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	<title>Rubrica &quot;Regioni e Dialetti&quot; Archivi - ASTW</title>
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	<description>BRIDGING IDEAS, WORDS, AND VISION</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Dec 2021 09:00:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Rubrica &quot;Regioni e Dialetti&quot; Archivi - ASTW</title>
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		<title>RUBRICA “REGIONI E DIALETTI”. STAGIONE 1 – PUNTATA 4 “SARDEGNA”</title>
		<link>https://www.a-stw.com/regioni-e-dialetti-sardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Regioni e Dialetti"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo tornati! Se nella nostra ultima puntata di &#8220;Regioni e dialetti&#8221; eravamo in Veneto, oggi ci imbarchiamo su un traghetto per scoprire una delle regioni più belle e affascinanti della nostra penisola. Appena sbarcati ci aspettano spiagge mozzafiato, nuraghi e zuppa gallurese, anche se in un periodo particolare, ci troviamo in Sardegna alla scoperta dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo tornati! Se nella nostra ultima puntata di &#8220;<a href="https://www.a-stw.com/category/rubrica-paesi-e-dialetti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Regioni e dialetti</span></a>&#8221; eravamo in <a href="https://www.a-stw.com/rubrica-regioni-e-dialetti-veneto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Veneto</span></a>, oggi ci imbarchiamo su un traghetto per scoprire una delle regioni più belle e affascinanti della nostra penisola. Appena sbarcati ci aspettano spiagge mozzafiato, nuraghi e zuppa gallurese, anche se in un periodo particolare, ci troviamo in Sardegna alla scoperta dei suoi segreti e della sua lingua, il sardo.</p>



<p>Da buon amante della comicità italiana, e fan accanito di Aldo Giovanni e Giacomo, non può non venirmi in mente proprio Giovanni (Nico) che urla ai &#8220;galapagos<em>&#8221; </em>(la Gialappa&#8217;s band) «il sardo è una lingua, non un dialetto!» Ed è proprio così.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sardo: lingua o dialetto?</h3>



<p>Sì, è vero, ho fatto un piccolo spoiler.</p>



<p>Dal&nbsp;1997&nbsp;la legge regionale riconosce all&#8217;idioma sardo lo status di lingua regionale. Nello specifico la legge regionale <a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/86?v=9&amp;c=72&amp;s=1&amp;file=1997026" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">n. 26 del 15 ottobre 1997</span></a> stabilisce che la lingua sarda sia la lingua della Regione autonoma della Sardegna, pur mantenendo la lingua nazionale come prioritaria.</p>



<p>Successivamente, dal 1999, il sardo è tutelato anche dalla legge nazionale sulle minoranze linguistiche. Con la legge <a href="https://www.camera.it/parlam/leggi/99482l.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">n. 482 del 15 dicembre 1999</span></a>, “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, lo Stato italiano riconosce al sardo lo status di lingua, con proprie strutture sintattiche e grammaticali ed espressioni fonetiche e semantiche autonome, diverse da tutte le altre lingue neolatine. All&#8217;interno del testo si evince come sul territorio italiano fossero presenti (e lo sono tutt&#8217;ora in realtà) dodici &#8220;Minoranze linguistiche storiche&#8221;, prevendo per quest&#8217;ultime &#8220;l&#8217;attuazione dell&#8217;articolo 6 della Costituzione&#8221; e grazie al quale la Repubblica &#8220;tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l&#8217;occitano e il <strong>sardo</strong>.”</p>



<p>La lingua sarda, nonostante possa contare su circa 1,3 milioni di parlanti è attualmente classificata dall&#8217;<a href="http://www.unesco.org/languages-atlas/index.php" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">UNESCO</span></a> come una lingua in serio pericolo di estinzione (<em>definitely endangered</em>), essendo gravemente minacciata dal processo di avvicinamento alla lingua nazionale, l&#8217;italiano. Il tasso di assimilazione presso la popolazione sarda è ormai alquanto avanzato. La fascia di età considerata &#8220;adulta&#8221; non sarebbe più capace oggigiorno di portare avanti una conversazione nella lingua isolana e meno del quindici per cento, all&#8217;interno della fascia giovanile, ne avrebbe ereditato competenze sostanziali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Varietà della lingua e disciplina linguistica</h3>



