T-index: quali lingue parlerà il mercato? Uno studio fino al 2025

L’inglese sta perdendo il suo status di lingua franca? Translated, il celebre fornitore di servizi linguistici con sede a Roma, ha rinnovato e migliorato il suo studio T-Index con un nuovo algoritmo. 

Il T-index classifica 195 Paesi e le loro rispettive lingue in base al potenziale per le vendite online. Lo studio prevede la quota di mercato di ogni paese rispetto all’e-commerce globale, combinando il numero di utenti per paese con la stima della loro spesa pro capite.

Parlando di e-commerce, nel 2021, l’indice mostra come un sito web, per raggiungere il 90% del mercato, debba essere tradotto in 20 lingue diverse. Una cifra sorprendente, soprattutto considerando che nel 2018 erano sufficienti 9 lingue.

Come rivelato da una ricerca di Common Sense Advisory, un think tank del settore linguistico, il 65% dei consumatori afferma che la probabilità di effettuare un acquisto aumenta se il sito Web offre prodotti o servizi nella loro lingua. Salvo Giammarresi, Head of Localization di Airbnb, conferma: “non è più accettabile offrire informazioni in una lingua diversa da quella parlata dal cliente”.

A questo proposito, Translated e Airbnb hanno appena annunciato che la piattaforma renderà disponibili tutti i suoi contenuti, inclusi quelli generati dagli utenti, in circa 62 lingue. Questa iniziativa da record prevede la traduzione di circa 120 miliardi di parole, grazie a una combinazione di traduzione umana professionale e tecnologia di traduzione automatica adattiva, che percepisce il contesto e apprende in base ai contributi dei traduttori umani.

T-Index Webinar

La nuova piattaforma sarà presentata alle ore 18.00 di oggi, 13 dicembre, a Roma in occasione del T-Index Webinar. La sede sarà il prestigioso Istituto Enrico Fermi, ma il convegno sarà visibile anche online (link) . A presentare la conferenza sarà Marjolein Groot Nibbelink, esperta di comunicazione e CEO ed Editore di MultiLingual , importante rivista nel settore della traduzione

Luca De Biase, direttore di Imminent – il Centro ricerca di Translated che ha pubblicato il T-Index – conferma che, secondo i risultati dello studio, la diversità linguistica aumenterà e l’importanza dell’inglese diminuirà da qui al 2025, poiché le lingue precedentemente minoritarie diventano via via più rilevanti. Nel 2018 erano necessarie solo 2 lingue per raggiungere il 50% del potere d’acquisto online mondiale (inglese e giapponese). Nel 2021 sono richieste 4 lingue (inglese, spagnolo, tedesco, francese). 

L’importanza della comunicazione centrata sul destinatario (e sulla sua lingua) è una questione di mentalità, afferma Luca De Biase. “La consapevolezza linguistica è parte integrante di ogni approccio rispettoso e aperto alle relazioni interculturali. Quando si cerca un contatto reale con altre nazioni qualsiasi progetto internazionale può essere migliorato esprimendosi nelle lingue di destinazione”.

“Il T-Index nasce con l’obiettivo di guidare i nostri clienti nel contesto di un progetto di internazionalizzazione: su quali Paesi puntare e in quali lingue tradurre i propri contenuti per espandere il proprio business online e ottenere il miglior ROI”, aggiunge Marco Trombetti , CEO di Translated.

Localizzazione a cura di Stefano Gaffuri.

Fonti: Multilingual, Translated, Imminent