Covid-19, vaccino ed eventi avversi: tra monitoraggio e fiducia

I testi medici e scientifici rappresentano buona parte del nostro lavoro e riteniamo che una corretta informazione si debba fondare sugli stessi principi di una buona traduzione: obiettività e fedeltà. Teniamo quindi a riportare questo articolo, pubblicato dal British Medical Journal, nel quale si parla di vaccini e Covid-19:

Man mano che la distribuzione dei vaccini anti Covid 19 continua in tutto il mondo, le incertezze sul vaccino Oxford-AstraZeneca sono al centro delle notizie. 18 Paesi europei hanno sospeso l’uso del vaccino, mentre l’Agenzia europea dei medicinali ha indagato sulla sua presunta associazione con l’insorgenza di eventi tromboembolici. Questa sospensione avrà pesanti conseguenze sulla fiducia nei vaccini in generale e, in particolare, sui programmi di vaccinazione a livello globale, e sta già avendo ripercussioni in termini di paura e di propensione a vaccinarsi, in particolare tra i più scettici. Tutto questo a causa di affermazioni sugli effetti collaterali che non sono supportate da dati reali o da dati derivanti da studi clinici.

Di tutti i vaccini anti-Covid-19 attualmente autorizzati o in fase di sviluppo, il vaccino Oxford-AstraZeneca è stato la scelta di molti paesi per via dei costi contenuti e della facilità di conservazione rispetto ad altri vaccini. Nel Regno Unito, più di 25 milioni di persone (circa il 50% della popolazione adulta) ha ricevuto la prima dose di vaccino Oxford-AstraZeneca o Pfizer-BioNTech.

Lo stop

La Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA) del Regno Unito ha monitorato la sicurezza di entrambi i vaccini attraverso il programma Yellow Card. Un meccanismo di segnalazione di eventuali effetti collaterali del vaccino, noti come reazioni avverse (in inglese ADR, Adverse Drug Reaction). Tuttavia, queste segnalazioni non implicano l’esistenza di un nesso causale tra l’uso di un vaccino e gli effetti collaterali riportati. I dati fino al 7 marzo nel Regno Unito enunciano 11,7 milioni di prime dosi di Oxford-AstraZeneca e 10,9 milioni di dosi di vaccini Pfizer-BioNTech con 35.325 e 61.304 segnalazioni di possibili effetti collaterali rispettivamente per i vaccini Pfizer e AstraZeneca, il che indica un tasso molto basso di effetti collaterali segnalati. La stragrande maggioranza delle segnalazioni consiste in reazioni al sito di iniezione e sintomi secondari alla normale risposta immunitaria; come sindrome simil-influenzale, mal di testa, brividi e affaticamento.

Tutto questo è in linea con i risultati degli studi clinici e con gli effetti collaterali riportati per altri vaccini normalmente utilizzati.

Le segnalazioni di gravi reazioni allergiche ai vaccini Pfizer (223 segnalazioni) e AstraZeneca (234 segnalazioni) sono state molto rare. I dati messi a disposizione dalla MHRA non suggeriscono una vera correlazione fra tromboembolia venosa e vaccino AstraZeneca. Ad oggi, sono stati segnalati alla MHRA cinque casi di trombosi del seno venoso cerebrale, un raro tipo di coagulo di sangue nelle vene cerebrali, senza alcuna associazione causale con il vaccino. In circa 500 casi è registrata anche l’associazione temporale tra vaccinazione e morte in pazienti per lo più anziani, con patologie pregresse. Tuttavia, non vi sono prove a sostegno del fatto che sia stata la vaccinazione la causa di questi decessi.

Rischi e benefici

Mentre continuano le indagini su un potenziale legame tra il vaccino AstraZeneca e gli eventi tromboembolici, l’MHRA, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) hanno escluso il nesso causale e hanno affermato che i benefici per la popolazione superano di gran lunga i rischi. Riaffermando così la sicurezza del vaccino, somministrato finora a più di 17 milioni di persone nel Regno Unito e nell’UE. Sono circa 30 i casi di eventi tromboembolici tra cinque milioni di persone vaccinate nell’UE; questo tasso rimane inferiore a quello osservato nella popolazione generale.

