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	<title>Scienza e dintorni Archivi - ASTW</title>
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	<description>BRIDGING IDEAS, WORDS, AND VISION</description>
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	<title>Scienza e dintorni Archivi - ASTW</title>
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		<title>Gli svantaggi per i non madrelingua inglese all&#8217;interno delle scienze</title>
		<link>https://www.a-stw.com/svantaggi-non-madrelingua-inglese-nelle-scienze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è la prima volta che trattiamo l’argomento: il ruolo centrale della lingua inglese nelle scienze penalizza e danneggia i non madrelingua. Un presupposto ampiamente condiviso dagli addetti ai lavori, direttamente o indirettamente interessati. Ora, uno studio di recente pubblicazione mostra nero su bianco questa realtà. La ricerca in questione è stata condotta da un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non è la prima volta che trattiamo l’argomento: il ruolo centrale della <strong>lingua</strong> <strong>inglese </strong>nelle scienze <strong>penalizza e danneggia i non madrelingua</strong>. Un presupposto ampiamente condiviso dagli addetti ai lavori, direttamente o indirettamente interessati. Ora, uno studio di recente pubblicazione mostra nero su bianco questa realtà.</p>



<p>La ricerca in questione è stata condotta da un team di ricercatori provenienti dall’<strong>Università del Qeensland</strong> (AUS) e dall’<strong>Università della California</strong> (USA) ed è stata pubblicata sull’autorevole rivista <strong>Plos Biology</strong>.</p>



<p><em>Leggi anche:</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.a-stw.com/vantaggi-traduzioni-life-science/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">I vantaggi delle traduzioni in ambito life science</mark></a></li>



<li><a href="https://www.a-stw.com/il-ruolo-centrale-della-traduzione-nella-ricerca-scientifica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Il ruolo centrale della traduzione nella ricerca scientifica</mark></a></li>
</ul>



<p>“L’uso dell’inglese come lingua comune della scienza rappresenta un <strong>grave ostacolo alla massimizzazione del contributo</strong> dei non madrelingua inglesi alla scienza. Tuttavia, pochi studi hanno quantificato le conseguenze delle barriere linguistiche sullo sviluppo della carriera dei ricercatori che non sono di madrelingua inglese”. Fin dall’introduzione, risulta chiaro come i ricercatori vogliano indagare il reale impatto dovuto a questo impedimento linguistico, colmando il vuoto lasciato dalla carenza di studi in merito.</p>



<p>Per fare ciò, il team di ricerca ha coinvolto un totale di<strong> 908 ricercatori</strong> operanti nei settori delle scienze ambientali. Il campione è stato selezionato in modo da comprendere parlanti nativi di lingue differenti, provenienti da <strong>8 diverse nazioni</strong>.</p>



<p>Queste ultime, scelte a loro volta per rappresentare un ventaglio di realtà eterogenee, specialmente in termini di sviluppo economico. Nell’elenco troviamo <strong>Bangladesh</strong>, <strong>Bolivia</strong>, <strong>Regno Unito</strong>, <strong>Giappone</strong>, <strong>Nepal</strong>, <strong>Nigeria</strong>, <strong>Spagna </strong>e <strong>Ucraina</strong>.</p>



<p>I risultati sono stati quelli attesi.</p>



<p class="has-small-font-size"><em>Per chi volesse approfondire, lo studio è visionabile gratuitamente a <a href="https://journals.plos.org/plosbiology/s/journal-information" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">questo link</mark></a>.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le difficoltà dei non madrelingua inglese nelle scienze</h2>



<p>Nello studio, i partecipanti hanno risposto a quesiti riguardanti il proprio <strong>lavoro di ricerca</strong>, dallo studio e comprensione dei risultati riportati in paper internazionali, allo sviluppo dei propri articoli di settore, analizzando così le <strong>capacità di condivisione</strong> degli <strong>sviluppi globali</strong> del proprio ambito di interesse.</p>



<p>Le risposte parlano chiaro: <strong>più della metà</strong> di coloro che parlano una lingua diversa dall’inglese sceglie intenzionalmente di <strong>non presentare oralmente le proprie ricerche</strong>, all’interno di congressi ed eventi internazionali di settore. Il <strong>30%</strong> sceglie addirittura di <strong>non partecipare</strong>.</p>



<p>Un altro dato interessante, con ogni probabilità collegato al precedente, mostra che circa il <strong>40% dei ricercatori non madrelingua</strong> inglese si è visto <strong>rifiutare una pubblicazione</strong> esclusivamente per motivi linguistici. Questo dato deve dunque essere confrontato con quello relativo agli <strong>anglofoni</strong>, pari a circa il <strong>14%</strong>. Ovvero meno della metà.</p>



<p>E quando non si tratta di un rifiuto, a oltre il <strong>12,5% viene richiesta una revisione linguistica</strong> del proprio lavoro.</p>



<p>Infine, i non madrelingua impiegano all’incirca il <strong>doppio del tempo per comprendere un documento scientifico in inglese</strong>, lo stesso accade quando devono<strong> redigerlo loro stessi</strong>.</p>



<p>Le soluzioni per facilitare la <strong>collaborazione internazionale</strong>, rendendo più agile il contributo a tutti coloro che non parlano l’inglese come prima lingua, potrebbero essere molteplici. La più gettonata, non solo all’interno del settore dei servizi linguistici, è l’impiego di <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni-mediche-life-science/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">professionisti della traduzione</mark></a> e <a href="https://www.a-stw.com/servizi-di-interpretariato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">dell’interpretazione</mark></a>.</p>



<p>D’altronde, quale migliore opzione del potersi esprimere nella propria lingua ed essere compresi da tutto il mondo?</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sub><sup>Foto di Andrea Piacquadio da Pexels</sup></sub></p>
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		<item>
		<title>GPT-4: il nuovo modello e la versione premium di ChatGPT</title>
		<link>https://www.a-stw.com/gpt-4-il-nuovo-modello-e-la-versione-premium-di-chatgpt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In molti avevano previsto il sopraggiungere di una versione a pagamento dell’ormai celebre chatbot sviluppato da Open AI, ChatGPT. Fenomeno del momento e riferimento internazionale per l’innovazione nei modelli di intelligenza artificiale, il centro di ricerca AI fondato nel 2015 da Elon Musk e Sam Altan (tra gli altri) ha recentemente annunciato il lancio di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In molti avevano previsto il sopraggiungere di una versione a pagamento dell’ormai celebre chatbot sviluppato da Open AI, ChatGPT. Fenomeno del momento e riferimento internazionale per l’innovazione nei modelli di intelligenza artificiale, il centro di ricerca AI fondato nel 2015 da Elon Musk e Sam Altan (tra gli altri) ha recentemente annunciato il lancio di GPT-4, il quarto e cronologicamente ultimo modello della serie GPT.</p>



<p>Nelle scorse settimane abbiamo dedicato due differenti articoli alle varie funzionalità di ChatGPT, concentrandoci sulle feature più in linea con i nostri campi di azione: scrittura e traduzione.</p>



<p>Più precisamente, nell’articolo <a href="https://www.a-stw.com/chatgpt-intelligenza-artificiale-e-scrittura-automatica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">CHATGPT, intelligenza artificiale e scrittura automatica</mark></a> ci siamo addentrati nella funzione più nota del celebre chatbot: la scrittura di testi in risposta a input.</p>



<p>Nel testo citavamo i dati riportati da più fonti relativi alle opinioni delle figure professionali operanti nel settore linguistico. Di queste, il 37% circa riteneva che il nuovo modello potesse essere un punto di svolta per l’industria e solamente il 14% si è dichiarato scettico sulle prestazioni del modello.</p>



