 1935 visse a Berlino. In seguito, risiedette
in Francia con lo status di apolide. Malgrado fosse di lingua madre rumena, in
francese, sua lingua d’adozione, scrisse tutti i libri per i quali ebbe
notorietà e fama internazionali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ecco perché abbiamo scelto ModernMT come nostra soluzione di Machine Translation</title>
		<link>https://www.a-stw.com/ecco-perche-abbiamo-scelto-modernmt-come-nostra-soluzione-di-machine-translation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 10:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Machine Translation]]></category>
		<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Machine translation]]></category>
		<category><![CDATA[ModernMT]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=6466</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco perché abbiamo scelto ModernMT come nostra soluzione di Machine Translation</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/ecco-perche-abbiamo-scelto-modernmt-come-nostra-soluzione-di-machine-translation/">Ecco perché abbiamo scelto ModernMT come nostra soluzione di Machine Translation</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questi ultimi quattro-cinque anni, nell’ottica di
aumentare la produttività e favorire la formazione dei linguisti, sia interni
sia esterni, abbiamo implementato e utilizzato diverse soluzioni di <em>Machine Translation</em> (MT) disponibili sul
mercato. Prescindendo dai pro e i contro di ciascuna soluzione provata, sin da
subito abbiamo intuito le potenzialità di inserire nel nostro workflow la MT.
Purtuttavia rimanevano alcuni problemi e inconvenienti, ciascuno de quali
inerenti al tipo di soluzione MT adottata.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Grande mole di
tempo dedicata a creare glossari e impostare la morfologia</strong> &gt; Macchine <em>rule-based</em></li><li><strong>Difficoltosa
integrazione con i sistemi di traduzione assistita (CAT tool)</strong> &gt; Macchine <em>rule-based</em>
e statistiche</li><li><strong>Impossibile o
difficile customizzazione dell’output </strong>&gt;
Macchine statistiche e basate su reti neurali</li><li><strong>Qualità non
ottimale dell’output</strong> &gt; Macchine
statistiche create solo con dati propri</li><li><strong>Prezzo elevato</strong> &gt; Alcune macchine</li><li><strong>Problemi della
privacy dei dati &gt; </strong>Macchine statistiche
e basate su reti neurali</li></ul>



<p><em>ASTW</em> si occupa, tra altre cose, di <strong><a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/">traduzioni in ambito proprietà intellettuale (brevetti)</a></strong> e <strong><a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-mediche-farmaceutiche/">Life Science</a>,</strong> e utilizzare un sistema MT efficiente, con una buona qualità dell’output e con capacità di apprendimento ci avrebbe dato la possibilità non solo di aumentare la produttività dei linguisti ma anche di ridurre la curva di apprendimento dei traduttori neofiti. In qualche modo, avvalendoci di soluzioni anche non ottimali, come <a href="https://kantanmt.com/">KantanMT</a> (buona qualità dell’output, buona customizzazione ma difficoltosa integrazione con i CAT tool, lenta velocità di risposta e costi elevati) e la <a href="https://www.sdl.com/ilp/language/neural-machine-translation.html">soluzione MT di SDL</a> (relativamente scarsa qualità dell’output e difficile aggiornamento della macchina) abbiamo lo stesso raggiunto, sebbene parzialmente, i nostri obiettivi. Rimanevano, tuttavia, apprezzabili margini di miglioramento.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-default"/>



<p>È stata recentemente lanciata sul mercato la soluzione <a href="https://www.modernmt.com/">ModernMT</a>,
che sembra superare praticamente tutti questi svantaggi. Abbiamo intervistato <strong><a href="https://www.linkedin.com/in/davidecaroselli/?originalSubdomain=it">Davide
Caroselli</a></strong>, VP of Product a ModernMT.</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Ciao Davide. Puoi dirci di cosa ti occupi?</li></ul>



