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	<title>Intelligenza artificiale Archivi - ASTW</title>
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	<description>BRIDGING IDEAS, WORDS, AND VISION</description>
	<lastBuildDate>Fri, 26 Apr 2024 08:28:08 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Intelligenza artificiale Archivi - ASTW</title>
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	<item>
		<title>Servizi linguistici: possiamo fidarci dell&#8217;intelligenza artificiale?</title>
		<link>https://www.a-stw.com/servizi-linguistici-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 12:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è certo un tema inedito, l&#8217;intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando numerosi settori, tra cui la traduzione, l&#8217;interpretazione e i servizi linguistici in senso lato. L&#8217;avanzamento tecnologico degli strumenti di traduzione automatica ha suscitato e continua a suscitare dibattiti sul ruolo futuro dei professionisti umani nel campo linguistico. Ciononostante, mentre l&#8217;IA offre indubbiamente vantaggi in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Non è certo un tema inedito, l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> sta rapidamente trasformando numerosi settori, tra cui la <strong>traduzione</strong>, l&#8217;<strong>interpretazione</strong> e i <strong>servizi linguistici</strong> in senso lato. L&#8217;avanzamento tecnologico degli strumenti di traduzione automatica ha suscitato e continua a suscitare dibattiti sul ruolo futuro dei professionisti umani nel campo linguistico. Ciononostante, mentre l&#8217;IA offre indubbiamente vantaggi in termini di velocità ed efficienza, <strong>l&#8217;importanza dei professionisti umani nei servizi linguistici rimane irrinunciabile.</strong></p>



<p>La prima questione da considerare è l&#8217;<strong>accuratezza</strong>. Sebbene gli algoritmi di traduzione automatica siano stati notevolmente migliorati, <strong>rimangono soggetti a errori</strong>, specialmente con linguaggi complessi o con sfumature culturali. Come più volte sottolineato all&#8217;interno dei <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">nostri contenuti</mark>, solo un traduttore umano può cogliere pienamente il contesto e le sfumature di significato di un testo, garantendo una traduzione <strong>precisa</strong>, <strong>accurata</strong> e <strong>adatta al contesto</strong>. Allo stesso tempo, e forse a maggior ragione, l&#8217;interpretazione richiede ancora di più la sensibilità umana per comprendere le sfumature non solo linguistiche ma anche culturali ed emotive. Concetti che l&#8217;IA può ancora faticare a cogliere appieno.</p>



<p>Un altro aspetto cruciale è la <strong>creatività </strong>e la <strong>flessibilità </strong>nell&#8217;adattarsi alle esigenze specifiche dei clienti. Mentre l&#8217;IA può fornire traduzioni letterali, più o meno corrette, solo un traduttore umano può apportare quel tocco di creatività e adattamento necessario per rendere un testo linguistico coerente e persuasivo. I linguisti umani sono in grado di adattare il loro lavoro alle richieste del cliente e del mercato, garantendo che il messaggio venga trasmesso in modo <strong>efficace e appropriato</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intelligenza artificiale nei servizi linguistici</h2>



<p>Nei servizi linguistici l&#8217;etica rappresenta un fattore determinante, e sebbene possa sembrare una banalità, l&#8217;intelligenza artificiale non possiede una coscienza morale o un senso di responsabilità sociale. Senza la guida e la supervisione di un <strong>professionista umano</strong>, potrebbero verificarsi <strong>errori o risultati indesiderati</strong>, specialmente in contesti sensibili come la traduzione di <a href="https://www.a-stw.com/traduzione-legale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">documenti legali</mark></a> o <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni-mediche-life-science/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">medici</mark></a>. I traduttori umani, dotati di una solida formazione etica e professionale, sono in grado di affrontare queste sfide in modo responsabile e rispettoso.</p>



<p class="has-small-font-size">Leggi anche: </p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/coinvolgere-pazienti-cure/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">OMS 2023: coinvolgere i pazienti per la sicurezza dei pazienti</mark></a></li>



<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/traduzioni-mediche-pazienti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Le traduzioni mediche migliorano la vita dei pazienti</mark></a></li>
</ul>



<p>Infine, l&#8217;elemento centrale dei servizi linguistici è proprio l&#8217;interazione tra le persone. Mentre i servizi linguistici automatizzati possono semplificare alcune attività, nulla può sostituire il rapporto interpersonale che si instaura tra <strong>un cliente e un professionista umano</strong>. Gli interpreti, ad esempio, svolgono un ruolo cruciale nell&#8217;agevolare la comunicazione tra individui di diverse lingue e culture, offrendo non solo una traduzione accurata ma anche, nei limiti deontologici, un <strong>supporto alla risoluzione pacifica delle controversie</strong>.</p>



<p>In sintesi, sebbene l&#8217;intelligenza artificiale abbia il potenziale per rivoluzionare il settore linguistico, l&#8217;importanza dei professionisti umani rimane insostituibile. La combinazione di competenze linguistiche, culturali ed etiche dei traduttori e degli interpreti umani assicura traduzioni accurate, adattate al contesto e rispettose delle sensibilità culturali. Mentre l&#8217;IA continuerà a evolversi e a migliorare, è essenziale riconoscere il <strong>valore unico che i professionisti umani</strong> portano ai servizi linguistici, garantendo una comunicazione efficace e significativa in un mondo sempre più interconnesso. </p>



<p>Per non perderti nessuno dei nostri contenuti, seguici sui nostri <a href="https://linktr.ee/astw_specialisedtranslation" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">canali social!</mark></a></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sup><sub>Foto di LJ da <mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-black-color">Pexels</mark></sub></sup></p>
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			</item>
		<item>
		<title>AI Act: trovato l’accordo per una normativa europea</title>
		<link>https://www.a-stw.com/ai-act-accordo-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“L’AI Act europeo è una novità mondiale, un quadro giuridico unico per lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale di cui ti puoi fidare”. Ursula von der Leyen Con queste parole, il 9 dicembre scorso, è stato reso pubblico l’esito positivo del negoziato tra Consiglio e Parlamento europeo, durato ben 36 ore. “Per la sicurezza e i diritti fondamentali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>“L’AI Act europeo<strong> </strong>è una novità mondiale, un quadro giuridico unico per lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale di cui ti puoi fidare<strong>”. </strong></p>
<cite><span style="font-size: 13.5pt; line-height: 107%; font-family: Brera-Regular, serif; letter-spacing: 0.15pt; background-image: initial; background-position: initial; background-size: initial; background-repeat: initial; background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial;"><b>Ursula von der Leyen </b></span></cite></blockquote>



