Rubrica “I paesi multilingue”. Stagione 1 – Puntata 3 “Francia”

Continuiamo con la nostra rubrica “I Paesi Multilingue“. Nella scorsa puntata abbiamo parlato delle varie regioni bilingue dello Stato italiano. Oggi ci concentriamo sui nostri cugini d’oltralpe, la Francia.

Prima di iniziare con il nostro excursus linguistico risulta doverosa una premessa: l’unica lingua ufficiale dello Stato francese è il francese.

Nel 2008, il Parlamento ha però attuato una revisione costituzionale, secondo la quale vengono riconosciute le cosiddette “lingue regionali o minoritarie“. Questi idiomi, malgrado la discreta diffusione sul territorio, non vengono considerati come lingue ufficiali. Ciononostante, il governo riconosce loro lo status di lingue minoritarie, riconosciute a livello amministrativo.

In un rapporto del 1999 il linguista francese Bernard Cerquiglini identificava 75 lingue minoritarie che avrebbero potuto essere oggetto di ratifica, di queste sono 24 le lingue parlate all’interno dei confini europei dello Stato.

Chiaramente in questo articolo tratteremo solamente alcune delle lingue minoritarie presenti nel rapporto, quindi: l’occitano, la lingua d’oïl, il corso e il bretone.

Occitano

L’occitano racchiude al suo interno una varietà di dialetti parlati principalmente nel sud della Francia, ma anche, ad esempio, in Catalogna dove l’Aranese (varietà della lingua occitana) è lingua ufficiale.

In origine veniva chiamata lingua d’oc, dalla parola occitana “oc” la quale significa “sì”, oppure provenzale. Il XX secolo vede però affermarsi la dicitura “occitano” o “lingua occitana”, mentre il termine “provenzale” inizia a definire solamente la parlata occitana in uso in Provenza.

I sei principali dialetti occitani sono il guascone, il languedocien, il limosino, l’auvergnat, il provenzale e il vivaro-alpine.

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Lingua d’oïl

Spesso con il termine “lingue d’oïl” si fa riferimento alla famiglia linguistica, interna alle lingue galloromanze, derivante dal francese antico (o medievale), alla quale appartiene la lingua francese.

In origine si identificavano come lingua d’oïl le parlate della Francia settentrionale, per distinguerle dalla lingua d’oc della Francia meridionale. Con “lingue d’oïl”, ad oggi, si fa riferimento a tutti i dialetti derivanti dal francese medievale, presenti principalmente nel nord del paese.

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Corso

Quanti di noi avranno notato, durante una vacanza sulla bellissima isola corsa, i cartelli stradali bilingue (francese e corso) e quanti avranno notato le similitudini nella parlata degli isolani con i nostri dialetti.

Il corso è una lingua minoritaria dello stato francese le cui origini sono da identificarsi nelle parlate toscane, sarde e genovesi.

In Corsica sono presenti tre varietà della lingua corsa: il corso settentrionale, il corso meridionale e il dialetto della cosiddetta area di transizione.  

Bretone

Principalmente parlato in Bretagna, vede le proprie origini nel Regno Unito. Nella regione a nord-ovest del paese sono anche presenti diverse insegne stradali con indicazioni bilingue. La legge francese vieta il solo utilizzo del bretone, al quale dev’essere sempre affiancata la lingua francese. Non di meno l’agenzia di lingua bretone Ofis Publik ar Brezhoneg, fondata nel 1999 per promuovere l’uso quotidiano del bretone, ha creato una campagna volta a incoraggiare le imprese, le organizzazioni e i comuni a utilizzare questo idioma per le proprie comunicazioni.

Patrimonio linguistico, Francia e non solo

In un mondo volto sempre più alla globalizzazione, con usi e costumi sempre più simili in paesi diversi, le peculiarità linguistiche dovrebbero essere protette e salvaguardate. Queste varietà sono un patrimonio linguistico da preservare, affiancando alla lingua ufficiale del paese l’utilizzo di questi dialetti o lingue minoritarie che dir si voglia.

Il mondo è bello perché è vario, non solo una frase fatta.

Stefano Gaffuri