<p>Per quanto concerne il nostro secondo articolo dedicato all’argomento, <a href="https://www.a-stw.com/chatgpt-sa-tradurre-uno-studio-ci-aiuta-a-capirlo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ChatGPT sa tradurre? uno studio ci aiuta a capirlo</mark></a>, analizzavamo appunto questa sua seconda funzionalità: la traduzione.</p>



<p>Cercando di valutare in maniera quanto più oggettiva la qualità delle traduzioni proposte da ChatGPT ci siamo serviti dello studio preliminare condotto da Tencent AI. Dalle informazioni contenute al suo interno siamo giunti alle medesime conclusioni riportate dai ricercatori, ovvero che al momento il modello AI tanto osannato sembrerebbe nient’altro che un normale sistema di traduzione automatica. Paragonabile nei punteggi ottenuti in vari benchmarck ai motori di machine translation già sul mercato.</p>



<p>E quando pensavamo di aver raggiunto un punto di stallo delle informazioni relative a questa intelligenza artificiale, ecco che arriva GPT-4.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Open AI annuncia GPT-4 e ChatGPT Plus</h2>



<p>“Abbiamo creato GPT-4, l&#8217;ultima pietra miliare nello sforzo di OpenAI per aumentare il deep learning.&nbsp;GPT-4 è un grande modello multimodale (che accetta input di immagini e testo, emettendo output testuale) che, sebbene meno capace degli umani in molti scenari del mondo reale, mostra prestazioni a livello umano su vari benchmark professionali e accademici”.</p>



<p>È con queste esatte parole che il team di Open AI ha presentato il 14 marzo scorso la new entry della famiglia GPT.</p>



<p>Il nuovo modello avrebbe inoltre raggiunto un punteggio del 10% superiore a quello ottenuto dai migliori partecipanti a un esame di abilitazione simulato (sempre secondo quanto espresso sul sito ufficiale di <a href="https://openai.com/research/gpt-4" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Open AI</mark></a>). GPT-3.5, la versione precedente, avrebbe invece raggiunto un punteggio del 10% inferiore.</p>



<p>Questo dato sembrerebbe indicare in realtà che questo nuovo strumento potrebbe non solo eguagliare le capacità umane, bensì di superarle in determinati ambiti.</p>



<p>Il team ha inoltre comunicato che gli utenti abbonati alla versione premium di ChatGPT potranno ottenere l’accesso a GPT-4 con un utilizzo limitato, regolato in base alla domanda. È inoltre plausibile prevedere l’introduzione di un nuovo tipo di abbonamento, incentrato sull’ultimo modello GPT.</p>



<p>Infine, per chi volesse accedere all’API di GPT-4 è disponibile una waitlist (a <a href="https://openai.com/waitlist/gpt-4-api" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">questo indirizzo</mark></a>) tramite la quale gli sviluppatori potranno registrarsi e utilizzare il nuovissimo modello di AI.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<item>
		<title>Life science: i migliori magazine di informazione</title>
		<link>https://www.a-stw.com/life-science-i-migliori-magazine-di-informazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Life Science]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un nostro precedente articolo &#8211; Blog sulla traduzione 2022: le migliori fonti di informazione &#8211; raggruppavamo in poche righe quelle che ritenevamo essere le migliori fonti di informazione, nazionali e internazionali, per il mondo dei servizi linguistici. Oggi, vogliamo fare lo stesso per le life science, nel tentativo di agevolare l’aggiornamento quotidiano di traduttori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/life-science-i-migliori-magazine-di-informazione/">Life science: i migliori magazine di informazione</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un nostro precedente articolo &#8211; <a href="https://www.a-stw.com/blog-sulla-traduzione-2022-le-migliori-fonti-di-informazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Blog sulla traduzione 2022: le migliori fonti di informazione</mark></a> &#8211; raggruppavamo in poche righe quelle che ritenevamo essere le migliori fonti di informazione, nazionali e internazionali, per il mondo dei servizi linguistici. Oggi, vogliamo fare lo stesso per le<strong> life science</strong>, nel tentativo di agevolare l’aggiornamento quotidiano di <strong>traduttori e professionisti di settore</strong> dando il giusto risalto a magazine ed editoriali reperibili online.</p>



<p>Il settore delle life science e il mondo dei servizi linguistici sono accomunati da svariate caratteristiche insite in entrambi i settori. Una di queste è certamente il carattere <strong>innovativo</strong> e <strong>dinamico</strong> di entrambi, particolarità che impone di rimanere sempre aggiornati sugli sviluppi e sulle notizie più rilevanti.</p>



<p>Ma basta indugiare, ecco a voi<strong> alcune delle migliori fonti di informazione</strong> per il settore life science!</p>



<h2 class="wp-block-heading">The Scientist</h2>



<p>Il primo magazine della nostra lista è <a href="https://www.the-scientist.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">The Scientist</mark></a>, editoriale di riferimento dedicato ai professionisti delle life science.</p>



<p>Questa rivista pubblica mensilmente articoli che toccano di volta in volta tutti gli argomenti centrali delle life science, dalla <strong>biologia molecolare</strong> allo <strong>studio delle cellule</strong>, dalla <strong>genetica</strong> alla <strong>biochimica</strong>. Nelle sue pubblicazioni propone informazioni relative allo stato attuale della ricerca, alle nuove tecnologie e alle esperienze vissute in prima persona dagli scienziati.</p>



<p>Per chi volesse approfondire l’argomento consigliamo di visitare il link a inizio paragrafo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Popular Science</h2>



<p>Il secondo magazine è il <a href="https://www.popsci.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Popular Science</mark></a>. Fondata nel lontano 1872, la rivista ha visto la partecipazione di alcuni dei più grandi pensatori, scienziati, naturalisti e biologi della storia, tra cui <strong>Charles Darwin</strong>, <strong>Louis Pasteur</strong> e <strong>Thomas Edison</strong>.</p>



<p>Divenuto oggi un trimestrale distribuito in oltre <strong>45 paesi</strong> e tradotto in più di <strong>30 lingue</strong>, il magazine pubblica quotidianamente aggiornamenti relativi ai vari campi delle scienze della vita.</p>



<p>Popular Science, dal 2019, promuove inoltre i <strong>Life Science Excellence Awards</strong>, evento che premia aziende e professionisti capaci di contribuire all’innovazione del settore <a href="http://ocs.google.com/spreadsheets/d/1fjFvDEEHBw8a2tYfKSamMkZN7qAUQgE4/edit#gid=502022551" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">medico-farmaceutico</mark></a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nordic Life Science magazine</h2>



<p>Il <a href="https://nordiclifescience.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Nordic Life Science</mark></a> è una delle<strong> riviste economiche</strong> (ovviamente incentrata sulle <strong>science della vita</strong>) più affermate e apprezzate.</p>



<p>Dal 2013 promuove il dialogo e l’interazione tra tutte le figure della filiera. La rivista si propone come fulcro informativo delle life science, riassumendo i punti salienti del settore, fornendo ai lettori spunti di riflessione e informazioni accessibili e stimolanti.</p>



<p>Gli articoli trattano svariati ambiti, quali le <strong>biotecnologie</strong>, il <strong>settore farmaceutico</strong>, la <strong>ricerca </strong>e le <strong>tendenze di mercato</strong>, il tutto arricchito da interviste a scienziati ed esperti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Life Science Leader</h2>



<p>Rimanendo in tema di magazine che trattano il <strong>lato economico</strong> del settore, <a href="https://www.lifescienceleader.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Life Science Leader</mark></a> è un secondo (o primo se vogliamo) riferimento per i lettori.</p>



<p>Incentrato sulle <strong>best practices di settore</strong>, la rivista ha come obiettivo, e qui citiamo le parole presenti sul sito, quello di “connettere le persone, le idee e le organizzazioni necessarie per far progredire lo sviluppo di prodotti farmaceutici, biologici, diagnostici e dispositivi medici.”</p>