<p>Con queste parole, il 9 dicembre scorso, è stato reso pubblico l’esito positivo del <strong>negoziato tra Consiglio e Parlamento europeo</strong>, durato ben 36 ore. “Per la sicurezza e i diritti fondamentali delle persone e delle imprese. Un impegno che abbiamo assunto nei nostri programmi politici e che abbiamo mantenuto.”</p>



<p>Dell’<strong>AI Act</strong>, la prima legge sull’Intelligenza artificiale da parte di un importante organismo internazionale, avevamo già parlato a maggio 2023, sottolineandone l’importanza e il carattere innovativo.</p>



<p class="has-small-font-size">Leggi anche: <a href="https://www.a-stw.com/ai-act-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">AI Act &#8211; il regolamento UE sull’intelligenza artificiale</mark></a></p>



<p>E sebbene il testo definitivo debba ancora passare al vaglio dei tecnici per l’approvazione definitiva (le stime suggeriscono una entrata in vigore entro i prossimi due anni), l’accordo del 9 dicembre pone un importante mattone affinché la normativa diventi realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">AI Act: cosa prevede?</h2>



<p>Riprendendo il nostro testo precedente: “lo spirito dell’AI Act si caratterizza per un approccio <strong>umano-centrico</strong>, che vuole mantenere al centro della protezione normativa la <strong>tutela dell’integrità e dei diritti dell’individuo</strong>”.</p>



<p>L’obiettivo dichiarato della normativa è infatti quello di proteggere i <strong>principi democratici</strong> del vecchio continente, l’attuale <strong>Stato di diritto</strong> e la <strong>sostenibilità ambientale</strong>.</p>



<p>Nello specifico, l’attuale testo prevede divieti all’utilizzo del riconoscimento biometrico, maggiori restrizione per l’IA generativa e una generale maggiore salvaguardia dei diritti della persona.</p>



<p>Entrando maggiormente nello specifico, la nuova regolamentazione proibirà l’utilizzo delle tecnologie di <strong>riconoscimento facciale</strong> nelle aree accessibili al pubblico. Come riportato da Il Sole 24ore, infatti, la sua implementazione sarà consentita esclusivamente per evidenti minacce di attacchi terroristici, per la ricerca mirata di persone condannate o sospettate per crimini gravi o vittime di questi ultimi (ad esempio in caso di rapimenti e traffico di esseri umani).</p>



<p>Inoltre, come anticipato, anche l&#8217;ambito dell’Intelligenza artificiale generativa subirà delle modifiche sostanziali. Sotto le pressioni di aziende, istituzioni e associazioni europee, anche questi sistemi (tra cui Chat GPT) dovranno <strong>pubblicare la lista delle risorse utilizzate</strong> per l’apprendimento dei modelli e rendere <strong>obbligatoriamente riconoscibili i contenuti </strong>generati dall’Intelligenza artificiale. Traduzioni automatiche incluse.</p>



<p>Infine, saranno vietate tutte quelle pratiche <strong>lesive della privacy</strong> e di altri <strong>diritti della persona</strong>. Tra queste troviamo lo scraping di immagini, ovvero la raccolta di immagini facciali dal web o da telecamere a circuito chiuso per la creazione di database. No all’utilizzo dell’IA per il riconoscimento delle emozioni in ambienti di lavoro e istituzione educative, no a tecniche manipolative e maggiore tutela per gli individui più vulnerabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2>



<p>Per concludere, sebbene il regolamento non sia ancora definitivo e molto probabilmente subirà modifiche nel corso dei prossimi mesi, un altro importante passo per la <strong>regolamentazione dell’Intelligenza artificiale </strong>è stato fatto. Ricordando che l’innovazione tecnologica deve andare di pari passo con una solida cornice normativa, affinché il progresso sia <strong>etico</strong>, <strong>equo </strong>e <strong>rispettoso dei diritti fondamentali</strong>, per garantire un futuro in cui la tecnologia sarà al servizio del benessere e della dignità di tutti.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sup>Per approfondimenti consigliamo di visitare il sito dedicato – <a href="https://artificialintelligenceact.eu/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">EU Artificial Intelligence Act</mark></a></sup></p>



<p><sup><sub>Foto di freestocks.org da Pexels</sub></sup></p>
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			</item>
		<item>
		<title>BBC e l’intelligenza artificiale per sottotitoli e doppiaggio</title>
		<link>https://www.a-stw.com/bbc-test-lintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intelligenza artificiale (IA) è in tempi brevi divenuta il faro guida per i decision maker di tutti i settori professionali, attirando l&#8217;attenzione grazie alla sua capacità di trasformare radicalmente le operazioni quotidiane. La sua attrattiva risiede principalmente nei tempi ridotti e nei costi esigui associati all&#8217;implementazione di soluzioni basate sull&#8217;IA. Tuttavia, come sottolineato dalla BBC [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> (IA) è in tempi brevi divenuta il faro guida per i <em>decision maker</em> di tutti i settori professionali, attirando l&#8217;attenzione grazie alla sua capacità di trasformare radicalmente le operazioni quotidiane. La sua attrattiva risiede principalmente nei <strong>tempi ridotti</strong> e nei <strong>costi esigui</strong> associati all&#8217;implementazione di soluzioni basate sull&#8217;IA. Tuttavia, come sottolineato dalla <strong>BBC</strong> tramite una sua portavoce, <strong>i limiti e i pericoli</strong> legati all’uso dell’intelligenza artificiale sono ancora oggi un <strong>ostacolo da superare</strong>.</p>



<p>Come anticipato, i nuovissimi sistemi di IA sono spesso in grado di offrire una prospettiva rivoluzionaria in termini di rapidità di esecuzione. Permettendo di conseguenza ai professionisti di ottenere contenuti in varie lingue in frazioni di secondo. </p>



<p>Consentendo inoltre di risparmiare sui costi di produzione, e traduzione, di questi prodotti generati automaticamente.</p>



<p>Tuttavia, mentre l&#8217;attrazione per l&#8217;intelligenza artificiale cresce in modo esponenziale, emergono di pari passo <strong>aspetti critici sempre meno trascurabili</strong>. Il fascino esercitato da questi sistemi potrebbe, ad esempio, portare a una dipendenza eccessiva dalla tecnologia, con il rischio di <strong>trascurare il valore dell&#8217;intuizione e dell’intelligenza umana</strong>. Con conseguenze impreviste in caso di malfunzionamenti, errori di sistema e informazioni fuorvianti o pregiudizievoli.</p>