<p>La lingua sarda, di ceppo romanzo, può essere distinta in quattro varietà. I glottologi suddividono questo sistema linguistico in:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>campidanese</strong>&nbsp;(parlato nella vecchia provincia di Cagliari),</li><li><strong>logudorese</strong> (diffuso soprattutto nella vecchia provincia di&nbsp;Nuoro),</li><li><strong>sassarese</strong> (parlato tra Sassari e Stintino)</li><li><strong>gallurese</strong> (nell’attuale provincia Olbia).</li></ul>



<p>Se le prime due hanno mantenuto, rispetto alla radice latina, una struttura sintattica e lessicale pressocché invariata, il sassarese e il gallurese, anche per via della posizione geografica, hanno risentito in maggior misura sia degli influssi delle dominazioni di Pisa e Genova sia delle migrazioni corse.</p>



<p>Con la legge regionale n. <a href="https://www.regione.sardegna.it/j/v/2604?s=374982&amp;v=2&amp;c=93175&amp;t=1&amp;anno=" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">22 del 3 luglio 2018</span></a>, “Disciplina della politica linguistica regionale” la Regione Sardegna non solo si impegna nella massima tutela della lingua sarda, ma si impegna a garantire lo status di lingua ufficiale al sardo, riattivando e promuovendo tutti quei progetti diretti alla trasmissione intergenerazionale delle competenze linguistiche, scritte e orali.</p>



<p>Ma dicevamo, influenze pisane, genovesi e corse. Sì, ma non finisce qui.</p>



<p>Il sardo è la lingua neolatina che più di tante altre ha mantenuto una stretta vicinanza con la base originaria (il latino). Ciononostante, in questo idioma è possibile trovare tracce di lingua greca, ad esempio nei nomi delle città (Olbia), e di spagnolo. Dal 1327 al 1720 la Sardegna è stata infatti sotto il dominio spagnolo, non stupisce quindi che vocaboli come ventana (“finestra”) o calentura (“febbre”), derivino direttamente dalla lingua iberica.</p>



<p>Per oggi mi fermo qui, credo proprio che andrò a rivedermi gli sketch di Aldo Giovanni e Giacomo, alla prossima!</p>



<p>Stefano Gaffuri</p>
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		<title>RUBRICA “REGIONI E DIALETTI”. STAGIONE 1 – PUNTATA 3 “VENETO”</title>
		<link>https://www.a-stw.com/rubrica-regioni-e-dialetti-veneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Regioni e Dialetti"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bentornati a una nuova puntata di &#8220;Regioni e dialetti&#8220;! Dopo i pasticcini siciliani della scorso episodio che ne direste di un bello Spritz? La smetterò prima o poi con i luoghi comuni, ma non è questo il giorno. Oggi ci spostiamo in direzione nord-est, fino al Veneto, alla scoperta del dialetto, o meglio dei dialetti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Bentornati a una nuova puntata di &#8220;<a href="https://www.a-stw.com/category/rubrica-paesi-e-dialetti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Regioni e dialetti</span></a>&#8220;! Dopo i pasticcini siciliani della scorso episodio che ne direste di un bello Spritz? La smetterò prima o poi con i luoghi comuni, ma non è questo il giorno. Oggi ci spostiamo in direzione nord-est, fino al Veneto, alla scoperta del dialetto, o meglio dei dialetti, di questa regione.</p>



<p>Partiamo subito con la questione più calda: lo Stato italiano non riconosce al dialetto veneto lo status di <strong>lingua</strong>. Il veneto è dunque a tutti gli effetti un dialetto, o meglio un insieme di dialetti.</p>



<p>La questione è alquanto complessa e ho quindi deciso di iniziare con una doverosa premessa: a <strong>livello linguistico</strong>, non vi sono differenze sostanziali tra lingue e dialetti. Le differenze sono principalmente a <strong>livello politico-amministrativo</strong>.</p>



<p>Ciononostante, così come per il <a href="https://www.a-stw.com/rubrica-regioni-e-dialetti-stagione-1-puntata-2-sicilia/#:~:text=SICILIANO%2C%20ISO%20E%20UNESCO" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">siciliano</span></a>, l&#8217;<strong><em>International Organization for Standardization </em></strong>(ISO) ha attribuito alla parlata veneta il codice ISO 639-3 vec. Codice ISO che ricordiamo è previsto solamente per le lingue, non per i dialetti.</p>



