Il punto di singolarità della traduzione automatica

Chi legge da tempo il nostro blog sa bene quanto ASTW abbia da sempre un’attenzione particolare nei confronti della machine translation. All’argomento, infatti, abbiamo più volte dedicato ampio spazio all’interno dei nostri articoli bisettimanali (visionabili al link in arancione). Non potevamo quindi non dare il giusto risalto alla pubblicazione, da parte di Translated, di un interessantissimo report relativo alla singolarità della traduzione automatica. Un potenziale crocevia del futuro del nostro settore.

Translated è una società di servizi linguistici italiana, con sede a Roma, fondata dall’imprenditore e informatico Marco Trombetti. Nel 2014, Translated ha iniziato a sviluppare un proprio software di traduzione automatica (CAT Tool) chiamato Matecat, usufruendo dei finanziamenti concessi dall’Unione Europea e collaborando con importanti realtà quali la Fondazione Bruno Kessler, l’Università di Edimburgo e l’Université du Maine.

Ed è proprio utilizzando il tool per la traduzione assistita (Matecat) che il team di Translated ha elaborato tutta una serie di dati e variabili per quantificare i progressi fatti dalla machine translation, misurando la velocità con la quale ci avviciniamo al punto di singolarità.

Lo studio sulla singolarità della traduzione automatica

Per svolgere la ricerca, i cui risultati sono stati presentati all’Association for Machine Translation in the Americas 2022, il team ha innanzitutto stabilito quali fossero le variabili che meglio potessero quantificare la qualità della machine translation.

Negli ultimi anni, la consuetudine più affermata è stata l’utilizzo dell’indice BLEU (Bilingual Evaluation Understudy), che tuttavia, come detto in un nostro articolo precedente:

“[…] attribuisce un punteggio qualitativo agli output di traduzione. Ad ogni modo, sebbene il benchmark permetta di confrontare i progressi dei diversi modelli di traduzione automatica, non offre una misura assoluta della capacità del software di raggiungere la qualità umana”.

Della nostra stessa opinione è il gruppo di ricerca Translated, il quale ritiene che questo benchmark “non attribuirebbe il giusto valore allo sforzo cognitivo del traduttore”. A tal proposito, è stata introdotta una variabile che potesse rappresentare al meglio il livello qualitativo dell’MT, il Time to Edit (TTE).

La variabile TTE rappresenta il tempo totale impiegato dal traduttore nel controllare e modificare i testi pre-tradotti (dalla machine translation e da un traduttore umano) diviso per il numero totale di parole. In sostanza, per valutare concretamente l’impegno necessario al linguista per ottenere una traduzione di qualità, si misura il tempo impiegato da quest’ultimo nello svolgere il proprio lavoro.  

Non è la prima volta che, alfine di valutare la qualità di una traduzione, vengono utilizzati i parametri della cosiddetta “human evaluation”, una simile iniziativa è stata infatti proposta e intrapresa a metà del 2022 da Meta.

I risultati di Translated

“Tutti noi comprendiamo che ci stiamo avvicinando alla singolarità nell’IA. Per la prima volta, siamo stati in grado di quantificare la velocità con cui ci stiamo avvicinando”.

Con queste parole il CEO di Translated ha commentato il grafico relativo ai progressi sulla singolarità della traduzione automatica basata sull’intelligenza artificiale. Vale a dire, il momento in cui la machine translation eguaglierà i risultati ottenuti dai traduttori umani.

Proseguendo con quanto affermato da Trombetti “I dati TTE mostrano una tendenza sorprendentemente lineare. Se questa tendenza continuerà a diminuire allo stesso ritmo degli anni precedenti, prevediamo di raggiungere nei prossimi anni il punto in cui la MT fornirà quella che potrebbe essere definita una traduzione perfetta”. 

Considerando una “traduzione perfetta” come un output di traduzione automatica che richiede lo stesso tempo necessario al linguista per controllare una traduzione svolta dai propri colleghi.

Tuttavia, questo non deve spaventare i linguisti.

Il punto di singolarità della traduzione automatica non dev’essere inteso come il momento in cui il traduttore umano dovrà farsi da parte. Bensì, come il traguardo a cui aspirare per poter aumentare la propria produttività, così come la qualità del prodotto finale, ricordandoci che qualsiasi traduzione necessiterà sempre dell’intelligenza, della creatività e delle scelte degli esseri umani.

Voi cosa ne pensate? Credete possibile il raggiungimento della singolarità in un futuro prossimo? Fatecelo sapere nella sezione commenti dei nostri canali social!


Foto di Serpstat da Pexels



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