<p>Specialmente se si parla del maggiore distributore di contenuti nel Regno Unito, la <strong>BBC</strong>.</p>



<p class="has-small-font-size">Leggi anche:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-e-umana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">L’intelligenza artificiale non ucciderà l’intelligenza umana</mark></a></li>



<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/i-pericoli-della-sintesi-vocale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">I pericoli della sintesi vocale, in politica e non solo</mark></a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">BBC e i test sull’intelligenza artificiale</h2>



<p>Come riportato da Slator, <strong>Vanessa Lecomte</strong>, responsabile delle operazioni di localizzazione per BBC, ha di recente condotto una presentazione inerente all’utilizzo dei <strong>sistemi di intelligenza artificiale</strong> per generare sottotitoli e doppiare contenuti audio in più lingue.</p>



<p>Citando <a href="https://slator.com/how-bbc-evaluates-use-of-ai-in-dubbing-captioning/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">l’articolo di Rocio Txabarriaga</mark></a> per Slator: “Lecomte ha sottolineato la necessità di essere consapevoli sia dei <strong>rischi che del potenziale</strong> per una <strong>maggiore efficacia ed efficienza</strong> con l’intelligenza artificiale. Ha inoltre spiegato che il suo obiettivo era comprendere cosa è disponibile per la localizzazione multimediale di lunga durata e sperimentare le diverse soluzioni per vedere cosa funziona”.</p>



<p>Le sfide, in particolare, riguardano <strong>l’aspetto qualitativo</strong> dei contenuti, caratteristica essenziale per un canale di informazione affermato e autorevole come la BBC.</p>



<p>Per valutare dunque l’effettiva utilità di questi sistemi, il team addetto alla localizzazione dei contenuti ha condotto diversi test, tra cui la generazione di sottotitoli in inglese a partire da un file audio.</p>



<p>Il risultato? I sottotitoli generati automaticamente sono lontani dagli standard di qualità richiesti.&nbsp;In particolare, i testi prodotti nel testo precitato contenevano errori di varia natura, tra cui problemi di <strong>formattazione</strong>, <strong>layout</strong>, <strong>sottotitoli illeggibili </strong>e <strong>frasi errate</strong>.</p>



<p>Un secondo test condotto dal team BBC, invece, prevedeva il <strong>doppiaggio </strong>di una voce fuori campo (in lingua tedesca) utilizzando voci generate dall&#8217;intelligenza artificiale. Qui, i sistemi di IA hanno raggiunto risultati ben più promettenti, nonostante, come spiegato da Lecomte, <strong>l&#8217;intervento umano</strong> risultasse comunque <strong>necessario ad ogni passo</strong>.</p>



<p>In conclusione, sono difficilmente prevedibili i traguardi raggiungibili nel prossimo futuro da questi sistemi di intelligenza artificiale. Cosa è certo, però, è che a oggi <strong>la qualità umana non è ancora stata raggiunta</strong>, e affidarsi a questi sistemi senza una supervisione attenta risulta quantomai rischioso.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Per sapere di più sui nostri servizi di <a href="https://www.a-stw.com/sottotitoli-video/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">sottotitolazione</mark></a> e <a href="https://www.a-stw.com/voice-over/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">voice over</mark></a>, clicca sui link evidenziati in arancione.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’intelligenza artificiale non ucciderà l’intelligenza umana</title>
		<link>https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-e-umana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 15:18:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intelligenza artificiale non ucciderà l’intelligenza umana. È questo il breve estratto, riportato da più fonti, dell’intervista fatta da Adele Sarno a Luciano Floridi, filosofo e docente di Yale e dell’Alma Mater di Bologna, pubblicata nei giorni scorsi da HuffPost. Come riportato nella voce a lui dedicata dell’enciclopedia Treccani, Luciano Floridi è “[…] tra le voci [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>L’intelligenza artificiale non ucciderà l’intelligenza umana</strong>. È questo il breve estratto, riportato da più fonti, dell’intervista fatta da <strong>Adele Sarno</strong> a <strong>Luciano Floridi</strong>, filosofo e docente di Yale e dell’Alma Mater di Bologna, pubblicata nei giorni scorsi da <a href="https://www.huffingtonpost.it/video/2023/11/10/video/luciano_floridi_lai_non_uccidera_lintelligenza_umana_come_la_pizza_surgelata_non_ha_ucciso_quella_gourmet-14093561/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">HuffPost</mark></a>.</p>



<p>Come riportato nella voce a lui dedicata dell’enciclopedia <strong>Treccani</strong>, Luciano Floridi è “[…] tra le <strong>voci più autorevoli della filosofia contemporanea</strong>. Dal 2013 è professore ordinario di Filosofia ed etica dell&#8217;informazione presso l&#8217;Oxford Internet Institute della Oxford University, dove dal 2017 dirige il Digital Ethics Lab […]”. Attualmente, è direttore e fondatore del Digital Ethics Center di Yale, un centro dedicato allo <strong>studio dell’impatto che le nuove tecnologie avranno sugli esseri umani</strong> negli anni a venire.</p>



<p>Chiamato a condividere la propria visione dell’interazione tra l’intelligenza artificiale e quella naturale, Floridi ha ripreso il filo conduttore della sua ultima pubblicazione: <em>Etica dell’intelligenza artificiale &#8211; Sviluppi, opportunità, sfide.</em> <em>Raffaello Cortina Editore. 02/2022.</em></p>



<p>Filo conduttore che può benissimo essere riassunto con la metafora utilizzata dallo stesso professore, e cioè che l’intelligenza artificiale non sostituirà quella umana, così come la pizza surgelata non ha preso il posto di quella gourmet.</p>



<p class="has-small-font-size"><em>Leggi anche:</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size"><em><a href="https://www.a-stw.com/traduttore-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Il traduttore nel mondo dell’intelligenza artificiale</mark></a></em></li>



<li class="has-small-font-size"><em><a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-violazione-copyright/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Intelligenza artificiale, case discografiche e copyright</mark></a></em></li>
</ul>



<p>Un paragone chiaro e conciso, che però è stato ritenuto da molti troppo semplicistico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale e intelligenza umana</h2>



