RUBRICA “I PAESI MULTILINGUE”. STAGIONE 2 – PUNTATA 1 “CANADA”

Benvenuti nella prima puntata della seconda stagione de “I Paesi Multilingue”. Il primo viaggio di questo nostro secondo capitolo prevede di attraversare l’Oceano Atlantico settentrionale, direzione nord. Oggi andiamo in Canada, alla scoperta delle abitudini e delle lingue di questa fantastica regione.

Il Canada deve la propria natura bilingue a tutte le vicissitudini che negli anni ne hanno influenzato tradizioni e cultura. Dapprima fu colonia francese, successivamente inglese, fino al raggiungimento dell’indipendenza nel 1931.

Il Canada non ha una lingua ufficiale…ne ha due!

La legge sulle Lingue Ufficiali sancisce l’utilizzo di due lingue nazionali: l’inglese e il francese. La legislazione in merito prevede eguale utilizzo dei due idiomi, dall’istruzione scolastica alle comunicazioni istituzionali, dalla segnaletica alla lingua di tutti i giorni.

Attualmente l’inglese è parlato come prima lingua da circa il 60% della popolazione, il francese dal 24%. Il restante 16% ha come lingua madre un idioma differente, quali italiano, scozzese e polacco. Vi è inoltre la presenza di lingue considerate autoctone, parlate in Canada prima dell’avvento dei coloni europei, ad esempio cree, inuktitut e ojibway.

La maggior parte della popolazione francofona è concentrata nella provincia del Québec, la più grande e popolosa del paese. Un esempio capace di evidenziare la convivenza di questi due sistemi linguistici nella regione è l’utilizzo del famoso “bonjour, hi”, saluto tipico dei negozianti québécois. Una sorta di fusione delle due lingue in un’unica espressione, al profumo di bilinguismo e inclusione.

Québec, Canada

La convivenza tra inglese e francese non è stata sempre delle migliori. Negli anni sono state numerose le lotte, più o meno pacifiche, per l’affermarsi di una o dell’altra lingua.

Ad oggi, la regolamentazione inerente all’utilizzo della lingua francese nella provincia del Québec è in mano all’Office québécois de la langue française, con lo scopo di salvaguardarne e incentivarne l’utilizzo.

Tra gli obblighi e le limitazioni in vigore in questa provincia vi è l’utilizzo del francese come lingua ufficiale del governo (al quale si affianca l’inglese) e l’obbligo di utilizzare principalmente la lingua francese all’interno dei messaggi pubblicitari, nei quali è possibile utilizzare anche l’inglese purché si adotti un carattere di scrittura con dimensioni dimezzate rispetto al francese.

Le spinte francofone, e la notevole influenza inglese, hanno portato alla nascita di veri e propri “case study” linguistici. Ad esempio, dall’obbligo di tradurre la denominazione sociale dei marchi, avremo il PFK (Poulet Frit du Kentucky) anziché il KFC (Kentucky Fried Chicken), la famosa catena di fast food statunitense.

L’influenza inglese sulla varietà di francese parlato in Canada si ritrova anche in vari modi di dire, molto diversi dalla lingua standard parlata in Francia. È quindi comune sentire “bienvenue” anziché il più corretto “je vous en prie” o “de rien” in risposta a un nostro “grazie”, chiara eredità della lingua anglofona nella quale è corretto rispondere con un “you are welcome”.  

Per approfondire l’argomento consiglio a tutti coloro che parlano, o capiscono, il francese, la puntata n° 25 del podcast Fluidité. Ai bibliofili, invece, consiglio il romanzo “La versione di Barney” di Mordecai Richler, nel quale le lotte linguistiche canadesi fanno da sfondo a una trama davvero avvincente.

Alla prossima puntata.

Stefano Gaffuri