<p>L&#8217;<strong>UNESCO</strong>, inoltre, ne ha riconosciuto lo status di lingua nel 1999, inserendolo nell&#8217;elenco delle lingue in pericolo di estinzione.</p>



<p>Detto questo, cito testualmente quanto appare sul sito del Senato della Repubblica: &#8220;La lingua veneta, parlata nella regione Veneto, è tra quelle maggiormente discriminate da parte dallo Stato italiano, che erroneamente la classifica come un dialetto dell&#8217;italiano&#8221;. Erroneamente, sì, perché come sostiene anche il linguista Michele Loporcaro, il veneto non è una variante dell&#8217;italiano bensì un &#8220;<strong>dialetto romanzo primario</strong>&#8220;, derivante direttamente dal latino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le origini del dialetto</h2>



<p>Come anticipato, il veneto non deriverebbe quindi dall&#8217;italiano, ma dal latino.</p>



<p>Le parlate dialettali della penisola italiana vengono spesso suddivise in tre grandi gruppi, a loro volta diversificati in vari sottogruppi. Si parla, in questo caso, della classificazione di Clemente Merlo, il quale suddivide i dialetti italiani su base geografica, ottenendo la ripartizione in <strong>dialetti settentrionali</strong>, <strong>toscani</strong> e <strong>centro-meridionali</strong>.</p>



<p>Il veneto, geograficamente, appartiene quindi al primo gruppo. I <strong>dialetti settentrionali</strong> hanno peculiarità comuni e sono chiamati anche gallo-italici. Una caratteristica di queste parlate è la alta frequenza di parole che finiscono per consonante, diversamente da quanto si verifica nella lingua italiana. Questa è una costante di tutti i dialetti settentrionali, eccezion fatta per il veneto, dove l&#8217;impostazione differente deriva da una diversa origine del sistema linguistico.</p>



<p>Se è possibile ricondurre a un&#8217;origine gallica la maggioranza dei dialetti parlati in questa area geografica, altrettanto non si può dire per le parlate venete. Queste, infatti, si sono sviluppate grazie alla popolazione &#8220;venetica&#8221;, vale a dire gli antenati degli attuali veneti, vissuti in Italia a partire dal II millennio a.C.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Varianti del dialetto veneto</h2>



<p>Secondo una ricerca dell&#8217;ISTAT del 1998, il 52% dei veneti parla principalmente la <strong>lingua regionale</strong>, che per mille anni fu la lingua ufficiale della Serenissima Repubblica di Venezia.</p>



<p>Ma cosa si intende per lingua regionale?</p>



<p>Sul sito dell&#8217;<a href="http://istitutolinguaveneta.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Istituto Lingua Veneta</span></a>, un ente autonomo di tutela, si può leggere che &#8220;il veneto, come tutte le lingue, si compone di diversi dialetti, che si sono formati a seguito di vicende storiche, politiche e geografiche&#8221;.  </p>



<p>Le parlate venete possono essere suddivise in:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Occidentali </strong>(nel veronese e in Trentino)</li><li><strong>Centrali </strong>(nel vicentino e padovano)</li><li><strong>Settentrionali </strong>(Belluno e Pordenone tra le altre)</li><li><strong>Veneto <em>da mar</em></strong> (Venezia, Trieste e Fiume)</li></ul>



<p>Va detto che, nonostante le differenze sostanziali all&#8217;interno di queste varianti dialettali, i dialetti del Veneto restano in ogni caso intelligibili gli uni con gli altri.</p>



<p>Ma non finisce qui.</p>



<p>Il dialetto veneto non è parlato solamente all&#8217;interno dei nostri confini nazionali, o in territori storicamente legati all&#8217;Italia. Varianti del veneto sono infatti presenti in <strong>Croazia</strong>, <strong>Brasile </strong>(dialetto veneto brasiliano o Talian), <strong>Messico </strong>e <strong>Argentina</strong>.</p>