<p><strong>Ciao! Sono il VP del prodotto per ModernMT e sono il responsabile del
nostro motore di traduzione, delle sue funzionalità e della sua implementazione
tecnica.</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Come è nato e come è
stato sviluppato il progetto <strong>ModernMT</strong>?</li></ul>



<p><strong>ModernMT nasce da un progetto europeo, e più nello specifico nella
cornice di Horizon 2020. L’obiettivo del progetto era proprio quello di ideare
e sviluppare una nuova tecnologia di traduzione automatica che fosse capace di
adattarsi e apprendere dal feedback dei traduttori professionisti. Avendo
quindi dichiaratamente un approccio Enterprise-first, abbiamo modellato fin
dalle primissime fasi il servizio sulla base delle esigenze del mercato della
traduzione. Il team composto da quattro membri fondatori è stato sicuramente il
nostro più grande vantaggio: TAUS, l’Università di Edimburgo, Fondazione Bruno
Kessler e Translated sono stati il giusto mix di stato dell’arte in termini di
ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale e una forte conoscenza del
mercato e delle esigenze degli attori del mondo della traduzione. Vi basti
pensare che due dei tre fondatori della tecnologia alla base di Google
Translate erano parte del team di ModernMT.</strong></p>



<p><strong>Oggi ModernMT è una società a tutti gli effetti che ha creato e rende
disponibile sul mercato il prodotto fondato su questa innovativa tecnologia.<br>
<br>
</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>In che modo la vostra
soluzione riesce a “capire” il contesto della traduzione, a partire dal
documento nella sua interezza?</li></ul>



<p><strong>Ogniqualvolta viene impiegato il nostro motore di traduzione, che sia
attraverso un plugin per un CAT tool o direttamente tramite le sue API, c’è un
passaggio fondamentale che avviene ancor prima che il traduttore inizi a
lavorare su un determinato progetto: la Context Analysis, o analisi del
contesto.</strong></p>



<p><strong>In questo step, completamente trasparente all’utente del plugin, un
componente chiamato il Context Analyzer esegue un’analisi dell’intero testo del
documento che si sta per tradurre in pochissimi millisecondi; analisi nella
quale si ricerca la terminologia distintiva e lo stile intrinseco nel documento.
Queste informazioni sono dunque usate per selezionare in maniera del tutto
automatica le memorie private caricate dall’utente più adatte per quel
determinato documento, ovvero quelle che meglio rappresentano la giusta
terminologia e stile di scrittura. Sono proprio queste memorie dunque che
verranno impiegate dal motore di traduzione per personalizzare l’output in
tempo reale, per ogni singola frase del documento.</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Come garantite la
privacy dei dati del cliente?</li></ul>



<p><strong>Qualsiasi contenuto inviato a ModernMT, che sia questo una memoria in
formato “.tmx” o una correzione proveniente da un traduttore professionista,
viene salvata in quella che è l’area privata dell’utente. Solo voi infatti
potrete accedere alle vostre risorse e far si che ModernMT si adatti su di
esse; in alcun modo un altro utente potrà utilizzare quelle stesse memorie per
il suo sistema, né ModernMT stessa potrà utilizzare quei contenuti se non
esclusivamente per offrire il vostro servizio di traduzione personalizzata.</strong></p>



<p><strong>Inoltre, ModernMT utilizza tecnologie di crittografia stato dell’arte
per fornire i suoi servizi cloud. I nostri data center, i processi dei
dipendenti e le operazioni di ufficio sono certificati ISO 27001:2013.</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Il prezzo di <strong>ModernMT</strong> è abbordabile per qualsiasi
tasca: come avete fatto a creare una soluzione così vantaggiosa?</li></ul>



