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	<title>Rubrica &quot;Attraverso&quot; - una lettera d&#039;amore in continua (ri)scrittura Archivi - ASTW</title>
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	<description>BRIDGING IDEAS, WORDS, AND VISION</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Dec 2021 09:00:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Rubrica &quot;Attraverso&quot; - una lettera d&#039;amore in continua (ri)scrittura Archivi - ASTW</title>
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		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (18)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-valutazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Dec 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la valutazione. Quando mi ronza una frase in testa devo liberarmene, anche se è trita: fine anno, tempo di bilanci. Ho iniziato a scrivere per Attraverso immaginando di affacciarmi a una finestra… ora che sono passati esattamente dodici mesi, mi piace invece pensare di chiuderla per un attimo, sedermi davanti a un caminetto crepitante [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la valutazione</strong>. Quando mi ronza una frase in testa devo liberarmene, anche se è trita: <em>fine anno, tempo di bilanci</em>. Ho iniziato a scrivere per <a href="https://www.a-stw.com/category/rubrica-attraverso-una-lettera-damore-in-continua-riscrittura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Attraverso</span></a> immaginando di affacciarmi a una finestra… ora che sono passati esattamente dodici mesi, mi piace invece pensare di chiuderla per un attimo, sedermi davanti a un caminetto crepitante (nella realtà, attaccarmi al termosifone in soggiorno) e pensare a quello che ho visto e che, scostando le tende, vi ho fatto vedere. Una valutazione, a modo mio.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/12/Attraverso-12_2021_immagine-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-13160" width="256" height="222"/><figcaption><sup><sub>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@bookblock?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bookblock</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a><br></sub></sup></figcaption></figure></div>



<p>Questa rubrica è nata con l’intento di raccontare la mia giornata lavorativa tipo, affrontando di volta in volta le diverse mansioni che la compongono. Ho pensato non tanto ai colleghi e agli esperti del settore, ma ai <strong>non addetti ai lavori</strong>. Quello che spero, anche se non è banale, è di aver dato una prospettiva semplice e concreta su cosa significa essere traduttori nella vita di tutti i giorni.</p>



<p>Ciò di cui sono certa, invece, è che confrontarmi ogni mese con la narrazione delle mie giornate lavorative mi abbia aiutato a vedere meglio alcuni aspetti del mio mestiere, ma soprattutto della mia personalità in relazione a esso.</p>



<p>Un esempio? Pensavo che la mia vera passione fosse scrivere, ma alla fine mi sono ritrovata ad alternare scrittura e <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">traduzione</span></a> senza sapere a chi assegnare il primo posto! Forse perché la traduzione è una forma di creatività con limiti e paletti da rispettare, il che la rende in un certo senso più stimolante, ma allo stesso tempo più sicura rispetto all’esporsi in prima persona, nero su bianco. Dello scrivere, invece, nonostante sia sempre un salto nel vuoto, mi piace la possibilità di <strong>condividere informazioni e punti di vista partendo dalla mia esperienza personale</strong>, anche se sento di poter ancora crescere molto in questo senso. Per quanto riguarda invece le revisioni… sarà da stolti, ma su quelle <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-revisione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">non ho cambiato idea</span></a>.</p>



<p>Per adottare una metafora adatta all’avvicinarsi del Natale, <strong>il regalo più grande</strong> che mi sono portata a casa è stato scoprire che il processo creativo, come quello traduttivo, non è qualcosa di solitario, come l’ho spesso vissuto e immaginato, ma che si nutre di connessione e di confronto con altre persone.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/12/Attraverso-12_2021_immagine-2-576x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13165" width="222" height="256"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@thefreak1337?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valentin Petko</a><a href="https://unsplash.com/@thefreak1337?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">v</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/christmas?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p>Quando accantono le traduzioni, mi piace collaborare con <a href="https://www.a-stw.com/staff/cristiana-crisafi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Cristiana</span></a>, la nostra social media manager, che oltre a occuparsi dei social, della newsletter, delle grafiche e di mille altre cose, mi aiuta a scegliere i contenuti da far tradurre in inglese. E anche con <a href="http://www.linkedin.com/in/sarah-schneider-it-en-translator" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Sarah</span></a>, che ha tradotto gli articoli del nostro blog, inclusi i miei, e che con la sua bravura ha trasformato l’imbarazzo di rileggermi nel piacere di riscoprirmi in un’altra lingua. E in ultimo, ma non meno importante, con <a href="https://www.linkedin.com/in/stefano-gaffuri-traduttore" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Stefano</span></a>, che si è prestato al gioco di <a href="https://www.a-stw.com/lo-schwa-e-il-linguaggio-inclusivo-una-conversazione-tra-colleghi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">scrivere con me a quattro mani</span></a> e che ha riempito la nostra sezione news con le sue idee e il suo entusiasmo.</p>



<p>A voler fare una <strong>valutazione spietata</strong>, dubito che i miei articoli abbiano raggiunto grandi numeri di click o aumentato vertiginosamente i tassi di conversione. Per me sarebbe splendido sapere che qualcuno, leggendomi, ha pensato “<em>Ah, ecco cosa fanno i traduttori nel concreto!</em>”, ma potrei addirittura fermarmi all’essere grata per tutte le cose che ho imparato diversificando il mio lavoro e a <a href="https://www.a-stw.com/staff/domenico-lombardini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Domenico</span></a> che mi ha dato lo spazio e la fiducia per farlo.</p>



<p>La rubrica Attraverso chiude, un po’ come una traduzione che potrei ancora perfezionare ma è corretta, e che è giusto consegnare ora. Se vorrete leggermi ancora ci ritroveremo l’anno prossimo fra queste pagine! Nel frattempo il mio augurio per le feste è che possiate avere la mia stessa fortuna e <strong><em>trovare doni inaspettati dove ne stavate cercando altri</em></strong>.</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono </sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da </sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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			</item>
		<item>
		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (17)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-armonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso… l’armonia. In ambito professionale, si parla spesso di strumenti per aumentare la produttività, automatizzare i processi, migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Un argomento affrontato un po’ meno spesso, anche se stiamo assistendo a un’inversione di tendenza, è quello del benessere, fisico e mentale, e come questo si possa conciliare con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… l’armonia</strong>. In ambito professionale, si parla spesso di strumenti per aumentare la <a href="https://www.a-stw.com/traduttori-e-produttivita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">produttività</span></a>, automatizzare i processi, migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Un argomento affrontato un po’ meno spesso, anche se stiamo assistendo a un’inversione di tendenza, è quello del benessere, fisico e mentale, e come questo si possa conciliare con lo stress legato alla vita professionale.</p>



