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	<title>Parola di traduttore Archivi - ASTW</title>
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	<description>BRIDGING IDEAS, WORDS, AND VISION</description>
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	<title>Parola di traduttore Archivi - ASTW</title>
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	<item>
		<title>Il traduttore del futuro secondo The Economist</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Machine Translation]]></category>
		<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scorsa settimana il celebre settimanale d’informazione politico-economica, The Economist, ha pubblicato un articolo riguardante il nostro mondo. Il mondo dei servizi linguisti. Johnson, l’autore del testo e editorialista su temi linguistici, offre una visione di quello che sarà il traduttore del futuro. Una previsione che è già attualità, come più volte sottolineato all’interno del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/il-traduttore-del-futuro-secondo-the-economist/">Il traduttore del futuro secondo The Economist</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La scorsa settimana il celebre settimanale d’informazione politico-economica, <strong>The Economist</strong>, ha pubblicato un <a href="https://www.economist.com/culture/2022/11/30/the-translator-of-the-future-is-a-human-machine-hybrid" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">articolo</mark></a> riguardante il nostro mondo. Il mondo dei <strong>servizi linguisti</strong>. Johnson, l’autore del testo e editorialista su temi linguistici, offre una visione di quello che sarà il <strong>traduttore del futuro</strong>. Una previsione che è già attualità, come più volte sottolineato all’interno del nostro <strong>blog</strong>.</p>



<p>È il caso di articoli quali “<a href="https://www.a-stw.com/10-motivi-per-cui-il-traduttore-umano-e-essenziale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il traduttore umano: 10 motivi per cui è essenziale</a>”, “<a href="https://www.a-stw.com/le-conoscenze-extralinguistiche-dei-traduttori-umani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Le competenze extralinguistiche dei traduttori umani</a>” e “<a href="https://www.a-stw.com/lingua-semplice-per-gli-umani-complessa-per-le-macchine/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lingua: semplice per gli umani, complessa per le macchine</a>”.</p>



<p>In questi testi, abbiamo di volta in volta trattato il tema della <strong>machine translation</strong>, diffondendo la nostra visione dei servizi linguistici e il nostro lavoro quotidiano.</p>



<p>Il <a href="https://www.a-stw.com/principi/#:~:text=IL%20MEGLIO%20PER%20I%20NOSTRI%20CLIENTI" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><mark style="background-color:rgba(0, 0, 0, 0)" class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">workflow di ASTW</mark></a> si fonda da anni sull’interazione uomo-macchina, o meglio, sul <strong>binomio linguista-mt</strong>.</p>



<p>Tutti coloro che vantano un’esperienza nel nostro settore, conoscono bene i limiti che ancora oggi “affliggono” i motori di traduzione automatica. Tuttavia, sono altrettanto ben noti i vantaggi che queste tecnologie sono in grado di offrire. Dalla <strong>riduzione delle tempistiche</strong> necessarie, alla conseguente <strong>riduzione dei costi</strong>. Senza mai dimenticare l’<strong>incremento</strong> pressoché universale <strong>della qualità</strong>.</p>



<p>Questo beneficio è dovuto a un <strong>insieme di fattori</strong>, capaci di migliorare il processo traduttivo e ridurre al minimo le possibili “sbavature” ed errori.</p>



<p>Il compito della machine translation non è quello di sostituire il linguista, bensì <strong>aiutarlo nella propria professione</strong>. Ed è proprio all’interno di quest’ottica che entrano in gioco tutti i <strong>sistemi di controllo qualità</strong> presenti nei principali tool di traduzione.</p>



<p><strong>Coerenza terminologica</strong>, corretto utilizzo del <strong>linguaggio settorial</strong>e e, perché no, esattezza <strong>grammaticale</strong> e <strong>sintattica</strong>. Questi sono solo alcuni dei principali vantaggi forniti al linguista in termini di qualità testuale.</p>



<p>Inoltre, la sola presenza di questi processi automatizzati consentirà al professionista umano di concentrarsi quasi esclusivamente sui <strong>compiti traduttivi più complessi</strong>.</p>



<p>Ma torniamo al nostro argomento odierno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il traduttore del futuro</h2>



<p>Come già anticipato, all’interno dell’articolo viene posta la lente di ingrandimento sul nostro lavoro, descrivendo quello che sarà il traduttore del futuro, o per meglio dire, il traduttore “<strong>da ora in avanti</strong>”.</p>



<p>L’autore cita a titolo di esempio l’opinione di un traduttore legale di Madrid. In uno degli ultimi progetti affrontati dal linguista, la machine translation aveva tradotto il termine “dolo” con “malice”. Questo poteva rappresentare un serio problema all’interno dell’aula di tribunale, poiché &#8221; la legge in questione inasprisce considerevolmente le sanzioni quando la cattiva condotta è &#8220;intenzionale&#8221;.</p>



<p>Il testo prosegue esponendo quanto anticipato all’inizio del nostro articolo, parlando cioè dei <strong>pro e contro</strong> e delle <strong>differenti posizioni</strong> dei linguisti nei confronti della <strong>traduzione automatica</strong>.</p>



<p>Johnson conclude il proprio contributo con uno spunto che spero entri, nel prossimo futuro, nel linguaggio di settore. In sostanza, se il traduttore ideale sarà una <strong>perfetta combinazione di doti umane e componenti tecnologiche</strong>, tanto varrà chiamarli <strong>CYBORG</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-wide"/>



<p><sub>Foto di <strong><a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/regalo-natura-morta-innovazione-robot-8294566/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pavel Danilyuk</a></strong> da Pexels</sub></p>
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		<title>Etica del traduttore: capacità tecniche e competenze professionali</title>
		<link>https://www.a-stw.com/etica-del-traduttore-tra-capacita-e-competenze-professionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Slator, il celebre magazine online sull’industria linguistica, ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo quanto mai interessante per il nostro settore. Il testo analizza e confronta le diverse prospettive riguardanti l’etica del traduttore, concentrandosi in particolar modo sulla sua rilevanza pratica. Questo argomento, spesso poco considerato all’interno dell’industria dei servizi linguistici, è tornato alla ribalta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><a href="https://slator.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Slator</span></a></strong>, il celebre magazine online sull’industria linguistica, ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo quanto mai interessante per il nostro settore. Il testo analizza e confronta le diverse prospettive riguardanti <strong>l’etica del traduttore</strong>, concentrandosi in particolar modo sulla sua rilevanza pratica.</p>



<p>Questo argomento, spesso poco considerato all’interno dell’industria dei servizi linguistici, è tornato alla ribalta negli ultimi anni. Promosso dalle innovazioni tecnologiche e dallo sviluppo di un mercato globale, il mondo degli LSP è mutato frequentemente nell’ultimo decennio. Cambiamenti che hanno causato l&#8217;eterogeneità attuale in termini di <strong>qualità e processi traduttivi</strong>.</p>



<p>In un paese come l’Italia, dove manca un <strong>albo professionale di riferimento</strong>, l’etica del traduttore riveste un ruolo essenziale nel garantire i requisiti essenziali della professione.</p>



<p>In questo, le agenzie di traduzione come <a href="https://www.a-stw.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ASTW</span> </a>rivestono un ruolo fondamentale nello stabilire, all’interno del proprio team di traduttori inhouse e freelance, le precise <strong>competenze linguistiche e professionali</strong> necessarie per raggiungere gli standard qualitativi in grado di <strong>garantire e tutale i clienti</strong>.</p>