<p>Come chiarito dallo stesso Floridi in un post <strong>LinkedIn</strong>: “[la metafora, <em>N.d.A</em>] Fa riferimento a una narrativa errata per cui, nella storia della tecnologia, il nuovo rimpiazza sempre e del tutto il vecchio (esempio: automobile &#8211; carrozze) quando invece spesso il nuovo è complementare e si aggiunge al vecchio (esempio: rasoio elettrico &#8211; rasoio a mano, oppure motocicletta &#8211; bicicletta). <strong>Se si paragonano</strong> (ed è già un errore irreparabile, ma ammettiamo questa ipotesi per esercizio logico) intelligenza artificiale e naturale (neppure umana, basta un cane), almeno si deve concedere che <strong>si tratta di</strong> <strong>complementarità e non di sostituzione</strong>. Ergo: due tipi di pizza”.</p>



<p>Adesso, tralasciando metafore e paragoni, cosa rimane chiaramente del pensiero del professore è il <strong>primato delle intelligenze naturali su quelle artificiali</strong>.</p>



<p>Anzitutto, il fatto che l’IA abbia ad oggi raggiunto vette prima impensabili, non significa che in futuro riuscirà a continuare questa scalata. E se anche fosse, le due intelligenze sono per Floridi imparagonabili e nettamente distinguibili l’una dall’altra.</p>



<p>In sintesi, <strong>l’intelligenza artificiale non ucciderà l’intelligenza umana</strong>.</p>



<p>Voi cosa ne pensate? Diteci la vostra nella sezione commenti dei nostri <strong>canali social</strong>!</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sup>Foto di Pavel Danilyuk da Pexels</sup></p>
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			</item>
		<item>
		<title>I pericoli della sintesi vocale, in politica e non solo</title>
		<link>https://www.a-stw.com/i-pericoli-della-sintesi-vocale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Multilinguismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=20581</guid>

					<description><![CDATA[<p>È innegabile, la sintesi vocale, esattamente come la altre novità tecnologiche sorrette dall’intelligenza artificiale, ha un enorme potenziale. Dal campo medico ai social network, dalla politica ai podcast, i benefici di questo trovato dell’innovazione possono aiutare a semplificare la vita di molti. Ma così come ogni medaglia ha due facce, anche la sintesi vocale può [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>È innegabile, la <strong>sintesi vocale</strong>, esattamente come la altre novità tecnologiche sorrette dall’intelligenza artificiale, ha un <strong>enorme potenziale</strong>. Dal campo medico ai social network, dalla politica ai podcast, i benefici di questo trovato dell’innovazione possono aiutare a semplificare la vita di molti. Ma così come ogni medaglia ha due facce, anche la sintesi vocale può nascondere <strong>pericoli inattesi</strong>.</p>



<p>Iniziamo ponendo le giuste fondamenta di questo nostro testo. La sintesi vocale è una tecnica utilizzata per la <strong>riproduzione artificiale della voce umana</strong>. In pratica, servendosi di questi sistemi è possibile riprodurre la nostra voce (o qualsiasi altra si voglia) in maniera del tutto identica all’originale, difetti di pronuncia compresi, per veicolare oralmente messaggi precedentemente forniti come input.</p>



<p>Ne abbiamo parlato nell’articolo relativo alla nuova funzione made in Spotify, grazie alla quale i <em>podcaster</em> di tutto il mondo potranno <strong>tradurre automaticamente</strong> la propria voce e il proprio contenuto audio <strong>in più lingue</strong>.</p>



<p>Uno strumento molto utile, in grado di far esprimere chiunque nella lingua desiderata, pur non conoscendo la benché minima nozione grammaticale e regola sintattica. In pratica, il multilinguismo a portata di click.</p>



<p>Ma quindi, quali possono essere <strong>i pericoli della sintesi vocale</strong>?</p>



<p class="has-small-font-size"><em>Leggi anche:</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-podcast-traduzione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Intelligenza artificiale, podcast e traduzione</mark></a></li>



<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/usa-tutela-utenti-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Anche gli USA puntano a tutelare gli utenti dall’intelligenza artificiale</mark></a></li>



<li class="has-small-font-size"><a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-violazione-copyright/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Intelligenza artificiale, case discografiche e copyright</mark></a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Sintesi vocale, tra vantaggi e pericoli nascosti</h2>



<p>Nei mesi scorsi aveva fatto scalpore un video raffigurante il <strong>Vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini</strong>, intento a presentare in un francese esemplare il raduno della Lega a Pontida.</p>



<p>Nel contenuto (visionabile su YouTube seguendo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=llxW-t3Bxy0" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">questo link</mark></a>), è possibile distinguere nettamente tutte le caratteristiche tipiche della parlata del ministro, dal timbro al consueto mordente. Non c’è alcun dubbio, è la sua voce.</p>



<p>L’arcano è stato immediatamente svelato: è un prodotto dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>



<p>Rimanendo in ambito politico, è della metà di ottobre la notizia riguardante il <strong>sindaco di New York Eric Leroy Adams</strong> e le sue telefonate preregistrate in diverse lingue straniere. Tra cui il mandarino e lo yiddish.</p>



<p>Questa notizia ha immediatamente scatenato un dibattito intorno all’utilizzo della sintesi vocale, specialmente se si tratta di persone influenti come <strong>rappresentanti politici e autorità nazionali</strong>.</p>



<p>Tralasciando per un momento tutto ciò che concerne l’etica, ovvero l’effettiva legittimità di far credere alla popolazione di potersi esprimere in idiomi non nativi, in molti hanno sottolineato i possibili <strong>effetti collaterali</strong> di questa tecnologia.</p>



<p>Un esempio calzante riguarda l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale per “far dire a un politico” frasi e concetti mai espressi, labiale incluso. Ovviamente, non sarebbe la persona fisica a pronunciare le parole, ma in mondo sempre più connesso ai social network, un <strong>contenuto distorto</strong> potrebbe causare <strong>conseguenze gravissime</strong> qualora fosse attribuito a leader nazionali e internazionali.</p>



<p>Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nella sezione commenti dei nostri <strong>canali social</strong>!</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sup><sub>Foto di samer daboul da Pexels</sub></sup></p>
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		<title>Anche gli USA puntano a tutelare gli utenti dall’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.a-stw.com/usa-tutela-utenti-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2023 12:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=20555</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ordine esecutivo datato 30 ottobre 2023 si inserisce nella scia già tracciata dall&#8217;Unione europea per regolamentare l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale e tutelare utenti e cittadini. Si tratta del primo provvedimento USA mirato alla regolamentazione di queste nuove tecnologie e gli esperti ritengono possa indurre i governi di tutto il mondo ad agire in tal senso, influenzando [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;ordine esecutivo datato <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2023/10/30/executive-order-on-the-safe-secure-and-trustworthy-development-and-use-of-artificial-intelligence/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">30 ottobre 2023</mark></a> si inserisce nella scia già tracciata dall&#8217;Unione europea per regolamentare <strong>l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale e tutelare utenti e cittadini</strong>. Si tratta del primo provvedimento USA mirato alla regolamentazione di queste nuove tecnologie e gli esperti ritengono possa indurre i governi di tutto il mondo ad agire in tal senso, influenzando di conseguenza anche il settore privato.</p>