<p>Tra i contributi pubblicati all’interno del magazine figurano interviste ai dirigenti di importanti aziende <strong>farmaceutiche e biotecnologiche</strong>, tra cui Pfizer e Janssen.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cell</h2>



<p>Chiude il nostro elenco la rivista <a href="https://www.cell.com/cell/home" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Cell</mark></a>.</p>



<p>Pubblicato da <strong>Cell Press</strong>, questo magazine scientifico pubblica contenuti provenienti dalla ricerca in una vasta varietà di discipline life science. Tra queste troviamo, ad esempio, la <strong>biologia cellulare</strong> e <strong>molecolare</strong>, la <strong>genetica</strong>, la <strong>virologia </strong>e la <strong>biofisica</strong>.</p>



<p>L’obiettivo dell’editoriale è quello di promuovere la conoscenza di questi settori, pubblicando tutti quei contenuti di importanza significativa e capaci di stimolare la discussione e la condivisione.</p>



<p><em>Ricordiamo che questa nostra rubrica ha scopi puramente esemplificativi e non vuole in alcun modo escludere tutti i magazine non menzionati. Seguiranno altri articoli di approfondimento capaci di completare la nostra panoramica sulle fonti di informazione del mondo delle life science.</em></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sub>Foto di <strong>Chokniti Khongchum</strong> da Pexels</sub></p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>ASTW per Multilingual: medical writing e specializzazione</title>
		<link>https://www.a-stw.com/astw-multilingual-medical-writing-specializzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medical writing]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=16323</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di seguito riportiamo il contributo del nostro CEO Domenico Lombardini pubblicato nel numero di gennaio 2023 della celebre rivista Multilingual. Il testo, da noi tradotto in italiano, ha per titolo “Medical writing and medical communication, a strategy for differentiating services for LSPs”. Every vertical is an ocean of opportunity Oltre alla fortuna (non neghiamolo), c&#8217;è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/astw-multilingual-medical-writing-specializzazione/">ASTW per Multilingual: medical writing e specializzazione</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Di seguito riportiamo il contributo del nostro <strong>CEO Domenico Lombardini</strong> pubblicato nel numero di <a href="https://multilingual.com/?p=196079%20" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">gennaio 2023</mark></a> della celebre rivista <strong>Multilingual</strong>. Il testo, da noi tradotto in italiano, ha per titolo “<em>Medical writing and medical communication, a strategy for differentiating services for LSPs</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Every vertical is an ocean of opportunity</strong></h2>



<p>Oltre alla fortuna (non neghiamolo), c&#8217;è una chiara e possibilmente semplice strategia alla base del successo di un&#8217;impresa. Sergio Marchionne, il grande amministratore delegato di FIAT, ora Stellantis, una volta disse che la parte più difficile è definire la strategia, il resto è semplice (si fa per dire) esecuzione. Nel delinearla, è importante considerare il panorama competitivo e le capacità dell&#8217;azienda (capitale umano, tecnologia, risorse, idee), tenendo sempre presente che l&#8217;obiettivo nel medio-lungo periodo deve essere quello di <strong>aumentare la dimensione aziendale</strong>. </p>



<p>Molte persone, specialmente nel mio paese, indulgono ancora nella falsa idea &#8220;più piccolo è, meglio è&#8221;, nonostante le piccole imprese siano semplicemente meno efficienti di quelle grandi. Questo perché non possono sfruttare le economie di scala per limitare i costi e aumentare i ricavi, per non parlare del fatto che le imprese più piccole faticano a garantire salari più alti ai propri dipendenti.</p>



<p>Tuttavia, quando un&#8217;azienda è piccola può ancora prendere direzioni diverse, assecondando le passioni e le intuizioni del titolare. Se c&#8217;è un vantaggio per le PMI, questo risiede nella loro capacità di adattarsi facilmente a un <strong>panorama competitivo in evoluzione</strong>. Il CEO di un piccolo LSP si ritrova spesso a riconsiderare la sua strategia aziendale, anche radicalmente, e si trova spesso di fronte al classico dilemma: è meglio aumentare la gamma di servizi, oppure <strong>specializzarsi per poi verticalizzare </strong>sempre più nei settori più adatti?</p>



<p>In qualità di proprietario di un piccolo <strong>LSP</strong>, ho anch’io spesso fatto i conti con questo dilemma. Dopo anni di studio del mercato, considero ora la specializzazione la strategia più funzionale. Consente sia un potenziale vantaggio competitivo nei confronti di competitor non specializzati nei propri settori, sia una migliore differenziazione dal resto della concorrenza.</p>



<p>Tuttavia, <strong>specializzazione non significa limitare il raggio di azione</strong>. </p>



<p>Verticalizzare l&#8217;offerta porta a comprendere meglio le esigenze dei clienti.&nbsp;In aggiunta, una strategia di specializzazione non implica necessariamente una riduzione dell’offerta. Al contrario, verticalizzare offre spesso l&#8217;opportunità di aumentare il numero dei servizi una volta comprese meglio le esigenze del cliente. Specializzarsi crea valore per l&#8217;azienda ed è un buon modo per proteggerla dalla pressione competitiva che agisce quasi esclusivamente sul prezzo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Medical writing e comunicazione medica: una riflessione personale</strong></h2>



<p>Mentre scrivo, la mia azienda è a un punto di svolta per quanto riguarda la sua strategia futura. Essendo cresciuti molto negli ultimi anni nelle nostre aree di interesse (proprietà intellettuale, settore legale, medico e tecnico), la nostra attenzione si è concentrata maggiormente sull’operatività (ovvero sul miglioramento della nostra capacità operativa in risposta alla crescente domanda) piuttosto che sull’affinare la nostra strategia aziendale.</p>



<p>Ci siamo implicitamente specializzati in queste aree, ma non abbiamo esplicitamente proiettato un&#8217;immagine aziendale in linea con le nostre competenze. L&#8217;obiettivo è di comunicare in modo più efficace che il nostro focus è sui <strong>brevetti</strong>, sulle <strong>traduzioni legali</strong>, <strong>medico-scientifiche</strong>, <strong>tecniche </strong>e sui <strong>servizi di comunicazione medica</strong>.</p>



<p>Perché la comunicazione medica? In poche parole, perché ho iniziato a lavorare in questo settore durante i miei studi di dottorato in neuroscienza sperimentale. Amo scrivere e ho sempre avuto la tendenza a combinare le due abilità (scrittura e scienza) fin dalla giovane età. Ricordo con affetto un tema di quinta elementare, ben 10 pagine piene di errori di ortografia. Nel testo, combinai il personaggio della Pimpa con fantasiose spiegazioni (ma con la buffa pretesa di farle apparire scientifiche) del perché piove.</p>



<p>Ora, molti anni dopo, ho cercato di trasferire questi interessi alla mia azienda. Il <strong>medical writing e la comunicazione medica</strong> sono diventati parte delle nostre offerte, contribuendo in modo significativo al fatturato, ma cosa intendo per comunicazione medica?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali aziende producono contenuti medici?</strong></h2>



<p>Come ci ha insegnato la pandemia da cui stiamo faticosamente uscendo, rendere disponibili informazioni scientifiche accurate non riguarda solo la deontologia professionale di chi lavora nella comunicazione, è anche una questione di sicurezza pubblica.</p>



<p>Ma quali aziende necessitano regolarmente di questo tipo di servizi? Naturalmente, le <strong>aziende farmaceutiche</strong> si servono spesso di fornitori esterni per rispondere a queste esigenze. Di frequente, queste realtà destinano un budget maggiore alle attività di marketing rispetto a quanto non facciano per la ricerca.</p>



<p>Oltre a essere clienti importanti per i <strong>servizi di traduzione multilingue e interpretazione</strong>, le aziende farmaceutiche hanno anche un continuo bisogno di servizi di medical writing e, in generale, di servizi di comunicazione rivolti al personale medico e al pubblico.</p>