<p>A pensarci bene, Marco Polo parlava proprio in veneziano.</p>



<p>Alla prossima puntata.</p>



<p>Stefano Gaffuri</p>
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		<title>RUBRICA “REGIONI E DIALETTI”. STAGIONE 1 – PUNTATA 2 “SICILIA”</title>
		<link>https://www.a-stw.com/rubrica-regioni-e-dialetti-stagione-1-puntata-2-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Regioni e Dialetti"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Nord a Sud, riprendiamo il nostro itinerario alla scoperta dei dialetti italiani, ed è gustando un cabaret di pasticcini alla pasta di mandorle (che avrei dovuto dividere con la mia ragazza ma sono troppo buoni!) che mi preparo al viaggio verso una delle isole più belle del Mediterraneo: la Sicilia. Pima di iniziare occorre [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da Nord a Sud, riprendiamo il nostro itinerario alla scoperta dei <a href="https://www.a-stw.com/category/rubrica-paesi-e-dialetti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">dialetti italiani</span></a>, ed è gustando un cabaret di pasticcini alla pasta di mandorle (che avrei dovuto dividere con la mia ragazza ma sono troppo buoni!) che mi preparo al viaggio verso una delle isole più belle del Mediterraneo: la <strong>Sicilia</strong>.</p>



<p>Pima di iniziare occorre chiarire una delle questioni principali: il siciliano è una <strong>lingua </strong>o un <strong>dialetto</strong>?</p>



<p>Inizio le ricerche. Decido di affidarmi a enti predisposti e a esperti in ambito linguistico, così da evitare di aumentare la confusione in merito. Faccio quindi riferimento al docente, glottologo e dialettologo <strong>Giovanni Ruffino</strong>, primo linguista siciliano nominato accademico della Crusca nel 2017. Il professor Ruffino ritiene che il termine <strong>dialetto </strong>sia più appropriato, nonostante il siciliano abbia mantenuto alcuni dei requisiti fondamentali per essere definito una lingua.</p>



<p>Ma andiamo per gradi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Siciliano, ISO e UNESCO</h2>



<p>Ricordandoci quando detto sopra ci addentriamo ulteriormente nel dibattito.</p>



<p>L&#8217;<em><strong>International Organization for Standardization </strong></em>(ISO), la principale organizzazione mondiale per la definizione di norme tecniche nei più svariati ambiti e settori, ad esempio le nostre certificazioni <a href="https://www.a-stw.com/due-certificazioni-sono-meglio-di-una/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ISO 17100:2015 e 18587:2017</span></a>, ha attribuito un codice anche al siciliano: ISO 639-3 scn. Il &#8220;problema&#8221; è che i codici ISO non vengono assegnati ai dialetti, ma solo agli idiomi autonomi.</p>



<p>Ma non finisce qui.</p>



<p>L&#8217;<strong>UNESCO</strong> ha riconosciuto al siciliano, così come al napoletano, lo status di <strong>lingua madre in pericolo d&#8217;estinzione</strong>. Fornendone anche una definizione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>La Lingua siciliana è l’insieme dei dialetti meridionali estremi, quindi l’insieme dei dialetti siciliani, della Calabria centro-meridionale e del Salento.</p></blockquote>



<p>È da intendersi quindi come «lingua regionale o minoritaria […] non un dialetto della lingua ufficiale dello Stato».</p>



<p>In sostanza, nonostante io non abbia intenzione (né tantomeno l&#8217;autorità) di stabilire se si tratti di lingua o dialetto, sappiamo che il siciliano può essere inteso come l&#8217;insieme dei dialetti parlati non solo all&#8217;interno della regione Sicilia, ma anche in alcune aree della Puglia e della Calabria. &nbsp;</p>



<p>Cosa posso fare, però, è chiarire una volta per tutte che no, purtroppo il siciliano e il napoletano non sono riconosciuti come Patrimonio Unesco, come in molti hanno invece dichiarato, dal momento che non figura nell’elenco dei <strong>Patrimoni Orali e Immateriali</strong> dell’UNESCO.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sicilia: la storia linguistica</h2>



<p>La ricchezza del siciliano affonda le proprie radici nella storia dell&#8217;isola. La sua posizione strategica, centrale nel <strong>Mar Mediterraneo</strong>, ne ha fatto nel corso dei secoli l&#8217;oggetto di conquiste da parte di popolazioni provenienti dai territori più disparati.</p>



<p>Popolazioni che hanno contribuito al continuo rinnovo e incremento delle varie forme linguistiche delle parlate locali. In particolare, possiamo riconoscere in questo idioma l&#8217;influenza <strong>greca</strong>, <strong>latina</strong>, <strong>araba</strong>, <strong>francese</strong>, <strong>tedesca</strong>, <strong>catalana </strong>e <strong>castigliana</strong>.</p>