<p>Il vasto potenziale dell&#8217;intelligenza artificiale, non sempre necessariamente positivo, è sotto gli occhi di tutti. Negli USA, ad esempio, hanno recentemente fatto scalpore le denunce provenienti dall&#8217;industria hollywoodiana che accusano diverse realtà di aver utilizzato sistemi di intelligenza artificiale per replicare, e sfruttare, la loro immagine.</p>



<p>O ancora, le cause legali intentate da alcune case discografiche per violazione di copyright. Di quest&#8217;ultimo caso ne abbiamo parlato nel nostro ultimo articolo.</p>



<p class="has-small-font-size"><em>Leggi anche: <a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-violazione-copyright/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Intelligenza artificiale, case discografiche e copyright</mark></a></em></p>



<p>Non c&#8217;è dunque da stupirsi se una delle più grandi potenze mondiali ha finalmente deciso di agire per <strong>regolamentare l&#8217;utilizzo</strong> dei sistemi di intelligenza artificiale, alfine di tutelare aziende, autori e utenti dai possibili danni causati da queste nuove tecnologie.</p>



<p>Nello specifico, l&#8217;ampia portata dell&#8217;ordine esecutivo copre <strong>molteplici applicazioni dell&#8217;IA</strong>. Un aspetto di particolare rilevanza per l&#8217;industria linguistica è l&#8217;accento posto dall&#8217;Amministrazione statunitense sulla necessità di stabilire standard e pratiche condivise per <strong>identificare ed etichettare i contenuti sintetici</strong>. Definendo questi ultimi come &#8220;<strong>immagini, video, clip audio e testi significativamente modificati o integralmente generati da algoritmi, inclusa l&#8217;IA.</strong>&#8221; </p>



<p>Un chiaro segno distintivo, dunque, in grado di definire a prima vista la provenienza di un contenuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale e governo USA</h2>



<p>Sul lato pratico, quindi, tutte le agenzie governative statunitensi che producono contenuti digitali dovranno <strong>filigranare ed etichettare</strong> i testi e le immagini indicandone la provenienza e l&#8217;autenticità del contenuto originale.</p>



<p>Biden ha inoltre confermato che il governo federale degli Stati Uniti “applicherà le leggi e i principi esistenti in materia di <strong>protezione dei consumatori</strong> e attuerà adeguate garanzie contro <strong>frodi</strong>, <strong>discriminazioni</strong>, <strong>violazioni della privacy e del diritto d&#8217;autore</strong>, così come per gli altri danni derivanti dall’intelligenza artificiale”.</p>



<p>Infine, come riportato da <strong>Slator</strong>, nonostante non vi sia una specifica menzione relativa ai contenuti tradotti, è lecito preventivare che l&#8217;etichettatura riguarderà anche il <strong>settore dei servizi linguistici</strong>, vista la vasta mole di prodotti audiovisivi e testuali multilingue richiesti dalle istituzioni statunitensi.</p>



<p>È probabile dunque che l&#8217;amministrazione statunitense richiederà l&#8217;aderenza a queste nuove direttive anche per tutti i materiali in lingua straniera, e sarà interessante vedere come queste linee guida influenzeranno le traduzioni automatiche i contenuti prodotti con modelli di IA in varie lingue. </p>



<p>Non ci resta che attendere ulteriori informazioni in merito.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><sup><sub>Foto di Nout Gons da Pexels</sub></sup></p>
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		<item>
		<title>Una riflessione su Intelligenza artificiale, brevetti e nuovi farmaci</title>
		<link>https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-brevetti-farmaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Life Science]]></category>
		<category><![CDATA[Proprietà Intellettuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=20401</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un suo interessantissimo contributo, pubblicato sul blog specializzato in proprietà intellettuale IPWatchDog, l’avvocato Ben Hsing pone la lente di ingrandimento su un tema non ancora trattato da molte piattaforme di informazione: i farmaci nati dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale possono essere oggetto di brevetti? Come sempre, andiamo per gradi. L&#8217;industria farmaceutica e biofarmaceutica genera vasti quantitativi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In un suo interessantissimo contributo, pubblicato sul blog specializzato in proprietà intellettuale <strong>IPWatchDog</strong>, l’avvocato <strong>Ben Hsing</strong> pone la lente di ingrandimento su un tema non ancora trattato da molte piattaforme di informazione: i <strong>farmaci </strong>nati dall’utilizzo dell’<strong>intelligenza artificiale</strong> possono essere oggetto di <strong>brevetti</strong>?</p>



<p>Come sempre, andiamo per gradi.</p>



<p>L&#8217;industria farmaceutica e biofarmaceutica genera vasti <strong>quantitativi di dati</strong>, quali informazioni sulle proprietà e le caratteristiche dei composti farmaceutici, dati biologici, genomici e clinici, nonché dettagli sull&#8217;efficacia dei trattamenti, eventuali eventi avversi, cartelle cliniche elettroniche e tanto altro ancora.</p>



<p>I sistemi di intelligenza artificiale addestrati su questi dati possono <strong>semplificare e ottimizzare</strong> l&#8217;intero processo di sviluppo farmaceutico. Inclusa la scoperta di nuovi farmaci, l&#8217;identificazione di trattamenti e rischi specifici, e la pianificazione degli studi clinici.</p>



<p>L&#8217;intelligenza artificiale ha la capacità di <strong>analizzare vaste quantità di dati</strong> riguardanti un ampio spettro di composti chimici. Utilizzando appositi algoritmi, può ad esempio sfruttare dati biologici e chimici per <strong>apportare modifiche ai composti esistenti e concepire nuove entità chimiche</strong> con caratteristiche di efficienza e sicurezza previste. In questo modo, si discosta dai tradizionali approcci della chimica medicinale.</p>



<p><em>Leggi anche:</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.a-stw.com/traduzione-studi-clinici/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color"><em>Traduzione e studi clinici: come cogliere le opportunità</em></mark></a></li>



