ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (9)

Attraverso… la ricerca

La vita di un traduttore è proprio come la famosa scatola di cioccolatini di Forrest Gump. Potrà sembrarvi una frase trita e ritrita, ma è indiscutibilmente veritiera, soprattutto per chi, come noi di ASTW, ha fatto della traduzione brevettuale il suo cavallo di battaglia.

Immagine di Ilinca Roman da Unsplash

Oggi non mi destreggio con una scatola di ottimi cioccolatini, ma vado alla ricerca di frutti di bosco. Tranquilli, non ho deciso di assecondare il richiamo della natura né di darmi alla macchia per fuggire dall’ennesimo testo di meccanica (ebbene sì, prima o poi avrei dovuto confessarvi qual è la mia bestia nera).

Sto lavorando a un brevetto che riguarda un integratore a base di estratti vegetali e mi sono ritrovata, a un certo punto del testo, davanti a un elenco dettagliato dei possibili estratti utilizzabili per la sua formulazione; tra questi numerosi frutti e bacche che finiscono con il suffisso -berry. Confermo senza problemi l’output della MT per i più noti, tra cui ribes nero e rosso, lampone, fragola… ah, una curiosità: il mio cognome, merello, vuol dire proprio “fragola” in dialetto genovese.

Tutto bene, finché l’elenco non entra in un livello di dettaglio sempre maggiore e i nomi dei frutti diventano sempre meno noti: è uno di quei casi in cui la machine translation fa la pigra e la curiosità del traduttore è essenziale. In genere, quando traduco testi farmaceutici con molti nomi di piante, come questo, procedo risalendo al nome scientifico in latino delle piante in questione e, a partire da questo, controllo se esiste un nome comune corrispondente in italiano. Se ho fortuna utilizzo il traducente che ho trovato, altrimenti mi “accontento” del nome scientifico.

Mi piace dedicare tempo a fare ricerca, e non è solo perché ci tengo a fare bene il mio lavoro: mi capita spesso di imparare cose nuove, scoprire punti di vista inediti e anche sfatare luoghi comuni. Ad esempio, sapevate che il cranberry, che di solito chiamiamo “mirtillo rosso”, in realtà è l’ossicocco, o mirtillo palustre, e che il vero mirtillo rosso è il lingonberry (o cowberry), appartenente alla stessa famiglia? Io no: l’ho scoperto proprio oggi.

Immagine di Ante Hamersmit da Unsplash

Roba da nerd della parola, ne sono consapevole. E ne sono anche felice: vuol dire che ho trovato il mestiere adatto a me. Il lavoro del traduttore, infatti, non può prescindere da una continua ricerca del termine perfetto e, come ho raccontato nella puntata precedente, gli argomenti che affrontiamo in una stessa giornata lavorativa sono piuttosto vari.

Ecco perché prossimamente dedicheremo qualche post alle risorse terminologiche che utilizziamo più spesso… curiosi di sapere quali? Allora vi conviene tenere d’occhio la sezione news del nostro sito! Inizierò condividendo con voi questo dizionario dei piccoli frutti, che ho trovato utile e piuttosto completo, nonché perfettamente in tema.

Scrivendo questo post mi sono ricordata delle mie vacanze in montagna di quand’ero piccola e di quanto detestassi le lunghe camminate… c’erano solo due cose che mi divertivano: avvistare marmotte e trovare fragoline di bosco. Forse la soddisfazione di trovare il nome giusto per ogni cosa dopo una lunga ricerca è qualcosa di molto simile al sapore di una fragolina appena colta.

Quella nell’immagine di copertina sono io, disegnata da Claudia Plescia.