Torniamo con una nuova puntata della nostra rubrica “errori di traduzione”! Sviste, incomprensioni e veri e propri disastri innaturali, nati da menti creative e con ogni probabilità poco avvezze alle più comuni tecniche traduttive.
From the rest, ipocrita al cioccolato, pontefici accompagnati da chorizo e penne stilografiche molto particolari sono solo alcuni degli errori-orrori presenti nelle due puntate precedenti.
Per chi se li fosse persi, ecco i rispettivi link (fidatevi, ne vale la pena):
Ma vediamo ora tutte le new entry della nostra rubrica!
Premessa: in moltissimi settori di applicazione, dalla proprietà intellettuale all’ambito medico o giuridico, c’è ben poco da ridere quando si tratta di errori di traduzione. Le conseguenze in questi campi sono spesso disastrose per i diretti interessati, proprio per questo è sempre bene affidarsi a professionisti esperti.
Errori di traduzione, ridere è la giusta medicina
Partiamo in quarta con i sempre ispirati menù di ristoranti e tavole calde. Uno in particolare lascia davvero ampio arbitrio alle sue pietanze, “secondi piatti di pesce” viene infatti tradotto in inglese con un bel according to flat of fish. Beh, i piatti sono piatti a dirla tutta.
La menta mente (scusate) e diventa lies.
In un parco pubblico il cartello con su scritto “in quest’aria…” viene reso in francese con un più ballerino dance cette aire.
Ma andiamo avanti, nel terzo episodio della nostra saga rientra ahinoi anche il nostro Ministero dell’Istruzione. Come riportato da più fonti (tutte facilmente reperibili online), all’interno della descrizione di un bando di ricerca, il titolo “dalla pecora al pecorino” viene tradotto in un involontariamente allusivo from sheep to Doggy Style. Con le maiuscole addirittura.
Ma non sono solo le istituzioni o le piccole imprese a cadere nei tranelli della traduzione automatica. È giunta quindi l’ora di passare agli errori di traduzione più celebri, e cioè quelli commessi da aziende multinazionali famose in tutto il mondo.
Chiudiamo in bellezza con un esempio su tutti? La Pepsi, che nel tentativo di irrompere sui mercati nazionali di tutto il mondo tradusse, o forse fece tradurre, per Taiwan, lo slogan Brings you back to life in più esoterico “riporta i tuoi antenati in vita”. Che poi, non suona nemmeno così male!
Foto di Andrea Piacquadio da Pexels





