La legislazione tedesca inerente al TUB è stata nuovamente contestata

La Corte costituzionale federale ha nuovamente ricevuto due ricorsi contro la legislazione tedesca riguardante il TUB. L’identità dei querelanti non è al momento chiara, così come non è chiaro se la ratifica tedesca del Tribunale Unificato dei Brevetti (Unified Patent Court UPC o TUB) dovrà ora essere nuovamente sospesa. La Germania sarà l’ultimo paese a ratificare il TUB prima che il nuovo tribunale possa concretizzarsi.

Un altro capitolo è stato aggiunto alla saga infinita del TUB. Venerdì scorso sono stati presentati due ricorsi costituzionali contro la legge di ratifica tedesca per il Tribunale unificato dei brevetti. Lo ha confermato il portavoce della Corte costituzionale tedesca.

La più alta corte tedesca ha apparentemente ricevuto i due ricorsi (ID case: 2 BvR 2216/20 e 2 BvR 2217/20) poco dopo che il Bundesrat ha approvato la legislazione tedesca TUB. La seconda camera del parlamento aveva approvato le leggi all’unanimità il 18 dicembre. In precedenza, il Bundestag li aveva approvati con la maggioranza necessaria  dei due terzi. Ciò ha aperto la strada al completamento della ratifica tedesca del TUB e al lancio di quest’ultimo nel suo insieme.

Al momento non è noto chi siano i ricorrenti. La Corte costituzionale non ha fornito alcuna informazione in merito. Tuttavia, nella corsa alle votazioni nel parlamento tedesco, due gruppi avevano accennato a potenziali azioni legali.

A novembre, la Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII) ha assunto una posizione combattiva, invitando le imprese a unire le forze per presentare una rivendicazione costituzionale.

Inoltre, l’attore della prima rivendicazione costituzionale accolta, continua a seguire il processo di ratifica sul proprio sito web. A seguito della sentenza della Corte costituzionale di marzo, anche quest’ultimo aveva speculato sulla rivendicazione di una società contro il TUB.

Nessuna delle parti ha risposto alle richieste di chiarimento.

L’impatto sulla ratifica rimane poco chiaro

Allo stato attuale non è inoltre noto quali siano i motivi di ricorso, citati dai due ricorrenti ignoti, contro le leggi del TUB. Anche qui la Corte costituzionale non ha fornito informazioni. Né ha commentato, quando gli è stato chiesto se accetterà i ricorsi e se richiederà al Presidente federale di interrompere nuovamente il processo di ratifica.

Per completare la ratifica tedesca, il presidente federale Frank-Walter Steinmeier deve ora firmare la legge affinché entri in vigore.

Come ultimo passo, il Governo federale deve depositare lo strumento di ratifica presso il Consiglio europeo.

Tuttavia, gli Stati membri del TUB hanno concordato qualche tempo fa, che il governo tedesco rimanderà quest’ultimo passo fino a quando i preparativi per il lancio del tribunale non saranno completati. La situazione di stallo degli ultimi anni e il ritiro del Regno Unito dal progetto hanno, ad esempio, reso difficile il processo di selezione dei giudici del TUB.

Seconda sfida costituzionale per il TUB

Con l’annuncio dei due ricorsi, la storia si ripete. Il parlamento tedesco aveva approvato la legislazione inerente al Tribunale Unificato dei Brevetti nel 2017. Ma un ricorso costituzionale dell’avvocato Ingve Stjerna aveva portato il presidente federale a sospendere la firma dei documenti nel giugno 2017 e il processo si è visto interrotto fino ad oggi.

Nel marzo 2020 la Corte costituzionale ha poi interrotto la ratifica delle leggi tedesche del TUB. Si rese necessaria una nuova approvazione da parte del parlamento tedesco. La Corte costituzionale ha richiesto che entrambe le camere del parlamento approvassero tali accordi internazionali, con una maggioranza di due terzi.

Ingve Stjerna aveva criticato vari aspetti nel suo primo ricorso, tra cui il processo di voto al Bundestag.

Tuttavia, i critici sottolineano che la sentenza della Corte costituzionale del marzo 2020 ha trattato anche altri possibili punti di contesa.

Traduzione e adattamento a cura di Stefano Gaffuri.

Originale qui.