<p>Ma di cosa parliamo quando facciamo riferimento a questo tipo di servizi?</p>



<p>In generale, possiamo identificare le seguenti attività:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Medical writing destinato a medici e specialisti</li>



<li>Medical writing destinato al grande pubblico</li>



<li>Servizi di scrittura medica regolatoria</li>



<li>Creazione di prodotti multimediali</li>



<li>Creazione di prodotti editoriali</li>



<li>Servizi di grafica e illustrazione</li>
</ul>



<p>Tra le varie entità che potrebbero necessitare di questo tipo di servizi includiamo le <strong>istituzioni pubbliche</strong> (istituti di ricerca, ospedali, università, ecc.), <strong>organizzazioni senza scopo di lucro</strong> (associazioni di ricerca sul cancro, associazioni di pazienti, ecc.), <strong>associazioni di medici</strong>, <strong>professionisti della comunicazione</strong>, <strong>editori specializzati</strong>.</p>



<p>È interessante notare che tutte queste entità possono inoltre essere acquirenti di servizi linguistici. Offrire servizi di comunicazione medica potrebbe quindi rappresentare un valore aggiunto e un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza. Va inoltre notato che gli LSP che offrono servizi di comunicazione medica potrebbero intercettare la domanda a un livello più basso della catena del valore.</p>



<p>Facciamo un esempio: un&#8217;azienda farmaceutica si rivolge a una società di comunicazione digitale per la creazione di un sito web nel quale promuovere uno dei suoi prodotti.</p>



<p>L&#8217;azienda di comunicazione potrebbe non avere tutte le competenze professionali interne necessarie per soddisfare le esigenze del cliente. Potrebbe rendersi necessario un medical writer che produca il contenuto testuale del sito in questione. La stessa azienda di comunicazione potrebbe quindi diventare a sua volta un acquirente di servizi linguistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Qualche altro esempio&#8230;</strong></h2>



<p>In aggiunta al suddetto servizio di creazione di contenuti per siti web rivolti al grande pubblico, le aziende farmaceutiche hanno bisogno di servizi di <strong>scrittura medica regolatoria</strong>. Questo tipo di servizio è molto delicato, poiché di cruciale importanza per l&#8217;azienda.</p>



<p>Prima che un prodotto (un farmaco, un integratore o un dispositivo medico) venga lanciato, deve passare attraverso un processo regolatorio molto preciso. Occorre produrre tutta una serie di documenti, che devono essere approvati dalle autorità competenti prima che il prodotto possa essere commercializzato.</p>



<p>Altri esempi possono essere le <strong>presentazioni PowerPoint</strong>, lo scrivere <strong>articoli scientifici da bozze o riassunti</strong>, la scrittura di <strong>abstract</strong>, la creazione di <strong>contenuti complessi</strong> come le animazioni video, la creazione di <strong>contenuti testuali e grafici</strong> per brochure, la creazione di <strong>contenuti SEO</strong> e così via.</p>



<p>L&#8217;aspetto interessante di questo tipo di servizi è che spesso richiedono un supporto creativo che può essere fornito solo da una persona con competenze &#8216;ibride&#8217;, cioè una persona che unisce competenze tecniche (perché ha una laurea o un dottorato in campo medico-scientifico), creatività e capacità di scrivere nella sua lingua in maniera corretta e appropriata per il pubblico di destinazione.</p>



<p>La convergenza di tutte queste abilità porta spesso a un valore più alto per questi servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Personale qualificato, vendor manager e project manager</strong></h2>



<p>Tra le figure professionali necessarie per offrire servizi di comunicazione medica deve esserci, ovviamente, un <strong>medical writer</strong>. Lo scrittore deve essere selezionato tenendo conto della formazione accademica; la <strong>laurea </strong>è un requisito indispensabile, anche se un <strong>dottorato </strong>con specializzazione in pratiche mediche sarebbe l&#8217;ideale. </p>



<p>Nel reclutare un medical writer, dobbiamo guardare alla sua esperienza, alla specializzazione in particolari aree cliniche e al portfolio dei lavori passati. Molti medical writer sono eclettici e possono quindi confrontarsi virtualmente con ogni campo della medicina.</p>



<p>Il metodo di selezione di questi professionisti non è diverso da quello adottato per la selezione dei linguisti. Tuttavia, il <strong>vendor manager</strong> avrà bisogno di una formazione di base su questi servizi per identificare al meglio le risorse più adatte.</p>



<p>Anche i <strong>project manager</strong> dovranno essere adeguatamente formati nel gestire questo flusso di lavoro. Laddove questo dovesse assumere dimensioni sostanziali sarebbe vantaggioso avere uno o più project manager laureati in discipline medico-scientifiche, con esperienza nella scrittura e nella comunicazione medica.</p>



<p>Poiché i project manager sono i contatti più diretto con il cliente, sono i primi a identificare i problemi e a proporre soluzioni. I project manager in questo caso devono essere bravi a risolvere i problemi in modo creativo e proattivo.</p>



<p>Altri professionisti interessanti e utili sono i <strong>graphic designer</strong> (che potrebbero impaginare prodotti editoriali o preparare grafiche), <strong>illustratori </strong>e <strong>creator </strong>di contenuti animati. La capacità di offrire un team creativo onnicomprensivo sarà molto apprezzata dai clienti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Medical writing: un’attività ad alto valore aggiunto</strong></h2>



<p>I servizi di medical writing e comunicazione medica in generale rappresentano una buona strategia di differenziazione e una pratica efficace per verticalizzare l&#8217;offerta di un LSP. Questi servizi rientrano in un tipo di consulenza ad alto contenuto intellettuale e creativo solitamente molto apprezzato dai clienti, che saranno quindi felice di pagare per una maggiore qualità. Tutto ciò non deve essere disprezzato nel settore dei servizi linguistici, dove il prezzo è, come sappiamo fin troppo bene, il criterio principale che guida le scelte dei clienti. Considerando inoltre che agli stessi acquirenti potranno anche essere offerti servizi puramente linguistici.</p>



<p>Dal punto di vista del cliente, la possibilità di accedere a tutti questi servizi con un unico provider risulta una <strong>strategia vantaggiosa per tutti</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Per saperne di più sui nostri servizi di medical writing clicca <a href="https://www.a-stw.com/servizi/medical-writing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">qui</mark></a>!</p>
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		<title>ChatGPT, intelligenza artificiale e scrittura automatica</title>
		<link>https://www.a-stw.com/chatgpt-intelligenza-artificiale-e-scrittura-automatica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È decisamente la tendenza del momento. Canali social, testate giornalistiche e blog di varia natura, ogni canale di comunicazione parla di ChatGPT, l’ultimo modello elaborato da OpenAI, l’organizzazione di ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale che vede tra i suoi fondatori anche Elon Musk e Sam Altman. Le opinioni sono divise, tra chi ritiene che questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È decisamente la tendenza del momento. Canali social, testate giornalistiche e blog di varia natura, ogni canale di comunicazione parla di <strong>ChatGPT</strong>, l’ultimo modello elaborato da <strong>OpenAI</strong>, l’organizzazione di ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale che vede tra i suoi fondatori anche <strong>Elon Musk</strong> e <strong>Sam Altman</strong>. Le opinioni sono divise, tra chi ritiene che questo modello possa rappresentare il futuro della scrittura automatica e chi invece ne sottolinea i difetti. Ma anzitutto occorre rispondere alla domanda più importante: <strong>cos’è ChatGPT</strong>?</p>



<p>“Abbiamo addestrato un modello chiamato ChatGPT che interagisce in modo conversazionale. Il formato del dialogo consente a ChatGPT di rispondere a domande di follow-up, ammettere i propri errori, contestare premesse errate e rifiutare richieste inappropriate. <strong>ChatGPT</strong> è un modello di pari livello di InstructGPT, che è addestrato a seguire un&#8217;istruzione in un prompt e fornire una risposta dettagliata”.</p>