<p>Come è possibile mantenere in perfetta <strong>armonia</strong> questi due aspetti? Vi racconto il mio approccio, condividendo con voi cinque suggerimenti:</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/10/Attraverso-armonia-1.png" alt="" class="wp-image-12830" width="256" height="222"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@tamanna_rumee?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tamanna Rumee</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/yellow?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a><br></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p><strong><em>Medito.</em></strong> La meditazione è diventata per me una pratica (quasi) quotidiana da circa tre anni. Ho iniziato a notarne i benefici, sia sul lavoro che in altri contesti, dopo il primo anno, dedicandovi dai cinque ai dieci minuti al giorno. Non ho ancora raggiunto il <em>samadhi </em>ma ho meno difficoltà a concentrarmi e, quando ho la possibilità di farlo, evito il multitasking. Quest’ultima cosa potrà sembrare controintuitiva, ma anche la qualità del mio lavoro ne ha tratto giovamento!</p>



<p><strong><em>Respiro. </em></strong>Nella puntata precedente vi ho raccontato come affronto i <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-discussione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">feedback</span></a> e la prima cosa che faccio è appunto respirare. </p>



<p>Certo, lo facciamo tutti costantemente, ma quante volte ci fermiamo e lo facciamo consapevolmente? La prossima volta che vorrete prendere il vostro laptop e scaraventarlo dalla finestra, provate invece a chiudere gli occhi e a concentrarvi per qualche secondo sul vostro respiro e sulla sua naturale armonia. È una piccola cosa, ma può cambiare velocemente il mood della vostra giornata.<strong><em>Cambio spesso scenario. </em></strong>Uno degli aspetti positivi del mestiere del traduttore è il fatto che sia portatile: per svolgere il mio lavoro mi bastano un PC con buoni requisiti tecnici e una connessione internet stabile. Essendo abituata, già prima del lockdown, ad alternare lavoro in ufficio e giornate di <a href="https://www.a-stw.com/smart-working-e-traduzione-non-una-novita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">smart working</span></a>, cerco di sfruttare questa possibilità per non fossilizzarmi sempre nello stesso spazio. Questo mi consente di organizzare meglio tutti i miei impegni e le mie necessità e rende la mia giornata lavorativa più leggera.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/10/Attraverso-armonia-2.png" alt="" class="wp-image-12835" width="256" height="222"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@mcoswalt?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Maria Oswalt</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/yellow?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a><br></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p><strong><em>Imparo cose nuove. </em></strong>Il sottotitolo di questa rubrica è <em>una lettera d’amore in continua (ri)scrittura</em>. Uno dei modi in cui mantengo viva la passione per il mio lavoro e ritrovo la mia motivazione coincide con un metodo infallibile per debellare lo stress e ritrovare la mia centratura: studiare. Mi piace molto; quando sono in anticipo con le consegne e non ci sono altre urgenze da sbrigare, riservare qualche ora della mia agenda a un <a href="https://www.a-stw.com/servizi/corsi-formazione-per-traduttori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">corso</span></a> per approfondire o ampliare le mie competenze. Ed è anche un’ottima scusa per assecondare il mio fetish per i quaderni e la cancelleria in generale…</p>



<p><strong><em>Lavoro in squadra. </em></strong>Sono troppo buonista a tornare sempre su questo punto? Forse sì, ma per me è davvero importante, perché sono anche una persona molto testarda e permalosa, che vorrebbe fare sempre di testa sua e avere il controllo di tutto. Confrontarmi su un problema legato a un testo da tradurre o su un flusso di lavoro e su come si possa migliorare è un modo di espandere la mia visione delle cose. Collaborare attivamente con i colleghi ha una ricaduta positiva fin troppo ovvia sull’armonia in ufficio, ma trovo che sia un toccasana anche per la mia armonia interiore: mi aiuta a mettere da parte i limiti del mio pensiero e ad accogliere altri punti di vista nella mia vita, non solo professionale.</p>



<p>Ecco perché mi piacerebbe sentire anche i vostri punti di vista sull’argomento! Quali sono le vostre strategie per vivere in <strong>armonia</strong>, in ufficio e non solo?</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono </sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da </sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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		<item>
		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (16)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-discussione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la discussione. Siate sinceri: come vi sentite quando ricevete una mail che ha in oggetto la parola feedback? Quando parliamo del nostro lavoro tendiamo, com’è giusto che sia, a evidenziare le nostre competenze, i nostri pregi e i nostri successi, ma sappiamo bene che nessuno è perfetto. Ecco perché è assolutamente normale che, anche [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la discussione</strong>. Siate sinceri: come vi sentite quando ricevete una mail che ha in oggetto la parola <em>feedback</em>?</p>



<p>Quando parliamo del nostro lavoro tendiamo, com’è giusto che sia, a evidenziare le nostre <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">competenze</span></a>, i nostri pregi e i nostri successi, ma sappiamo bene che nessuno è perfetto. Ecco perché è assolutamente normale che, anche se svolgiamo il nostro lavoro con grande attenzione e al meglio delle nostre possibilità, arrivino feedback da parte dei nostri clienti, che ci segnalano un errore o ci chiedono modifiche o chiarimenti.</p>



<p>Per rispondere al quesito di poche righe fa: per gran parte del mio percorso professionale da traduttrice, ho vissuto ogni feedback come un fulmine a ciel sereno, che in un attimo mi portava a mettere in discussione la fiducia in me stessa e nelle mie capacità. E la parola chiave è proprio in questa riflessione, anche se nell’accezione sbagliata: <strong>discussione</strong>. Perché quando un nostro cliente ci segnala qualcosa è perché ci sta mostrando una sua <strong>necessità</strong>, spiegandoci come crede che questa debba essere soddisfatta. Ed è quindi nostro compito accontentarlo, certo, ma non per questo percepire le sue richieste come imposizioni, ma come spunti di dialogo.</p>



<p>Volete sapere come ho fatto a rivoluzionare il mio modo di pormi rispetto ai feedback ricevuti? Allora vi lascio di seguito cinque suggerimenti per trasformare ogni critica in un’<strong>occasione di discussione costruttiva</strong>:</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/10/Attraverso-10_2021_immagine-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-12351" width="256" height="222"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@heytowner?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">JOHN TOWNER</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/connection?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a><br></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p>1) Ricordarsi che non è nulla di personale. Un feedback negativo non è un’aggressione alla nostra persona, ci segnala soltanto uno o più elementi del nostro operato che non corrispondono alle aspettative del cliente o rispetto ai quali il cliente nutre delle perplessità. La prima cosa da fare, quindi, è prendere un bel respiro e ricordarci che non siamo noi a essere giudicati, ma il nostro lavoro.</p>



