Tra adattamenti e traduzioni. Ha senso riscrivere una canzone?

Inizio questo articolo con due precisazioni doverose: non ho doti musicali di nessun tipo (eccezion fatta per When the saints go marching in suonata con il flauto in terza media). Non sono un critico musicale, se mi piace una canzone l’ascolto alla nausea altrimenti skippo. Detto questo possiamo entrare nel vivo dell’argomento di oggi, suonano meglio gli adattamenti o la canzone originale? Ha ancora senso adattare nel 2021?

Gli adattamenti e le cover di successo

Forse non tutti sanno che, almeno non a livello conscio, la canzone più tradotta e adattata al mondo è Happy birthday to you, rituale di imbarazzamento collettivo per il festeggiato del giorno.

La canzone è stata scritta da Patty Hill, preside di un asilo del Kentucky, arrangiando la canzone Good Morning to All. Happy Birthday to You è stata registrata per la prima volta nel 1912. Protetta da copyright sin dal 1935, nel 2015 il copyright è stato ritenuto non valido e ora è diventata di pubblico dominio.

Ma adesso parliamo di successi italiani, da Gianni Morandi a Miguel Bosé, passando per Patty Pravo. Gli anni Sessanta, periodo d’oro delle cover, hanno regalato agli ascoltatori italiani pezzi di inestimabile valore, Scende la pioggia, Tutta mia la città, Ragazzo triste, tra gli altri.

Ma se negli anni ’60 la distribuzione musicale di dischi stranieri era tutt’altro che capillare, e quindi le cover erano il più delle volte percepite come “canzoni nuove”, potremmo dire lo stesso dei giorni nostri?

Il 2021, spotify, apple music e youtube

Personalmente, tendo a prediligere le canzoni nella versione originale. Non saprei dire se perché, nella maggior parte dei casi, è la prima che ascolto o se perché da me ritenuta più vera. In generale, dopo aver amato una canzone tendo a preferirla così com’è, al massimo accompagnata da nuove melodie.

La riflessione odierna è stata ispirata dalla canzone “Si tú no vuelves” di Miguel Bosé. Uscita in Italia in versione spagnola nel 1992, tradotta e adattata poi nel 1994. Fedele alla mia asserzione precedente preferisco la versione spagnola. Ma, riconosco che molti, soprattutto chi non parla lo spagnolo, prediligono la seconda.

Il dubbio, però, nasce in verità dalla realtà musicale attuale. Grazie alle diverse piattaforme di streaming presenti sul mercato chiunque, in qualsiasi luogo del mondo, può ascoltare in pochi click musica proveniente dalle più svariate scene musicali.

Mi chiedo quindi, ha ancora senso adattare le canzoni? Aspetto le vostre opinioni in merito nei nostri canali social Instagram e Facebook


Stefano Gaffuri