Post-editing: oltre il luogo comune

Il post-editing della traduzione automatica, spesso “snobbato” perché ritenuto una soluzione di scarsa qualità, rappresenta invece in molti casi un’opportunità per ridurre tempi e costi ottenendo comunque risultati ottimali.

Non tutti i tipi di testo si prestano a questo approccio: in linea di massima sono da privilegiarsi i testi lineari e non particolarmente discorsivi, con numerose ripetizioni. Un esempio pratico? La traduzione automatica funziona meglio su un testo tecnico piuttosto che su un testo di marketing, poiché quest’ultimo richiede una rielaborazione del testo originale nella lingua d’arrivo, il che renderebbe la traduzione automatica praticamente inutile. È quindi consigliabile condurre un’analisi a monte, o pre-editing, per capire se la traduzione automatica può davvero essere utile, e soprattutto per rilevare e prevedere i potenziali problemi, in modo che il traduttore sappia su quali aspetti concentrare la sua attenzione in fase di revisione.

L’errore più diffuso, quando si parla di post-editing, è pensare che tutti i motori di traduzione siano generici e spesso imprecisi come Google Translate. In realtà, molte aziende sfruttano da tempo la possibilità di creare motori di traduzione personalizzati, avendo a disposizione una grande quantità di dati con cui allenarli, e addirittura di diversificarli in base agli argomenti o alle tipologie di testo.

A seconda del testo e della qualità del motore di traduzione, l’intervento di post-editing può essere minimo, limitato alle sole correzioni essenziali per ottenere un testo formalmente corretto, o più profondo, completo ad esempio di modifiche stilistiche. Tra le variabili in gioco in questo senso figurano anche il pubblico di destinazione e, naturalmente, le specifiche fornite dal cliente. È inoltre bene tenere presente che la traduzione automatica non garantisce risultati soddisfacenti in tutte le combinazioni linguistiche: in linea di massima, il livello qualitativo è buono per le lingue latine e nordiche, mentre le lingue asiatiche e quelle che si leggono da destra a sinistra sono più complesse da trattare.

Un uso intelligente della traduzione automatica, accompagnato da interventi mirati di post-editing, può quindi dare risultati sorprendentemente positivi in termini di produttività, senza rinunciare all’ingrediente indispensabile per un testo finale impeccabile: il tocco umano.