<li><a href="https://www.a-stw.com/modelli-linguistici-grandi-dimensioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color"><em>I modelli linguistici di grandi dimensioni copiano gli umani</em></mark></a></li>
</ul>



<p>In aggiunta, l&#8217;intelligenza artificiale può individuare <strong>nuovi utilizzi per composti già noti o farmaci esistenti</strong>. Infine, analizzando le cartelle cliniche, i dati genetici e le storie mediche, può inoltre identificare i partecipanti idonei per gli studi clinici, migliorando così il reclutamento e l&#8217;efficienza.</p>



<p>Ma quali sono le <strong>questioni relative ai brevetti</strong> quando si utilizza l’intelligenza artificiale per lo sviluppo di farmaci?&nbsp;È possibile brevettare i composti farmaceutici generati dall’intelligenza artificiale?&nbsp;Se sì, chi sarà il <strong>titolare dell’invenzione</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Brevetti, farmaci e Intelligenza artificiale</h2>



<p>La prima soluzione potrebbe prevedere di considerare l’IA come uno <strong>strumento impiegato dall&#8217;essere umano</strong> per condurre ricerche scientifiche, in modo simile a come un individuo utilizza un computer o altre attrezzature di laboratorio. L&#8217;output prodotto sarebbe quindi attribuito all&#8217;essere umano che ha utilizzato e supervisionato questi strumenti.</p>



<p>Dunque, le aziende che impiegano l&#8217;intelligenza artificiale nello sviluppo di farmaci dovranno documentare accuratamente <strong>la concezione e l&#8217;attuazione da parte degli esseri umani</strong> di qualsiasi potenziale invenzione. Un contributo umano significativo è necessario per essere considerati inventori di un&#8217;invenzione assistita dall&#8217;intelligenza artificiale, andando oltre il mero apporto di concetti ben noti o dello stato attuale dell&#8217;arte.</p>



<p>Inoltre, l’intelligenza artificiale potrebbe essere considerata come un<strong> esperto del settore</strong>?&nbsp;</p>



<p>Questi sistemi vengono generalmente addestrati imparando da un’enorme quantità di dati, ivi inclusi brevetti e pubblicazioni sullo stato dell’arte.&nbsp;Pertanto, l’IA potrebbe essere la cosa più vicina a un’ipotetica persona che si presume sia <strong>a conoscenza di tutta la tecnica anteriore</strong>.&nbsp;</p>



<p>Un altro aspetto da considerare riguarda i dati provenienti da fonti esterne <strong>utilizzati per addestrare un sistema di intelligenza artificiale</strong>. Questi potrebbero non essere di proprietà del fornitore del servizio ed essere soggetti a limitazioni di utilizzo o licenza.</p>



<p>Infine, se il sistema di intelligenza artificiale è soggetto a brevetto, il titolare dello stesso potrebbe avvalersi del diritto di <strong>richiedere royalty</strong> derivanti dai suoi diritti brevettuali e di associarle a qualsiasi scoperta effettuata utilizzando il sistema di intelligenza artificiale.</p>



<p>Insomma, il concetto che per il momento emerge più chiaramente da questa acuta riflessione è che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per lo sviluppo di nuovi farmaci, oggetto di successivi brevetti, <strong>richiede la massima cautela</strong>.</p>



<p>Almeno per il momento.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>A chi volesse approfondire la questione, consigliamo la lettura integrale del <a href="https://ipwatchdog.com/2023/09/25/artificial-intelligence-drug-development-patent-considerations/id=167125/"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">contributo di Ben Hsing</mark></a></p>



<p><sup><sub>Foto di Startup Stock Photos da Pexels</sub></sup></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intelligenza artificiale, podcast e traduzione</title>
		<link>https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-podcast-traduzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=20270</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quanti di noi non hanno mai ascoltato un podcast? I risultati ottenuti dalle diverse piattaforme di streaming audio forniscono una risposta chiara: pochi. Un settore in crescita, che come ogni altro punta a raggiungere un numero sempre maggiore di utenti e clienti. Voice Translation, l’ultima novità in casa Spotify, mira proprio a questo comune obiettivo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quanti di noi non hanno mai ascoltato un <strong>podcast</strong>? I risultati ottenuti dalle diverse piattaforme di streaming audio forniscono una risposta chiara: <strong>pochi</strong>. Un settore in crescita, che come ogni altro punta a raggiungere un numero sempre maggiore di utenti e clienti. <strong>Voice Translation</strong>, l’ultima novità in casa <strong>Spotify</strong>, mira proprio a questo comune obiettivo, <strong>traducendo i contenuti audio</strong> dei podcast grazie all’intelligenza artificiale e la sintesi vocale.</p>



<p>Contesto: i podcast stanno vivendo un&#8217;<strong>espansione straordinaria</strong>. Questi episodi, spesso incentrati su argomenti specifici, storie coinvolgenti, approfondimenti e notizie di cronaca stanno guadagnando popolarità a un ritmo sorprendente.</p>



<p>La <strong>versatilità </strong>è una delle principali caratteristiche di questi contenuti. Possono coprire un&#8217;ampia gamma di argomenti, dai viaggi alla tecnologia, dalla salute al business, rendendoli fruibili da <strong>un pubblico sempre più vasto</strong>.</p>



<p>Inoltre, l&#8217;accessibilità e la portabilità delle piattaforme di ascolto dei podcast, come <strong>Spotify</strong>, <strong>Apple Podcasts</strong> e <strong>Google Podcasts</strong> (solo per citarne alcuni), consentono agli utenti di ascoltare episodi ovunque e in qualsiasi momento, adattandosi alle loro routine quotidiane.</p>



<p>Chi segue le nostre pubblicazioni sa bene quanto risulti di fondamentale importanza l’<strong>accesso linguistico</strong> da parte degli utenti, in qualsiasi ambito.</p>



<p>Abbattere le barriere linguistiche è l’obiettivo primario dei numerosi <em><strong>language service provider</strong></em> dislocati in tutto il mondo. E possiamo affermare, senza temere smentite, che una delle sfide del nostro tempo sia proprio quella di consentire una <strong>corretta comunicazione</strong> tra persone provenienti da realtà e linguo-culture differenti.</p>



<p>Ed è proprio l’accessibilità a essere l’elemento fondante di questo nuovo progetto targato Spotify.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’intelligenza artificiale incontra i podcast</h2>



<p>In questo contesto, si inseriscono anche i giganti della tecnologia, con i controversi servizi di traduzione automatica di cui abbiamo più volte parlato. </p>