<p>2) Rispondere in maniera educata e tempestiva. Il cliente ci scrive perché si aspetta un riscontro da noi, in genere specificando se desidera che apportiamo correzioni o aggiornamenti a lavori già svolti o se vuole che mettiamo in pratica le modifiche proposte a partire dai prossimi progetti. In entrambi i casi, è bene rassicurarlo, confermando di aver ricevuto e compreso correttamente le sue indicazioni, e ringraziarlo sempre per il tempo che ci ha dedicato.</p>



<p>3) Essere propositivi. Se il nostro cliente ci propone, ad esempio, l’adozione di un particolare termine per coerenza con altri lavori ricevuti in passato da altri linguisti e riteniamo che la nostra proposta sia più adeguata, la cosa migliore è mostrarci disponibili ad accogliere l’indicazione. Spiegando allo stesso tempo perché pensiamo che il termine da noi prescelto sia più adatto. Diamo sempre al cliente la possibilità di prendere una decisione informata!</p>



<p>4) Incassare con garbo. D’altra parte, se il cliente vuole che un dato termine sia sempre tradotto in una data maniera che non corrisponde alla nostra, per quanto corretta, a volte è inutile intestardirsi troppo e discutere alla ricerca del traducente perfetto. È più costruttivo accettare semplicemente l’indicazione ricevuta.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/10/Attraverso-10_2021_immagine-2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-12356" width="256" height="222"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@heftiba?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Toa Heftiba</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/hand-gestures?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a><br></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p>5) Adottare controlli efficaci. Il feedback ricevuto dai nostri clienti è prezioso, soprattutto quando è dettagliato; ci consente infatti di sviluppare sistemi di controllo per tutti i progetti che ci affida. Come? Ad esempio preparando un <a href="https://www.a-stw.com/glossario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">glossario</span></a> e/o una guida di stile a cui fare riferimento, sviluppando termbase specifiche per cliente e argomento, da aggiungere ai controlli automatici finali per essere certi che il lavoro rispetti le specifiche stabilite, oppure creando delle checklist di elementi da verificare sul file finale prima della consegna al cliente.</p>



<p>Per finire, un consiglio bonus: siate voi i primi a richiedere feedback! Pensate che il testo di cui vi è stata affidata la traduzione contenga errori che vanno segnalati? Vi siete resi conto, dopo aver svolto diverse traduzioni sullo stesso argomento, di aver interpretato male un termine o un’espressione? Oppure pensate che una <a href="https://www.a-stw.com/transcreazione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">traduzione più libera e creativa</span></a> potrebbe essere la soluzione migliore per il vostro cliente? Non abbiate timore di dare suggerimenti costruttivi, anche se questo significa ritornare sui vostri passi. Ho sempre pensato che la perfezione non sia di questo mondo, ma che il modo migliore per avvicinarcisi sia confrontarsi, esporsi e <strong>discutere insieme</strong>.</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono </sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da </sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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			</item>
		<item>
		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (15)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-connessione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=12121</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la connessione. Il senso del tragicomico è sempre stato una mia spiccata caratteristica. Ho quindi deciso, per il mese di settembre, di parlare della connessione con le persone con cui mi relaziono durante la mia giornata lavorativa. E ho deciso di farlo nel momento dell’anno in cui mi sento più sconnessa in assoluto: il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-connessione/">ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (15)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la connessione</strong>. Il senso del tragicomico è sempre stato una mia spiccata caratteristica. Ho quindi deciso, per il mese di settembre, di parlare della <strong>connessione </strong>con le persone con cui mi relaziono durante la mia giornata lavorativa. E ho deciso di farlo nel momento dell’anno in cui mi sento più sconnessa in assoluto: il primo giorno di lavoro dopo le ferie.</p>



<p>Stamattina, prima di mettermi all’opera, ho indugiato con il mio caffè accompagnato dalle domande e dalle chiacchiere di rito: ci raccontiamo quanto sono state belle le nostre vacanze, quanto è stato traumatico il rientro, come sono andate le cose per chi è rimasto in ufficio. Fra una battuta e l’altra non vedo i sorrisi, gli occhi stanchi o le mani indaffarate alle tastiere: al loro posto, i nomi di ognuno, accompagnati dalla frase “<em>sta scrivendo</em>” e tre puntini di sospensione che pulsano.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/09/Attraverso-9_2021_immagine-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-12122" width="256" height="222"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@lunarts?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Volodymyr Hryshchenko</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/communication?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p>Molto diverso dal parlare guardandosi negli occhi o darsi una gomitata e ridere dopo una frecciatina velenosa, ma pur sempre qualcosa. E poi non tutto si riduce a comunicazione scritta: ci sono le telefonate, le videochiamate… di certo una delle cose che più mi manca è la <strong>spontaneità </strong>delle comunicazioni e, non meno importante, la possibilità di architettare scherzi ai danni dei miei malcapitati compagni di ufficio.</p>



<p>Questa connessione a distanza è ormai da un anno la mia routine, ma mi preparo a fare il mio rientro in ufficio a breve. A riguardo ho sentimenti contrastanti: l’entusiasmo e la curiosità all’idea di ri-vedere quotidianamente le <a href="https://www.a-stw.com/team/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">persone</span></a> con cui effettivamente collaboro ogni giorno sono innegabili. Ma esiste anche l’altra faccia della medaglia, su cui la mia indole introversa si è molto adagiata negli ultimi dodici mesi.</p>



<p>Non posso negare che le mie comunicazioni con colleghi e superiori si siano ridotte al minimo indispensabile, proprio per la mancanza di quell’immediatezza che viene dallo stare insieme nello stesso ambiente. Per fare un esempio pratico: se devo consultarmi con chi rivedrà la mia traduzione perché ho un dubbio su una scelta terminologica non esito a farlo. Ma quando mi capita da tradurre un brevetto che riguarda un’<a href="https://www.a-stw.com/landing-proprieta-intellettuale/"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">invenz</span></a><a href="https://www.a-stw.com/landing-proprieta-intellettuale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">i</span></a><a href="https://www.a-stw.com/landing-proprieta-intellettuale/"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">one</span></a> assurda (gli esempi abbondano, ma per ragioni di riservatezza lascio tutto alla vostra fervida immaginazione) sorrido, forse rido tra me e me, ma spesso tiro dritta per la mia strada, senza rendere nessuno partecipe della mia ilarità.</p>



<p>Quello che una volta era un pretesto per alzarsi dalla scrivania, sgranchirsi le gambe e prendersi una piccola pausa insieme è diventato un sorriso solitario che dura una manciata di secondi. Mi sento più efficiente, iperconnessa e allo stesso tempo distaccata, un passo indietro da tutto. È un cambiamento irreversibile?</p>



