Written by Letizia Merello

La traduzione brevettuale: tra funzionalità, rigore e creatività

Il brevetto rappresenta una tipologia testuale unica, con caratteristiche specifiche, non solo legate al linguaggio burocratico-legale e ai linguaggi tecnici settoriali (variabili a seconda dell’argomento in questione), ma soprattutto inerenti allo scopo centrale del brevetto stesso: quello di illustrare un’invenzione, ovvero una soluzione assolutamente innovativa a un determinato problema tecnico, che si tratti di un prodotto o di un procedimento.

Il testo brevettuale è quindi una sorta di compromesso tra diverse esigenze:

  • funzionalità: il testo di un brevetto deve essere funzionale all’obiettivo di tutelare legalmente un’invenzione e garantirne lo sfruttamento esclusivo ai titolari;
  • rigore: è necessario rispettare la struttura fissa del testo brevettuale, impostata in maniera ben precisa e costituita da un titolo, una descrizione dettagliata (in alcuni casi accompagnata da un riassunto), una serie di rivendicazioni e alcuni disegni illustrativi;
  • creatività: la natura innovativa del brevetto impone la creazione di neologismi adatti a esprimere i concetti innovativi su cui esso si basa.

Alla luce di questi aspetti, il traduttore di testi brevettuali ha l’obbligo di rispettare numerosi vincoli, inerenti non solo alla valenza tecnica e giuridica del testo, ma anche alla sua funzione pratica. La prima regola alla quale deve attenersi è l’assoluta conformità al testo originale, onde evitare qualsiasi fraintendimento sulla portata giuridica dell’invenzione concessa. In secondo luogo, sull’eleganza stilistica della traduzione, che in genere prevede un largo uso della sinonimia per migliorare la varietà del testo e renderlo più leggibile e scorrevole, prevale uno stile scarno, incentrato sulla frequente ripetizione di termini ed espressioni, per esprimere il concetto dell’invenzione in maniera inequivocabile e volutamente ridondante. Nonostante questo, la traduzione brevettuale non esclude l’uso di competenze come capacità di adattamento e creatività: avendo a che fare, per l’appunto, con concetti innovativi, non è insolito che il traduttore (così come l’autore del testo originale) si trovi a sviluppare da zero nuovi termini e a coniare nuove espressioni, mantenendo sempre l’attenzione all’aspetto funzionale ma non per questo trascurando un determinato grado di eleganza formale.
Una sfida non indifferente per il traduttore che, avendo nella maggior parte dei casi una formazione umanistica, è specializzato in un numero limitato di settori tecnici e necessita dunque di materiali di riferimento e risorse terminologiche per poter colmare le proprie inevitabili lacune. Da questo punto di vista, può essere utile integrare l’uso di software di traduzione assistita o CATtools e creare memorie di traduzione, utili a mantenere la coerenza terminologica nei testi che presentano numerose ripetizioni, ma anche avvalersi di strumenti di traduzione automatica, che forniscono una traduzione da una lingua naturale all’altra. Tuttavia, considerati i numerosi problemi della traduzione automatica, soprattutto se effettuata con strumenti generici, è essenziale disporre di corpora bilingue di testi nella lingua di partenza e nella lingua d’arrivo, con i quali sviluppare un motore di traduzione in grado di garantire una maggiore accuratezza terminologica, che sarà possibile arricchire e aggiornare nel tempo con i progetti completati.
Essenziale per il progresso di ricerca e sviluppo e per la tutela della proprietà intellettuale, la traduzione brevettuale è un settore delicato e complesso, ma allo stesso tempo, o forse proprio per questo, estremamente affascinante.

Sul nostro blog offriremo idee, suggerimenti e spunti di riflessione su diversi argomenti correlati, spaziando dagli aspetti più tecnici alla quotidianità del mestiere di traduttore.
Seguiteci!

1 2 3