<p>Inoltre, le associazioni nazionali come <a href="https://aiti.org/it" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">AITI</span></a> e <a href="https://www.aniti.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ANITI</span></a> promuovono e sviluppano la collaborazione tra professionisti, basando il proprio operato sul <strong>codice deontologico</strong> da loro redatto e divulgato.</p>



<p>Ma tutto questo è sufficiente a impedire <strong>pratiche scorrette e dannose</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Insegnare l’etica del traduttore</h2>



<p>Lo spunto principale che emerge dall’articolo è senza dubbio<strong> l’importanza che</strong> l’<strong>etica del traduttore riveste nel mercato</strong>. Mercato che si arricchisce di anno in anno grazie ai giovani studenti laureati. In quest’ottica di continuo ingresso di nuovi attori, le Università devono prendersi carico non solo della loro preparazione in termini di competenze linguistiche e traduttive: <strong>l’etica deve deve avere un ruolo di rilievo</strong>.</p>



<p><strong>Georgios Floros</strong>, professore associato dell&#8217;Università di Cipro, sottolinea infatti come spesso gli istituti formativi siano carenti su questo tema, <strong>escludendo dai programmi</strong> <strong>di formazione</strong> le questioni etiche legate al nostro lavoro. Correndo così il rischio di lasciare gli studenti impreparati al mondo professionale, con la conseguente possibilità ledere il mercato.</p>



<p>All’interno di un suo articolo, <strong>Ethics of translator and interpreter education</strong>, il professore suggerisce un aumento di <strong>interazioni tra il mondo accademico e l’industria dei servizi linguistici</strong>. Questo per fornire agli studenti una panoramica delle sfide quotidiane affrontate dai traduttori, procurando loro un “arsenale” di specifiche conoscenze etiche e professionali.</p>



<p>Sulla stessa linea di Floros vengono citate le professoresse <strong>Mona Baker</strong> e <strong>Carol Maier</strong>, provenienti rispettivamente dall’Università di Oslo e dalla Kent State University. Le docenti propongono tre suggerimenti chiave per l’insegnamento dell’etica del traduttore agli allievi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>fornire a questi ultimi le <strong>basi teoriche </strong>dell’etica, stimolando il ragionamento critico sulle implicazioni e conseguenze delle decisioni prese dal linguista.</li><li>permettere agli studenti di identificare delle <strong>strategie potenziali</strong> da applicare a situazioni complesse e delicate.</li><li>promuovere il <strong>dibattito tra colleghi</strong>, creando così un ambiente di condivisione.</li></ul>



<p>Voi cosa ne pensate? Su cosa basate la vostra etica professionale? Fatecelo sapere nella sezione commenti dei <strong>nostri canali social</strong>!</p>



<p><sub>Foto di <a href="https://www.pexels.com/it-it/@olly/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrea Piacquadio</a> da <a href="https://www.pexels.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pexels</a></sub></p>
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		<title>Il distacco emotivo del linguista di professione</title>
		<link>https://www.a-stw.com/il-distacco-emotivo-del-linguista-di-professione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2022 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro del linguista, che si tratti di traduzione, revisione o interpretazione, lo espone quotidianamente ad ambienti e contesti tra i più disparati. Non è sempre facile, però, mantenere il giusto distacco con le sensazioni e il carico emotivo con cui il professionista può entrare in contatto nella sua quotidianità lavorativa. Oggi non parleremo dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il lavoro del linguista, che si tratti di <strong>traduzione</strong>, <strong>revisione </strong>o <strong>interpretazione</strong>, lo espone quotidianamente ad ambienti e contesti tra i più disparati. Non è sempre facile, però, mantenere il giusto<strong> </strong>distacco con le sensazioni e il carico emotivo con cui il professionista può entrare in contatto nella sua quotidianità lavorativa.</p>



<p>Oggi non parleremo dei nostri settori di specializzazione, o quantomeno non in maniera approfondita come di consueto. Tratteremo piuttosto un tema poco sviluppato ma in alcuni casi fortemente presente all&#8217;interno delle<strong> </strong>realtà dei servizi linguistici: <strong>il distacco emotivo</strong>.</p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background has-black-background-color has-black-color is-style-wide"/>



<p><em>Chiunque volesse conoscere i servizi che offriamo ai nostri clienti può visionarli qui <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ASTW &#8211; Traduzioni</span></a>, e qui <a href="https://www.a-stw.com/servizi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ASTW – Altri servizi.</span></a>  </em></p>



<hr class="wp-block-separator has-text-color has-background has-black-background-color has-black-color is-style-wide"/>



<p>Nelle ultime settimane, come riportato da diversi magazine di settore e giornali nazionali, si sono verificati casi di linguisti esperti, in questo caso interpreti, che nel corso della conversione linguistica sono stati sopraffatti dalle emozioni. I fatti, i cui video sono velocemente circolati sui social, hanno riguardano due linguisti intenti a interpretare, in <a href="https://multilingual.com/second-ukrainian-translator-weeps-during-european-parliament-address/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">inglese</span></a> e in <a href="https://multilingual.com/german-interpreter-breaks-into-tears-while-interpreting-for-zelensky/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">tedesco</span></a>, due distinte videoconferenze del presidente ucraino<strong> Volodymyr Zelensky</strong>.</p>



<p>Il <strong>tema trattato</strong> e l&#8217;inevitabile <strong>impatto emotivo</strong> delle parole con cui il premier ha descritto la gravità delle condizioni in cui versa il suo popolo hanno commosso i due linguisti scoppiati in lacrime nel corso dell&#8217;interpretazione.</p>



<p>Ogni professione ha le sue criticità capaci di influenzare, nel breve e nel lungo periodo, le condizioni psico-fisiche del lavoratore. È certamente vero che il lavoro del traduttore, o in questo caso dell&#8217;interprete, non rientra tra quelle professioni considerate fisicamente usuranti o pericolose. Tuttavia, è consigliato <strong>prestare attenzione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Distacco emotivo: un dispositivo di protezione personale?</h2>



<p>Queste situazioni non riguardano da vicino la nostra realtà. In ASTW operiamo nell&#8217;ambito dei servizi linguistici inerenti principalmente ai settori della<strong> proprietà intellettuale</strong>, delle <strong>life science</strong> e delle<strong> traduzioni tecnico-scientifiche</strong>.</p>



<p>Questi testi, per loro natura, sono scevri da sentimenti ed emozioni. La <strong>precisione</strong> e la <strong>preparazione specialistica</strong> sono le principali caratteristiche richieste al linguista, accompagnate dalla <strong>cura per i dettagli</strong>. Difficilmente, quindi, i nostri traduttori si ritrovano nella condizione di dover stabilire un distacco emotivo con il testo.</p>



<p>Ma oltre a riconoscere il lavoro svolto dai nostri colleghi interpreti, questo testo nasce con lo scopo di creare uno <strong>spazio di condivisione e crescita reciproca</strong> con tutti i lettori. Un&#8217;ambiente aperto allo scambio è la missione promossa, ad esempio, dall&#8217;<a href="https://www.a-stw.com/astw-partecipera-a-elia-together-2022/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">European Language Industry Association &#8211; Elia</span></a>, missione che condividiamo pienamente.</p>