<p>No, non ho dubbi sul fatto che ci vorrà pochissimo a “riprendere il filo” con i colleghi. In compenso ho un’altra riflessione, di risoluzione meno immediata: cosa succede a un linguista quando perde la propria connessione?</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/09/Attraverso-9_2021_immagine-2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-12127" width="256" height="222"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@lunarts?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Volodymyr Hryshchenko</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/communication?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p>Il mio lavoro di traduttrice consiste nel trasporre un messaggio da un sistema di comunicazione a un altro. La traduzione tecnica, e nello specifico la <a href="https://www.a-stw.com/servizi/corsi-formazione-per-traduttori/la-traduzione-brevettuale-la-lingua-delle-invenzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">traduzione di brevetti</span></a>, non richiedono grandi doti di empatia e di intelligenza emotiva, ma si tratta pur sempre di <strong>comunicare</strong> qualcosa. Non solo: la curiosità, e di conseguenza l’apertura, sono essenziali per adattare la propria lingua all’innovazione tecnica, che costituisce il cuore di ogni testo brevettuale.</p>



<p>Ovviamente, tenermi aggiornata sulle <a href="https://www.a-stw.com/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">novità</span></a> del settore linguistico e dei diversi ambiti tecnici di cui ci occupiamo e mantenere vivo il rapporto con le persone che lavorano con me restano due obiettivi ben distinti. Tuttavia, sono convinta che sulle nostre azioni quotidiane si plasmino le nostre competenze più specifiche e che il generale informi sempre il particolare.</p>



<p>In quest’ottica il contatto, l’ascolto e il dialogo sono valori da mettere in pratica tutti i giorni, sia durante il lavoro che davanti alla macchinetta del caffè. E la capacità di stabilire una <strong>connessione autentica </strong>con chi lavora fianco a fianco con noi va a beneficio non solo dell’apertura di ognuno, ma anche della capacità di <strong>trovare soluzioni sempre nuove lavorando insieme</strong>.</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono </sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da </sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (14)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-creazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la creazione. Un paio di puntate fa, parlando di revisione, ho accennato a come lo stile personale di un traduttore sia un aspetto importante anche nelle traduzioni tecniche, dove non ci si aspetta che rappresenti un valore aggiunto. Oggi vi racconterò invece di una parte del mio lavoro in cui trovo che una voce [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la creazione</strong>. Un paio di puntate fa, parlando di <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-revisione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">revisione</span></a>, ho accennato a come lo stile personale di un traduttore sia un aspetto importante anche nelle traduzioni tecniche, dove non ci si aspetta che rappresenti un valore aggiunto.</p>



<p>Oggi vi racconterò invece di una parte del mio lavoro in cui trovo che una voce personale sia essenziale. Sono certa che avrete già indovinato: si tratta della <strong>creazione</strong> di contenuti per il <a href="https://www.a-stw.com/blog/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">blog di ASTW</span></a>.</p>



<p>Non mi piace riservare un momento speciale alla <a href="https://www.a-stw.com/servizi/medical-writing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">scrittura</span></a>: ho un approccio pratico e ho smesso da tempo di credere all’inafferrabile chimera dell’<em>ispirazione</em>. Visto che il mio obiettivo è far conoscere meglio il mio mestiere, penso sia una buona idea dedicarmi alla creazione dei miei post nel pieno dell’azione, durante un progetto di post-editing o di traduzione.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/07/Attraverso-8_2021_immagine-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-11948" width="222" height="256"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@joshstyle?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">JOSHUA COLEMAN</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p>Oggi sembra la giornata perfetta: sto traducendo un brevetto di chimica con formule e passaggi davvero ripetitivi, tanto che mi rendo conto di aver confermato qualche segmento senza rileggerlo con la dovuta attenzione, e capisco che il mio cervello mi sta chiedendo di giocare. Come posso accontentarlo senza essere oziosa?</p>



<p>Ho la risposta: prendo il mio quaderno con la copertina azzurra, distolgo lo sguardo dal PC e inizio a scrivere. È come fare un tuffo rinfrescante in una lunga giornata afosa.</p>



<p>Per una decina di minuti la mia Bic nera produce un flusso quasi ininterrotto di idee: alcune finiranno in questo post, altre forse le riacchiapperò e svilupperò diversamente più avanti, oppure resteranno lì, a fare volume sullo scaffale del soggiorno.</p>



<p>Scrivere è un’attività che mi piace tantissimo già dai primi anni di scuola, quando raccontavo al mio maestro che avrei fatto la giornalista. Le cose sono andate diversamente, ma forse diventando traduttrice ho scelto una strada più tortuosa per la stessa destinazione: <strong>dare forma al mio mondo con le parole</strong>.</p>



<p>Mi fermo a rileggere quello che ho appena: alcune cose mi fanno ridacchiare, altre mi fanno arrossire, altre ancora rabbrividire… e poi c’è il mio critico interno, che non manca mai di farmi sapere la sua, ma è una conoscenza di vecchia data e sto imparando a tenerlo a bada quando non ha cose utili da dirmi.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/07/Attraverso-8_2021_immagine-2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-11953" width="222" height="256"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@joshstyle?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">JOSHUA COLEMAN</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></sup></sub><br></figcaption></figure></div>



<p>Dovrò semplificare delle frasi, tagliare delle parti troppo prolisse, ma tutto sommato mi piace quello che vedo perché mi ci riconosco. E questo, miei affezionati lettori, è precisamente il mio traguardo, ma anche il mio problema: <strong>mi si vede troppo?</strong></p>



<p>Attendo il momento in cui, ogni mese, mi dedico a scrivere la mia rubrica come una parentesi in cui finalmente mettermi a mio agio e prendere tutto lo spazio di cui ho bisogno. Non devo rendermi invisibile, come è giusto che sia quando traduco, tutt’altro!</p>



<p>Qui ho la possibilità di <strong>far sentire la mia voce</strong> senza camuffare nessuna delle sue sfumature. Insomma, non è come quando traduco e devo trattenermi dal rendere più scorrevole una frase perché vorrebbe dire modificarne leggermente il significato, oppure quando vorrei correggere un errore palese ma devo restare fedele al testo e limitarmi a riportarlo e segnalarlo.</p>



<p>È un’opportunità splendida, ma fa sempre un po’ paura. Sia a quella bambina che voleva stare dietro le quinte e scrivere le notizie, sia a questa donna, che usa le parole per accompagnare da una lingua all’altra le idee di altre persone.</p>



