Written by ASTW

Traduzione automatica e pregiudizi neoluddisti

Si sta avvicinando la data del prossimo Workshop “Traduzione automatica e post-editing”, che si terrà a Genova il 28 aprile (maggiori informazioni in questa pagina). In occasione dell’organizzazione dell’evento, scambiando opinioni e ricevendo riscontri da potenziali partecipanti, o anche da semplici curiosi, si è confermata, ahimè, l’impressione che venivo maturando in questi anni, ossia che la traduzione automatica, in Italia, è ancora un oggetto oscuro, un tabù cui rivolgere strali e contumelie.

Il traduttore ha in definitiva paura che il suo lavoro venga o sostituito o reso oltremodo alienante dalla Machine Translation (MT). Queste opinioni sono addotte, ça va sans dire, da persone che non usano la MT, o che ne hanno una visione assai approssimativa, se non caricaturale. Lungi dall’essere adoratori acritici delle nuove tecnologie, noi di ASTW abbiamo dimostrato, con il lavoro di tutti i giorni, che il lavoro del traduttore può trarre grandi benefici dall’uso della traduzione automatica, tra cui:

  • numero minore di battute alla tastiera (con miglioramento della salute delle articolazioni di polso e gomito)
  • maggior numero di lavoro nell’unità di tempo
  • maggior controllo sulla coerenza terminologica
  • miglioramento progressivo dell’output del motore di traduzione
  • riduzione della curva di apprendimento del traduttore in erba

 

Usando la MT e strumenti di traduzione assistita al computer possiamo garantire qualità e produttività, ed essere (cosa non trascurabile) competitivi in termini di prezzo. È l’esperienza (l’empiria, direbbero i filosofi della scienza) e solo questa che dovrebbe informare le nostre opinioni. Il lavoro del traduttore, è vero, è cambiato molto dall’introduzione dei mezzi informatici, così come cambiò il lavoro dei tessitori all’introduzione del telaio meccanico o la manifattura all’introduzione del lavoro fordista. La sfida è quella di non subire passivamente questi sviluppi tecnologici, per coglierne invece le potenziali opportunità.

Il futuro del traduttore sarà sempre più quello di post-editor di testi tradotti da una macchina: al traduttore sarà quindi richiesta una conoscenza approfondita dell’argomento della traduzione e la capacità di gestire al meglio la traduzione automatica e il suo output: competenze che solo gli anni, l’impegno e la formazione possono affinare.

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