<p>Vista la natura soggettiva dell&#8217;argomento è difficile stabilire e studiare delle <strong>strategie <em>ad hoc</em></strong>. I corsi universitari improntati sulla mediazione linguistica forniscono agli studenti diversi strumenti, tra cui la giusta distribuzione del lavoro nell&#8217;arco della giornata lavorativa, concedendosi le pause necessarie per evitare l&#8217;immersione totale nell&#8217;argomento trattato (nel caso in cui questo fosse particolarmente delicato), ma <strong>ogni traduttore e interprete</strong> dovrà nel corso del tempo elaborare <strong>le proprie tecniche e metodi</strong> capaci di porlo nella condizione di svolgere al meglio il proprio lavoro.</p>



<p>Ma arriviamo al dunque. Quali sono le vostre tecniche e in che modo avreste agito se vi foste trovati in una situazione simile? Pensate che questo &#8220;scudo&#8221; a difesa delle nostre emozioni sia un punto a favore del professionista o una tecnica da evitare, immergendosi pienamente nell&#8217;argomento trattato?</p>



<p><strong>Fateci sapere la vostra opinione</strong> nella sezione commenti dei nostri <strong>canali social</strong>! Trovate i link nelle icone qui sotto.</p>
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		<title>Lo Schwa e il linguaggio inclusivo, una conversazione tra colleghi</title>
		<link>https://www.a-stw.com/lo-schwa-e-il-linguaggio-inclusivo-una-conversazione-tra-colleghi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutto nasce dall’input di Cristiana, la nostra Social Media Manager: «Ragazzi, perché non parliamo dello schwa?». Giusto, perché no…ma come? Ah già, parlando! Ed è così che io e Letizia abbiamo avuto una lunga conversazione in merito, grazie alla quale sono venuto a conoscenza di punti di vista che ancora ignoravo. Quello che segue è un riassunto e adattamento (depurato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Tutto nasce dall’input di <strong><a href="https://www.a-stw.com/staff/cristiana-crisafi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Cristian</span></a></strong><a href="https://www.a-stw.com/staff/cristiana-crisafi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">a</span></strong></a>, la nostra Social Media Manager: «Ragazzi, perché non parliamo dello schwa?». Giusto, perché no…ma come?</p>



<p>Ah già, parlando!</p>



<p>Ed è così che <a href="https://www.linkedin.com/in/stefano-gaffuri-traduttore/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">io</span></strong></a> e <a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">Letizia </span></strong></a>abbiamo avuto una lunga conversazione in merito, grazie alla quale sono venuto a conoscenza di punti di vista che ancora ignoravo. Quello che segue è un riassunto e adattamento (depurato dalle frivolezze frutto di una giornata di lavoro) di quanto ci siamo detti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Schwa: parliamone</strong></h3>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Sai, ho quasi pudore a parlare di questo argomento… innanzitutto perché negli ultimi tempi è stato trattato moltissimo, in molti casi da persone più preparate di noi! Tuttavia, credo sia interessante osservare il punto di vista dell’uomo &#8211; e della donna &#8211; della strada.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: Ecco, la mia visione in merito è concorde con quanto affermato dalla Crusca: trovo che l’uso dello schwa, dell’asterisco o di altri segni sia una forzatura della lingua, c’è già il <strong>maschile sovraesteso</strong> che svolge una funzione “<strong>neutra</strong>“. Insomma, nell’utilizzo del maschile non vedo una prevaricazione di genere. </p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Secondo me è una questione più complessa. Ammetto di non essermi posta il problema fino a qualche mese fa. Ma il fatto che si parli del possibile uso dello <strong>schwa (e di altre forme inclusive)</strong> dimostra che il problema esiste.      </p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: Ok, ma di che problema stiamo parlando?</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Del <strong>sentirsi rappresentati</strong>. Un esempio: quando si parla di linguaggio inclusivo, l’obiezione che viene mossa, specialmente fra chi, come noi lavora nel settore dei <strong>servizi linguistici</strong>, è che potremmo servirci di ciò che la lingua italiana già ci offre. Che so, anziché dire: “ciao a tutti gli spettatori” si può dire “ciao a tutte le persone in ascolto” usando così una soluzione <strong>inclusiva</strong>.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: E così si ovvia al problema di chi con un termine maschile non si sente rappresentato. E non si potrebbe dire: “ciao a tutti gli spettatori e a tutte le spettatrici”?</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Certo, ma lo schwa fa qualcosa in più: tiene conto anche delle persone <strong><em>gender fluid</em></strong><em> </em>e <strong>non binarie</strong></p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: È vero. Ma non è un po’ troppo “superficiale” affrontare una questione come l’identità di genere partendo dalla lingua? Senza poi tenere conto della sensibilità e delle esigenze dei singoli individui? Quando dico buongiorno a tutti, intendo proprio tutti tutti, <strong>nessuno escluso</strong>, e penso che questo venga percepito.</p>



<p>Ma poi, come trasliamo lo schwa nella lingua orale?</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>:  Si pronuncia come la “a” di “about… ma, se preferisci un esempio meno esterofilo, è una vocale “muta” che sentiamo spesso nei dialetti del centro e sud Italia. Pensa alla parola “mamm’t”: ecco!</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: Sto cercando un esempio che possa essere calzante per me, nel quale io non mi sentirei rappresentato. Un esempio potrebbe essere quanto succedeva nell’ufficio dove lavoravo anni fa, le mie colleghe erano esclusivamente donne e al saluto “ciao ragazze” salutavo anche io, senza che mi desse fastidio. Lo notavo, però.</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Probabilmente perché <strong>non ti sentivi</strong> <strong>rappresentato</strong>.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: Sì, però i dettami dell’italiano dicono che “tutte” è riferito esclusivamente al genere femminile. E che “tutti” è per tutti e tutte.</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Io sono più possibilista. I dettami possono cambiare, la lingua è una cosa viva! Anche se&#8230;ho sperimentato con schwa, asterischi, anche con la “u” finale (tipo “ciao a tuttu”),  sia in comunicazioni scritte che verbali, e la difficoltà che ho riscontrato è quella di <strong>mantenere una</strong> <strong>coerenza </strong>nell’utilizzo di queste soluzioni. Iniziavo con le migliori intenzioni e poi mi perdevo subito, tornando a utilizzare maschile e femminile. Penso sia un po’ perché è difficile inserire un qualcosa di nuovo nella propria lingua madre, e un po’ per imbarazzo, perché ho riscontrato reazioni alterne, dalle più tranquille alle più indignate.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: No, indignarsi mi sembra troppo, però in effetti se io non conoscessi il mio interlocutore e questo dovesse scrivermi utilizzando lo schwa o l’asterisco rimarrei colpito, perché a parere mio non si deve utilizzare finché un ente, ad esempio la <strong>Crusca</strong>, non lo riconosce.</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Conta però che la Crusca è solo un gruppo di <strong>studiosi e ricercatori</strong>. Studiano quindi lo stato della lingua, non si tratta di normatori. L’Accademia è giustamente un punto di riferimento, però il suo ruolo in questo caso è quello di studiare il fenomeno, o di esprimere un parere in merito. <strong>Non può impedirne l’utilizzo</strong>.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: Mi reputo una persona aperta di mentalità, la mia libertà finisce quando inizia la tua, però io non penso adotterò queste nuove soluzioni nemmeno in futuro.</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Ci sta! Non è una contraddizione, puoi essere rispettoso del prossimo e non abbracciare questo cambiamento. Ti faccio però un altro esempio, forse banalizza ma rende l’idea:</p>