<p>L’ultima notizia dal mondo delle big tech ha avuto origine dal tweet di <strong>Daniel Ek</strong>, CEO di Spotify, con il quale ha presentato il <strong>progetto Voice Translation</strong> al grande pubblico:</p>



<p>&#8220;Podcaster &#8211; e se ti dicessi che potresti offrire il tuo podcast a qualsiasi ascoltatore nel mondo, nella sua lingua, mantenendo comunque la tua voce? […] Si chiama Voice Translation e, utilizzando l&#8217;intelligenza artificiale, traduce gli episodi dei podcast in lingue alternative, il tutto con la voce del podcaster&#8221;.</p>



<p>Al momento, questa funzione è disponibile <strong>solamente per tre episodi di tre differenti podcast</strong>, ma le risposte sui social media non si sono certo fatte attendere. Tra chi vede in Voice Translation un’ulteriore passo avanti (o indietro) verso un futuro distopico e impersonale, e chi invece acclama a gran voce quest’ultima innovazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized is-style-default"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/09/image.png" alt="" class="wp-image-20277" style="width:600px" width="600" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/09/image.png 1004w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/09/image-300x120.png 300w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2023/09/image-768x308.png 768w" sizes="(max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></figure>



<p><sup><sub><em>Una delle puntate disponibili su Spotify</em></sub></sup></p>



<p>Di certo, possiamo ricordare i <strong>pericoli della traduzione automatica non supervisionata</strong> ed esprimere il dubbio, condiviso da molti, sulla qualità del contenuto tradotto qualora il file originale utilizzasse un linguaggio fortemente informale e familiare, o al contrario, altamente specializzato.</p>



<p>Come riportato anche da <strong><a href="https://slator.com/spotify-launches-voice-translation-in-podcasting-push/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Slator</mark></a></strong>: “Un podcast in gergo e mirato agli esperti come SlatorPod, ad esempio, sarebbe una sfida per qualsiasi intelligenza artificiale, per non parlare di un&#8217;intelligenza artificiale standardizzata e non ottimizzata”.</p>



<p>Il disclaimer inserito all’inizio delle puntate di prova, nel quale viene esplicitato <strong>l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la traduzione e la sintesi vocale</strong>, forse, mira proprio a tutelare i fornitori del servizio dalle possibili implicazioni negative di questa nuova tecnologia.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p>Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nella sezione commenti dei <strong>nostri canali social</strong>!</p>



<p>Per maggiori informazioni sul nostro servizio di voice over, <a href="https://www.a-stw.com/voice-over/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">clicca qui.</mark></a></p>



<p><sup><sub>Foto di George Milton da Pexels</sub></sup></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Traduzione e intelligenza artificiale: la richiesta di brevetto</title>
		<link>https://www.a-stw.com/traduzione-intelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Sep 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=19925</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il mondo della traduzione non è rimasto estraneo ai cambiamenti portati dalla nascita dei sistemi di intelligenza artificiale. Al contrario, è lecito affermare che sia uno dei settori più interessati da questa recente innovazione tecnologica. L’ultima notizia capace di chiamare a sé l’attenzione degli addetti ai lavori riguarda MemoQ e la domanda di brevetto per un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/traduzione-intelligenza-artificiale/">Traduzione e intelligenza artificiale: la richiesta di brevetto</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>mondo della traduzione</strong> non è rimasto estraneo ai cambiamenti portati dalla nascita dei <strong>sistemi di intelligenza artificiale</strong>. Al contrario, è lecito affermare che sia uno dei settori più interessati da questa recente innovazione tecnologica. L’ultima notizia capace di chiamare a sé l’attenzione degli addetti ai lavori riguarda MemoQ e la domanda di brevetto per un nuovo sistema di intelligenza artificiale per la traduzione.</p>



<p>MemoQ, per chi non la conoscesse, è un’azienda leader nel settore linguistico, nota ai professionisti di tutto il mondo per l’omonimo <strong>software di traduzione</strong>. I loro prodotti, tra cui un sistema di gestione della traduzione (TMS), si contraddistinguono per essere <strong>diretti </strong>proprio <strong>ai professionisti del settore</strong>, venendo concepiti per <strong>supportare il linguista</strong> nel corso del proprio lavoro. </p>



<p>Un’arma in più nel loro arsenale.</p>



<p>Tuttavia, l’ultima creazione oggetto di brevetto si prefigge di compiere un ulteriore passo, arricchendo di <strong>nuove tecnologie</strong> l’automazione del processo di traduzione; stimolando al contempo i timori di chi vede nell’intelligenza artificiale una minaccia alla propria professione.</p>



<p>Ma diamo uno sguardo più da vicino a questo nuovo sistema: <strong>memoQ Adaptive Generative Translation</strong>.</p>



<p><em>Leggi anche:</em></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.a-stw.com/traduttore-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Il traduttore nel mondo dell’intelligenza artificiale</mark></a></li>



<li><a href="https://www.a-stw.com/traduzione-qualita-accettabile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Il pericolo della qualità accettabile</mark></a></li>



<li><a href="https://www.a-stw.com/intelligenza-artificiale-ambito-giuridico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">I rischi dell’intelligenza artificiale in ambito giuridico</mark></a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Traduzione, MemoQ e intelligenza artificiale</h2>



<p>L’annuncio è stato fatto da <strong>MemoQ</strong> lo scorso mercoledì 6 settembre, tramite un post sul proprio <a href="https://blog.memoq.com/patent-pending-generative-ai-based-translation-technology-from-memoq" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">blog aziendale</mark></a></p>



<p>MemoQ Adaptive Generative Translation, in breve <strong>AGT</strong>, viene presentato come un nuovo approccio alla traduzione. <strong>Un nuovo modo di pensare al lavoro del traduttore</strong>, con tutte le sue task e procedure.</p>



<p>Secondo quanto riportato nel post, AGT sarebbe in grado di fondere i benefici forniti dai <strong>sistemi linguistici di grandi dimensioni</strong>, ai quali sarà affidato il primo passaggio di pre-traduzione, con l’<strong>adattamento automatico dell’output</strong> al dominio del testo. </p>



<p>Il nuovo sistema andrebbe quindi ad allineare il testo tradotto automaticamente con le risorse linguistiche (memorie di traduzione, termbase e corpora) fornite dall’utente, lasciando a lui il controllo sul processo decisionale.</p>