<p>Tra tutte, le influenze delle lingue iberiche sulle parlate di Sicilia sono probabilmente le più evidenti. Ad esempio, nelle desinenze dell&#8217;imperfetto in <strong>dicìa </strong>e <strong>facìa </strong>e del condizionale <strong>dirìa </strong>e <strong>farìa</strong>, tipiche dello spagnolo. E ancora l&#8217;uso della preposizione “a” con nomi propri o comuni di persone, tipiche del castigliano: “Esperamos a tu hermano” e “Aspittamu a tò frati” in siciliano. A livello terminologico possiamo infine trovare parole di chiara influenza spagnola, come <strong>lastima </strong>(lamento) da <em>lástima</em> e <strong>cucchiara </strong>(cucchiaio) da <em>cuchara.</em></p>



<p>Ma non solo la Spagna, anche la Francia è riuscita con la sua lingua a influenzare le parlate siciliane. Come nei vocaboli <strong>accattari </strong>(comprare) da <em>acheter</em>, <strong>assiettati </strong>(siediti) da <em>assieds-toi</em> e <strong>racina </strong>(uva) da <em>raisin</em>.</p>



<p>Insomma, un idioma a dir poco affascinante, oggetto di norme e progetti scolastici all’interno di sempre più ampi progetti di valorizzazione, non soltanto di natura locale.</p>



<p>Ah, quasi dimenticavo. Il siciliano ha anche una propria versione di Wikipedia &#8220;<a href="https://scn.wikipedia.org/wiki/P%C3%A0ggina_principali" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">La nciclupidìa lìbbira</span></a>&#8220;, un traduttore online <a href="https://traduttoresiciliano.blogspot.com/2016/07/traduttore-italiano-siciliano.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">italiano-siciliano</span></a> ed è infine possibile sceglierlo come lingua per la propria <a href="https://www.a-stw.com/gboard-lingue-dialetti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">tastiera Google</span></a>.</p>



<p>Alla prossima puntata, ni videmu prestu!</p>



<p>P.S. Alla fine ho lasciato due pasticcini anche per lei <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p><strong>Stefano Gaffuri</strong></p>
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		<title>Rubrica &#8220;Regioni e dialetti&#8221;. Stagione 1 – puntata 1 &#8220;Liguria&#8221;</title>
		<link>https://www.a-stw.com/regioni-e-dialetti-liguria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Regioni e Dialetti"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inizia oggi il nostro nuovo viaggio chiamato &#8220;Regioni e dialetti&#8220;, e come tutti i viaggi non può che partire da casa. La Liguria, magnifica e intrigante linea di terra stretta tra mare e monti che noi amiamo chiamare, appunto, casa. Abbandonandoci un po&#8217; agli stereotipi, le genti liguri sono accomunate da uno stile di vita [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/regioni-e-dialetti-liguria/">Rubrica &#8220;Regioni e dialetti&#8221;. Stagione 1 – puntata 1 &#8220;Liguria&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Inizia oggi il nostro nuovo viaggio chiamato &#8220;<a href="https://www.a-stw.com/rubrica-regioni-e-dialetti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Regioni e dialetti</span></a>&#8220;, e come tutti i viaggi non può che partire da casa. La Liguria, magnifica e intrigante linea di terra stretta tra mare e monti che noi amiamo chiamare, appunto, casa.</p>



<p>Abbandonandoci un po&#8217; agli stereotipi, le genti liguri sono accomunate da uno stile di vita semplice, un orgoglio innato nei confronti della propria terra e da un amore spassionato verso i turisti, o meglio, i <em>foresti. </em>Scherzi a parte, cosa davvero accomuna tutti noi liguri è il nostro dialetto…e il pesto.</p>



<p>Con dialetto ligure, in linguistica, si intende l&#8217;insieme delle parlate regionali, spesso suddivise in <strong>dialetti di ponente</strong> (caratterizzati da sonorità provenzali), <strong>dialetto genovese</strong> (irradiatosi dal capoluogo grazie all&#8217;influenza economica, politica e commerciale) e <strong>dialetti orientali</strong> (con influenze toscane).</p>



<p>Tuttavia, nonostante questa ripartizione, i vari dialetti hanno tratti e peculiarità tipiche capaci di renderli comprensibili in tutto il territorio, da Ventimiglia a Sarzana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Liguria senza confini&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</h2>