<p>Con queste parole, presenti nella <a href="https://openai.com/blog/chatgpt/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">pagina dedicata</mark></a> del sito di <strong>OpenAI</strong>, viene presentato l’ultimo modello della serie <strong>GPT-3</strong>, acronimo di <em>Generative Pre-trained Transformer 3</em>. Ne abbiamo parlato in due nostri articoli: <a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-e-esseri-umani/#:~:text=intelligenza%20artificiale%20come-,GPT-3,-di%20OpenAI%20stanno" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Intelligenza artificiale ed esseri uma</mark></a><a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-e-esseri-umani/#:~:text=intelligenza%20artificiale%20come-,GPT-3,-di%20OpenAI%20stanno"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ni</mark></a> e <a href="http://TECNOLOGIA%20E%20LINGUAGGIO:%20DALL·E%202%20STUPISCE%20I%20RICERCATORI" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Tecnologia e linguaggio: DALL·E 2 stupisce i ricercatori</mark></a>.</p>



<p>Questi modelli di intelligenza artificiale si basano sul <strong>machine learning non supervisionato</strong>, utilizzando la tecnica di <strong>deep learning</strong> chiamata appunto <strong><em>transformer</em></strong><em>,</em> la quale utilizza una rete neurale per comprendere ed elaborare il significato di un dato <strong>testo</strong>.</p>



<p>Il nostro ChatGPT, pur facendo parte dei modelli di apprendimento autonomo e non supervisionato, rientra nella famiglia degli InstructorGPT, ottimizzati successivamente tramite il <strong>rinforzo umano</strong>.</p>



<p>Nasce dalla volontà di rendere più agile e intuitiva l’interazione tra intelligenza artificiale e utente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma come funziona ChatGPT?</h2>



<p>Dopo aver chiarito le doverose premesse circa le caratteristiche tecniche di ChatGPT, vediamo ora il suo funzionamento.</p>



<p>Una volta effettuato l’accesso (anche tramite le credenziali Google) sarà possibile interagire con la <strong>dashboard</strong> per comunicare le <strong>istruzioni</strong> a ChatGPT.</p>



<p>Il nuovissimo modello ha generato molta curiosità negli utenti di tutto il mondo, per cui è possibile che la pagina notifichi la seguente stringa “ChatGPT is at capacity right now” indicante il raggiungimento della capacità massima di utenti. Tuttavia, è possibile richiedere la notifica della nuova disponibilità del servizio.</p>



<p>N.d.A. <em>Nel momento in cui scrivo questo testo il limite è stato raggiunto.</em></p>



<p>Tornato alla normalità, ChatGPT offre la possibilità di inserire nella barra di navigazione l’istruzione che dovrà elaborare.</p>



<p>Dallo scrivere una ricetta a una stringa di codice Java, da una lettera di presentazione a un curriculum vitae, le possibilità sono infinite.</p>



<p>Alcuni esempi sono forniti via <strong>LinkedIn</strong> proprio dal nostro <a href="https://www.a-stw.com/staff/domenico-lombardini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">CEO Domenico Lombardini</mark></a>, che ha interrogato l’intelligenza artificiale per la stesura di un <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color"><strong>testo di presentazione del suo ultimo libro</strong></mark> e per eseguire un <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color"><strong>controllo qualità su una traduzione di prova</strong></mark> inglese-italiano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="312" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/01/image.news-3-1024x312.jpg" alt="" class="wp-image-16236" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/01/image.news-3-1024x312.jpg 1024w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/01/image.news-3-300x91.jpg 300w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/01/image.news-3-768x234.jpg 768w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/01/image.news-3.jpg 1027w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption><a href="https://www.linkedin.com/in/domenico-lombardini-11251018/recent-activity/shares/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">LinkedIn</mark></a></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le opinioni dell’industria linguistica</h2>



<p>I pareri degli esperti del settore linguistico non si sono fatte attendere.</p>



<p><strong>Slator</strong>, la nota rivista specializzata nelle notizie riguardanti il mercato globale della traduzione, ha chiesto ai propri lettori quanto ritenessero rilevante il nuovo modello <strong>ChatGPT</strong>.</p>



<p>Il <strong>37,5%</strong>, la percentuale più alta degli intervistati, ritiene che questo possa rappresentare un<strong> punto di svolta decisivo nell’industria linguistica</strong>. Il <strong>31,9%</strong> si è mostrato <strong>interessato</strong> alle abilità dell’intelligenza artificiale e il <strong>16,7%</strong> ha affermato la propria <strong>curiosità</strong> in merito. Solamente il <strong>13,9%</strong> ha dichiarato il proprio <strong>scettiscismo</strong>, ritenendo effimero il clamore scatenato da ChatGPT.</p>



<p>Noi, giriamo a voi lettori il quesito.</p>



<p><strong>Cosa ne pensate di ChatGPT?</strong> Fatecelo sapere nella sezione <strong>commenti</strong> dei nostri <strong>canali social</strong>!</p>
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		<title>Dove operano i linguisti più influenti al mondo?</title>
		<link>https://www.a-stw.com/dove-operano-i-linguisti-piu-influenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’interno di un articolo pubblicato la scorsa settimana &#8211; Gli effetti negativi dell’inglese sulle scienze cognitive &#8211; abbiamo trattato il tema relativo alla forte presenza della lingua inglese nel mondo scientifico. Analizzando le possibili conseguenze negative di una costante così fortemente radicata, legata per sua natura all’origine e alle aree geografiche in cui i ricercatori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>All’interno di un articolo pubblicato la scorsa settimana &#8211; <a href="https://www.a-stw.com/gli-effetti-negativi-dellinglese-sulle-scienze-cognitive/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Gli effetti negativi dell’inglese sulle scienze cognitive</mark></a> &#8211; abbiamo trattato il tema relativo alla forte presenza della lingua inglese nel mondo scientifico. Analizzando le possibili conseguenze negative di una costante così fortemente radicata, legata per sua natura all’origine e alle aree geografiche in cui i ricercatori operano, è sorto spontaneo un dubbio relativo al nostro mondo: <strong>dove operano i linguisti più influenti</strong>?</p>



<p>Facciamo un passo indietro.</p>



<p>Nel testo dell’articolo, visionabile al link inserito nel primo paragrafo, veniva riportato uno studio incentrato sull’influenza che il <strong>Paese nel quale si svolge l’attività di ricerca</strong>, e conseguentemente il sistema linguistico utilizzato, possono esercitare sulla ricerca stessa.</p>



<p>Gli autori, analizzando il campo delle scienze cognitive, sottolineavano che “gli scienziati di lingua inglese esplorano la natura della mente umana studiando altri individui di lingua inglese nei paesi di lingua inglese”.</p>



<p>Operando noi nel campo dei <strong>servizi linguistici da oltre 10 anni</strong>, è stato naturale chiederci quanto questa affermazione possa riguardare anche il mondo della <strong>linguistica</strong>.</p>



<p>Un dubbio che doveva essere risolto.</p>



<p>Ed è nel corso delle nostre indagini che ci siamo imbattuti nel contributo di <strong>Rocio Txabarriaga</strong>, scrittrice multilingue e Senior Research Analyst per Slator. Nell’articolo, visionabile <a href="https://slator.com/over-300-language-experts-made-the-most-cited-scientists-list/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">qui</mark></a>, vengono mostrati i <strong>300 linguisti</strong> presenti nella classifica degli scienziati “<strong>più citati al mondo</strong>”, e quindi, per logica conseguenza, i <strong>più influenti</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I linguisti più influenti: i dati</h2>



<p>Nel suo testo Txabarriga riporta il dataset pubblicato agli inizi di ottobre da <strong>Elsevier BV</strong>.</p>