<p>se noi ci fossimo appena conosciuti e tu ti rivolgessi a me dandomi della “signora”, e io ti dicessi di darmi della “signorina”, perché “signora” mi fa sentire vecchia tu lo faresti senza problemi.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: Certo, ma è insito negli schemi di comportamento. Se mi chiedessi di chiamarti “signore” sarebbe già diverso.</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Ehi, sai che alla fine il bello di tutto questo è che ne stiamo parlando? Ed <strong>è un bene che se ne parli</strong>. Prima dicevi che è banale ridurre tutto a un dibattito linguistico, e invece parlare di lingua si sta rivelando un modo per ampliare il nostro sguardo.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: Questo sì, dovremmo anzi parlarne di più. E lo dico da retrogrado conservatore della lingua italiana (<em>ride</em>). Resto dell’idea che dovremmo pensare a rendere più inclusiva la nostra società, ancora prima del nostro modo di esprimerci.</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Capisco molto bene questa obiezione ma attento al trappolone del benaltrismo! (<em>ride)</em> Ritengo che sia sempre essenziale <strong>calarsi nei panni dell’altra persona</strong>. Quello che per noi non è un problema può esserlo per qualcun altro.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: Allora dovremmo parlarne anche con altre persone, sentire altri punti di vista, che ne dici??</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Certo! Forse si troverebbe la soluzione a tanti quesiti.</p>



<p><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-orange-color">S</span>: O magari troveremmo altri quesiti?</p>



<p><span class="has-inline-color has-light-green-cyan-color">L</span>: Probabile… ma l’idea mi piace!</p>



<p>Allora alla prossima conversazione, possibilmente allargata!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/lo-schwa-e-il-linguaggio-inclusivo-una-conversazione-tra-colleghi/">Lo Schwa e il linguaggio inclusivo, una conversazione tra colleghi</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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		<title>Traduzione brevettuale: pro e contro. Ne parlano Letizia e Stefano</title>
		<link>https://www.a-stw.com/pro-e-contro-traduzione-brevettuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione brevettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Talk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;articolo di oggi è un articolo un po&#8217; diverso rispetto a quelli pubblicati in precedenza. Oggi cambiamo veste, ma forse non solo per oggi, e adottiamo un format del tutto nuovo. Volendo parlare dei vantaggi e degli svantaggi legati alla traduzione brevettuale, abbiamo pensato non ci fosse niente di meglio di un uno scambio di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/pro-e-contro-traduzione-brevettuale/">Traduzione brevettuale: pro e contro. Ne parlano Letizia e Stefano</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;articolo di oggi è un articolo un po&#8217; diverso rispetto a quelli pubblicati in precedenza. Oggi cambiamo veste, ma forse non solo per oggi, e adottiamo un format del tutto nuovo. Volendo parlare dei vantaggi e degli svantaggi legati alla traduzione brevettuale, abbiamo pensato non ci fosse niente di meglio di un uno scambio di vedute. Una conversazione tra colleghi, se vogliamo.</p>



<p>Quello che trovate a seguire non è altro che la prima parte della trascrizione di questa conversazione tenutasi tra <a href="https://www.youtube.com/watch?v=-ubj7RRdvTY" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">me</span></a>, principiante e semi-naïf di questo settore, e <a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-pale-pink-color">Letizia</span></a>, una vera esperta con anni di esperienza e moltissimi brevetti tradotti alle spalle.</p>



<p>Due punti di vista, una sola realtà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pro e Contro: la traduzione brevettuale</h2>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">S</span>: Il primo vantaggio è sicuramente l’innovazione e la varietà del lavoro del traduttore. Nel senso che, avendo a che fare sempre con brevetti, dove quindi l’innovazione è all’ordine del giorno, non si corre il rischio di lavorare su argomenti già trattati, triti e ritriti, poiché solitamente il brevetto è sinonimo di innovazione, salvo i casi in cui vi siano degli aggiornamenti…</p>



<p><span class="has-inline-color has-pale-pink-color">L</span>: Dipende, dipende. Alle volte si tratta di aggiornamenti minimi, o anche solo un cambio di nomenclatura…</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">S</span>: Ok, sì è vero. Però dai, diciamo che essendo comunque brevetti si ha a che fare con le varie novità tecnologiche e non solo. E in più i campi di applicazione dei brevetti comprendono i più vari ed eventuali, sì che poi ci si specializza in determinati argomenti però bene o male si passa da un settore all’altro: dalla chimica alla meccanica, alle telecomunicazioni…</p>



<p><span class="has-inline-color has-pale-pink-color">L</span>: Sì, se sei adeguatamente supportato, ad esempio da un motore di traduzione addestrato in un certo modo e da TM e glossari costruiti nel tempo, sei anche in grado di affrontare più argomenti. Più sono solide le risorse linguistiche che uno utilizza…</p>



<p>*scoppiamo a ridere* <span class="has-inline-color has-pale-pink-color">L</span>: Tra l’altro sto parlando come se qualcuno ci stesse ascoltando.</p>



<p>*altre risate* <span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">S</span>: Vabbè, stiamo tranquilli che tanto poi trascrivo solo quando siamo seri. //<em>mentivo</em></p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">S</span>: Quindi, ricapitolando: come primo vantaggio siamo d’accordo sulla novità in termini di argomenti affrontati… è anche interessante poi, almeno per me, approfondire i vari funzionamenti di macchinari o altro… tante volte poi queste ricerche sono necessarie per tradurre correttamente.</p>



<p><span class="has-inline-color has-pale-pink-color">L</span>: Esatto!</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">S</span>: Tipo, nel tuo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-ricerca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ultimo articolo</span></a> accennavi alla ricerca terminologica necessaria per tradurre correttamente i vari frutti di bosco…</p>



<p><span class="has-inline-color has-pale-pink-color">L</span>: E ho trovato quel sito fantastico!</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">S</span>: Poi, sempre grazie alle TM e a una MT addestrata si possono tradurre davvero molte parole l’ora, migliorando sempre più la propria produttività rispetto ad altri testi di diversa natura, questo può essere un altro vantaggio.</p>



<p><span class="has-inline-color has-pale-pink-color">L</span>: Sì, nonostante ci sia sempre un elemento di novità, come accennavamo prima e com’è giusto che sia in un brevetto, la produttività è aumentata grazie alla struttura stessa del testo brevettuale, avendo numerose parti ripetute, a livello intra e intertestuale, con espressioni e porzioni di testo ricorrenti. Specialmente per tutto ciò che riguarda la parte burocratica/legale del brevetto. Poi, un discorso a parte andrebbe fatto per le divisionali…</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">S</span>: Questo è anche il motivo per cui nella traduzione brevettuale i CAT Tool risultano indispensabili, sarebbe poco furbo non servirsene… Poi, ecco, un lato negativo è sicuramente la mancanza di creatività. C’è poco spazio per l’estro del traduttore; vista l’importanza della fedeltà della traduzione al testo di partenza, dato poi il suo valore anche giuridico oltre che amministrativo…</p>



<p>Un esempio lampante possono essere le <em>consistency</em>, l’uso dei sinonimi è abolito, se si traduce un termine in un dato modo quello dovrà essere fino alla fine… mentre in altri testi l’uso di equivalenti è fortemente consigliato.</p>



<p><span class="has-inline-color has-pale-pink-color">L</span>: Guarda, questo è il contro su cui mi ero focalizzata anch&#8217;io. Penso che per un linguista possa essere addirittura frustrante, in un certo senso, trovarsi di fronte a un testo brevettuale… soprattutto nel caso in cui questo contenga degli errori che devono essere per forza di cose riportati così come sono e al massimo segnalati al cliente. Essendo un testo con valenza legale non ci si può permettere di correggere un errore, a meno che non sia proprio palese e che quindi assieme con il cliente si decida di correggerlo. Quindi… un linguista che traduce altri tipi di testi, ad esempio marketing, o un testo generico, come una mail o una lettera, abituato a vedere un errore, correggerlo e segnalarlo per &#8220;educazione&#8221;, in questo caso deve come dire… ingoiare l&#8217;amaro calice *risata che forse nasconde un po&#8217; di tensione* e starsene.</p>