<p>Da Ventimiglia a Sarzana, sì, ma non solo. Perché la Liguria non è solamente una striscia di terra sul mare, il dialetto è parlato anche e soprattutto nell&#8217;entroterra. Tuttavia, è un errore pensare che l&#8217;uso delle nostre parlate sia circoscritto ai soli confini regionali.</p>



<p>Caratteri tipici del dialetto ligure sono presenti anche in molte aree del Basso Piemonte e dell&#8217;Emilia. Con i suoi centri più importanti (e più storicamente legati alla città di Genova) tra cui Ovada, Novi Ligure, Gavi e Ottone.</p>



<p>Inoltre, ancora oggi si parlano delle varietà liguri in alcune isole linguistiche della <strong>Sardegna </strong>(le comunità “tabarchine” di Carloforte e Calasetta) e della <strong>Corsica </strong>(Bonifacio). Le tracce di una notevole influenza lessicale genovese sono apprezzabili soprattutto nelle parlate della Corsica, del Turritano e della Maddalena in Sardegna, di <strong>Gibilterra </strong>e della <strong>Grecia </strong>insulare (Chio). E ancora, nel XIX secolo il genovese fu esportato nei paesi del Sud America, come l’<strong>Argentina</strong> (La Boca) e il <strong>Cile</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dialetto ligure e lingua francese</h2>



<p>Chi ha contatti con la nostra regione e la nazione francese sa benissimo quanto i due sistemi linguistici suonino simili e sembrino in qualche modo imparentati. Ed è proprio così.</p>



<p>Le affinità o se vogliamo le somiglianze sono in primo luogo riconducibili a una base latina comune.</p>



<p>Detto questo possiamo riscontrare affinità di ordine fonetico (sonorità), riconducibili a fenomeni di contatto e all’influenza che può aver esercitato la cultura francese sul dialetto genovese, nonché viceversa.</p>



<p>Come nell’uso della “<strong>ç</strong>” comune ai due sistemi linguistici, anche se in funzioni diverse. In entrambi i casi si ottiene il suono [s] “s” sorda, come ad esempio in çetron (genovese: arancia) e leçon (francese).</p>



<p>La lettera “<strong>x</strong>” in genovese, nonostante una grafia diversa, produce il suono [ʒ] presente anche in francese e corrispondente al grafema /j/, come in xatta (genovese) e jatte (francese).</p>



<p>E ancora la cosiddetta “<strong>u francese</strong>”, presente in fugassa (la nostra amata focaccia) e, ad esempio, vu (in francese).</p>



<p>Infine, la tipica &#8220;<strong>z</strong>&#8221; sorda genovese, come in zena (genovese) e zéro (francese).</p>



<p><sub>Per chi volesse approfondire l&#8217;argomento da un punto di vista terminologico consiglio questa <a href="http://www.francobampi.it/zena/mi_chi/050930gs.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">pagina</span></a>.</sub></p>



<h2 class="wp-block-heading">Fun fact</h2>



<p>Abbandoniamo la Francia per dirigerci dall&#8217;altra parte del mondo, in Argentina.</p>



<p>Sì, perché come dicevamo il dialetto ligure (in questo caso parliamo principalmente del dialetto genovese) è stato esportato dai nostri predecessori anche in Sud America.</p>



<p>E fu proprio a <strong>La Boca</strong>, il quartiere di Buenos Aires, che gli emigrati genovesi trovarono una seconda casa, nella quale decisero di fondare anche una squadra di calcio, una delle più celebri al mondo: il <strong>Boca Juniors</strong>.</p>



<p>Da allora, tifoseria e calciatori vengono chiamati &#8220;<strong>Xeneizes</strong>&#8220;, i genovesi.</p>