<p>La classifica è determinata dal numero di volte in cui gli scienziati di tutto il mondo sono citati in pubblicazioni diverse dalla propria.&nbsp;L’autrice, nella redazione del proprio contributo, ha selezionato il sottocampo “<strong>lingue e linguistica</strong>” alfine di ottenere una classifica esclusiva dei linguisti classificati.</p>



<p>Da qui, la nostra ricerca prende una strada diversa rispetto a quella intrapresa dalla scrittrice, per individuare <strong>le nazioni nelle quali i linguisti svolgono i propri studi</strong>.</p>



<p>La lista comprende esattamente <strong>243 studiosi</strong>, di cui 54 (il 57% dei primi 94 esperti) lavorano nell&#8217;elaborazione del <strong>linguaggio naturale</strong> e nell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il primo dato che traspare dall’elenco è che i primi due nomi, <strong>John Heritage</strong> e <strong>Noam Chomsky</strong>, rispettivamente della University of California e del MIT, lavorano per istituzioni con sede negli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>



<p>I successivi <strong>29 linguisti</strong> operano per <strong>università europee</strong>, mentre il primo studioso al di fuori della sfera di influenza composta da USA e Unione Europea è il numero 32 della classifica, <strong>Robbie Goh</strong> per la <strong>National University of Singapore</strong>. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Trend che si ripete approssimativamente con le stesse proporzioni per l’intero elenco. <strong>USA</strong>, <strong>Regno Unito</strong> e <strong>Germania </strong>sono le nazioni che compaiono con maggiore frequenza nel dataset.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come interpretare i risultati?</h2>



<p>La differenza che emerge più distintamente rispetto alla ricerca condotta sulle <strong>scienze cognitive</strong> è la varietà di lingue parlate in questi Paesi. La ricerca infatti mostrava come l’influenza esercitata fosse dovuta alla lingua parlata nelle aree di lavoro dei ricercatori, ovvero l’inglese.</p>



<p>Qui possiamo notare un <strong>contesto notevolmente più variegato</strong>.</p>



<p>La presenza di <strong>sistemi linguistici diversi</strong> era forse prevedibile, vista la natura degli studi condotti. </p>



<p>I risultati della ricerca mostrano infatti un’apertura verso <strong>lingue e nazione differenti</strong>, capaci di arricchire il campo della linguistica con prospettive sempre diverse.</p>



<p>Tuttavia, <strong>vogliamo lasciare a voi lettori</strong> l’arduo compito di trarre <strong>le conclusioni</strong>.</p>



<p>La presenza di Università e istituti di ricerca di nazioni differenti è una condizione imprescindibile per garantire l’<strong>eterogeneità della ricerca</strong>? I Paesi nei quali vengono condotti gli studi influenzano i <strong>temi trattati</strong>?</p>



<p>Vi aspettiamo nella sezione <strong>commenti dei nostri canali social</strong>!</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide"/>



<p><sub>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/illustrazione-della-mappa-del-mondo-592753/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aaditya Arora</a> da Pexels</sub></p>
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		<title>Gli effetti negativi dell&#8217;inglese sulle scienze cognitive</title>
		<link>https://www.a-stw.com/gli-effetti-negativi-dellinglese-sulle-scienze-cognitive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni mediche e farmaceutiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’eccessiva presenza della lingua inglese può influenzare negativamente il mondo delle scienze cognitive? È questo il quesito alla base di una ricerca pubblicata di recente da un team composto da ricercatori provenienti dai migliori istituti internazionali (tra cui Harvard e Purdue University). Lo studio si fonda quindi su un dato di fatto ben noto alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/gli-effetti-negativi-dellinglese-sulle-scienze-cognitive/">Gli effetti negativi dell&#8217;inglese sulle scienze cognitive</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’eccessiva presenza della lingua inglese può influenzare negativamente il mondo delle scienze cognitive? È questo il quesito alla base di una <a href="https://www.cell.com/trends/cognitive-sciences/fulltext/S1364-6613(22)00236-4" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ricerca pubblicata di recente</mark></a> da un team composto da ricercatori provenienti dai migliori istituti internazionali (tra cui <strong>Harvard </strong>e <strong>Purdue University</strong>).</p>



<p>Lo studio si fonda quindi su un dato di fatto ben noto alla comunità scientifica, ovvero la <strong>predominanza della lingua anglosassone</strong> all&#8217;interno delle scienze.</p>



<p>Ne avevamo parlato in un nostro articolo pubblicato ad aprile, <a href="https://www.a-stw.com/il-ruolo-centrale-della-traduzione-nella-ricerca-scientifica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Il ruolo centrale della traduzione nella ricerca scientifica</mark></a>, il quale riportava la diffusa preoccupazione per gli effetti negativi che questa presenza eccessiva potrebbe comportare.</p>



<p>Si stima, ad esempio, che le ricerche condotte in lingue diverse dall’inglese, potrebbero ampliare la copertura geografica sulle biodiversità fino al 25%. Portando il numero di specie dal 5 al 32%.</p>



<p>Nel testo inoltre venivano citate le parole del ricercatore dell’Università del Queensland&nbsp;<strong>Tatsuya Amano</strong>, capaci di esprimere pienamente il concetto odierno.</p>



<p>“Le <strong>barriere linguistiche</strong> hanno gravi conseguenze nella scienza, causando disuguaglianza per le comunità sottorappresentate e rendendo inaccessibile le conoscenze veicolate da queste lingue. Collaborare con parlanti di più lingue durante la ricerca può aiutare a contrastare questo pregiudizio. Gli autori dovrebbero essere incoraggiati dai loro editori e revisori a identificare e citare la letteratura pertinente in altre lingue, ove applicabile”.</p>



<p>L’utilizzo massivo dell’inglese e le sue possibili conseguenze non sono dunque un argomento inedito. Tuttavia, la ricerca alla base del nostro articolo di oggi pone la lente su una sfumatura particolare di questa influenza: il <strong>sovracampionamento </strong>(over-sampling) nelle <strong>scienze cognitive</strong>.</p>



<p>O per dirla con le parole dei ricercatori, le modalità con cui &#8220;le caratteristiche particolari dell&#8217;inglese e le abitudini linguistiche degli anglofoni <strong>influenzano il campo</strong>&#8220;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Linguaggio e scienze cognitive</h2>



<p>&#8220;Gli scienziati di lingua inglese esplorano la natura della mente umana studiando altri individui di lingua inglese nei paesi di lingua inglese&#8221;.</p>



<p>Con queste parole, presenti nell’abstract della ricerca, gli autori introducono agli <strong>effetti negativi </strong>che un’eccessiva presenza di letteratura scientifica inglese, e l&#8217;over-sampling in essa presente, possono avere sulle scienze cognitive.</p>



<p>La lingua è direttamente collegata alle classificazioni cognitive che influiscono sull&#8217;<strong>apprendimento</strong>, sulla <strong>risoluzione dei problemi</strong> e sul <strong>ragionamento</strong>. </p>



<p>Il linguaggio è inoltre strettamente legato a <strong>concetti sensoriali</strong>, <strong>relazioni spaziali</strong>, <strong>rappresentazione numerica</strong>, <strong>genere</strong>, <strong>eventi di movimento</strong>, <strong>causalità </strong>e qualsiasi concetto rappresentato (o meno) con le parole.</p>



<p>Le caratteristiche della lingua parlata condizionano dunque le <strong>facoltà mentali e cognitive dell’individuo</strong>. I suoni, i diversi sistemi di scrittura, i vocaboli e la sintassi variano da lingua a lingua e sono capaci di influenzare i parlanti e la ricerca a essi collegata.</p>