<p>Sapete cosa vi dico? Siano lodati i brevetti di chimica! La traduzione più difficile, con cui mi misuro ogni giorno, è ben altra: tradurre me stessa in un formato leggibile. Ma è anche la più appassionante.</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono&nbsp;</sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da&nbsp;</sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (13)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-formattazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la formattazione. Che bella sensazione: dopo una lunga e meticolosa revisione, sono pronta per consegnare un lavoro. Stavolta sono particolarmente soddisfatta: essendo in anticipo con altre consegne, ho potuto dedicare una cura particolare al progetto. Oltre ai soliti controlli standard, ho addirittura letto alcune parti ad alta voce per escludere che, nei passaggi più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la formattazione</strong>. Che bella sensazione: dopo una lunga e meticolosa <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-revisione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">revisione</span></a>, sono pronta per consegnare un lavoro.</p>



<p>Stavolta sono particolarmente soddisfatta: essendo in anticipo con altre consegne, ho potuto dedicare una cura particolare al progetto. Oltre ai soliti controlli standard, ho addirittura letto alcune parti ad alta voce per escludere che, nei passaggi più lunghi, la struttura delle frasi fosse poco chiara. Mi sembra tutto perfetto. Preparando la mail di consegna, mi cade un occhio sulla nota di <a href="https://www.a-stw.com/staff/martina/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Martina</span></a>, che mi ha assegnato il lavoro, e improvvisamente ricordo.</p>



<p><em>Leti, la formattazione dev&#8217;essere sistemata direttamente sul file tradotto finale.</em></p>



<p>E la mia sensazione di efficienza esplode in una miriade di piccoli pezzi.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/07/Attraverso-7_2021_immagine-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-11756" width="222" height="256"/><figcaption><sup><sub>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@sure_mp?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Surendran MP</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></sub></sup></figcaption></figure></div>



<p>Sistemare la <strong>formattazione</strong>? Questo sembra più un puzzle: mi trovo davanti a un tripudio di caselle di testo da ridimensionare e sistemare. Immagini con testo all’interno che va tradotto aggiungendo ulteriori caselle di testo, tabelle illeggibili, elenchi numerati saltati… tutte cose di cui, lavorando sul testo con un software di traduzione, ci si rende conto solo una volta esportato il file finale.</p>



<p><strong>Esiste qualcosa di peggiore di un testo difficile da tradurre?</strong> Sì, e non ho dubbi in merito: doversi occupare della formattazione. Un aspetto di cui non si parla abbastanza, quando si racconta del lavoro sui testi, e una competenza che a volte un traduttore fa sua per scelta, ma il più delle volte impara grazie all’esperienza, facendo di necessità virtù.</p>



<p>I <a href="https://www.a-stw.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">servizi di traduzione</span></a> che offriamo possono comprendere o meno l’impaginazione del testo da tradurre, a seconda di quanto richiesto dal cliente. La regola generale, nel settore dei servizi linguistici, è quella di restituire <strong>un testo che riproduca in tutto e per tutto la formattazione dell’originale</strong>, ma per i <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-brevettuali/"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">brevetti</span></a> il discorso è diverso.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/07/Attraverso-7_2021_immagine-2-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-11761" width="222" height="256"/><figcaption><sub><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@mbaumi?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mika Baumeister</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></sup></sub></figcaption></figure></div>



<p>Il più delle volte riceviamo dal cliente un testo già impaginato oppure <strong>un modello e un elenco di requisiti</strong> di formattazione da rispettare. Nel secondo caso, se il tempo a disposizione lo consente (e spesso è così), giochiamo d’anticipo e affidiamo la preparazione del testo da tradurre a uno dei nostri impaginatori, in modo che traduttori e revisori possano concentrarsi esclusivamente sul proprio lavoro. Oggi è andata diversamente: il nostro cliente aveva una scadenza molto ravvicinata e, visto che non c’era tempo di far preparare il testo, abbiamo deciso di convertirlo in automatico e occuparci dell’impaginazione in fase finale. E poi ci voleva un <strong>imprevisto</strong>, giusto per ricordarmi che è lunedì.</p>



<p>Per fortuna non sono nuova a questo tipo di “sorprese” e, nonostante la mia goffaggine e la mia ormai leggendaria idiosincrasia per cose utilissime come le scorciatoie da tastiera, mi basta una mezz’oretta per rimettere a posto il file esportato, che ora è in perfetto ordine e pronto per la consegna. Ribadisco che avrei preferito passare questa mezz’ora ad arrovellarmi su come differenziare due sinonimi, ma sono certa che ci saranno altre occasioni per soddisfare le mie perversioni da nerd linguistica.</p>



<p>La capacità di far fronte a questi piccoli problemi è un fattore da non sottovalutare quando si sceglie a chi affidare un lavoro di traduzione. Ecco perché rivolgersi a un <strong>traduttore esperto</strong> &#8211; o, ancora meglio, a un <a href="https://www.a-stw.com/team/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">team</span></a> di linguisti esperti <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> &#8211; è come comprare un coltellino svizzero: gli accessori nascosti sono tantissimi e viene da chiedersi se mai ci sarà l’occasione di usarli tutti, ma quando arriva il classico imprevisto del lunedì mattina ci si rende conto di aver fatto proprio un buon acquisto!</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono </sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da </sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (12)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-revisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=11537</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la revisione. Com’è possibile ottenere un livello di produttività competitivo mantenendo costante la qualità dei lavori? Sembra una missione impossibile, ma in realtà è semplice se si gioca con il giusto spirito di squadra. Si inizia dal linguista, che post-edita con attenzione, in particolare verso i punti deboli noti del motore di traduzione utilizzato, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-revisione/">ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (12)</a> proviene da <a href="https://www.a-stw.com">ASTW</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la revisione</strong>. Com’è possibile ottenere un livello di <strong>produttività</strong> competitivo mantenendo costante la <strong>qualità</strong> dei lavori? Sembra una <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xMgah8xwpfs" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">missione impossibile</span></a>, ma in realtà è semplice se si gioca con il giusto spirito di squadra.</p>



<p>Si inizia dal linguista, che post-edita con attenzione, in particolare verso i punti deboli noti del motore di traduzione utilizzato, e rilegge con cura. E poi…ricordate il <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-rilettura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">waffle</span></a> della puntata precedente? A me piace immaginarlo già cucinato a puntino, pronto per essere “servito” al revisore, che dovrà occuparsi semplicemente degli ultimi ritocchi.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/06/Attraverso-6_2021_immagine-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-11539" width="222" height="256"/><figcaption><sup><sub>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@nkuutz?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Eneko Uruñuela</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></sub></sup></figcaption></figure></div>



<p>Premessa necessaria: esistono diversi tipi di revisione, più o meno approfonditi o focalizzati su aspetti diversi, a seconda delle criticità del testo e di quanto richiesto dal cliente. Il tipo di <strong>revisione</strong> che svolgo più spesso nella mia giornata lavorativa è incentrato sulla <strong>coerenza</strong> interna del testo e sull’<strong>adeguatezza</strong> della terminologia scelta; senza dimenticare i <strong>controlli di qualità di routine</strong>. Devo dire che raramente scendo in maggiore profondità: il livello medio dei testi su cui intervengo è più che buono (e di questo devo essere grata a tutti i miei colleghi, interni e freelance!). Quindi se vi aspettavate un post dove mi lamento degli strafalcioni altrui sono spiacente di deludervi.</p>



