Attraverso… l’armonia. In ambito professionale, si parla spesso di strumenti per aumentare la produttività, automatizzare i processi, migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Un argomento affrontato un po’ meno spesso, anche se stiamo assistendo a un’inversione di tendenza, è quello del benessere, fisico e mentale, e come questo si possa conciliare con lo stress legato alla vita professionale.
Come è possibile mantenere in perfetta armonia questi due aspetti? Vi racconto il mio approccio, condividendo con voi cinque suggerimenti:

Medito. La meditazione è diventata per me una pratica (quasi) quotidiana da circa tre anni. Ho iniziato a notarne i benefici, sia sul lavoro che in altri contesti, dopo il primo anno, dedicandovi dai cinque ai dieci minuti al giorno. Non ho ancora raggiunto il samadhi ma ho meno difficoltà a concentrarmi e, quando ho la possibilità di farlo, evito il multitasking. Quest’ultima cosa potrà sembrare controintuitiva, ma anche la qualità del mio lavoro ne ha tratto giovamento!
Respiro. Nella puntata precedente vi ho raccontato come affronto i feedback e la prima cosa che faccio è appunto respirare.
Certo, lo facciamo tutti costantemente, ma quante volte ci fermiamo e lo facciamo consapevolmente? La prossima volta che vorrete prendere il vostro laptop e scaraventarlo dalla finestra, provate invece a chiudere gli occhi e a concentrarvi per qualche secondo sul vostro respiro e sulla sua naturale armonia. È una piccola cosa, ma può cambiare velocemente il mood della vostra giornata.Cambio spesso scenario. Uno degli aspetti positivi del mestiere del traduttore è il fatto che sia portatile: per svolgere il mio lavoro mi bastano un PC con buoni requisiti tecnici e una connessione internet stabile. Essendo abituata, già prima del lockdown, ad alternare lavoro in ufficio e giornate di smart working, cerco di sfruttare questa possibilità per non fossilizzarmi sempre nello stesso spazio. Questo mi consente di organizzare meglio tutti i miei impegni e le mie necessità e rende la mia giornata lavorativa più leggera.

Imparo cose nuove. Il sottotitolo di questa rubrica è una lettera d’amore in continua (ri)scrittura. Uno dei modi in cui mantengo viva la passione per il mio lavoro e ritrovo la mia motivazione coincide con un metodo infallibile per debellare lo stress e ritrovare la mia centratura: studiare. Mi piace molto; quando sono in anticipo con le consegne e non ci sono altre urgenze da sbrigare, riservare qualche ora della mia agenda a un corso per approfondire o ampliare le mie competenze. Ed è anche un’ottima scusa per assecondare il mio fetish per i quaderni e la cancelleria in generale…
Lavoro in squadra. Sono troppo buonista a tornare sempre su questo punto? Forse sì, ma per me è davvero importante, perché sono anche una persona molto testarda e permalosa, che vorrebbe fare sempre di testa sua e avere il controllo di tutto. Confrontarmi su un problema legato a un testo da tradurre o su un flusso di lavoro e su come si possa migliorare è un modo di espandere la mia visione delle cose. Collaborare attivamente con i colleghi ha una ricaduta positiva fin troppo ovvia sull’armonia in ufficio, ma trovo che sia un toccasana anche per la mia armonia interiore: mi aiuta a mettere da parte i limiti del mio pensiero e ad accogliere altri punti di vista nella mia vita, non solo professionale.
Ecco perché mi piacerebbe sentire anche i vostri punti di vista sull’argomento! Quali sono le vostre strategie per vivere in armonia, in ufficio e non solo?
Quella nell’immagine di copertina sono io, disegnata da Claudia Plescia.