<p><strong>Essendo fin dal suo inizio Enterprise-first, l’obiettivo di ModernMT è
sempre stato quello di creare un prodotto che non solo portasse la qualità
della traduzione automatica al livello successivo, ma che fosse in grado di
farlo offrendo un servizio che fosse competitivo sul mercato. Confezionare un
prodotto di eccellente qualità, ma con un costo spropositato fuori mercato
avrebbe significato il fallimento di ModernMT. Per questo motivo durante tutto
il suo sviluppo, la ricerca dell’algoritmo, o della soluzione tecnica per
portare maggiore qualità è sempre stata affiancata dalla ricerca
all’efficienza.</strong></p>



<p><strong>La soluzione tecnica cuore di ModernMT, la sua “Instance-based
adaptation”, non solo garantisce tutte le funzionalità necessarie ad un motore
di traduzione enterprise, ma lo fa abbattendo i costi di computazione. Per
questo motivo infatti non c’è alcun costo “nascosto” dovuto alla preparazione,
o training, del motore di traduzione personalizzato e i costi di traduzione
sono una frazione di quelli dei nostri concorrenti.</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Quali sono, secondo te, i vantaggi competitivi rispetto
ad altre soluzioni MT disponibili in commercio?</li></ul>



<p><strong>Senza dubbio la sua qualità superiore, e non siamo solo noi a dirlo. In
un report dello scorso anno, “Inten.to”, società leader negli studi di settore
nel campo della traduzione automatica, presenta ModernMT come miglior motore
nel mercato, battendo nomi quali DeepL, Google, Microsoft e SDL<a href="#_ftn1"><sup><strong><sup>[1]</sup></strong></sup></a>.
</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Quali sono i riscontri che avete ricevuto dai clienti?</li></ul>



<p><strong>Davvero molto positivi. Molti clienti sono letteralmente stupiti della
qualità ottenibile da ModernMT e della semplicità con la quale sia possibile
avere un motore personalizzato.</strong></p>



<p><strong>Le stesse critiche e feedback che negli anni abbiamo ricevuto sono
state fondamentali per raffinare e migliorare costantemente i nostri servizi;
operazione che tutt’ora ovviamente continua e che portiamo avanti sapendo che
c’è ancora molta strada da fare, e che la qualità che oggi sembra sbalorditiva,
domani sarà superata e dovremo costantemente rimanere aggiornati per offrire
sempre un servizio stato dell’arte.</strong></p>



<ul class="wp-block-list"><li>Quali saranno i possibili sviluppi di <strong>ModernMT</strong>?</li></ul>



<p><strong>Senza dubbio espandere il numero di CAT tool supportati. Al momento ModernMT è disponibile per SDL Studio 2017/2019 e Matecat, ma sono numerosissime le richieste da parte di potenziali clienti di supportare un più largo numero di software di traduzione. Questa al momento è una delle nostre più grandi priorità.</strong></p>



<div style="height:100px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Nel nostro caso, abbiamo potuto verificare che <strong>ModernMT</strong> ha i seguenti vantaggi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>Veloci tempi di
risposta</li><li>Facilità di
customizzazione mediante importazione di memorie di traduzione proprie (come
file .tmx)</li><li>Verificata capacità di
apprendimento della macchina, man mano che si procede con la traduzione</li><li>Output di qualità e
conforme alla terminologia preferita</li><li>Aggiornamento e
apprendimento continuo della macchina, che impara dalle correzioni del
post-editor</li><li>Integrazione perfetta
con il CAT tool usando l’apposito plugin</li></ul>



<p><strong>ModernMT</strong> è attualmente il nostro motore MT preferito, soprattutto
nelle traduzioni brevettuali e in ambito Life Science, perché si dimostra
affidabile, efficiente, qualitativamente migliore rispetto ai competitor,
facilmente customizzabile e vantaggioso in termini economici.<br></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="#_ftnref1"><sup>[1]</sup></a> <a href="https://www.slideshare.net/KonstantinSavenkov/state-of-the-domainadaptive-machine-translation-by-intento-july-2018">https://www.slideshare.net/KonstantinSavenkov/state-of-the-domainadaptive-machine-translation-by-intento-july-2018</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/ecco-perche-abbiamo-scelto-modernmt-come-nostra-soluzione-di-machine-translation/">Ecco perché abbiamo scelto ModernMT come nostra soluzione di Machine Translation</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (2)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2020 16:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=6462</guid>