<p>Stefano Gaffuri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/regioni-e-dialetti-liguria/">Rubrica &#8220;Regioni e dialetti&#8221;. Stagione 1 – puntata 1 &#8220;Liguria&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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		<title>Vi presentiamo la nostra nuova rubrica &#8220;Regioni e dialetti&#8221;</title>
		<link>https://www.a-stw.com/rubrica-regioni-e-dialetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Sep 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Regioni e Dialetti"]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato fantastico! La rubrica I Paesi Multilingue ci ha portato in giro per il mondo facendoci scoprire realtà spesso poco conosciute, insegnandoci come due o più lingue possano vivere in armonia all&#8217;interno dei confini geografici umani. In questo periodo di pandemia la possibilità, sempre a portata di mano, di viaggiare con la fantasia è [&#8230;]</p>
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<p>È stato fantastico! La rubrica <a href="https://www.a-stw.com/category/rubrica-i-paesi-multilingue/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">I Paesi Multilingue</span></a> ci ha portato in giro per il mondo facendoci scoprire realtà spesso poco conosciute, insegnandoci come due o più lingue possano vivere in armonia all&#8217;interno dei confini geografici umani. </p>



<p>In questo periodo di pandemia la possibilità, sempre a portata di mano, di viaggiare con la fantasia è stata uno dei piccoli piaceri riscoperti, e forse mai abbandonati.</p>



<p>Il nostro viaggio è partito da casa nostra, l&#8217;<a href="https://www.a-stw.com/paesi-multilingue-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Italia</span></a>, e ci ha portato in paesi stupendi come la <a href="https://www.a-stw.com/paesi-multilingue-francia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Francia</span></a>, il <a href="https://www.a-stw.com/paesi-multilingue-canada/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Canada</span></a>, il <a href="https://www.a-stw.com/paesi-multilingue-messico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Messico</span></a>, l&#8217;<a href="https://www.a-stw.com/paesi-multilingue-india/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">India</span></a> e il <a href="https://www.a-stw.com/paesi-multilingue-congo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Congo</span></a>. Ora è tempo di fermarci, di tornare a casa.</p>



<p>Ed è proprio da casa che ricomincia un nuovo percorso alla ricerca dei sistemi linguistici a noi poco familiari. L&#8217;Italia è per molti aspetti il paese dei dialetti: quanti di noi hanno almeno un nonno capace di esprimersi in una lingua incomprensibile per i nostri amici? Io, ad esempio, sono tra questi.</p>



<p>I miei nonni, genovesi DOC, hanno sempre avuto difficoltà a esprimersi in toto in lingua italiana, facendo ricorso al dialetto genovese ogni qualvolta vi fosse necessità di chiarezza, per non lasciare spazio a incomprensioni e fraintendimenti, insomma u zeneize l&#8217;è u zeneize, punto. Ed è così che molti miei amici, poco o per niente abituati al dialetto genovese, trovavano questa &#8220;lingua&#8221; la cosa più divertente da ascoltare, almeno finché non caddero tutti i denti da latte.</p>



<p>In effetti, tra i miei amici (non di origine genovese) vi erano calabresi, sardi, umbri e campani. Altra parentesi, per me era divertente veder comunicare i miei nonni paterni con i corrispettivi materni, nonna friulano-toscana e nonno siciliano.</p>



<p>E fu allora che mi chiesi: &#8220;chissà come suona nelle loro orecchie questa parlata a me tanto familiare?&#8221;.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dialetti italiani</h2>



<p>Regione che vai dialetto che trovi (cit. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=yHDJzCEmn-8" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Enrico Brignano</span></a>). Il nostro nuovo viaggio ci porterà di regione in regione per scoprire e analizzare le origini di tutti i dialetti del nostro paese. </p>



<p>Immagino che alcuni si stiano chiedendo: cosa c&#8217;entra questo con il mondo della traduzione?</p>



<p>In primis, conoscere le influenze linguistiche avvenute nel corso dei secoli può portare a una maggiore comprensione delle similitudini e differenze tra una lingua e l&#8217;altra. Se è vero che dialetto e lingua italiana sono molto spesso due mondi a parte, è altrettanto vero che la nascita dell&#8217;idioma nazionale è stato largamente influenzato da tutte le parlate locali del territorio.</p>



<p>In secondo luogo, fateci staccare ogni tanto! La traduzione brevettuale, legale e le life science sono il nostro pane quotidiano e siamo sempre contenti di parlarne, ma una ventata di novità fa sempre piacere.</p>



<p>Infine, e qui posso parlare solo per me, è probabile che la mia passione per la traduzione e la mediazione linguistica nasca proprio dalla necessità di &#8220;tradurre&#8221; le frasi di mia nonna per i miei amici, tra le risate collettive ovviamente.</p>



<p>Stefano Gaffuri</p>
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