ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (18)

Attraverso… la valutazione. Quando mi ronza una frase in testa devo liberarmene, anche se è trita: fine anno, tempo di bilanci. Ho iniziato a scrivere per Attraverso immaginando di affacciarmi a una finestra… ora che sono passati esattamente dodici mesi, mi piace invece pensare di chiuderla per un attimo, sedermi davanti a un caminetto crepitante (nella realtà, attaccarmi al termosifone in soggiorno) e pensare a quello che ho visto e che, scostando le tende, vi ho fatto vedere. Una valutazione, a modo mio.

Immagine di Bookblock da Unsplash

Questa rubrica è nata con l’intento di raccontare la mia giornata lavorativa tipo, affrontando di volta in volta le diverse mansioni che la compongono. Ho pensato non tanto ai colleghi e agli esperti del settore, ma ai non addetti ai lavori. Quello che spero, anche se non è banale, è di aver dato una prospettiva semplice e concreta su cosa significa essere traduttori nella vita di tutti i giorni.

Ciò di cui sono certa, invece, è che confrontarmi ogni mese con la narrazione delle mie giornate lavorative mi abbia aiutato a vedere meglio alcuni aspetti del mio mestiere, ma soprattutto della mia personalità in relazione a esso.

Un esempio? Pensavo che la mia vera passione fosse scrivere, ma alla fine mi sono ritrovata ad alternare scrittura e traduzione senza sapere a chi assegnare il primo posto! Forse perché la traduzione è una forma di creatività con limiti e paletti da rispettare, il che la rende in un certo senso più stimolante, ma allo stesso tempo più sicura rispetto all’esporsi in prima persona, nero su bianco. Dello scrivere, invece, nonostante sia sempre un salto nel vuoto, mi piace la possibilità di condividere informazioni e punti di vista partendo dalla mia esperienza personale, anche se sento di poter ancora crescere molto in questo senso. Per quanto riguarda invece le revisioni… sarà da stolti, ma su quelle non ho cambiato idea.

Per adottare una metafora adatta all’avvicinarsi del Natale, il regalo più grande che mi sono portata a casa è stato scoprire che il processo creativo, come quello traduttivo, non è qualcosa di solitario, come l’ho spesso vissuto e immaginato, ma che si nutre di connessione e di confronto con altre persone.

Immagine di Valentin Petkov da Unsplash

Quando accantono le traduzioni, mi piace collaborare con Cristiana, la nostra social media manager, che oltre a occuparsi dei social, della newsletter, delle grafiche e di mille altre cose, mi aiuta a scegliere i contenuti da far tradurre in inglese. E anche con Sarah, che ha tradotto gli articoli del nostro blog, inclusi i miei, e che con la sua bravura ha trasformato l’imbarazzo di rileggermi nel piacere di riscoprirmi in un’altra lingua. E in ultimo, ma non meno importante, con Stefano, che si è prestato al gioco di scrivere con me a quattro mani e che ha riempito la nostra sezione news con le sue idee e il suo entusiasmo.

A voler fare una valutazione spietata, dubito che i miei articoli abbiano raggiunto grandi numeri di click o aumentato vertiginosamente i tassi di conversione. Per me sarebbe splendido sapere che qualcuno, leggendomi, ha pensato “Ah, ecco cosa fanno i traduttori nel concreto!”, ma potrei addirittura fermarmi all’essere grata per tutte le cose che ho imparato diversificando il mio lavoro e a Domenico che mi ha dato lo spazio e la fiducia per farlo.

La rubrica Attraverso chiude, un po’ come una traduzione che potrei ancora perfezionare ma è corretta, e che è giusto consegnare ora. Se vorrete leggermi ancora ci ritroveremo l’anno prossimo fra queste pagine! Nel frattempo il mio augurio per le feste è che possiate avere la mia stessa fortuna e trovare doni inaspettati dove ne stavate cercando altri.

Quella nell’immagine di copertina sono io, disegnata da Claudia Plescia.