					<description><![CDATA[<p>Srce Facciamo finta di esserci lasciati (felicemente) alle spalle i convenevoli sulle feste, l’anno nuovo, i chili presi e andiamo dritti al gigantesco cliffhanger con cui vi avevo lasciati: la nuova lingua che sto imparando. ? Da qualche mese sto studiando il serbocroato. Dato che le cose semplici non mi sono mai piaciute, mi sono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-2/">Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (2)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Srce</strong></h2>



<p>Facciamo finta di esserci
lasciati (felicemente) alle spalle i convenevoli sulle feste, l’anno nuovo, i
chili presi e andiamo dritti al gigantesco<em> cliffhanger </em>con cui vi avevo
lasciati: la nuova lingua che sto imparando. ?</p>



<p>Da qualche mese sto studiando il
serbocroato. Dato che le cose semplici non mi sono mai piaciute, mi sono scelta
una lingua che pone dall’inizio un problema non trascurabile. Le scuole di pensiero
sono due: una sostiene che serbo, croato, bosniaco e montenegrino siano quattro
lingue a sé stanti, l’altra che siano quattro varianti della stessa lingua. Senza
alcuna pretesa di avere la verità in tasca, ho deciso di sposare quest’ultima, pensando
a una frase del sociolinguista Max Weinreich: “<strong>Una lingua è un dialetto con
un esercito ed una marina</strong>”.</p>



<p>Le lingue dalle quali traduco per
lavoro sono inglese e francese; studio entrambe dalla prima media, e per giunta
sono sempre andata bene (addirittura meglio che in italiano!). Forse nel mio
caso può sembrare esagerato parlare di “rimettersi in discussione”, ma è così
che mi sono sentita indossando di nuovo i panni della studentessa a un passo
dagli “anta”. </p>



<p>Non avendo corsi a disposizione
nella mia città ho optato per un <a href="http://www.cnj.it/home/it/cultura/lingua-e-letteratura-serbocroata/9198-impara-la-lingua-serbocroata-2019-2020.html">corso</a>
online, promosso dal Coordinamento Nazionale per la Jugoslavija (<a href="https://www.facebook.com/cnj.onlus/?__tn__=K-R&amp;eid=ARBl6yFwDe7ec7UABxKkygvcqs2emvLx7Qbw0J2IFfHemykaUOCYk9kf-4AHJn2ThWikuyvWaVYmcXgx&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARANdSP3J-NlYjsjFhe7Zq62laxxaO__5cBjl9nBzReVWqm2YpPuF1tia8POE_tzZD1yGk42Bu4eRD7ZN8y_sGt1nxSyXwvbyTqa1LJyxwI6L0LrWnP5A5PMAxl81hlOjKkWeniTEeHpbRIr94ZDJkFLNg_5VM_5l-JbsYctIRrOT27th_VBb6GcsVU">Jugocoord
Onlus</a>) e tenuto da <a href="https://www.linkedin.com/in/valentina-sileo-32540516/">Valentina Sileo</a>,
docente e traduttrice. Abbiamo una lezione di due ore alla settimana su una
piattaforma online dove possiamo vederci, parlare, ascoltarci e correggere i
compiti insieme. L’approccio del corso è pratico e immersivo e aiuta a imparare
in fretta, ma vorrei comunque avere più tempo da dedicare allo studio,
specialmente in questa prima fase, e invece… il più delle volte faccio i
compiti in pausa pranzo, ripeto i verbi la sera a casa mentre cucino, cerco di memorizzare
subito tutte le cose nuove che entrano, non sempre riuscendoci. </p>



