Le aziende indiane investono sulla localizzazione

Il passaggio al digitale, guidato dalla pandemia, ha causato un’ondata senza precedenti di nuovi utenti provenienti da città e paesi più piccoli, facendo derivare una domanda accessoria di startup che lavorano su soluzioni in lingua locale per le esigenze comunicative di imprese e aziende.

Dalle banche alle agenzie governative. Molte organizzazioni hanno sfruttato tali startup negli ultimi mesi per cercare di soddisfare le esigenze dei nuovi utenti online in lingue diverse dall’inglese.

“L’India ha più lingue e su Internet non abbiamo agito in questo senso. Questa consapevolezza è avvenuta durante la pandemia”. Ha affermato Arvind Pani, amministratore delegato e co-fondatore di Reverie Language Technologies, una startup di tecnologia linguistica con sede a Bengaluru.

“Molte aziende e agenzie governative stanno ora cercando di utilizzare i canali digitali per interagire con i cittadini . Non è possibile che queste entità si concentrino solo sull’inglese”.

Inglese non più “lingua unica”

Reverie ha lanciato una soluzione vocale per le banche in 11 lingue indiane. Un altro dei loro prodotti, Anuvadak, che accelera il processo di creazione, lancio e ottimizzazione di un sito Web in più lingue, è stato utilizzato dal governo dell’Unione per localizzare e pubblicare il sito Web MyGov Covid in 10 lingue locali.

Inoltre, il passaggio dei clienti ai servizi in linea non è più limitato all’input di testo e le aziende hanno scoperto che molti dei nuovi utenti sono più a loro agio con i comandi vocali. Ciò ha spinto le organizzazioni a rivolgersi a soluzioni vocali per i clienti non anglofoni.

Axis Bank, ad esempio, ha implementato un bot vocale multilingue (AXAA) che può gestire grandi volumi di domande e richieste dei clienti. Può essere inoltre migliorato per supportare oltre 10 lingue indiane in più di 160 dialetti.

“Il Covid ha accelerato il passaggio ‘touch to talk’. L’eccezionale adozione che abbiamo visto negli ultimi mesi è per quei settori che hanno un volume significativo di clienti in città, paesi e villaggi di livello II e III “. Sourabh Gupta, co-fondatore e CEO di Vernacular.ai.

Accelerazione da pandemia

Secondo Gupta, la sua azienda ha raddoppiato le entrate durante la pandemia e ha visto numerosi clienti aziendali passare a soluzioni di call center basate sull’intelligenza artificiale.

Nel frattempo, oltre a soddisfare direttamente i clienti, Reverie offre la piattaforma di gestione della traduzione basata su cloud, Prabandhak, che utilizza la traduzione automatica. Ha anche un mercato in cui le aziende possono connettersi a traduttori freelance. Lanciato tre mesi fa, Prabandhak ha già 35 fornitori di servizi linguistici e oltre 1.000 traduttori freelance a bordo.

Indus App Bazaar, un app store autoctono, ha superato a settembre il traguardo dei 100 milioni di utenti. Il numero di app installate dallo store è aumentato di 3,5 volte da gennaio, mentre l’utilizzo di app nelle lingue locali è aumentato di 2,2 volte durante la pandemia.

Hindi, marathi, gujarati, tamil e bengalese. Queste le più popolari tra le 12 lingue disponibili nell’Indus App Bazaar e rappresentano la maggior parte dei download di nuove app.

L’India è attualmente la quinta potenza mondiale. Nella politica linguistica intrapresa da numerose realtà indiane si può leggere un trend valido a livello globale. Localizzare i contenuti, di diversa natura, nelle varie lingue parlate dal proprio mercato di riferimento può tradursi in un notevole incremento a livello di richiesta. Parlare direttamente ai clienti, nella loro lingua e non più solamente in inglese, significa stabilire un contatto concreto, e nel migliore dei casi duraturo.

Traduzione, adattamento e riflessione finale a cura di Stefano Gaffuri.

Originale qui.