Energia pulita: l’Italia è al quarto posto in Europa per numero di brevetti.

Come riportato da ANSA e La Stampa, lo studio reso pubblico dall’EPO (European Patent Office) e IEA (International Energy Agency) sottolinea come, nonostante il ritardo globale, l’Italia sia tra i migliori in Europa e nel mondo nella lotta all’inquinamento da CO2 tramite l’innovazione nel settore nell’energia pulita.

Il “Patents and Energy Transition mostra come, a livello globale, non si sia ancora fatto abbastanza per contrastare i cambiamenti climatici. L’obiettivo “zero emissioni”, con scadenza 2050, prevede l’utilizzo di tecnologie che ancora non sono presenti sul mercato. Lo studio evidenzia tuttavia come, seppur a rilento, il numero di brevetti depositati riguardanti appunto il settore dell’energia pulita sia in aumento, anno dopo anno. Sottolinea inoltre l’ottimo posizionamento italiano, il nostro paese è infatti quarto in Europa e nono a livello globale per innovazioni in ambito green.

Per dirlo con le parole di Antonio Campinos, Presidente dell’European Patent Office “questo rapporto è un chiaro invito all’azione per intensificare la ricerca e l’innovazione in nuove tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, e migliorare quelle esistenti”.

I numeri dell’energia pulita

Fiat Chrysler, Eni, Leonardo, Magneti Marelli, Sind International, sono gli attori principali, le aziende che hanno registrato il maggior numero di brevetti “a basse emissioni” dal 2000 in poi.

Dal report possiamo ricavare numerosi dati percentuali, capaci di inquadrare chiaramente la situazione italiana a livello globale.

Il 7,6% dei brevetti italiani riguarda tecnologie volte alla produzione di energia pulita. Il tasso di crescita, tra il 2000 e il 2019, è del 7% annuo.

Nel nuovo millennio, le aziende e gli istituti di ricerca in Europa, vantano una percentuale di brevetti inerenti a energie a basse emissioni pari al 28% del totale dei brevetti registrati. A seguire troviamo il Giappone con il 25%, gli USA con il 20%, la Corea del Sud (10%) e la Cina (8%).

Le tecnologie innovative, quali batterie, smart grid e i sistemi di cattura del carbonio rappresentano invece il 34% delle tecnologie abilitanti per l’energia green.

L’Italia, come dicevamo, è al 4° e 9° posto rispettivamente nella classifica Europea e mondiale. Lo stivale si è specializzato nel solare termico, la geotermia, la combustione, l’edilizia e il trasporto ferroviario.  

Motivo di vanto e spinta a migliorare. Il nostro pianeta ha bisogno di innovazioni ecologiche, il prima possibile. La crescita è incoraggiante ma non deve far pensare a un traguardo raggiunto, dovrebbe piuttosto mostrare come il cambiamento sia possibile, nonché necessario.

There is no planet B.

Stefano Gaffuri