Québec: il Bill 96 potrebbe aumentare la richiesta di traduzioni

Nella puntata di Paesi Multilingue dedicata al Québec affermavo che: La convivenza tra inglese e francese non è stata sempre delle migliori. Negli anni sono state numerose le lotte, più o meno pacifiche, per l’affermarsi di una o dell’altra lingua. L’articolo a seguire ne è la conferma.

La nuova legislazione proposta in Quebec potrebbe aumentare la domanda di traduzioni in lingua francese (canadese). Simon Jolin-Barrette, ministro responsabile per le lingue, ha presentato il Bill 96 all’Assemblea nazionale il 12 maggio 2021. La proposta mira ad affermare il francese come unica lingua ufficiale della provincia canadese.

Il disegno di legge 96 è la tanto attesa riforma della Charte de la langue française (nota anche come legge 101) adottata nel 1977. Se approvato, il disegno di legge 96 sancirebbe la Charte nella Costituzione canadese. Istituirebbe anche un ministero della lingua francese e un commissario per la lingua francese, nominato dall’Assemblea nazionale.

La proposta segue i finanziamenti del governo per 17 milioni CAD (14,1 milioni $) per otto progetti a promozione della lingua francese, tra cui una sovvenzione di 2,7 milioni CAD (2,2 milioni $) per l’ASDCM (Association des Sociétés de développement commercial de Montréal) per supportare le imprese dell’area di Montreal.

Québec: cosa cambia?

Secondo il Bill 96, i comuni bilingue dovrebbero soddisfare i nuovi requisiti demografici per mantenere il proprio status. Il disegno di legge disincentiverebbe gli studenti a iscriversi in college di lingua inglese. Richiederebbe inoltre a tutti gli studenti di superare un esame di francese standard per ricevere gli attestati. Sia gli anglofoni del Quebec che gli immigrati che non parlano francese sarebbero incoraggiati all’apprendimento di questo idioma.

Per gli LSP che offrono servizi in lingua francese, tuttavia, la parte più rilevante del disegno di legge è probabilmente un’estensione del processo di certificazione francese, che ora si applicherebbe alle imprese tra i 25 e i 49 dipendenti. Dopo un periodo di grazia di tre anni, queste imprese sarebbero tenute a utilizzare la lingua francese per comunicare con i clienti e produrre materiali e documentazione commerciale.

Le aziende con sede in Quebec sono già tenute a fornire ai dipendenti comunicazioni scritte in francese sulle condizioni di lavoro. Il nuovo disegno di legge amplierebbe l’obbligo di includere documenti di formazione e moduli di domanda di lavoro.

I clienti che non possono accedere ai servizi in francese in un’attività commerciale potrebbero presentare un reclamo all’OQLF (Office québécois de la langue française), mentre il Commissario per la lingua si occuperebbe dei reclami sull’applicazione delle nuove leggi linguistiche.

I reclami contro il Bill 96 già abbondano in rete, presentati principalmente da anglofoni e “allofoni” (cittadini con una prima lingua diversa dal francese o dall’inglese). E una petizione su change.org, “Fight Against Bill 96!”, ha raccolto oltre 24.000 firme in tre settimane.

La “lotta” linguistica in Canada è più che mai accesa.

Localizzazione a cura di Stefano Gaffuri.

Originale qui.