La traduzione brevettuale – Parte II

(segue il post)

La descrizione della realizzazione è fatta con continuo riferimento alle figure. Ecco allora che ricorrono espressioni come: with reference to fig. … (in riferimento alla figura …), as shown in fig. … (come mostrato nella figura …), illustrated in fig. … (illustrato nella figura …), with continued reference to fig. … (con continuo riferimento alla figura …). Altre espressioni tipiche per chiarire ciò a cui ci si riferisce sono: with respect to (rispetto a), relative to, in accordance with (secondo). L’ultima parte del brevetto è formata dalle rivendicazioni (claims) ed identifica quanto forma diritto di esclusiva: è evidente ancora una volta la mancanza di verbi di modo finito.

Caratteristiche del linguaggio brevettuale

Il linguaggio brevettuale deve rispondere ad esigenze particolari tra cui quella di coniare nuovi termini, in quanto i prodotti descritti sono nuovi. Altra esigenza è quella della chiarezza e della compiutezza nella descrizione affinché il nuovo prodotto sia inequivocabilmente inteso: da qui la necessità di adeguarsi a norme precise che limitano l’uso della punteggiatura in alcune parti testo. L’eleganza e la correttezza formale passano dunque in secondo piano rispetto alla necessità di esprimere chiaramente i concetti. Le ripetizioni per esempio vengono impiegate in larga misura per insistere sugli scopi dell’invenzione. Il lessico è povero perché lo scopo principale è la descrizione completa dell’invenzione, evitando divagazioni che potrebbero avere un effetto negativo. Nel linguaggio brevettuale troviamo dei costrutti standard, come:

– almeno uno (at least one) usato quando un certo elemento può essere presente singolarmente o insieme ad altri identici;

– sostanzialmente (substancially) viene impiegato con il significato di “in misura preponderante, ma non in modo assoluto”;

– comprende (comprise) è l’espressione usata quando non si vuole escludere altri elementi;

– è costituito da (constitute) comporta invece l’esclusione di qualsiasi altro elemento.

Altre caratteristiche sono:

  1. La sezione del brevetto in cui viene identificato il campo dell’invenzione si apre sempre con l’espressione this invention relates to …;
  2. improved è l’espressione spesso usata per sottolineare la novità dell’invenzione in certe caratteristiche che apparecchiature simili già note non avevano;
  3. i verbi comprise e include (comprendere, includere) si trovano sempre nei brevetti e servono ad introdurre l’elenco delle parti dell’invenzione;
  4. all’invenzione che si presenta nel brevetto ci si riferisce quasi sempre con l’espressione the present invention o this invention;
  5. quando vengono descritte le tecniche già note si usa sempre il verbo know al passivo: is/are known;
  6. viene sempre fatto riferimento puntuale alle invenzioni precedenti nello stesso campo, e la descrizione di queste è sempre introdotta dai verbi disclose o describe (descrivere);
  7. largo uso del verbo avere, soprattutto nella forma participiale having quando si vuole aggiungere una serie di particolari alla descrizione che stiamo facendo;
  8. la parola embodiment è sempre usata in riferimento alle realizzazioni dell’invenzione e preferred embodiment si riferisce alla realizzazione migliore;
  9. quando vengono descritte le figure, di solito vengono introdotte con l’espressione figure (n) is a view, e spesso si usano le espressioni sectional view, cross-section view, exploded view, a view taken along;
  10. si ricorre spesso all’uso della parola means che significa mezzi;
  11. nelle rivendicazioni si trovano le espressioni according to the claim (n), o according to any one of preceeding claims.
  12. quando si descrivono i vantaggi dell’invenzione si ripete according to this invention;
  13. largo uso di frasi finali per descrivere gli scopi dell’invenzione e le funzioni delle parti che la compongono. Queste vengono formate in due modi: a) for +ing form; b) infinito + to;
  14. largo uso di frasi consecutive implicite formate da thereby + ing form;
  15. largo uso di frasi con valore strumentale formate con by + ing form;
  16. le forme verbali più usate sono quelle del simple present, participi e infinito.

Quando si descrivono operazioni che si sono svolte nel passato si usa il past tense. Esigua è la presenza delle forme di futuro, present perfect e dei modali;

  1. largo uso delle forme passive;
  2. estrema ripetitività delle singole parole e di intere espressioni;
  3. i sostantivi presenti nell’abstract sono ripetuti con estrema frequenza: questo significa che il traduttore una volta tradotto l’abstract, ha già tradotto più della metà dei sostantivi del testo. La traduzione brevettuale: aspetti linguistici e glottodidattici 7 8

Il traduttore della lingua tecnica

Tentare di approfondire la conoscenza di una lingua straniera attraverso la traduzione è importante ma non è sufficiente a formare il traduttore. Questi ha bisogno di una preparazione particolare che consideri la traduzione non come un mezzo per migliorare genericamente la conoscenza di una lingua ma un fine preciso da proporre allo studente che già deve avere delle nozioni di base. Inoltre anche quando lo studente abbia raggiunto la capacità di riflettere su tutti quei fatti linguistici e culturali che permettono di decodificare e codificare nuovamente in un’altra lingua certi messaggi e operare a tutti quei livelli (morfosintattico, semantico, stilistico) descritti in precedenza, si troverà in difficoltà di fronte a testi che usano una lingua specialistica.