<p>Questo è uno dei contro della traduzione brevettuale, un altro contro che mi viene in mente è che, nonostante quanto detto prima sulle risorse terminologiche, i vantaggi ecc., può capitare benissimo un campo particolarmente specifico in cui non hai ancora avuto modo di svilupparti dei glossari o fare ricerche. Ad esempio *caso top secret di un nostro cliente* che ha una terminologia specifica e anche un po&#8217; strana, e in questi testi finisci per cercare un termine ogni segmento, e, almeno all&#8217;inizio, spendi molto tempo nella ricerca terminologica. Ecco questo è il lato oscuro dell&#8217;innovazione.</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">S</span>: Sì, certo *risposta super banale ma in effetti ha sempre ragione*, però questo può essere visto come un aspetto positivo. Può anche succedere, a me non ancora ma so che a molti è capitato, di dover quasi creare un neologismo. Ossia, quando nella lingua di arrivo ancora non si ha un traducente affermato, hai la possibilità di coniare un nuovo termine //<em>poi magari non ti considera nessuno e nessuno lo userà mai più</em>.</p>



<p>Se ci pensi pochi altri traduttori hanno questa possibilità.</p>



<p><span class="has-inline-color has-pale-pink-color">L</span>: Sì, esatto, un po&#8217; come Adamo nel giardino dell&#8217;Eden!! *risate sincere di due illusi*</p>



<p><em>To be continued?</em></p>



<p><a href="https://www.linkedin.com/in/letizia-merello-610576a/?originalSubdomain=it">Letizia Merello</a></p>



<p><a href="https://www.linkedin.com/in/stefano-gaffuri-traduttore/?originalSubdomain=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Stefano Gaffuri</a></p>
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		<title>Smart working e traduzione: non una novità</title>
		<link>https://www.a-stw.com/smart-working-e-traduzione-non-una-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2020 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Smart Working]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito delle nuove misure, adottate dalla quasi totalità delle nazioni, da inizio anno lo smart working ha fatto la propria comparsa su notiziari e giornali italiani. Non si tratta però di una novità, il lavoro da casa, o meglio da remoto, è una realtà per diversi settori già da molti anni. Il lavoro del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>A seguito delle nuove misure, adottate dalla quasi totalità delle nazioni, da inizio anno lo <strong>smart working</strong> ha fatto la propria comparsa su notiziari e giornali italiani. Non si tratta però di una novità, il <strong>lavoro da casa</strong>, o meglio da <strong>remoto</strong>, è una realtà per diversi settori già da molti anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il lavoro del traduttore</h2>



<p>Il <strong>traduttore</strong>, ad esempio, conosce da tempo questa modalità di lavoro. Nel corso delle proprie giornate lavorative non c’è nessun cartellino da timbrare o ufficio da raggiungere.</p>



<p>Mi riferisco in particolare al <strong>traduttore <em>freelance</em></strong>, il quale a differenza del <strong>traduttore <em>in house</em></strong>, che nella maggior parte dei casi lavora in presenza nell’agenzia o azienda per la quale traduce, opera da remoto, connettendosi con il mondo per mezzo del proprio pc.</p>



<p>Che lavori da casa, al parco, o in un resort turistico poco cambia. Cosa conta è il risultato finale, qualsiasi sia il luogo nel quale si svolge il processo traduttivo, è indispensabile consegnare <strong>un lavoro di qualità</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’essenziale del traduttore</h3>



<p>Per svolgere al meglio il lavoro di traduttore, quindi, non è importante il dove, e nemmeno il quando, bensì il come. Per tradurre occorrerà un computer e una connessione internet. Oltre ovviamente alla <strong>padronanza linguistica</strong>, e <strong>culturale</strong>, dei sistemi linguistici in gioco. Siamo nel 2020, che ci si avvalga o meno dei <a aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" href="https://www.a-stw.com/cat-tool-e-traduzione-brevettuale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CAT Tool</a>, il pc resta lo strumento principale per collegarsi con il mondo esterno.</p>



<p>I processi traduttivi, e l’importanza di un valido sistema di <em>cybersecurity</em>, sono spiegati brevemente in un nostro <a href="https://www.a-stw.com/cybersecurity-servici-linguistici-e-privacy/" target="_blank" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" rel="noreferrer noopener">articolo</a> precedente. &nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Smart working, pro e contro</h2>



<p>Per molti un nuovo mondo, per altri la quotidianità, lo smart working porta con sé vantaggi e svantaggi, <strong>ovviamente del tutto personali</strong>.</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-green-cyan-color">Pro</span>: tra i lati positivi del lavoro da remoto vi è sicuramente il comfort. L’ambiente lavorativo (che sia casa propria o un altro luogo da noi prediletto) viene considerato da molti più confortevole, visto tra l’altro la possibilità di scelta fornita da questa modalità.</p>



<p>Una seconda caratteristica positiva potrebbe essere il non dover correre dietro a mezzi di trasporto o il dover zig zagare nel traffico per arrivare puntuali. In questo caso basterà una buona sveglia per essere operativi al momento opportuno.</p>



<p>Libertà di orari, sicuramente per molti il terzo punto forte dello smart working. Per diverse tipologie di impiego non sarà più rilevante in quali fasce orarie si lavora, sempre rispettando le scadenze del caso.</p>



<p><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">Contro</span>: per molti lavoratori, però, il fatto di lavorare da casa non è affatto considerato piacevole. Passare le ore lavorative, oltre a quelle dettate dal vivere comune (cena, riposo ecc..), nella propria abitazione può essere considerato alienante.</p>



<p>E sotto lo stesso “macrodifetto” possiamo parlare della mancanza di contatto umano. Per quanto una videochiamata o una pausa su WhatsApp possano essere piacevoli, in molti (me compreso) ritengono che queste non potranno mai sostituire un buon caffè o una pausa pranzo con i colleghi, sempre che siano simpatici. Ovviamente lavorare da casa non impedisce di socializzare con amici e familiare al di fuori delle ore dedicate al lavoro, ma per molti questo non è sufficiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Diritto allo smart working</h2>



<p>Visti i diversi punti di vista sopra riassunti, ritengo che la soluzione migliore, capace di mettere d’accordo le due correnti di pensiero, possa essere quella proposta dallo stato tedesco. &nbsp;In Germania, infatti, è allo studio una <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/27/coronavirus-lo-smartworking-diventi-diritto-dei-lavoratori-la-proposta-del-ministro-del-lavoro-tedesco/5783363/" target="_blank" aria-label="undefined (apri in una nuova scheda)" rel="noreferrer noopener">nuova legge per rendere lo smart working un diritto dei lavoratori</a>, per almeno 24 giorni l’anno. Un diritto appunto, così da permettere a chi vorrà, e solo a chi lo vorrà, di lavorare da remoto.</p>



<p>Stefano Gaffuri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/smart-working-e-traduzione-non-una-novita/">Smart working e traduzione: non una novità</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
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		<title>Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</title>
		<link>https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-8/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 13:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni brevettuali]]></category>
		<category><![CDATA[Translator Window - La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance]]></category>
		<category><![CDATA[Traduttori free-lance]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione brevettuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=8054</guid>