Ricevere il vaccino anti-Covid-19 è un evento storico e memorabile per chiunque. Questo, insieme a una maggiore attenzione ai propri sintomi dopo la vaccinazione, può contribuire a un aumento dei casi riportati. Si prevede inoltre che, in seguito alla grande risonanza degli allarmismi, saranno più numerose le segnalazioni e le sovradiagnosi di eventi tromboembolici.

Il monitoraggio di routine dei vaccini è necessario per garantirne la sicurezza e la sospensione o il rallentamento delle vaccinazioni devono basarsi su dati fattuali. Le speculazioni dei mass media hanno conseguenze gravi e non intenzionali. Tra cui una propensione sempre minore a vaccinarsi, se non addirittura un rifiuto, da parte della popolazione; in tutta l’Irlanda, 30.000 appuntamenti per la vaccinazione sono stati annullati durante la settimana del 15 marzo. I vaccini comportano spesso segnalazioni sulla loro sicurezza. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di falsi allarmi e, pur essendo lastricata di buone intenzioni, la strada della precauzione, se percorsa in modo scorretto, minerà la fiducia del pubblico e aumenterà il rischio di Covid-19 attraverso l’amplificazione delle campagne di disinformazione del movimento “no vax”.

La sfiducia nel vaccino, non solo Covid 19

Gli individui riluttanti ai vaccini si preoccupano per gli effetti collaterali e gli effetti a lungo termine legati alla salute; sarà molto difficile dissipare queste preoccupazioni in un momento in cui i casi di Covid-19 sono ancora in aumento in molti paesi europei, e in cui è richiesta una somministrazione ottimale dei vaccini per limitare l’impatto della pandemia di Covid-19 sulle popolazioni.

I rischi e i compromessi legati alla sospensione di un vaccino salvavita devono essere valutati con estrema attenzione, soprattutto durante una pandemia; non dimentichiamo che lo stesso Covid-19 è associato a disturbi della coagulazione del sangue. I precedenti storici dimostrano che dare eccessivo rilievo mediatico alle preoccupazioni per sicurezza influisce in maniera profonda e duratura sulla fiducia nei vaccini.

Nel 2017, quando è stato annunciato che il vaccino contro la dengue, Denvaxia, rappresentava un rischio per i soggetti non precedentemente esposti al virus, la fiducia nei vaccini nelle Filippine e in Indonesia è drasticamente calata. La controversia sulla sicurezza del vaccino contro il papillomavirus umano in Giappone ha causato uno dei cali più netti nell’assunzione del vaccino (dal 74% circa nei nati nel 1994-1998 a circa lo 0,6% nei nati nel 2000). L’eco di questo fenomeno è ancora evidente in Giappone, paese che si colloca tra i meno fiduciosi nei vaccini in uno studio mondiale. Anche in Indonesia è stata osservata una riduzione dell’assunzione di vaccini a seguito degli ammonimenti dei leader religiosi del paese.

L’importanza del vaccino

I vaccini anti-Covid-19 sono l’unico modo efficace per prevenire una malattia grave e letale e accelerare il ritorno alla normalità dopo la messa in opera di misure non farmacologiche come i lockdown. Inoltre, i vaccini sono sicuri e hanno contribuito a salvare milioni di vite.

Chiediamo che il monitoraggio della sicurezza dei vaccini avvenga fuori dalla ribalta dei media, poiché il trattamento sensazionalista di un argomento così delicato non farà altro che minare irreparabilmente la fiducia nel vaccino; si fa riferimento, in particolare, ad alcune allusioni secondo cui le azioni intraprese dai paesi europei sono state determinate da ragioni politiche. I resoconti sensazionalisti dei media porteranno a una maggiore esitazione nei confronti dei vaccini, a ulteriori perdite di vite umane e vanificheranno gli sforzi per porre fine all’attuale pandemia. Le risposte dei governi devono essere guidate da dati indipendenti attraverso organismi di sanità pubblica e regolatori consolidati come l’OMS, l’EMA e l’MHRA.

Fonte: BMJ (British Medical Journal).

Traduzione e adattamento a cura di Letizia Merello.