Translator Window – La rubrica dedicata ai nostri collaboratori free-lance

Diamo parola ai nostri collaboratori freelance! In particolare questi collaboratori, che presenteremo di volta in volta sul nostro blog, sono stati selezionati per la qualità del loro lavoro e per la loro affidabilità.

Oggi presentiamo Annalisa Nuvoli.

  • Ciao! Raccontaci brevemente i motivi o anche gli eventi, più o meno casuali, che ti hanno portato a fare il lavoro del linguista.

Dai colleghi linguisti sento spesso dire che avevano questa passione fin da bambini, che non hanno mai avuto dubbi su quale percorso di studi scegliere e che imparare nuove lingue e conoscere culture diverse è sempre stato il loro sogno. Per me, all’inizio, la questione è stata decisamente meno poetica: non avevo la minima idea di quale università scegliere. Così ho scelto il corso di laurea che, tra tutti, mi sembrava meno noioso, e sono finita a Mediazione Interlinguistica. Dopo i primi mesi di scoraggiamento e confusione totale di fronte a lingue complesse e apparentemente incomprensibili, mi sono resa conto che quella scelta così casuale era stata incredibilmente giusta: studiare le lingue mi piaceva tantissimo e non credo che mi sarei sentita così felice e realizzata in nessun altro percorso di studi e lavorativo.

  • Il lavoro del traduttore è un continuo lavoro con e sulla lingua: applichi delle strategie per tenere “allenate” le tue capacità linguistiche (letture, interessi, hobby)?

Naturalmente, già grazie al lavoro di per sé, si riescono a tenere allenate le capacità linguistiche. Per quanto riguarda il tempo libero, banalmente, anche solo impostare una lingua straniera per l’audio di un film o di un videogioco aiuta a non rischiare di “arrugginirsi” e qualche rivista o libro in lingua, ogni tanto, sicuramente non guasta.

  • Come ti approcci alle tecnologie per la traduzione come i CAT tool o la Machine Translation? Pensi siano un’opportunità o un rischio per il lavoro del traduttore?

Considero entrambi questi strumenti indispensabili per un traduttore, in particolare per quanto riguarda i testi tecnici, in cui la precisione e la coerenza sono imprescindibili. Non riuscirei neanche a immaginare di lavorare senza CAT tool; sicuramente il flusso di lavoro sarebbe molto più lento e complesso, senza considerare la quantità di errori e sviste che questi software ci permettono di evitare. Anche la Machine Translation, spesso ancora così sottovalutata e addirittura rifiutata, dal mio punto di vista è il futuro della traduzione. Lavoro quotidianamente con il post-editing, elaborando quindi testi prodotti con la Machine Translation, e posso dire che si tratta di uno strumento utilissimo, che assolutamente non comporta un peggioramento della qualità, ma che invece supporta e agevola la figura del traduttore.

  • Ritieni utile seguire corsi di formazione formali e pensi, invece, che la formazione possa essere portata avanti in maniera più informale, da autodidatta, con un proprio percorso formativo nutrito di letture e interessi culturali personali?

Penso che le due cose siano complementari. I corsi di formazione veri e propri, siano essi percorsi universitari, conferenze o seminari online, sono sicuramente la base migliore per ottenere conoscenze in un determinato settore, soprattutto quando si è alle prime armi. Portare avanti la propria formazione autonomamente è comunque importantissimo, sia perché non è sempre possibile frequentare corsi su tutti gli argomenti di interesse, sia perché in questo modo si possono trovare risposte a domande più specifiche o integrare le basi ottenute in precedenza. Al momento sto frequentando un Master in Traduzione audiovisiva e mi rendo conto che, da autodidatta, sarebbe stato impossibile arrivare a simili competenze, soprattutto pratiche. Naturalmente, una formazione di questo tipo non può portare a risultati notevoli se non è accompagnata da esercizio costante e interesse continuo per il settore e i suoi sviluppi.

  • Come porti avanti la tua attività di marketing? Come ti proponi ai potenziali clienti? Pensi sia utile, per un freelance, avere un sito web?

Avere un proprio sito web sicuramente è una delle strategie più vantaggiose per riuscire a raggiungere un range di possibili clienti il più vasto possibile. Non essendo attiva in questo settore da molto, sto ancora raccogliendo idee e lavorando in questa direzione, ma tengo sempre aggiornato il mio CV e il profilo sui vari siti e portali orientati al mondo del lavoro e, in particolare, a quello della traduzione.

  • Dicci, in poche parole, ciò che apprezzi della collaborazione instaurata con ASTW

Ho collaborato con ASTW sia come parte del team interno che come freelance: adoro lavorare con loro! I Project Manager sono puntuali e precisi, sempre disponibili a venire incontro alle esigenze dei linguisti e a dare consigli e supporto per qualsiasi inconveniente o dubbio. La cosa che apprezzo di più è la grande considerazione che viene data alle risorse, con condizioni di lavoro corrette e rispettose per tutte le persone che prendono parte al flusso di lavoro. ASTW è una grande famiglia: sono felice e orgogliosa di farne parte!


Annalisa Nuvoli

Annalisa ha studiato russo e tedesco presso l’Università di Genova, dove ha conseguito una Laurea Magistrale in Traduzione e Interpretariato. Poco dopo è entrata a far parte del team di ASTW, inizialmente come Project Manager e in seguito come traduttrice. È passata poi alla libera professione, continuando a occuparsi di traduzione brevettuale e di localizzazione di siti web. Attualmente frequenta un Master in Traduzione audiovisiva, con l’obiettivo di specializzarsi nella localizzazione di videogiochi.