Traduzione automatica: consigli per un post-editor

Sebbene la traduzione automatica sia in molti casi uno strumento efficace nel nostro arsenale di tool per incrementare la produttività, l’occhio umano è (ancora) il “collo di bottiglia” della qualità finale della traduzione.

La qualità della traduzione automatica (MT) è notevolmente migliorata da quando ho iniziato a lavorare nell’ambiente multilingue, ma l’output grezzo può ancora creare problemi. Se si trascura l’importanza della verifica umana e si fa affidamento esclusivamente sul software, i risultati possono essere imbarazzanti.

IL PROCESSO

Il processo di traduzione dei contenuti, nell’azienda con la quale collaboro, funziona così:

Iniziando dalla fonte inglese, i nostri editor inglesi riducono al minimo la personalizzazione culturale o linguistica (umorismo, slang, modi di dire, ecc.). Ottimizziamo la fonte inglese per la traduzione, riducendo così al minimo i possibili problemi.

Una volta selezionato il file per la traduzione, il linguista madrelingua della lingua in oggetto fornisce alla fonte inglese i termini che dovrebbero rimanere in inglese (come termini tecnici o marchi) evidenziandoli.

Il contenuto da tradurre viene processato tramite traduzione automatica (MT).

La fonte MT è convalidata dal linguista madrelingua della lingua di arrivo prima della pubblicazione sul nostro sito.

I dizionari MT vengono aggiornati così da riflettere le correzioni di convalida. Questi aggiornamenti verranno applicati alle traduzioni future, in questo modo, si migliora gradualmente la qualità degli output della nostra MT.

L’output MT può essere “sufficientemente buono” quando viene richiamato dall’utente. Ma è meglio non dare per scontato che l’output grezzo sia pronto per la pubblicazione così com’è, non importa quanto allettante sia il risparmio sui costi.

INSIDIE

Una trappola comune sono le espressioni informali o idiomatiche che possono stravolgere i risultati, come illustrato in questo esempio tratto dal primo discorso di Martin Luther King Jr “I Have a Dream”:

Testo originale:

“I am happy to join with you today in what will go down in history as the greatest demonstration for freedom in the history of our nation. Five score years ago, a great American, in whose symbolic shadow we stand today, signed the Emancipation Proclamation. This momentous decree came as a great beacon light of hope to millions of Negro slaves who had been seared in the flames of withering injustice. It came as a joyous daybreak to end the long night of their captivity.”

Il testo è stato tradotto in giapponese e la traduzione convalidata da un madrelingua è stata poi riprocessata dalla MT, generando in inglese:

“I am pleased that I will be able to participate in the great rally for this freedom, which will remain in the history of the United States today. A hundred years ago, a great American citizen signed the enslavage declaration. Right now, we stand in front of the seated statue. This commemorative proclamator gave hope to millions of black slaves. It was the dawn of delight to end the long, painful evening they were being held in”.

Una base da cui partire ma certo non pronta per la pubblicazione.

Anche quando si ritiene che il progetto lasci poco spazio agli errori, è essenziale chiedere a un madrelingua di rivedere la traduzione prima di affidarle i nostri messaggi e la nostra reputazione.

ERRORI

Esistono molti aneddoti umoristici di errori di traduzione (anche se metto in dubbio l’autenticità di alcuni).

Uno degli esempi più meritevoli viene dal Galles, dove la legge richiede che tutti i segnali stradali mostrino il testo scritto sia in inglese sia in gallese. Nel 2008 si è reso necessario un cartello stradale per comunicare quanto segue:

“Divieto di accesso per i mezzi pesanti. Area residenziale”.

Come protocollo standard, il testo inglese è stato inviato al traduttore gallese e come previsto per una stringa di testo così breve, tradotto e rispedito immediatamente:

“Nid wyf yn y swyddfa ar hyn o bryd. Afonwch unrhyw waith i’w gyfieithu”.

Il progetto è stato completato e il cartello è stato eretto.

È stato solo dopo l’affissione che i madrelingua gallesi locali hanno informato il cliente che il testo diceva in realtà:

“Al momento non sono in ufficio. Si prega di inviare qualsiasi lavoro da tradurre”.

Il cartello è stato rimosso, e presumo, sostituito con la traduzione corretta.

Morale di questa storia: fidarsi ma verificare, per evitare che una svista diventi una base per il post o meme nel blog di qualcun altro.

Testo originale redatto da Leah Ketring, traduzione e adattamento a cura di Stefano Gaffuri.