					<description><![CDATA[<p>Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità. Oggi presentiamo Francesca Doglioni Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-8/">Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Diamo parola ai nostri collaboratori
freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in
volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e
per la loro affidabilità.</p>



<p>Oggi presentiamo<a href="https://www.linkedin.com/in/francesca-doglioni-6551b3193/?originalSubdomain=it"> <strong>Francesca Doglioni</strong></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.</strong></li></ul>



<p>Ciao! Cercherò di essere breve, anche se potrei scrivere un romanzo in merito! All’università molti amici “medici” o “ingegneri” mi chiedevano la traduzione di fonti che dovevano usare per la tesi. Mi piaceva mettere a frutto i miei studi e nello stesso tempo imparare cose nuove leggendo testi che altrimenti non avrei mai affrontato. Inoltre, vedendo che c’era “mercato”, scherzavo dicendo che avrei potuto farne una professione. Al tempo non ci credevo molto e invece… Dopo la laurea in lingue, ho deciso di trascorrere un anno a Monaco di Baviera e lì, casualmente, sono finita a lavorare in un grosso studio di consulenti in proprietà industriale, talmente grande che avevano un gruppo di traduttori interni. Questo mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con i loro: mi facevano leggere i testi dall’inglese al tedesco o dal tedesco all’italiano e qualche volta mi davano i “compiti per casa”, passandomi alcuni brani da tradurre che poi rivedevamo insieme. Questa è stata l’occasione che mi ha permesso di capire quanto mi piaccia tradurre e perché: mette in moto il cervello, impone ricerca e approfondimento continuo… insomma, bisogna amare lo studio e la precisione! Tornata in Italia sono stata contattata da un consulente in brevetti che mi ha chiesto alcune traduzioni: questo è stato l’inizio della mia professione e di un rapporto che è durato anni. Da cosa nasce cosa e mi sono ritrovata ad avere diverse persone e ditte che mi affidavano dei lavori. In seguito, per motivi famigliari, ho dovuto abbandonare il lavoro di traduttrice per un po’, ma appena ne ho avuto l’occasione mi ci sono ributtata a capofitto!</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)? </strong></li></ul>



<p>Sì, è vero: è un lavoro continuo sulla lingua straniera e sulla propria lingua madre! Per tenermi “in forma” leggo molto dall’inglese, dal tedesco e, ovviamente, dall’italiano. Scelgo letture varie, dalla saggistica al romanzo. Cerco di farmi venire quanti più dubbi possibile, verificando anche quello che potrebbe essere scontato. Per questo, le mie grammatiche (anche quella italiana!) non sono mai riuscite a impolverarsi: c’è sempre qualcosa da controllare o conferme da trovare. Questo per quello che riguarda le lingue, ma anche i testi che si traducono implicano degli approfondimenti, per cui tengo sempre al mio fianco un’enciclopedia delle scienze e faccio molte ricerche in Internet, di solito confrontando più fonti. Adesso con Internet è diventato più facile…o forse no…a volte è difficile gestire così tanto materiale non sempre coerente: bisogna valutare molto bene la fonte. È un lavoro a tempo più che pieno e per questo deve essere anche una passione. Non lascia molto spazio ad altro, ma trovo comunque le occasioni per dedicarmi anche alle altre mie passioni: la scrittura creativa, la fotografia e…i giri in moto con mio marito!</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come ti approcci alle tecnologie per la
traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità
o un rischio per il lavoro del traduttore? </strong></li></ul>



<p>Tema scottante: un PE dovrebbe richiedere meno tempo di una traduzione, ma bisogna stare attenti perché si rischia di lasciarsi sviare dal testo pre-tradotto e allora, anziché consegnare un lavoro “umano”, ne presenti uno ricco di calchi o cattive interpretazioni. Anche in questo caso, la regola è non dare nulla per scontato. Con una traduzione hai una lavagna vuota da riempire, con tutte le difficoltà e le sfide che questo comporta. I CAT tool aiutano molto, ma anche qui, non bisogna dimenticare di avere di fronte un testo coeso e coerente e non un insieme di segmenti slegati e autonomi.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ritieni utile seguire corsi di formazione
formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in
maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito
di letture e interessi culturali personali?</strong></li></ul>



<p>Si è sempre in formazione: guai fermarsi! Leggere molto e variare gli ambiti di lettura, curiosare in Internet, frequentare i portali di traduttori è utile, ma soprattutto è utile il confronto con gli altri mantenendo un atteggiamento di umiltà. Credo che seguire corsi di formazione strutturati apra a diverse opportunità di crescita professionale e personale.<br></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come porti avanti la tua attività di marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un freelance, avere un sito web?</strong></li></ul>



<p>Avere un sito sarebbe certamente molto utile per farsi conoscere, dipende, però, anche dal target che ci si prefigge. Avere un sito ti dà modo di essere contattato da clienti “diretti” e da un gran numero di persone che poi vanno gestite e alle quali devi garantire un lavoro di qualità. Di solito, sono io che cerco i miei potenziali clienti e mando mail o telefono, presentando le mie esperienze e mantenendo un atteggiamento spontaneo (in realtà non so fare altrimenti!).</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi
della collaborazione instaurata con ASTW </strong></li></ul>



<p>Siete ben organizzati e questo mi permette di gestire al meglio il lavoro. Inoltre, lo scambio di informazioni è sempre molto rapido e preciso. I ragazzi con i quali parlo, poi, sono anche molto simpatici e un sorriso non guasta mai <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="291" height="257" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/08/foto.jpg" alt="" class="wp-image-8055"/></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <a href="https://www.linkedin.com/in/francesca-doglioni-6551b3193/?originalSubdomain=it">Francesca Doglioni</a> </p><p></p><cite>Francesca ha concluso i suoi studi di Lingue e Letterature straniere moderne nel 1996 presso l’Università di Padova con 107/110, presentando una tesi nella quale compara “Dangling Man” di Saul Bellow a “Zapizki iz podpoljia” (Memorie dal sottosuolo) di Dostoevskji. Dopo un anno trascorso a Monaco di Baviera lavorando presso uno studio di consulenti in proprietà industriale come “praticante” di lingua tedesca e alla Volkshochschule di Freising come insegnante di lingua italiana, ha ottenuto il patentino di bilinguismo rilasciato dalla Provincia di Bolzano. In seguito, ha lavorato come traduttrice freelance per un consulente in proprietà industriale e per alcune ditte italiane. Dopo la nascita del primo figlio nel 1999 ha lavorato part-time in un ufficio commerciale estero tenendo i contatti con i clienti di lingua inglese, tedesca e francese. Contemporaneamente, continuava a svolgere la sua attività come traduttrice saltuaria. Accompagnati i figli a un’età adeguata, ha abbandonato il lavoro part-time per dedicarsi di nuovo alle traduzioni a tempo pieno.</cite></blockquote>



<p></p>
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		<title>Translator Window &#8211; La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance</title>
		<link>https://www.a-stw.com/translator-window-la-rubrica-dedicata-ai-nostri-collaboratori-free-lance-7/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2020 14:54:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzioni brevettuali]]></category>
		<category><![CDATA[Translator Window - La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance]]></category>
		<category><![CDATA[Traduttori free-lance]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione brevettuale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità. Oggi presentiamo Cristina Cevenini Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Diamo parola ai nostri collaboratori
freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in
volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e
per la loro affidabilità.</p>