<p>Mi sento piuttosto bipolare a
passare dalla sicurezza di chi lavora tutti i giorni (da un po’ di anni) con
due lingue straniere all’essere quasi completamente smarrita e avere come unico
riferimento quei pochi vocaboli che ho fissato finora. A tratti è frustrante.
Essere una traduttrice professionista e una scolaretta balbettante nella stessa
giornata? Non mi sembra nemmeno di essere la stessa persona.</p>



<p>E ho ragione! Perché quando ho
abbozzato le mie prime parole in serbocroato, è stato in un certo senso come se
fossi appena venuta al mondo. </p>



<p>Dopo i saluti, i numeri e altre espressioni basilari, in una delle prime lezioni mi sono imbattuta in una parola nuova: <em>kišobran</em>. Deriva da <em>kiša</em>, pioggia, e dal verbo <em>braniti</em>, difendere, e mi è stata simpatica da subito. Ha un sapore molto più epico del suo traducente italiano, ombrello: suona proprio come un impavido cavaliere pronto a battersi per proteggere il suo re dalle intemperie. Magari mi è rimasta impressa solo perché la pioggia ha abbondato negli ultimi mesi, o forse è uno di quei buffi espedienti che il cervello usa per appiccicarsi addosso nozioni. Ho semplicemente notato questo dettaglio, e ho sorriso. Da quel momento ho rivalutato la mia seconda vita da studentessa: ovviamente continuando a sentirmi confusa, qualche volta addirittura smarrita, ma anche curiosa ed entusiasta come non ero da tempo.</p>



<p>State pensando di imparare quella lingua che vi ha sempre affascinato e non avete mai osato approcciare? Faccio il tifo per voi! Non solo perché siamo in pieno periodo di buoni propositi. Trovo sia una medicina perfetta per chiunque abbia perso entusiasmo e voglia di perfezionarsi, e anche per chi si sente troppo sicuro di sé. Ed è il mezzo di trasporto ideale per iniziare a esplorare un nuovo mondo, attraversando tutte le moltitudini che contiene, fino ad arrivare al suo <em>cuore</em>.</p>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2019/12/LETIZIA-560x364-1.jpg" alt="" class="wp-image-6424" width="333" height="216"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/">Letizia Merello</a></strong> esordisce come aspirante traduttrice letteraria e finisce per specializzarsi in traduzione scientifica passando per il settore turistico e cosmetico, infine approda alla traduzione brevettuale. È entrata nel team di ASTW nel 2015, dopo diversi anni di esperienza come traduttrice freelance. Specializzata in traduzioni tecniche e scientifiche ma appassionata di traduzione letteraria, sfrutta al meglio la sua “doppia personalità” nei progetti più creativi.</p></blockquote>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<p>L&#8217;illustrazione di copertina è di <a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/">Claudia Plescia</a>.</p>



<p><a href="https://open.spotify.com/playlist/0srudwahESZFna9JaT87uA?si=1YuxD1EqSRKymq18luhrBQ">Ascolta</a>
la playlist della rubrica <em>Attraverso</em>: ogni post ha la sua canzone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-rubrica-a-cura-di-letizia-merello-2/">Attraverso &#8211; Rubrica a cura di Letizia Merello (2)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ASTW sbarca sul Sole24Ore</title>
		<link>https://www.a-stw.com/astw-sbarca-sul-sole24ore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[adm1n]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 11:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=6452</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Sole24Ore segnala ASTW tra le aziende di servizi linguistici emergenti in Italia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/astw-sbarca-sul-sole24ore/">ASTW sbarca sul Sole24Ore</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 18 dicembre 2019 è uscito un profilo di <a href="https://www.a-stw.com/">ASTW</a> sul <a href="https://www.ilsole24ore.com/">Sole24Ore</a>. Si delineano le attività dell’azienda e i nostri valori. Per chi se lo fosse perso, eccolo qui. </p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/01/sole24ore-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-6453"/></figure>
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	</channel>
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