Il problema che il traduttore si trova ad affrontare nella traduzione di un brevetto è prima di tutto quello della conoscenza del contenuto di cui si parla. La traduzione di un testo di chimica richiederà la conoscenza di alcune nozioni fondamentali di quella materia, così come la traduzione di un manuale di informatica sarà abbastanza difficile per chi non conosce questo settore. D’altra parte il campo della tecnica e quello della scienza si sono divisi in tanti settori specializzati ed è praticamente impossibile per il traduttore di professione, che in molti casi ha avuto una formazione di tipo umanistico, avere una conoscenza di tante materie specialistiche. È più facile e più veloce fornire certe conoscenze linguistiche ad un tecnico del settore che già abbia una preparazione di base in una certa lingua, e addestrarlo a tradurre sempre quel particolare tipo di testi anziché rivolgersi a chi abbia una buona conoscenza della lingua in questione ma non abbia familiarità con quei tipi di testo. Il buon traduttore non può essere identificato automaticamente con chi conosce bene una lingua. Il linguaggio brevettuale ha certe caratteristiche, come la lunghezza dei periodi senza segni di punteggiatura o l’uso continuo di forme non finite dei verbi che lo rendono del tutto diverso dalla lingua comune. Traduttori che non facciano uso della lingua in nessun altro modo perdono, con il tempo, l’abilita di parlare una lingua.

Non solo dunque la traduzione è un’abilità speciale, che quindi richiede una organizzazione specifica ma occorre anche una specializzazione sul tipo di testo che si vuole affrontare. L’approccio fraseologico è molto importante nel campo scientifico dove abbiamo a che fare con i linguaggi speciali. La specializzazione da parte del traduttore non è sempre possibile e per questo motivo è importante fornire completa informazione sull’uso dei termini in un campo particolare. Su questo tipo di testi si potrebbe anche tentare l’impiego di nuove tecniche. È proprio nella traduzione del linguaggio tecnico tutto denotativo e altamente specializzato che potrebbe risultare utile l’impiego del computer, non solo perché potrebbe essere tentata una sorta di traduzione automatica per lo meno parziale, grazie proprio alle caratteristiche principali di questo linguaggio (un lessico limitato e ripetitivo, una sintassi ristretta e il fatto che evita tutte le ambiguità del linguaggio) ma anche per aiutare il traduttore in altre operazioni.
Il traduttore della lingua tecnica
Tentare di approfondire la conoscenza di una lingua straniera attraverso la traduzione è importante ma non è sufficiente a formare il traduttore. Questi ha bisogno di una preparazione particolare che consideri la traduzione non come un mezzo per migliorare genericamente la conoscenza di una lingua ma un fine preciso da proporre allo studente che già deve avere delle nozioni di base. Inoltre anche quando lo studente abbia raggiunto la capacità di riflettere su tutti quei fatti linguistici e culturali che permettono di decodificare e codificare nuovamente in un’altra lingua certi messaggi e operare a tutti quei livelli (morfosintattico, semantico, stilistico) descritti in precedenza, si troverà in difficoltà di fronte a testi che usano una lingua specialistica.
Il problema che il traduttore si trova ad affrontare nella traduzione di un brevetto è prima di tutto quello della conoscenza del contenuto di cui si parla. La traduzione di un testo di chimica richiederà la conoscenza di alcune nozioni fondamentali di quella materia, così come la traduzione di un manuale di informatica sarà abbastanza difficile per chi non conosce questo settore. D’altra parte il campo della tecnica e quello della scienza si sono divisi in tanti settori specializzati ed è praticamente impossibile per il traduttore di professione, che in molti casi ha avuto una formazione di tipo umanistico, avere una conoscenza di tante materie specialistiche. È più facile e più veloce fornire certe conoscenze linguistiche ad un tecnico del settore che già abbia una preparazione di base in una certa lingua, e addestrarlo a tradurre sempre quel particolare tipo di testi anziché rivolgersi a chi abbia una buona conoscenza della lingua in questione ma non abbia familiarità con quei tipi di testo. Il buon traduttore non può essere identificato automaticamente con chi conosce bene una lingua. Il linguaggio brevettuale ha certe caratteristiche, come la lunghezza dei periodi senza segni di punteggiatura o l’uso continuo di forme non finite dei verbi che lo rendono del tutto diverso dalla lingua comune. Traduttori che non facciano uso della lingua in nessun altro modo perdono, con il tempo, l’abilita di parlare una lingua.
Non solo dunque la traduzione è un’abilità speciale, che quindi richiede una organizzazione specifica ma occorre anche una specializzazione sul tipo di testo che si vuole affrontare. L’approccio fraseologico è molto importante nel campo scientifico dove abbiamo a che fare con i linguaggi speciali. La specializzazione da parte del traduttore non è sempre possibile e per questo motivo è importante fornire completa informazione sull’uso dei termini in un campo particolare. Su questo tipo di testi si potrebbe anche tentare l’impiego di nuove tecniche. È proprio nella traduzione del linguaggio tecnico tutto denotativo e altamente specializzato che potrebbe risultare utile l’impiego del computer, non solo perché potrebbe essere tentata una sorta di traduzione automatica per lo meno parziale, grazie proprio alle caratteristiche principali di questo linguaggio (un lessico limitato e ripetitivo, una sintassi ristretta e il fatto che evita tutte le ambiguità del linguaggio) ma anche per aiutare il traduttore in altre operazioni.