<p>Oggi presentiamo<a href="https://www.linkedin.com/in/cristina-cevenini-145a2a58/?originalSubdomain=it"> <strong>Cristina Cevenini</strong></a></p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.</strong></li></ul>



<p>Sin da piccola ho sempre mostrato passione e interesse per le lingue e le culture straniere. Poter imparare a parlare in un’altra lingua mi incuriosiva e inoltre riuscivo ad imparare rapidamente da amici stranieri, dalle canzoni, ecc. Ho quindi coltivato questa mia passione nel percorso scolastico già con l’obiettivo di entrare un domani nel mondo del lavoro come traduttrice e interprete. La possibilità di risiedere all’estero per alcuni periodi mi ha permesso di approfondire la lingua parlata e di iniziare con i primi lavori di interpretariato.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)? </strong></li></ul>



<p>Lavorare full-time come traduttrice mi porta a tenere sempre allenata la lingua e ad imparare nuovi termini relativi alle nuove tecnologie. Nel tempo libero mi piace leggere articoli in lingua straniera da cui posso apprendere nuove forme di espressione e approfondire le mie conoscenze.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come ti approcci alle tecnologie per la
traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità
o un rischio per il lavoro del traduttore? </strong></li></ul>



<p>Ho iniziato a lavorare quando si usavano ancora la macchina da scrivere e i dizionari cartacei. Ho dovuto quindi adattarmi ai CAT tool, ormai divenuti strumenti imprescindibili per il traduttore. Questi nuovi strumenti aiutano sicuramente nel rispettare l’uniformità terminologica (soprattutto quella fornita dal cliente) e nello svolgere controlli qualità più approfonditi sul testo finale. Ritengo tuttavia che l’esperienza sia fondamentale per la riuscita di un buon lavoro.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Ritieni utile seguire corsi di formazione
formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in
maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito
di letture e interessi culturali personali?</strong></li></ul>



<p>Mi occupo prevalentemente di traduzioni brevettuali e tecniche. La tecnologia si evolve e di conseguenza anche i relativi termini tecnici. Per tenersi aggiornati aiuta molto leggere argomenti specifici nella letteratura specializzata. Essendo molto impegnata professionalmente, preferisco un approccio più informale, da autodidatta, che non mi vincoli a date o orari.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Come porti avanti la tua attività di
marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un
freelance, avere un sito web? </strong></li></ul>



<p>Dopo tanti anni di attività posso dire che la soddisfazione e il passa parola tra i clienti siano stati per me un ottimo biglietto da visita. Sono presente su LinkedIn e ProZ. Penso che un sito web sia importante, soprattutto ai fini della visibilità e della presenza sul mercato. L’ho avviato come pagina di presentazione, ma devo ancora lavorarci.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi
della collaborazione instaurata con ASTW </strong></li></ul>



<p>Collaboro con ASTW da qualche anno. Apprezzo tantissimo la loro professionalità unita a una particolare attenzione e rispetto verso i collaboratori esterni. I Project Manager (il mio prezioso riferimento è Francesco) sono davvero disponibili e pronti ad aiutare in caso di necessità, anche di tipo informatico, e in caso di imprevisti. Mi sento parte di una grande famiglia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/07/foto-Cevenini.jpg" alt="" class="wp-image-7920" width="268" height="359" srcset="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/07/foto-Cevenini.jpg 534w, https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/07/foto-Cevenini-224x300.jpg 224w" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" /></figure>



<hr class="wp-block-separator is-style-wide"/>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p> <a href="https://www.linkedin.com/in/cristina-cevenini-145a2a58/?originalSubdomain=it">Cristina Cevenini</a> </p><p></p><cite>Traduttrice freelance in ambito tecnico e brevettuale dal 1993. Dopo aver frequentato il Liceo Linguistico Internazionale di Bologna, ha completato gli studi presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Bologna conseguendo il Diploma di Interprete Traduttore e Interprete Parlamentare per le lingue inglese e tedesco. Prima di intraprendere l’attività di freelance ha iniziato come traduttrice in-house presso uno studio traduzioni, dove ha potuto acquisire, sul campo, l’esperienza necessaria non solo nell’ambito strettamente relativo alla traduzione, ma anche riguardo al contatto con i clienti, alla gestione dei tempi e all’organizzazione del lavoro. La passione per le lingue unita all’interesse per la tecnologia l’hanno portata a specializzarsi nel settore della traduzione tecnica e, grazie alla costante collaborazione con agenti in materia di brevetti, ha potuto approfondire e perfezionare la traduzione brevettuale.</cite></blockquote>



<p></p>
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		<title>Fabrizio De André e Leonard Cohen</title>
		<link>https://www.a-stw.com/fabrizio-de-andre-e-leonard-cohen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2020 12:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli appassionati dell’opera di Fabrizio De André conoscono bene le versioni deandreiane di alcune famosissime canzoni di autori stranieri, da Brassens a Cohen. Sebbene i risultati qualitativi di tali cover, sia dal punto di vista musicale che testuale, siano stati altalenanti, e talvolta la versione italiana perdesse il contatto con l’originale tanto da pregiudicarne in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Gli appassionati dell’opera di<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9"> Fabrizio De André</a> conoscono bene le versioni deandreiane di alcune famosissime canzoni di autori stranieri, da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Brassens">Brassens </a>a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Cohen">Cohen</a>. Sebbene i risultati qualitativi di tali cover, sia dal punto di vista musicale che testuale, siano stati altalenanti, e talvolta la versione italiana perdesse il contatto con l’originale tanto da pregiudicarne in parte gli esiti artistici, ciò non può essere detto per la  versione deandreiana  di <em>It seems so long ago, Nancy</em> di Leonard Cohen, forse la canzone più deandreiana di Cohen.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class=""><tbody><tr><td>   <strong>IT SEEMS SO LONG   AGO, NANCY</strong>   <br>   It seems so long ago,<br>   Nancy was alone,<br>   looking at the Late Late show<br>   through a semi-precious stone.<br>   In the House of Honesty<br>   her father was on trial,<br>   in the House of Mystery<br>   there was no one at all,<br>   there was no one at all.   It seems so long ago,<br>   none of us were strong;<br>   Nancy wore green stockings<br>   and she slept with everyone.<br>   She never said she’d wait for us<br>   although she was alone,<br>   I think she fell in love for us<br>   in nineteen sixty one,<br>   in nineteen sixty one.   It seems so long ago,<br>   Nancy was alone,<br>   a forty five beside her head,<br>   an open telephone.<br>   We told her she was beautiful,<br>   we told her she was free<br>   but none of us would meet her in<br>   the House of Mystery,<br>   the House of Mystery.   And now you   look around you,<br>   see her everywhere,<br>   many use her body,<br>   many comb her hair.<br>   In the hollow of the night<br>   when you are cold and numb<br>   you hear her talking freely then,<br>   she’s happy that you’ve come,<br>   she’s happy that you’ve come   </td><td>   <br><br>   <br><br>   <strong>NANCY</strong>       <br>   Un po’ di tempo fa<br>   Nancy era senza compagnia<br>   all’ultimo spettacolo<br>   con la sua bigiotteria.<br>   Nel palazzo di giustizia<br>   suo padre era innocente<br>   nel palazzo del mistero<br>   non c’era proprio niente<br>   non c’era quasi niente.       <br>   Un po’ di tempo fa<br>   eravamo distratti<br>   lei portava calze verdi<br>   dormiva con tutti.<br>   Ma cosa fai domani<br>   non lo chiese mai a nessuno<br>   s’innamorò di tutti noi<br>   non proprio di qualcuno<br>   non proprio di qualcuno.       <br>   E un po’ di tempo fa<br>   col telefono rotto<br>   cercò dal terzo piano<br>   la sua serenità.<br>   Dicevamo che era libera<br>   e nessuno era sincero<br>   non l’avremmo corteggiata mai<br>   nel palazzo del mistero<br>   nel palazzo del ministero.       <br>   E dove mandi i tuoi pensieri adesso<br>   trovi Nancy a fermarli<br>   molti hanno usato il suo corpo<br>   molti hanno pettinato i suoi capelli.<br>   E nel vuoto della notte<br>   quando hai freddo e sei perduto<br>   È ancora Nancy che ti dice<br>   Amore sono contenta che sei venuto.<br>   Sono contenta che sei venuto.<br>   <br>      </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Leonard Cohen - Seems So Long Ago, Nancy" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/5gQZUUHULco?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.youtube.com/watch?v=KP2zo8qIxC4
</div></figure>