<p>Per dirla con le parole del fondatore, <strong>Gábor Ugray</strong>: “L’automazione della traduzione dà il meglio di sé quando può fondarsi su dati esistenti forniti dall’utente. [&#8230;] E il modello linguistico di grandi dimensioni è in grado di incorporare questi dati istantaneamente”.</p>



<p>Le premesse sono dunque delle migliori.</p>



<p>Tuttavia, è ancora presto per prevedere accuratamente quale sarà <strong>l’impatto di questi sistemi sul mondo dei servizi linguistici</strong>. </p>



<p>Da un lato, c&#8217;è chi sostiene che potrebbe dimostrarsi uno <strong>strumento molto utile</strong> per tutti i professionisti. Dall’altro, chi vede in queste tecnologie <strong>una minaccia per il mestiere del traduttore</strong>, interpretando l&#8217;innovazione come uno strumento capace di rimpiazzarlo.</p>



<p>Voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere nella sezione commenti dei nostri <strong>canali social</strong>!</p>



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<p><sup><sub>Foto di Pavel Danilyuk da Pexels</sub></sup></p>
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		<title>Amazon e l’IA generativa per la documentazione clinica</title>
		<link>https://www.a-stw.com/amazon-healthscribe-documentazione-clinica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Medical writing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=19515</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sembrano essere pressoché infinite, specialmente in un periodo storico fortemente caratterizzato dall’innovazione tecnologica e dal crescente interesse per l’automazione. L’ultimo prodotto di Amazon Web Services, HealthScribe, è un nuovo sistema di intelligenza artificiale generativa ideato per aiutare i medici nella compilazione della documentazione clinica che promette di far risparmiare ai professionisti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/amazon-healthscribe-documentazione-clinica/">Amazon e l’IA generativa per la documentazione clinica</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sembrano essere pressoché infinite, specialmente in un periodo storico fortemente caratterizzato dall’innovazione tecnologica e dal crescente interesse per l’automazione. L’ultimo prodotto di Amazon Web Services, <strong>HealthScribe</strong>, è un nuovo sistema di i<strong>ntelligenza artificiale generativa</strong> ideato per <strong>aiutare i medici nella compilazione della documentazione clinica</strong> che promette di far risparmiare ai professionisti fino a 6 ore al giorno. Ma come?</p>



<p>Amazon Web Services (AWS) è il sistema cloud ideato dal colosso di Seattle nel 2006. Da allora AWS ha continuamente sperimentato e incluso nella propria offerta i servizi più disparati volti a <strong>ridurre il carico di lavoro per i professionisti </strong>di svariati settori.</p>



<p>Dall’elaborazione dei dati alla loro archiviazione, dalla gestione di database alla realtà aumentata. Come anticipato, l’ultimo sistema sviluppato da Amazon (o per meglio dire da AWS) è destinato al <strong>personale medico</strong> con lo scopo di ridurre l’impegno quotidiano richiesto per la <strong>compilazione della documentazione clinica</strong> dei pazienti e il relativo inserimento dati nelle <strong>cartelle cliniche elettroniche</strong>.</p>



<p>Più tempo a disposizione dei pazienti e meno rischio di burnout. L’intelligenza artificiale generativa ha trovato grande applicazione in svariati ambiti professionali e promette grandi risultati anche nel settore sanitario.</p>



<p><em>Leggi anche:</em></p>



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<li><a href="https://www.a-stw.com/modelli-linguistici-grandi-dimensioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">I modelli linguistici di grandi dimensioni copiano gli umani</mark></a></li>



<li><a href="https://www.a-stw.com/traduttore-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Il traduttore nel mondo dell’intelligenza artificiale</mark></a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Amazon AWS, HealthScribe e la documentazione clinica</h2>



<p>Grandi promesse e tante aspettative, ma come funziona?</p>



<p>Questo nuovo sistema combina il <strong>riconoscimento vocale</strong> con l&#8217;<strong>intelligenza artificiale generativa</strong> per creare automaticamente la documentazione clinica preliminare dalle conversazioni medico-paziente.</p>



<p>Il riconoscimento vocale consente al professionista di affrancarsi dall’onere di <strong>trascrivere le conversazioni</strong> intercorse nelle propria quotidianità lavorativa, annotando automaticamente quanto detto da entrambe le parti nel corso delle <strong>visite mediche</strong>.</p>



<p>Si tratta di una tecnologia molto utilizzata dagli utenti di tutto il mondo in svariati campi d’applicazione.</p>



<p>Nel corso degli anni numerose aziende tecnologiche hanno sviluppato sistemi di questo tipo, ideati per rispondere al meglio alle necessità degli utenti nei differenti settori di utilizzo. Tra queste troviamo proprio Amazon Web Services, che nel 2019 ha lanciato il proprio servizio <strong>Transcribe Medical</strong>, in grado di riportare e tenere traccia delle informazioni fornite al medico dai singoli pazienti.</p>



<p>Il passo successivo offerto da <strong>HealthScribe </strong>è consentito dall’utilizzo di un sistema di intelligenza artificiale generativa capace di <strong>elaborare le trascrizione e redigere in autonomia cartelle cliniche elettroniche</strong>, estrapolando esclusivamente le <strong>informazioni pertinenti</strong> e identificando i <strong>termini chiave per la diagnosi</strong>.</p>



<p>Non mancano tuttavia le criticità sottolineate da diverse realtà interessate, a partire dalla mancanza di dati relativi all’<strong>accuratezza</strong> e <strong>precisione </strong>del servizio. Le preoccupazioni riguardano inoltre i <strong>possibili bias</strong> coinvolti in questo tipo di sistemi e i <strong>pericoli </strong>derivanti da una <strong>mancata supervisione</strong> di quanto trascritto ed elaborato.</p>



<p><em>Leggi anche:</em></p>



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<li><a href="https://www.a-stw.com/i-gender-bias-nellintelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">I gender bias nell’intelligenza artificiale</mark></a></li>



<li><a href="https://www.a-stw.com/ai-act-intelligenza-artificiale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">AI Act: il regolamento UE sull’intelligenza artificiale</mark></a></li>
</ul>



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<p>Per maggiori informazioni rimandiamo alla pagina dedicata del press center Amazon. <a href="https://press.aboutamazon.com/2023/7/aws-announces-aws-healthscribe-a-new-generative-ai-powered-service-that-automatically-creates-clinical-documentation" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Clicca qui!</mark></a></p>



<p><sub><sup>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-in-camicia-bianca-abbottonata-e-berretto-bianco-seduto-accanto-all-uomo-in-blu-abbottonato-5327653/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Thirdman</a> da Pexels </sup></sub></p>
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