<p>Forse l’avrete già capito intravedendo la mia indole pacioccona tra le righe di questa <a href="https://www.a-stw.com/category/rubrica-attraverso-una-lettera-damore-in-continua-riscrittura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">rubrica</span></a>, ma mi sento piuttosto zen. Forse è per questo che fare la revisora mi riesce bene, e in un certo senso è strano, perché non mi piace per niente! Va però detto che <strong>i dettagli fanno sempre la differenza</strong>, e alcuni mi addolciscono la pillola. Tra questi, una consegna accompagnata da un bel glossario che mi faciliterà i controlli automatici; se poi arrivano note precise e dettagliate su eventuali problemi presenti nel testo di partenza, so che molto probabilmente quella revisione non mi rimarrà sullo stomaco.</p>



<p>Chi traduce sa che il distacco può fare miracoli per la riuscita di un lavoro. Spesso le soluzioni migliori si trovano lasciando riposare il testo per ore, nei casi più fortunati giorni. Parlo di fortuna perché chi traduce saprà altrettanto bene che potersi concedere questo lusso è spesso utopia. Ecco perché abbiamo bisogno della revisione!</p>



<p>Il revisore fa sul nostro lavoro esattamente quello che faremmo noi se avessimo tempo: leggere la traduzione con “occhi nuovi”, testarla per trovarne i punti deboli, aggiustare quei punti deboli nel modo migliore possibile, senza snaturarla.</p>



<p>Quest’ultima forse vi sembrerà una precisazione esagerata nel settore delle <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-tecniche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">traduzioni tecniche</span></a>, dove lo spazio per lo stile personale del traduttore sembra davvero ristretto. E invece no: una buona revisione deve sempre rispettare la materia prima iniziale ed evitare il più possibile le correzioni preferenziali, e un buon revisore deve ricordare che, anche se la pennellata finale è la sua, la firma sul lavoro resta sempre quella di chi ha tradotto, con gli onori e gli oneri del caso.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/06/Attraverso-6_2021_immagine-2-771x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11544" width="222" height="256"/><figcaption><sup><sub>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@siimlukka?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Siim Lukka</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/zen?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a><br></sub></sup></figcaption></figure></div>



<p>In un certo senso potremmo paragonare la nobile arte della revisione alle arti marziali: un approccio incentrato sulla non violenza, sull’<strong>eleganza</strong> e sulla <strong>pulizia</strong> dei movimenti, dove si <strong>gioca in difesa e non in attacco</strong>, ma senza pietà alcuna per gli errori oggettivi.</p>



<p>Tuttavia, da novizia della meditazione (nonché <em>yogini</em> condannata al limbo eterno del livello principianti), preferisco dire che la revisione forse è la parte più <em>mindful</em> del mio lavoro. E non solo perché in alcuni casi richiede molto <strong>autocontrollo</strong>… <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p>Intendo dire che la revisione di un testo su cui ha lavorato un’altra persona è un ottimo <strong>esercizio di sensibilità</strong>: l’obiettivo, infatti, a parte quello ovvio di verificare l’assenza di errori, è capire se una sfumatura diversa è qualcosa di davvero utile al testo (ad esempio, se si avvicina di più al linguaggio di una nicchia settoriale particolarmente specifica) o se si tratta solo di gusto personale. La missione del revisore è dunque questa: accompagnare il testo finale verso un <strong>equilibrio ideale</strong>.</p>



<p>Essere travolti da una cascata di perle di saggezza zen il lunedì mattina non rientrava nei vostri piani, vero? Be’, questi sono i rischi che correte venendomi a trovare per un innocuo caffè!</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono </sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da </sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (11)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-rilettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la rilettura. Mi piace scherzare con i miei colleghi sul fatto che indossiamo diversi “cappelli” nel corso della giornata lavorativa: in effetti, oltre alle mansioni extra-traduzione svolte da alcuni di noi (tra cui Sheila, volto del nostro canale YouTube), le nostre otto ore tipo sono un mix ben bilanciato di traduzioni e revisioni. Oggi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la rilettura</strong>. Mi piace scherzare con i miei colleghi sul fatto che indossiamo diversi “cappelli” nel corso della giornata lavorativa: in effetti, oltre alle mansioni extra-traduzione svolte da alcuni di noi (tra cui <a href="https://www.a-stw.com/staff/sheila-raneri/"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Sheila</span></a>, volto del nostro <a href="https://www.youtube.com/channel/UCMZMZNaIdE1sSPAw4h6XCjg"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">canale YouTube</span></a>), le nostre otto ore tipo sono un mix ben bilanciato di traduzioni e revisioni.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/04/Attraverso-5_2021_immagine-1-2-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11112" width="192" height="256"/><figcaption><sup><sub>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@jontyson?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Jon Tyson</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a><br></sub></sup></figcaption></figure></div>



<p>Oggi però parlerò di <strong>rilettura</strong>, ovvero di quel piccolo (ma affatto superfluo) passaggio di mezzo, che precede la consegna del testo al revisore. Il nostro <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-brevettuali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">workflow</span></a>, infatti, prevede che la revisione sia sempre condotta da un secondo linguista. Parlerò dunque del momento della giornata in cui faccio <strong>autocritica</strong> sul mio operato – e uno dei pochi casi della vita in cui essere patologicamente autocritici è una cosa sana!</p>



<p>Lo ammetto: a volte, specie il venerdì pomeriggio, vorrei solo consegnare quel testo su cui ho passato giorni e non pensarci più. Una vocina strisciante si fa strada nella mia testa: “tanto ci pensa il revisore, è ora di staccare e di passare a qualcos’altro”, sibila con tono seducente. Sospiro. Contemplo l’idea di cedere…</p>



<p>La mia risposta, dopo qualche secondo di tentennamento? Alzarmi dalla scrivania, fare due passi, magari approfittarne per uscire e comprare una striscia di focaccia e, con la motivazione che solo i carboidrati sono in grado di dare, <strong>riprendere il testo</strong> e riguardarlo per bene.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/04/Attraverso-5_2021_immagine-2-887x1024.jpg" alt="" class="wp-image-11117" width="222" height="256"/><figcaption><sup><sub>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@picoftasty?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Mae Mu</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/waffle-yellow?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a><br></sub></sup></figcaption></figure></div>



