Vi presentiamo la nostra nuova rubrica “Regioni e dialetti”

È stato fantastico! La rubrica I Paesi Multilingue ci ha portato in giro per il mondo facendoci scoprire realtà spesso poco conosciute, insegnandoci come due o più lingue possano vivere in armonia all’interno dei confini geografici umani.

In questo periodo di pandemia la possibilità, sempre a portata di mano, di viaggiare con la fantasia è stata uno dei piccoli piaceri riscoperti, e forse mai abbandonati.

Il nostro viaggio è partito da casa nostra, l’Italia, e ci ha portato in paesi stupendi come la Francia, il Canada, il Messico, l’India e il Congo. Ora è tempo di fermarci, di tornare a casa.

Ed è proprio da casa che ricomincia un nuovo percorso alla ricerca dei sistemi linguistici a noi poco familiari. L’Italia è per molti aspetti il paese dei dialetti: quanti di noi hanno almeno un nonno capace di esprimersi in una lingua incomprensibile per i nostri amici? Io, ad esempio, sono tra questi.

I miei nonni, genovesi DOC, hanno sempre avuto difficoltà a esprimersi in toto in lingua italiana, facendo ricorso al dialetto genovese ogni qualvolta vi fosse necessità di chiarezza, per non lasciare spazio a incomprensioni e fraintendimenti, insomma u zeneize l’è u zeneize, punto. Ed è così che molti miei amici, poco o per niente abituati al dialetto genovese, trovavano questa “lingua” la cosa più divertente da ascoltare, almeno finché non caddero tutti i denti da latte.

In effetti, tra i miei amici (non di origine genovese) vi erano calabresi, sardi, umbri e campani. Altra parentesi, per me era divertente veder comunicare i miei nonni paterni con i corrispettivi materni, nonna friulano-toscana e nonno siciliano.

E fu allora che mi chiesi: “chissà come suona nelle loro orecchie questa parlata a me tanto familiare?”. 

I dialetti italiani

Regione che vai dialetto che trovi (cit. Enrico Brignano). Il nostro nuovo viaggio ci porterà di regione in regione per scoprire e analizzare le origini di tutti i dialetti del nostro paese.

Immagino che alcuni si stiano chiedendo: cosa c’entra questo con il mondo della traduzione?

In primis, conoscere le influenze linguistiche avvenute nel corso dei secoli può portare a una maggiore comprensione delle similitudini e differenze tra una lingua e l’altra. Se è vero che dialetto e lingua italiana sono molto spesso due mondi a parte, è altrettanto vero che la nascita dell’idioma nazionale è stato largamente influenzato da tutte le parlate locali del territorio.

In secondo luogo, fateci staccare ogni tanto! La traduzione brevettuale, legale e le life science sono il nostro pane quotidiano e siamo sempre contenti di parlarne, ma una ventata di novità fa sempre piacere.

Infine, e qui posso parlare solo per me, è probabile che la mia passione per la traduzione e la mediazione linguistica nasca proprio dalla necessità di “tradurre” le frasi di mia nonna per i miei amici, tra le risate collettive ovviamente.

Stefano Gaffuri