Le virgole mancanti e la revoca del brevetto

È di recente pubblicazione la decisione della Commissione di ricorso dell’EPO chiamata a esprimersi su una controversia inerente al brevetto EP2621341B1, di proprietà di Schleifring, che ha portato alla revoca dello stesso a causa di alcune virgole mancanti.

All’interno del nostro blog abbiamo più volte parlato di brevetti e proprietà intellettuale. ASTW opera da diversi anni nei settori della traduzione brevettuale, giuridica, tecnica e in ambito life science.

Abbiamo a che fare quotidianamente con testi provenienti dal campo della proprietà intellettuale e sappiamo molto bene quanto anche un piccolo errore possa risultare fatale per la validità del brevetto. Motivo per il quale, il nostro team di traduttori (in house e freelance) viene selezionando rispettando rigidi criteri di valutazione, volti ad assicurarci i migliori professionisti.  

Le complessità insite nella tipologia testuale ibrida per eccellenza (tecnico-legale) necessitano della massima consapevolezza e professionalità. I documenti provenienti dalla proprietà intellettuale hanno lo scopo di proteggere legalmente il diritto d’autore dell’inventore. L’accortezza deve quindi essere massima.

Nel corso delle nostre pubblicazioni abbiamo più volte posto la lente sulla delicatezza di questi testi. L’attenta cura per i dettagli deve rappresentare un must quando si lavora nell’ambito della proprietà intellettuale. Un singolo termine, una piccola svista, e come vedremo una sola virgola, possono inficiare l’intero brevetto.

La decisione di revoca T 1473/19 ne è la prova lampante.

La revoca del brevetto e le virgole mancanti

In data 30 settembre, la Commissione di ricorso dell’EPO ha deliberato la revoca del brevetto oggetto di contenzioso.

Facendo una sintesi per introdurre l’argomento odierno, il brevetto di proprietà di Schleifring descrive un giunto rotante utilizzabile nell’ambito degli scanner CT, o tomografi computerizzati.

Il contenzioso nasce dalla discrepanza tra la descrizione del brevetto e le sue rivendicazioni. Discrepanza che risulterebbe da una mancata presenza di punteggiatura all’interno delle rivendicazioni, essenziali per delineare una sub-clausola necessaria al brevetto.

Nella rivendicazione oggetto di contenzioso si può leggere “said body having a free inner bore holding a capacitive data link”. Da qui, l’interpretazione della Commissione, e dell’opponente, che attribuirebbe al foro interno libero (free inner bore) la caratteristica di contenere un collegamento dati capacitivo (holding a capacitative data link).

Tuttavia, seguendo quanto descritto nella descrizione del brevetto, sarebbe il corpo del giunto rotante (body) a contenere questo collegamento. Rispettando questa caratteristica, la rivendicazione dovrebbe quindi essere modificata in “said body, having a free inner bore, holding a capacitive data link”, aggiungendo le due virgole.

Per molti un errore di poco conto. Tuttavia, la Commissione ha accolto la proposta dell’opponente, revocando il brevetto.

Questo perché “solo le rivendicazioni determinano l’estensione della protezione”, non dovendo mai considerare la descrizione al pari di quest’ultime.

In aggiunta, nel caso preso in esame, la descrizione non escludeva espressamente la possibilità di una forma di realizzazione successiva al significato normale delle affermazioni.


Foto di Sora Shimazaki da Pexels