ATTRAVERSO – RUBRICA A CURA DI LETIZIA MERELLO (7)

Attraverso… la riscrittura. Il nuovo anno è appena cominciato ed è il momento dei buoni propositi e dei nuovi slanci, ma anche di guardare ai traguardi raggiunti e, cosa ancora più importante, a quelli mancati. Perché non ce l’abbiamo fatta? Cosa possiamo fare meglio? Cosa ci spinge a riprovarci?

Immagine di Estée Janssens da Unsplash
Immagine di Estée Janssens da Unsplash

Ho fatto tutte queste considerazioni sul mio primo tentativo di scrittura sul web (e molte altre, che vi risparmio per ovvie ragioni di brevità). Ho pensato al primo anno di Attraverso, timido e un po’ ingenuo, alle cose che ho imparato e a quello che ho scoperto guardando fuori da questa piccola finestra. Cosa mi spinge a riprovarci? Una risposta è arrivata, ma ci è voluto un po’. 

Sarei proprio felice di usare questa finestra non solo per guardare fuori, ma anche per dire qualcosa a chi passa. Non solo ai colleghi, agli addetti ai lavori e ai professionisti del settore dei servizi linguistici, ma soprattutto a chi con le lingue non ci lavora e azzarda un’occhiata di sfuggita da fuori, per semplice curiosità, o perché quest’anno vuole pensare più in grande e ha deciso di tradurre il sito web della propria attività, oppure si chiede come sarà davvero lavorare come traduttore perché vuole provare a intraprendere questa strada.

Nel corso di quest’anno vorrei farvi entrare nel mio ufficio, offrirvi un caffè e invitarvi a farmi compagnia durante una mia tipica giornata di lavoro… che non è fatta di sola traduzione, ma non voglio farvi troppi spoiler. 😉

Lavorare con le parole significa, in buona parte, rileggere, tornare sulle proprie idee, riscrivere. E la riscrittura è il fulcro di questa puntata introduttiva della mia rubrica nella sua nuova veste. È un atto che richiede autocritica e una discreta dose di coraggio, ma non per questo deve apparire come qualcosa di eroico o di eccezionale: riscriversi, tagliare e correggere, aggiungere e ampliare, dovrebbero essere gesti costanti nel nostro quotidiano. E di fatto lo sono già, anche se spesso abbiamo timore di riconoscere questo nostro coraggio.

Tempo fa riflettevo su una cosa buffa: da un giorno all’altro mi guardo allo specchio e non vedo quasi mai la stessa persona che mi aspetto di vedere. Ci avete mai fatto caso? Non ho una spiegazione a riguardo, ma so che il cambiamento è nella nostra natura e accoglierlo può renderci la vita più facile: per questo non dovremmo avere paura di riscrivere. E rileggere. E ancora riscrivere. Come sto facendo con questo file, proprio adesso.

Anche la traduzione è riscrittura: con molti vincoli da rispettare, ma si tratta pur sempre di osservare i pezzi di un puzzle e capire come modificarne l’ordine, per far sì che altri occhi, diversi dai nostri, possano vedere la stessa immagine. Ecco un caso in cui cambiare non significa snaturare, ma comunicare più efficacemente, con un numero sempre maggiore di persone.

Da febbraio, il primo lunedì di ogni mese, sarò qui per raccontarvi un aspetto del mio lavoro. La prossima volta vi parlerò del primo passo imprescindibile prima di affrontare un nuovo testo: la lettura.

Non vedo l’ora di riscrivere la mia storia insieme a voi!

Quella nell’immagine di copertina sono io, disegnata da Claudia Plescia.