Traduzione brevettuale: pro e contro. Ne parlano Letizia e Stefano

L’articolo di oggi è un articolo un po’ diverso rispetto a quelli pubblicati in precedenza. Oggi cambiamo veste, ma forse non solo per oggi, e adottiamo un format del tutto nuovo. Volendo parlare dei vantaggi e degli svantaggi legati alla traduzione brevettuale, abbiamo pensato non ci fosse niente di meglio di un uno scambio di vedute. Una conversazione tra colleghi, se vogliamo.

Quello che trovate a seguire non è altro che la prima parte della trascrizione di questa conversazione tenutasi tra me, principiante e semi-naïf di questo settore, e Letizia, una vera esperta con anni di esperienza e moltissimi brevetti tradotti alle spalle.

Due punti di vista, una sola realtà.

Pro e Contro: la traduzione brevettuale

S: Il primo vantaggio è sicuramente l’innovazione e la varietà del lavoro del traduttore. Nel senso che, avendo a che fare sempre con brevetti, dove quindi l’innovazione è all’ordine del giorno, non si corre il rischio di lavorare su argomenti già trattati, triti e ritriti, poiché solitamente il brevetto è sinonimo di innovazione, salvo i casi in cui vi siano degli aggiornamenti…

L: Dipende, dipende. Alle volte si tratta di aggiornamenti minimi, o anche solo un cambio di nomenclatura…

S: Ok, sì è vero. Però dai, diciamo che essendo comunque brevetti si ha a che fare con le varie novità tecnologiche e non solo. E in più i campi di applicazione dei brevetti comprendono i più vari ed eventuali, sì che poi ci si specializza in determinati argomenti però bene o male si passa da un settore all’altro: dalla chimica alla meccanica, alle telecomunicazioni…

L: Sì, se sei adeguatamente supportato, ad esempio da un motore di traduzione addestrato in un certo modo e da TM e glossari costruiti nel tempo, sei anche in grado di affrontare più argomenti. Più sono solide le risorse linguistiche che uno utilizza…

*scoppiamo a ridere* L: Tra l’altro sto parlando come se qualcuno ci stesse ascoltando.

*altre risate* S: Vabbè, stiamo tranquilli che tanto poi trascrivo solo quando siamo seri. //mentivo

S: Quindi, ricapitolando: come primo vantaggio siamo d’accordo sulla novità in termini di argomenti affrontati… è anche interessante poi, almeno per me, approfondire i vari funzionamenti di macchinari o altro… tante volte poi queste ricerche sono necessarie per tradurre correttamente.

L: Esatto!

S: Tipo, nel tuo ultimo articolo accennavi alla ricerca terminologica necessaria per tradurre correttamente i vari frutti di bosco…

L: E ho trovato quel sito fantastico!

S: Poi, sempre grazie alle TM e a una MT addestrata si possono tradurre davvero molte parole l’ora, migliorando sempre più la propria produttività rispetto ad altri testi di diversa natura, questo può essere un altro vantaggio.

L: Sì, nonostante ci sia sempre un elemento di novità, come accennavamo prima e com’è giusto che sia in un brevetto, la produttività è aumentata grazie alla struttura stessa del testo brevettuale, avendo numerose parti ripetute, a livello intra e intertestuale, con espressioni e porzioni di testo ricorrenti. Specialmente per tutto ciò che riguarda la parte burocratica/legale del brevetto. Poi, un discorso a parte andrebbe fatto per le divisionali…

S: Questo è anche il motivo per cui nella traduzione brevettuale i CAT Tool risultano indispensabili, sarebbe poco furbo non servirsene… Poi, ecco, un lato negativo è sicuramente la mancanza di creatività. C’è poco spazio per l’estro del traduttore; vista l’importanza della fedeltà della traduzione al testo di partenza, dato poi il suo valore anche giuridico oltre che amministrativo…

Un esempio lampante possono essere le consistency, l’uso dei sinonimi è abolito, se si traduce un termine in un dato modo quello dovrà essere fino alla fine… mentre in altri testi l’uso di equivalenti è fortemente consigliato.

L: Guarda, questo è il contro su cui mi ero focalizzata anch’io. Penso che per un linguista possa essere addirittura frustrante, in un certo senso, trovarsi di fronte a un testo brevettuale… soprattutto nel caso in cui questo contenga degli errori che devono essere per forza di cose riportati così come sono e al massimo segnalati al cliente. Essendo un testo con valenza legale non ci si può permettere di correggere un errore, a meno che non sia proprio palese e che quindi assieme con il cliente si decida di correggerlo. Quindi… un linguista che traduce altri tipi di testi, ad esempio marketing, o un testo generico, come una mail o una lettera, abituato a vedere un errore, correggerlo e segnalarlo per “educazione”, in questo caso deve come dire… ingoiare l’amaro calice *risata che forse nasconde un po’ di tensione* e starsene.

Questo è uno dei contro della traduzione brevettuale, un altro contro che mi viene in mente è che, nonostante quanto detto prima sulle risorse terminologiche, i vantaggi ecc., può capitare benissimo un campo particolarmente specifico in cui non hai ancora avuto modo di svilupparti dei glossari o fare ricerche. Ad esempio *caso top secret di un nostro cliente* che ha una terminologia specifica e anche un po’ strana, e in questi testi finisci per cercare un termine ogni segmento, e, almeno all’inizio, spendi molto tempo nella ricerca terminologica. Ecco questo è il lato oscuro dell’innovazione.

S: Sì, certo *risposta super banale ma in effetti ha sempre ragione*, però questo può essere visto come un aspetto positivo. Può anche succedere, a me non ancora ma so che a molti è capitato, di dover quasi creare un neologismo. Ossia, quando nella lingua di arrivo ancora non si ha un traducente affermato, hai la possibilità di coniare un nuovo termine //poi magari non ti considera nessuno e nessuno lo userà mai più.

Se ci pensi pochi altri traduttori hanno questa possibilità.

L: Sì, esatto, un po’ come Adamo nel giardino dell’Eden!! *risate sincere di due illusi*

To be continued?

Letizia Merello

Stefano Gaffuri