<p><strong>Concentrarsi su un solo sistema linguistico</strong>, dunque, risulta quantomai <strong>limitante</strong>. Proprio come è impossibile tradurre accuratamente un concetto che non esiste in una lingua target, i risultati delle scienze cognitive che si basano in gran parte sull&#8217;inglese <strong>non possono essere condivisi universalmente</strong>.</p>



<p>E se la soluzione più ovvia è spesso quella più accurata, per ovviare a questi problemi i ricercatori suggeriscono di <strong>includere nella ricerca diversi sistemi linguistici</strong>.</p>



<p>Utilizzando, ad esempio, database linguistici aperti, coinvolgendo parlanti di lingue diverse dall&#8217;inglese, conducendo studi interculturali e aumentando la collaborazione tra le istituzioni anglo-centriche e quelle internazionali.</p>



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		<title>I gender bias nella traduzione automatica sono ancora una realtà</title>
		<link>https://www.a-stw.com/i-gender-bias-nella-traduzione-automatica-sono-ancora-una-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni tecnico-scientifiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=14187</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avevamo già parlato di questo tema in un nostro precedente articolo: i gender bias sono un problema reale nella traduzione automatica. Un recente studio, condotto dai ricercatori della New York University, ne sottolinea nuove sfaccettature, più infime e radicate. Negli ultimi anni, numerosi utenti di Google Translate e altri sistemi di MT (Machine Translation) hanno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Avevamo già parlato di questo tema in un <a href="https://www.a-stw.com/google-translate-e-il-pregiudizio-di-genere/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">nostro precedente articolo</span></a>: i gender bias sono un problema reale nella traduzione automatica.</p>



<p>Un recente studio, condotto dai ricercatori della <strong>New York University</strong>, ne sottolinea nuove sfaccettature, più infime e radicate.</p>



<p>Negli ultimi anni, numerosi utenti di Google Translate e altri sistemi di MT (Machine Translation) hanno ripetutamente criticato la <strong>distorsione di genere</strong> di queste tecnologie. Un esempio? Diversi utenti di origine finlandese hanno notato come il pronome di terza persona neutrale fosse tradotto con il <strong>genere maschile nelle frasi legate al lavoro</strong>. Allo stesso tempo, il genere neutro veniva tradotto con &#8220;<strong>lei</strong>&#8221; nella frase &#8220;<strong>si prende cura del bambino</strong>&#8220;. </p>



<p>Non è una novità, in uno studio da noi riportato a inizio anno si evidenziava come i gender bias, o pregiudizi di genere, nella traduzione automatica riguardassero un numero davvero vasto di lingue.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;I risultati, affermano i ricercatori, mostrano come in tutte le 25 lingue il concetto di carriera sia prevalentemente correlato al genere maschile.&#8221;</p><cite><a href="https://www.a-stw.com/gender-bias-tra-lingua-e-pregiudizio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ASTW &#8211; GENDER BIAS: TRA LINGUA E PREGIUDIZIO DI GENERE</span></a></cite></blockquote>



<p>Tuttavia, il recente lavoro dei ricercatori suggerisce che tale <strong>pregiudizio di genere nel linguaggio umano</strong> vada ancora più in profondità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I &#8220;nuovi&#8221; gender bias nella traduzione automatica</h2>



<p>I ricercatori della New York University hanno scoperto che la parola inglese &#8220;<strong>people</strong>&#8221; potrebbe non essere neutrale rispetto al genere come si potrebbe pensare.</p>



<p>La definizione del dizionario, ovviamente, non denota un&#8217;identità di genere specifica. Tuttavia, l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale (AI) per analizzare un corpus di <strong>630 miliardi di parole</strong> dipinge un quadro diverso. </p>



<p>Nell&#8217;articolo pubblicato su <a href="https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.abm2463" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><em><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Science Advances</span></em></a> , il team di ricercatori evidenzia come i parlanti tendano a usare la parola &#8220;people&#8221; in contesti associati <strong>più frequentemente agli uomini che alle donne</strong>. Lo studio potrebbe potenzialmente gettare ulteriore luce sul pregiudizio di genere nella traduzione automatica (MT) e sui corpora utilizzati per sviluppare modelli di MT, ancora oggi <strong>influenzati dai gender bias</strong>.</p>



<p>“Molte forme di pregiudizio, come la tendenza ad associare la scienza agli uomini più che alle donne, sono state studiate in passato. Ma c&#8217;è stato molto meno lavoro sul come vediamo e identifichiamo una persona” ha affermato <strong>April Bailey</strong>, autore principale dell&#8217;articolo.</p>



<p>In risposta alle critiche, le big tech come Google hanno tentato di mitigare alcuni dei problemi associati a questi pregiudizi di genere. Nel caso di Google Translate, il sistema ora produce più traduzioni per frasi e parole che potrebbero avere interpretazioni diverse rispetto al genere del soggetto (come nel caso degli esempi dal finlandese menzionati in precedenza). I ricercatori nel presente studio osservano che questi sforzi si sono concentrati solo sul <strong>linguaggio esplicitamente di genere</strong>. Senza tener conto del pregiudizio di genere sottostante in <strong>parole apparentemente neutre</strong>.</p>



<p>&#8220;Gli sforzi attuali per impedire la diffusione di questi pregiudizi hanno prodotto risultati contrastanti e ancora non includono i gender bias più nascosti, come ad esempio <strong>l&#8217;associazione persone/uomini</strong>&#8220;, scrivono i ricercatori. &#8220;Ci auguriamo che il presente lavoro guidi gli sforzi futuri per modificare gli algoritmi di elaborazione del linguaggio naturale&#8221;.</p>



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<p><sub>Foto di <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/@magda-ehlers-pexels?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Magda Ehlers</a></strong> da <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/decalcomanie-del-ritaglio-di-ragazzo-e-ragazza-1386336/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pexels</a></strong></sub></p>
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		<title>Il ruolo centrale della traduzione nella ricerca scientifica</title>
		<link>https://www.a-stw.com/il-ruolo-centrale-della-traduzione-nella-ricerca-scientifica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Life Science]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni mediche e farmaceutiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un tema tornato fortemente alla ribalta: la traduzione risulta essenziale nella ricerca scientifica. La pandemia da Covid-19 ha mostrato chiaramente quanto la collaborazione internazionale, non solo in ambito medico, possa velocizzare e armonizzare i processi della ricerca. Ma tutto questo è reso possibile solo abbattendo le naturali barriere linguistiche tra i laboratori e centri [&#8230;]</p>
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<p>È un tema tornato fortemente alla ribalta: <strong>la traduzione risulta essenziale nella ricerca scientifica</strong>.</p>



<p>La pandemia da Covid-19 ha mostrato chiaramente quanto la <strong>collaborazione internazionale</strong>, non solo in ambito medico, possa velocizzare e armonizzare i <strong>processi della ricerca</strong>. Ma tutto questo è reso possibile solo abbattendo le naturali <strong>barriere linguistiche</strong> tra i laboratori e centri di ricerca internazionali.</p>



<p>E se è certamente vero che la maggior parte degli studi di rilievo vengono pubblicati anche, o esclusivamente,<strong> in lingua inglese</strong>, uno studio pubblicato di recente sulla rivista scientifica <a href="https://journals.plos.org/plosbiology/article?id=10.1371/journal.pbio.3001296" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Plos Biology</span></a> ha evidenziato come la ricerca su 9 specie di anfibi, 217 specie di uccelli e 64 mammiferi fossero in gran parte sconosciute alla più ampia comunità scientifica. Questo perché gli studi in questione sono stati condotti in <strong>lingue diverse dall&#8217;inglese</strong>. </p>



<p>L&#8217;opinione diffusa secondo cui qualsiasi informazione scientifica di rilievo sarà sempre disponibile anche in lingua inglese, però, non sempre riconosce il merito adeguato agli studi condotti in altre lingue. Infatti, queste ricerche apportano spesso <strong>dati ed evidenze uniche e preziose per la comunità internazionale</strong>.</p>