<p>Interessanti alcune
dichiarazioni fatte da Fabrizio De André durante un concerto&nbsp;(1992-1993)
dopo aver interpretato&nbsp;<em>Nancy</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Giovanna d’Arco</em>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Io ho sempre pensato che quando un autore non è abbastanza in vena per assumersi l’onere e la responsabilità̀ di un’opera in proprio, sia bene che traduca altri colleghi che si esprimono in lingue diverse dalla nostra: si raggiungono nell’immediato due scopi sicuri: quello di esercitarsi e quello di dimostrarsi anche soggettivamente umili. [&#8230;] E poi si raggiunge anche un altro scopo credo oggettivamente utile a tutti: è quello di divulgare quel poco o quel molto di poesia che può esserci nelle canzoni appunto di autori che si esprimano in lingue straniere. [&#8230;] In pratica io me ne fotto abbastanza della traduzione letterale, anzi non me ne importa proprio niente: cerco di entrare il più possibile nello spirito della canzone e attraverso la canzone stessa addirittura cercare di raggiungere lo spirito di chi l’ha composta. Sono confortato in questo mio non correttissimo modo di agire da quello che diceva il nostro maggiore critico letterario del nostro secolo, Benedetto Croce, il quale distingueva le traduzioni in «brutte e fedeli» e «belle e infedeli». E io di fronte a quello che io reputo essere il bello sono disposto a qualsiasi perfida infedeltà̀.</p></blockquote>



<p>Delle quattro traduzioni da
Leonard Cohen,&nbsp;<em>Nancy</em>&nbsp;è quella che, appunto, risulta più̀
convincente, forse perché́ il tema è assai congeniale al cantautore genovese e
la versione italiana riesce in qualche punto a distaccarsi dal testo originale
senza sembrare infedele. In questo caso alcune innovazioni o aggiunte di Fabrizio
De André sono degne di nota: «dormiva con tutti, / ma “cosa fai domani?” / non
lo chiese mai a nessuno: / si innamorò di tutti noi / non proprio di qualcuno
/ non solo di qualcuno» è una libera traduzione di «she slept with everyone. /
She never said she’d wait for us / although she was alone, / I think she fell
in love for us / in nineteen sixty one, / in nineteen sixty one», ma con
aumento di pathos grazie all’eliminazione dei <em>verba dicendi et cogitandi</em>
originali, all’eliminazione dei riferimenti temporali precisi a una vicenda di
cronaca realmente accaduta nel 1961, e all’aggiunta della domanda mai
pronunciata da Nancy sul domani dei propri compagni. Efficace anche
l’opposizione tra «di tutti noi» e «non proprio di qualcuno», con la&nbsp;<em>variatio</em>&nbsp;al
verso successivo «non solo di qualcuno».</p>
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		<title>Le competenze per tradurre brevetti</title>
		<link>https://www.a-stw.com/le-competenze-per-tradurre-brevetti/</link>
					<comments>https://www.a-stw.com/le-competenze-per-tradurre-brevetti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[juxycl]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 10:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Corsi per traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Parola di traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione di brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[patent translations]]></category>
		<category><![CDATA[taduzioni brevettuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La traduzione brevettuale non è per tutti. Solo maturando molti anni di esperienza in questo settore è possibile accumulare un bagaglio di competenze tali da poter tradurre brevetti con una qualità corrispondente alle aspettative dei clienti. Ma quali sono queste competenze? In primo luogo, saper gestire in maniera adeguata la terminologia del “brevettese” e adottare, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La <strong><a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-brevettuali/">traduzione
brevettuale</a></strong> non è per tutti. Solo maturando molti anni di esperienza in
questo settore è possibile accumulare un bagaglio di competenze tali da poter <strong>tradurre
brevetti</strong> con una qualità corrispondente alle aspettative dei clienti. Ma quali
sono queste competenze? </p>



<p>In primo luogo, <strong>saper gestire in maniera adeguata la
terminologia del “brevettese”</strong> e adottare, al bisogno, la terminologia e la
fraseologia preferite dai clienti. La creazione di <strong>glossari</strong> e <strong><a href="https://www.a-stw.com/glossario/#1586420580106-0bbd6fad-4e01">memorie di
traduzione</a></strong> specifici per ogni cliente rappresenta quindi una strategia
volta non solo alla velocizzazione del processo traduttivo ma anche al
mantenimento costante e riproducibile della qualità delle traduzioni.</p>



<p>In secondo luogo, <strong>saper affrontare qualsiasi settore
della tecnica</strong>, con la competenza e la sicurezza maturate in anni di applicazione
sul campo, è <em>condicio sine qua non</em> dell’appropriatezza di qualsiasi
traduzione brevettuale. Non è da tutti, infatti, saper tradurre testi, come quelli
brevettuali, i cui argomenti possono andare dalle biotecnologie all’Information
Technology, dalla chimica ai dispositivi medici. Il <strong>traduttore di brevetti</strong>
è quindi non solo un linguista ma anche, e soprattutto, un <strong>tecnico dagli interessi
eclettici prestato alle lingue</strong>. Per questo non è raro vedere come molti traduttori
brevettuali abbiano un solido background scientifico-tecnico a cui hanno
associato, negli anni, le necessarie competenze linguistiche.</p>



<p>Ma quando è necessario gestire un imponente flusso di lavoro di traduzioni brevettuali, ed è il caso di <a href="https://www.a-stw.com/">ASTW</a> (<strong>traduciamo ogni mese milioni di parole brevettuali</strong>), a livello aziendale è anche necessario organizzare il lavoro in maniera molto sistematica ed efficiente, al fine di garantire la qualità delle traduzioni e, cosa del tutto necessaria, il <strong>rispetto delle date di consegna</strong> richieste dai clienti. Il <strong><a href="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2020/04/ASTW_Grafica_Workflow.jpg">flusso di lavoro</a></strong> deve essere attentamente studiato e organizzato e ad ogni partecipante al flusso di lavoro (project manager, impaginatori, traduttori, revisori) è richiesto di rispettare rigidamente i tempi, perché tutti facenti parte di una stessa catena produttiva, in cui il lavoro di uno è il punto di partenza del lavoro di un altro.</p>



<p>La formazione continua dei linguisti è quindi indispensabile.
Tra le nostre iniziative, questo <a href="https://www.a-stw.com/servizi/corsi-formazione-per-traduttori/la-traduzione-brevettuale-la-lingua-delle-invenzioni/">corso
di traduzione brevettuale</a> intende dare un background iniziale ma già solido
a chiunque volesse approfondire la traduzione di brevetti.</p>
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