<p>Prima di passare la mia traduzione al collega o al collaboratore esterno che si occuperà della revisione, faccio innanzitutto un bel giro di <strong>controlli automatici</strong>: coerenza terminologica, errori ortografici, grammaticali e di battitura, errori numerici, punteggiatura… in base all’esito di questi controlli capisco quanto debba essere profonda la mia rilettura del testo e su quali problemi concentrarmi. Naturalmente sono rarissimi i casi in cui posso permettermi una rapida rilettura integrale, quindi è bene <strong>affinare lo sguardo</strong> e capire dove è più probabile che si nascondano le “magagne” da risolvere per consegnare un testo che non sarà certo perfetto, ma che richiederà solo interventi minimi.</p>



<p>Essere sicuri (e orgogliosi) del proprio lavoro piace a tutti e io non faccio eccezione, ma c’è un altro aspetto che determina, a mio avviso, l’importanza della rilettura: lo <strong>spirito di collaborazione</strong>. Già, perché rileggere con attenzione agevola al massimo il ruolo del revisore, che è da considerare non come un <em>supervillain</em> pronto a puntare il dito sul nostro operato, ma come il nostro secondo paio di occhi: non qualcuno che ci corregge gli strafalcioni con la penna rossa, ma uno <strong>sguardo fresco</strong> che valuta attentamente il nostro testo, visto che non abbiamo tempo di lasciar “sedimentare” la nostra traduzione e di riguardarla il giorno dopo.</p>



<p>Avrete notato che amo i riferimenti e le metafore alimentari quindi, in linea con le immagini che ho scelto per questo articolo, voglio chiudere in dolcezza. Da qualche parte c’è qualcuno che aspetta di revisionare il vostro testo? Bene. Volete fargli trovare un’insegna mezza spenta o un bel waffle che aspetta solo di essere mangiato? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<p>La prossima volta affonderemo la forchett.., ehm, approfondiremo l’argomento parlando proprio della revisione!</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono </sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da </sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (10)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-traduzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la traduzione. Pensavo che sarei arrivata alla tappa del viaggio di Attraverso dedicata alla traduzione con un’energia diversa e un mucchio di cose da dire sul mio mestiere, invece mi trovo di umore cogitabondo, forse anche un po’ capriccioso. È il momento giusto per sfatare il mito del traduttore che ogni giorno sente il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la traduzione</strong>. Pensavo che sarei arrivata alla tappa del viaggio di<strong> <a href="https://www.a-stw.com/category/rubrica-attraverso-una-lettera-damore-in-continua-riscrittura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Attraverso </span></a></strong>dedicata alla traduzione con un’energia diversa e un mucchio di cose da dire sul mio mestiere, invece mi trovo di umore cogitabondo, forse anche un po’ capriccioso.</p>



<p>È il momento giusto per sfatare il mito del traduttore che ogni giorno sente il sacro fuoco dell’amore per le lingue scorrere nelle sue vene: vuoi per la cattività prolungata, vuoi per la difficoltà a ripartire dopo il lungo weekend pasquale, oggi è una giornata senza infamia e senza lode, di quelle che, sono certa, ognuno di voi conosce bene.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/04/Attraverso-4_2021_immagine-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-10924" width="256" height="192"/><figcaption><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@ryanquintal?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ryan Quintal</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a><br></sup></figcaption></figure></div>



<p>Confermo l’output del motore di traduzione, qua e là inserisco nel mio termbase un termine chiave, controllo qualche stranezza proposta dalla machine translation e in qualche caso mi sorprendo che abbia ragione… ma non nel caso di <em>sizing</em>, per il quale mi propone “dimensionamento”: si tratta infatti di un testo che riguarda l’industria cartaria, e qui <em>sizing</em> è la collatura, un trattamento superficiale applicato a carta e cartone.Più avanti c’è una frase in cui la MT non ci ha preso per niente, anche per la qualità non proprio eccelsa del testo di partenza, a proposito: spero che chi farà la <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">revisione</span></a><span class="has-inline-color has-black-color"> </span>di questo progetto non mi stia leggendo, riceverà una bella sfilza di segnalazioni! Intanto vediamo come ottimizzare questa frase: la prendo, la rigiro, perdo qualche secondo in più a pensare come suonerebbe meglio… ci gioco. </p>



<p>Sì, è vero, la <a href="https://www.a-stw.com/pro-e-contro-traduzione-brevettuale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">traduzione brevettuale</span></a> non prevede spazio per gli abbellimenti, ma dirò a mia discolpa che sto lavorando sulla parte introduttiva del testo, quella più discorsiva, e vale la pena renderla più scorrevole.</p>



<p>Forse questo è un mio piccolo tentativo di “rivincita”, penso mentre vado a mettere su la moka. Volevo segnare un punto a mio favore e <strong>sentirmi superiore alla tecnologia</strong>? O forse avevo proprio voglia di fare qualcosa che mi manca fare, cioè una bella <strong>traduzione alla vecchia maniera</strong>, di mio pugno, senza nessun tipo di “aiutino”?</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.a-stw.com/wp-content/uploads/2021/04/Attraverso-4_2021_immagine-2-1024x744.jpg" alt="" class="wp-image-10929" width="256" height="186"/><figcaption><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@helloimnik?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Hello I&#8217;m Nik</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a><br></sup></figcaption></figure></div>



<p>L’ultima volta che ho tradotto così è stata l’estate scorsa, si trattava di un racconto. Mi sono stampata il testo integrale, leggendolo e rileggendolo diverse volte. Ho preso appunti a margine, ho buttato giù la traduzione senza l’ausilio della MT e l’ho corretta e limata infinite volte, e nonostante questo è venuto fuori un testo imperfetto, che senza l’intervento di un editor non sarebbe stato pubblicabile. Per i miei lettori più curiosi, il risultato finale è <a href="https://www.pidgin.it/split/tyrant/si-fa-cosi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">qui</span></a> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.0.3/72x72/1f60a.png" alt="😊" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Un’esperienza che mi è piaciuta moltissimo, ma che dubito potrei integrare nella mia quotidianità.</p>



<p>Mentre sorseggio il mio caffè e lo accompagno con un pezzo di uovo di cioccolato, giungo alla conclusione che io e la traduzione automatica facciamo un <strong>ottimo lavoro di squadra</strong>: io senza di lei non sarei così produttiva e farei un sacco di errori di battitura, lei senza di me non sarebbe così scorrevole e si lascerebbe sfuggire grossi errori di traduzione. Si potrebbe addirittura dire che le nostre qualità si mettono in risalto a vicenda.</p>