<p>Ad esempio, la rivista stima che la ricerca in lingua non inglese potrebbe ampliare la copertura geografica sulla biodiversità dal 12% al 25% e il numero di specie coperte dal 5% al ​​32%. La domanda sorge quindi spontanea: <strong>quanta ricerca scientifica si perde a causa delle barriere linguistiche?</strong> </p>



<p>In un altro articolo, la biologa Valeria Ramírez Castañeda racconta al <a href="https://www.theguardian.com/environment/2022/apr/04/lost-in-translation-is-research-into-species-being-missed-because-of-a-language-barrier-aoe" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">The Guardian</span></a> gli sforzi volti alla condivisione internazionale delle sue ricerche.  </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ricerca scientifica e traduzione</h2>



<p>Questi, però, sono tutt&#8217;altro che casi isolati. La quantità di conoscenza scientifica che necessita di traduzione è davvero imponente. Man mano che la quantità di ricerca cresce, aumenta anche il divario tra ciò che si sceglie di tradurre, e quindi condiviso con un vasto pubblico internazionale e ciò che resta &#8220;limitato&#8221; all&#8217;interno dei confini linguistici.</p>



<p>In risposta a queste problematiche, diversi esponenti della comunità scientifica internale hanno promosso l&#8217;idea di istituire la <strong>lingua inglese come lingua franca </strong>della scienza. Le risposte diametralmente opposte non si sono però fatte attendere. Primo tra tutti lo scienziato dell&#8217;Università del Queensand <strong>Tatsuya Amano</strong>.</p>



<p>&#8220;Le barriere linguistiche hanno gravi conseguenze nella scienza, causando disuguaglianza per le comunità sottorappresentate e rendendo inaccessibile le conoscenze veicolate da queste lingue. <strong>Collaborare con parlanti di più lingue</strong> durante la ricerca in riviste locali e database di letteratura può aiutare a contrastare questo pregiudizio.  Gli autori dovrebbero essere incoraggiati dai loro editori e revisori a identificare e citare la letteratura pertinente in altre lingue, ove applicabile&#8221;.</p>



<p>Emerge, quindi, quanto sia fondamentale che <strong>scienziati e studiosi</strong> abbiano accesso ai lavori condotti <strong>in tutte le lingue</strong>. Tuttavia, comprendere la letteratura scientifica in una lingua non nativa può essere un compito impegnativo, poiché la mancanza di competenze linguistiche rilevanti è spesso una ragione chiave per escludere la letteratura non in lingua inglese.</p>



<p>Tuttavia, l&#8217;<strong>industria linguistica può svolgere un ruolo essenziale</strong> nel rendere la collaborazione più completa e funzionale. Mettendo a disposizione le proprie <strong>conoscenze e competenze linguistiche</strong> al servizio della ricerca.</p>



<p><a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-mediche-farmaceutiche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ASTW</span></a> collabora da anni con importanti <strong>laboratori e centri di ricerca scientifica</strong> operanti nei settori <strong>medico-farmaceutico</strong> e delle <strong>life science</strong>, utilizzando le migliori tecnologie e affidandoci a traduttori esperti e capaci.</p>



<p>Abbattiamo le barriere linguistiche al servizio dello sviluppo globale.</p>



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<p><sub>Foto di <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/@chokniti-khongchum-1197604?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chokniti Khongchum</a></strong> da <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/scienziato-utilizzando-il-microscopio-3938022/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pexels</a></strong></sub></p>
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		<title>Il vocabolario dei bambini in tempi di pandemia: i risultati inattesi</title>
		<link>https://www.a-stw.com/il-vocabolario-dei-bambini-in-tempi-di-pandemia-i-risultati-inattesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e dintorni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nonostante la pandemia abbia avuto un generale impatto negativo sulla vita delle persone, un recente studio sul linguaggio dei bambini, concentratosi prevalentemente sul loro vocabolario, porta con sé una buona notizia. L&#8217;istruzione e l&#8217;apprendimento sono stati duramente messi alla prova dai lockdown imposti a più riprese dai vari Governi. La fruizione delle lezioni da remoto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nonostante la pandemia abbia avuto un generale impatto negativo sulla vita delle persone, un recente studio sul linguaggio dei bambini, concentratosi prevalentemente sul loro vocabolario, porta con sé una buona notizia.</p>



<p>L&#8217;istruzione e l&#8217;apprendimento sono stati duramente messi alla prova dai lockdown imposti a più riprese dai vari Governi. La fruizione delle lezioni da remoto ha faticato a entrare nella quotidianità di molti ragazzi, e come era facilmente auspicabile non ha incluso le fasce di età dei più piccoli.</p>



<p>Il timore di molti genitori e diverse autorità riguardava proprio lo sviluppo cognitivo e linguistico di questi bambini; e di queste preoccupazioni, uno studio pubblicato sul <em><a href="https://psyarxiv.com/5ejwu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Language Development Research</span></a>, </em>ne ha fatto motivo di ricerca, al fine di analizzare una situazione quantomai anomala e inaspettata.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>&#8220;Questo studio offre una finestra unica sulle associazioni tra le caratteristiche dell&#8217;ambiente domestico e lo sviluppo longitudinale del vocabolario ricettivo ed espressivo dei bambini&#8221;.</p><cite>Gli autori della ricerca</cite></blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Il vocabolario nei bambini, pre e post pandemia</h2>



<p>Lo sviluppo terminologico della prima lingua si concentra principalmente nei bambini dagli 8 ai 36 mesi (3 anni) di età. Gli studi pedagogici sottolineano come siano particolarmente cruciali i primi 2/3 anni di vita.</p>



<p>Fatta questa doverosa premessa, è naturale pensare alle possibili complicazioni dei lockdown per i bambini, specialmente in una fase così delicata della loro formazione. Il lavoro dei ricercatori mirava quindi a valutare quanto, e se, il maggior tempo trascorso all&#8217;interno delle mura domestiche avesse influito sulla crescita linguistica dei bambini, rispetto ai pari età degli anni precedenti.</p>



<p>Lo studio, che ha visto la collaborazione di numerosi autori, ha preso in esame lo sviluppo terminologico di circa 1.800 bambini, in 13 diversi paesi. La raccolta dei dati è iniziata con il primo lockdown, a marzo 2020, e si è protratta fino a settembre dello stesso anno.</p>



<p>Nello svolgere questa indagine, i ricercatori hanno esaminato una vasta gamma di variabili. La lingua parlata, 12 prese in esame, le interazioni genitore-figlio, lo stato socioeconomico della famiglia e il tempo trascorso dal bambino davanti agli schermi.</p>



<p>I risultati mostrano come, nel complesso, le misure di confinamento non hanno influito negativamente sull&#8217;acquisizione di nuovi vocaboli da parte dei bambini presi in esame. I ricercatori suggeriscono infatti che vi sia stato un insolito &#8220;lockdown boost&#8221; nell&#8217;apprendimento di nuovi termini. I bambini osservati tendevano quindi a sviluppare un vocabolario più ricco ed espressivo rispetto alle loro controparti più esposte all&#8217;ambiente scolastico.</p>



<p>Dallo studio emerge inoltre un fatto già noto: la stimolazione genitoriale è essenziale. Risulta infatti che la percentuale maggiore di nuovi termini appresi era concomitante alla maggiore lettura da parte dei genitori di libri e favole per bambini.</p>



<p>Tuttavia, i ricercatori avvertono che questi risultati potrebbero non essere universali. I soggetti inclusi nello studio potrebbero infatti essere &#8220;privilegiati&#8221; dal punto di vista socioeconomico rispetto alla popolazione globale nel suo insieme: è possibile che lo status dei genitori abbia quindi distorto i risultati. </p>



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<p><sup>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/@lina?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lina Kivaka</a> da Pexels</sup></p>
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