<p>Squadra che vince non si cambia, giusto? Ma soprattutto: <a href="https://www.a-stw.com/post-editing-oltre-luogo-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">post-editing</span></a> e traduzione sono due discipline che richiedono, in egual misura seppur con sfumature diverse, <strong>tecnica e talento</strong>. E qui metto un bel punto e a capo e ricomincio la mia giornata, con la grinta che speravo.</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono&nbsp;</sub><strong><sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></a></sub></strong><sub>, disegnata da&nbsp;</sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></strong></a><sub>.</sub></p>
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		<title>ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (9)</title>
		<link>https://www.a-stw.com/attraverso-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Gaffuri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubrica "Attraverso" - una lettera d'amore in continua (ri)scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.a-stw.com/?p=10502</guid>

					<description><![CDATA[<p>Attraverso… la ricerca La vita di un traduttore è proprio come la famosa scatola di cioccolatini di Forrest Gump. Potrà sembrarvi una frase trita e ritrita, ma è indiscutibilmente veritiera, soprattutto per chi, come noi di ASTW, ha fatto della traduzione brevettuale il suo cavallo di battaglia. Oggi non mi destreggio con una scatola di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Attraverso… la ricerca</strong></p>



<p>La <strong>vita di un traduttore</strong> è proprio come la famosa scatola di cioccolatini di Forrest Gump. Potrà sembrarvi una frase trita e ritrita, ma è indiscutibilmente veritiera, soprattutto per chi, come noi di <a href="https://www.a-stw.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">ASTW</span></a>, ha fatto della <a href="https://www.a-stw.com/multilingual-domenico-lombardini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">traduzione brevettuale</span></a> il suo cavallo di battaglia.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/D8wTuP78b7xnDTD1ve1tkxGCd4x39sXURsW9uVybaNf2w68IMO7nJbC7ZlYM5GWWmJKArf3VqV78XeAvG3RC96ofPNPkpUTCxInBxkJ46OPj5EYRo74xJvu0fPz6w_NKm1vFQPg" alt="" width="324" height="216"/><figcaption><sup>Immagine di <a href="http://Ilinca Roman" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ilinca Roman</a> da <a href="https://unsplash.com/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></sup></figcaption></figure></div>



<p>Oggi non mi destreggio con una scatola di ottimi cioccolatini, ma vado alla <strong>ricerca</strong> di frutti di bosco. Tranquilli, non ho deciso di assecondare il richiamo della natura né di darmi alla macchia per fuggire dall’ennesimo testo di meccanica (ebbene sì, prima o poi avrei dovuto confessarvi qual è la mia bestia nera).</p>



<p>Sto lavorando a un brevetto che riguarda un integratore a base di estratti vegetali e mi sono ritrovata, a un certo punto del testo, davanti a un elenco dettagliato dei possibili estratti utilizzabili per la sua formulazione; tra questi numerosi frutti e bacche che finiscono con il suffisso <em>-berry</em>. Confermo senza problemi l’output della <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzione-automatica-post-editing-cat-tool/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">MT</span></a> per i più noti, tra cui ribes nero e rosso, lampone, fragola… ah, una curiosità: il mio cognome, <em>merello</em>, vuol dire proprio “fragola” in dialetto genovese.</p>



<p>Tutto bene, finché l’elenco non entra in un livello di dettaglio sempre maggiore e i nomi dei frutti diventano sempre meno noti: è uno di quei casi in cui la machine translation fa la pigra e la <strong>curiosità del traduttore è essenziale</strong>. In genere, quando traduco <a href="https://www.a-stw.com/traduzioni/traduzioni-mediche-farmaceutiche/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">testi farmaceutici</span></a> con molti nomi di piante, come questo, procedo risalendo al nome scientifico in latino delle piante in questione e, a partire da questo, controllo se esiste un nome comune corrispondente in italiano. Se ho fortuna utilizzo il traducente che ho trovato, altrimenti mi “accontento” del nome scientifico.</p>



<p>Mi piace dedicare tempo a fare ricerca, e non è solo perché ci tengo a fare bene il mio lavoro: mi capita spesso di imparare cose nuove, scoprire punti di vista inediti e anche <strong>sfatare luoghi comuni</strong>. Ad esempio, sapevate che il <em>cranberry</em>, che di solito chiamiamo “mirtillo rosso”, in realtà è l’ossicocco, o mirtillo palustre, e che il vero mirtillo rosso è il <em>lingonberry</em> (o <em>cowberry)</em>, appartenente alla stessa famiglia? Io no: l’ho scoperto proprio oggi.</p>



<div class="wp-block-image is-style-rounded"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/HmGq2Cq2gBwWkPuu5alyxAT9w2hnsxEzE9vcFKKWOg_Nq2BUQH2wnWACyiAzCFCf-HYM2MlwduuR7GnZfFfVD5U33ht-s3ivYs2276UTzl4OCJpVjZRnmx0Hijedw_EUqWAGTtU" alt="" width="295" height="295"/><figcaption><sup>Immagine di <a href="https://unsplash.com/@ante_kante?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ante Hamersmit</a> da <a href="https://unsplash.com/s/photos/child-library?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unsplash</a></sup></figcaption></figure></div>



<p>Roba da nerd della parola, ne sono consapevole. E ne sono anche felice: vuol dire che ho trovato il mestiere adatto a me. Il lavoro del traduttore, infatti, non può prescindere da una continua ricerca del termine perfetto e, come ho raccontato nella <a href="https://www.a-stw.com/attraverso-lettura/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">puntata precedente</span></a>, gli argomenti che affrontiamo in una stessa giornata lavorativa sono piuttosto vari.</p>



<p>Ecco perché prossimamente dedicheremo qualche post alle risorse terminologiche che utilizziamo più spesso… curiosi di sapere quali? Allora vi conviene tenere d’occhio la sezione <a href="https://www.a-stw.com/blog/"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">news</span></a> del nostro sito! Inizierò condividendo con voi questo <a href="https://italianberry.it/2019/11/05/dizionario-dei-piccoli-frutti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">dizionario dei piccoli frutti</span></a>, che ho trovato utile e piuttosto completo, nonché perfettamente in tema.</p>



<p>Scrivendo questo post mi sono ricordata delle mie vacanze in montagna di quand’ero piccola e di quanto detestassi le lunghe camminate… c’erano solo due cose che mi divertivano: avvistare marmotte e trovare fragoline di bosco. Forse la soddisfazione di <strong>trovare il nome giusto</strong> per ogni cosa dopo una lunga ricerca è qualcosa di molto simile al sapore di una fragolina appena colta.</p>



<p><sub>Quella nell’immagine di copertina sono </sub><a href="https://www.a-stw.com/staff/letizia-merello/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">io</span></sub></strong></a><sub>, disegnata da </sub><strong><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><sub><span class="has-inline-color has-luminous-vivid-amber-color">Claudia Plescia</span></sub></a></strong><sub><a href="https://www.linkedin.com/in/claudia-plescia-57706316a/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">.</a></sub></p>
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